ᴀʀʀɪᴠᴀɴᴏ ɢʟɪ ɪɴꜱᴇᴛᴛɪ.

Complesso, New York City.
15 - 02 - 2019.
09:30 a.m.
Salotto.

ᴀᴠᴇʟɪɴᴇ

Quando capitano cose brutte tendi sempre a dispiacertene, ti domandi cosa potevi fare se eri li, magari salvare quelle vite stroncate o in pericolo.

Ci potrebbe essere anche la possibilità però che tu sia effettivamente li, sei partecipe dell'atto malevolo in corso e hai due opzioni da prendere in quel momento: scappi senza voltarti indietro per poi vivere nel rimorso, oppure decidi di intervenire rischiando la tua stessa vita per proteggere quella persona capitata sfortunatamente sotto il criminale di turno, una decisione che va presa alla svelta e non alla leggera perché se prendi la scelta sbagliata le persone possono perdere la vita a causa tua.

Di solito queste due opzioni vengono prese una volta nella vita, solo che è il tuo animo a fartela prendere, una persona buona sceglierà di intervenire, mentre quella cattiva sceglierà di scappare, ci sono anche persone però che sono sia buone che cattive e che sono eternamente in conflitto su quale parte dare ascolto, come quando ti immagini l'angelo e il diavolo che ti parlano dalla spalla.

Quelle decisioni ti segnano nel profondo, perché ogni uno di noi ha sia luce che oscurità dentro di se, basta scegliere da che parte agire, ma il problema nel mio caso è che non so come definirmi...io so di essere buona, ma i miei poteri mi fanno così presagire qualcosa di cattivo che mi fa pensare di essere malvagia e mi sale la paura di fare del male alle persone che amo.

Di notte a volte vengo assalita da incubi orrendi in cui io uccido le persone a me care, rivedo la scena su Xandar, ma invece del criminale vedo uno dei miei amici e prima che potessi fermarmi loro erano già morti...credo che non ci sia qualcosa di peggiore nel vedere morire le persone a cui vuoi bene e specialmente quando vedi che sei tu a farlo.

Fortunatamente quella notte fui libera da quegli incubi orrendi e potei riposare tranquillamente senza essere assalita dalla paura di ciò che vedevo, non so come mai non ci fossero e nemmeno mi scervellavo per scoprirlo essendo grata di ciò, ma potei attribuire questo fatto alla conoscenza di Maggie e del mio passato che piano piano spuntava fuori...forse vedere una luce in fondo al tunnel mi stava aiutando con i miei grossi problemi.

Quella mattina mi alzai più tardi del solito, per cui decisi di essere veloce a prepararmi per la giornata, scelsi una canottiera elegante bianca, pantaloni aderenti neri e ballerine nere, districai i grovigli in mezzo hai miei capelli e mi applicai un trucco leggero, poi mi fiondai a fare colazione con gli altri che ormai avevano quasi finito la loro, ma apprezzai molto i pancake con sciroppo d'acero che mi avevano lasciato da parte...se non ci fossero sarei nei guai fino al collo.

Dopo quella colazione sostanziosa ogni uno si ritirò per le proprie faccende: Steve, Natasha, Wanda e Visione si erano ritirati chi sa dove, anche se sospetto ad allenarsi; Tony, Bruce e Rhodey erano spariti molto presto e deduco che si siano rintanati nel laboratorio; io, Thor, Clint, Bucky e Sam invece eravamo seduti in soggiorno a chiacchierare tra noi o a leggere libri e giornali...insomma, una giornata tranquilla per questa mandria assortita di eroi e pericoli pubblici come la sottoscritta.

Seduta tra Thor e Clint, stavo assistendo a una discussione tra quest'ultimo e i due amici seduti davanti a noi, che stavano incassando la furia dell'arciere che disse <<Non so quante volte ve lo devo dire,ma non voglio che nessuno tocchi il mio stramaledetto arco! Spero che capiate la mia lingua, forse dovrei dirvelo in Klingoniano!>>.

Sams buffò <<Perché tutti sappiamo quella lingua! Dai Clint! Abbiamo detto che ci dispiace, non farci la filippica per favore>>.

<<Continuerò a farvela finché vi entra in testa che le cose degli altri non si toccano Wilson!>>.

Questa volta fu Bucky a sbuffare <<Se parliamo di toccare le cose altrui nemmeno tu sei così innocente!>>.

L'arciere lo fissò truce <<E con questo cosa vorresti dire?>>.

<<Che ci rubi la Nutella e le Fieste! Sai che non ci piace quando ce li toccano, ma tu lo fai lo stesso, così abbiamo pensato di ripagarti con la stessa moneta>>.

<<Arco e cibo non sono la stessa cosa, da quando nella vostra ottica è così?>>.

<<Da quando si è iniziato a rubare bello mio! Hai miei tempi altro che ripercussioni così, ti mettevano in galera e buttavano via la chiave>>.

<<E tu mi vuoi far credere che non hai mai rubato?>>.

<<Esattamente! Io sono ancora qui a quanto pare no? Dovrebbe rispondere a questa domanda>> sbuffò <<Avrò fatto cose terribili contro la mia volontà, ma non sono un ladro>>.

<<Non ho insinuato questo Barnes>>.

Sam intervenne serio <<Ma è ciò che hai fatto trasparire Barton, non gli serve che lo reputi un poco di buono solo per una cavolata, l'abbiamo preso in prestito e basta, non è stato rovinato o altro, quindi passaci sopra e accetta le nostre scuse>>.

Clint alzò le braccia <<Io le accetto e mi dispiace per averti fatto credere che fossi un ladro Bucky, sono stato troppo duro, ma se la prossima volta che volete usare il mio arco basta che me lo chiediate, non sono così insensibile da non imprestarvelo>> i due fortunatamente annuirono sorridendo e la cosa finì com'era iniziata...mi mancava un'altra giornata di litigi.

Thor al mio fianco alzò le braccia trionfante ed esclamò <<La pace è tornata tra i comuni mortali!>>.

Io scoppiai a ridere mettendomi il dorso della mano destra sulla bocca e dissi <<E spero che abbiano imparato a non toccare le cose degli altri d'ora in poi>>.

Clint sbuffò <<Tutto perché non senta più questo cavernicolo parlare come un zoticone ubriaco>>.

Sam lo fissò <<Per caso hai mangiato cibo avariato Barton?>>.

<<Perché me lo chiedi?>>.

<<Hai un certo caratterino scorbutico stamattina, sembra che ora sia Thor la tua vittima sacrificale>>.

L'arciere lo fissò truce <<Guarda che non sono mica un assassino strambo alla X - Files>>.

<<Ed io non sono Fox Mulder e la nostra amica di fianco a te non è Dana Scully, ma non ci vuole un intuito super avanzato per capire che qualcosa ti turba vecchio mio, non credo che sia nemmeno l'arco>>.

A queste parole lo guardai <<Clint, per caso è successo qualcosa? Puoi dircelo>>.

Lui ci fissò e poi sospirò passandosi la mano destra sulla faccia <<Stamattina ho discusso con mia figlia, insiste per andare a una festa organizzata da un suo amico che non conosce nemmeno bene in una casa sperduta chissà dove ed io ho detto di no, ovviamente lei se l'è presa e usa sua madre come portavoce tra noi due>>sbuffò <<Adolescenti, valli a capire>>.

Sorrisi lievemente <<Ma hai negato perché non ti fidi del ragazzo?>>.

<<Quella è la cosa principale! Ma non voglio che esca dai confini della casa, i miei nemici potrebbero trovarla e se le accadesse qualcosa non melo perdonerei mai>>.

Gli posai la mano destra sulla sua spalla dolcemente <<Non sono genitore e non so se lo sarò mai, ma posso capire le tue preoccupazioni e farei le stesse cose per saperli al sicuro>>.

Mi sorrise grato <<Sono contento che tu stia dalla mia parte Aveline>> poi guardò gli altri <<Voi cosa ne pensate?>>.

Thor si sporse verso di lui dandogli una pacca spaccaossa sulla spalla <<I figli vanno sempre controllati, anche mio padre ci mandava sempre dietro delle guardie per tenerci d'occhio, forse dovresti mandargliene anche tu dietro>>.

Clint sorrise massaggiandosi la spalla <<Apprezzo il suggerimento amico, ma non credo che sia la soluzione giusta e poi non potrei permettermi delle guardie del corpo>>.

Sam si grattò la nuca e poi disse <<Non ho figli, ma ho dei nipoti che considero figli miei, quindi capisco il tuo bisogno di proteggere tua figlia e che il mondo è pieni di pericoli>>.

<<Però c'è un ma vero?>>.

Annuì <<Forse potresti dargli un po' di fiducia e trovare un compromesso per agevolare entrambe le parti, usare la diplomazia a volte aiuta>>.

<<Terrò in considerazione questa cosa, vediamo se riesco a ottenere di nuovo l'attenzione della mia bambina>>.

Per ultimo toccò a Bucky che si accoccolò meglio sul divano <<Hai miei tempi era impensabile che una donna andasse da sola a una festa e anche a me è toccato accompagnare mia sorella a delle feste, per cui se proprio ci tiene ad andare potresti mandargli dietro un fratello>>.

L'arciere lo indicò <<Potrebbe essere una bella idea! Così la terrei al sicuro>>.

Sam sorrise in modo festaiolo <<Altrimenti manda me, Thor e Bucky a sorvegliarla, così sei sicuro che non corri pericoli e che i ragazzi allunghino le mani>>.

L'altro rise di gusto <<Anche questa è una bella idea, perché non ci ho pensato prima diamine?>>.

<<Eri troppo ansioso per valutare tutte le opzioni>>.

<<Non posso contraddirti>>.

Io ridacchiai <<Parlami della tua famiglia Clint, non so praticamente quasi nulla di te>>.

Mi guardò e poi sorrise <<Mia moglie si chiama Laura e ho tre figli, una femmina e due maschi di nome Lila, Cooper e Nathaniel, sono le persone più importanti della mia vita e farei qualunque cosa per loro, viviamo in una casa costruita da me in Missouri dove siamo al sicuro e in pace>>.

<<E fai spoletta tra li e il Complesso?>>.

<<Esattamente! Vorrei averli più vicino, ma ho paura che siano rintracciabili, per cui devo fare avanti e indietro>>.

Sorrisi <<Cosa non si fa per la famiglia, giusto?>>.

<<Giustissimo Ava!>>.

<<Mi piacerebbe conoscerli un giorno>>.

<<Te li farò certamente conoscere, piaceresti sicuramente alla mia famiglia>>.

<<Quando riterrai opportuno il nostro incontro, sarò contenta di conoscerli>>.

Sam intervenne sorridendo <<Piaceresti sicuramente anche a mia sorella e hai miei nipoti, specialmente quest'ultimi con i tuoi poteri, adorano quelle cose>>.

Ridacchiai <<Per quanto ne sia lusingata, non ho intenzione di mostrarli ad altre persone e sapete perché prima che me lo domandiate>>.

Alzò le mani <<Non lo stavo per chiedere, comunque...>> guardò l'uomo biondo <<Thor, tu hai qualche parente da presentargli? Tranne chi tu sai>> sicuramente si stava riferendo al fratello di quest'ultimo, a quanto pare non è il benvenuto.

Il Dio annuì <<La mia famiglia potrebbe piacerli, ma a mio padre non piacciono visitatori non umani ad Asgard>>.

Sbuffai <<Ed io che volevo vederla!>>.

Mi sorrise <<Le prometto che la vedrà Lady Aveline>> lo speravo perché ne ero affascinata.

Ad un certo punto una voce sollevata che conoscevo interruppe la nostra conversazione <<Ti ho trovata finalmente! Avevo cominciato a pensare che l'Uomo Nero ti avesse portato via>> vedendo la faccia seria di Sam continuò alzando le mani <<Senza offesa Piccione, non stavo parlando di te>>.

<<Se ci tieni alla vita ti conviene Stark, altrimenti ti do in pasto agli alligatori>>.

<<Basta che non sia quell'alligatore canterino della Principessa e il Ranocchio! Quello si che sarebbe una punizione ancora peggiore>>.

<<Per mia sfortuna non ce ne sono>>.

<<Sicuro? Ci sono un sacco di alligatori in Louisiana>>.

<<Ci sono solo quelli mangia uomini, ma potrei allevarne uno che canta>>.

<<Passo, non voglio rovinarmi le orecchie che ascoltano buona musica>>.

<<Con questo per dirmi che quella che ascolto io fa schifo? Marvin Gaye è il massimo esponente della musica chiaro? C'è tutto quello che cerchi>>.

<<Non lo metto in dubbio, ma non c'è solo lui che ha rivoluzionato il mondo della musica>>.

Sam incrociò le braccia al petto <<Citamene alcuni saputello>>.

Prima che potesse rispondere lo fece una voce maschile adolescenziale e dall'aria ansiosa <<C'è Michael Jackson! Anche i Queen non sono male aggiungerei>>.

Tony annuì <<Come ha detto il ragazzo qui>>.

Wilson sbuffò <<Questa te la concedo, ma il punto va a lui e non a te>>.

<<Immaginavo>> poi scosse la testa sorridendo e poi mi guardò <<Mia cara, lascia che ti presenti la persona che ieri non è potuta venire a causa di una gita scolastica>> indicò il proprietario della voce di prima <<Lui è Peter Parker, ma qui tutti lo conoscono come Spider - Man>> poi indicò me <<Lei invece è Aveline Dawson, la donna di cui ti ho parlato l'altro giorno>>.

<<Quella che se esplode uccide tutti anche se è gnocca?>>...questa volta non commento perché non so se devo ridere o ritenermi offesa.

Tony gli dette una sberla sulla nuca <<Ehi! Bimbo Ragno! Come ti permetti di dire queste cose?>>.

Il ragazzo lo guardò massaggiandosi la nuca <<Perché mi picchia? Che ho detto?>>.

<<Non lo sai?>>.

<<No! Ho detto quello che ha detto lei!>> vedendo la gaf che aveva fatto continuò mortificato <<Eh...Mi scusi signor Stark>> a quanto pare lo aveva "tradito" senza volerlo e vedendo la sua faccia avevo ragione...ciò però ci portò a scoppiare a ridere per la situazione in cui si era cacciato.

Sam sporgendosi verso di lui in modo quasi cospiratorio disse <<Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, si dice>>.

Stark lo fissò truce <<Una persona può sbagliare no? Lo so che non aspetti altro per accusarmi di qualcosa>>.

Alzòvle mani <<Io non ti accuso di niente, solo che non puoi rimproverarlo per aver rivelato inconsapevolmente una cosa che tu gli hai detto, anzi, non dovresti parlare alle spalle delle persone in quel modo, specialmente di Aveline>>.

Sbuffò <<Come se voi non lo faceste>>.

Fu Bucky a intervenire <<Lo ammettiamo, ma la cosa è differente mi sembra e lo sai benissimo, non ha bisogno di essere definita una bomba micidiale e gnocca, dobbiamo aiutarla e non abbassare la sua autostima>>.

Thor continuò incrociando le braccia al petto <<Questa sarebbe calunnia e se fossi ad Asgard saresti sbattuto nelle celle a marcire>>.

Il miliardario lo guardò <<Non siamo nel tuo Paese delle Meraviglie, Cappellaio Matto, qui le cose vanno diversamente>> poi guardò il soldato <<Lo so che è differente e mi dispiace okay? Non era mia intenzione essere responsabile per il calo della sua autostima>>.

Quest'ultimo sbuffò <<Fai molte cose sbagliate credendo di fare del bene, ma ti accorgi troppo tardi dei tuoi sbagli Stark>>.

Lo guardò duramente <<Senti Manchurian Candidate, non credo che dovresti giudicarmi dopo...>>.

Clint lo interruppe imperterrito <<Ti consiglio di fermarti qui Tony, non sai cosa potresti scatenare con la tua boccaccia>>.

Stavano per iniziare una nuova litigata, quindi decisi di intervenire essendo che a quanto pare io e il ragazzo nuovo eravamo i più calmi <<Ragazzi! Ora basta ve ne prego>> sospirai <<Per quanto apprezzi che mi difendiate, non ce n'è bisogno perché non mi ritengo offesa da ciò che ha detto>>.

Tony esclamò contento <<Ah! Vedete?>>.

Lo guardai <<Non che sia brutto da dire e specialmente alle spalle, ma non posso smentire questa cosa perché è vera e lo sapete anche voi, sulla gnocca non saprei se definirmi tale ma...>>.

Sam ridacchiò <<Scherzi vero? Sei una donna bellissima sotto molti aspetti e non solo esteriormente, non sono il solo a pensarlo>> forse ecco la prova di quello che ieri mi avevano detto Nat e Wanda sul fatto che a Wilson piaccio, ma io lo vedo solo come amico e niente di più.

Thor proseguì <<Ha ragione! E' una delle midgardiane più belle che abbia mai visto e farebbe sfigurare persino le dee di Asgard>> non so se crederci, ma credetti alle sue parole.

Clint guardò il biondo <<Ti ricordo che hai una fidanzata bei capelli lucenti e non credo apprezzerebbe queste parole>>.

<<Mi scuso, il mio è un complimento>>.

<<Era un tuo metodo di conquista Casanova?>>.

<<Un pochino>>.

<<Funzionava?>>.

<<Non posso negarlo, andava alla grande>>.

Lo guardò scettico <<Credo che sia perché tu eri il principe>>.

<<Mi ritengo offeso da queste parole, non critico i tuoi metodi per conquistare i cuori delle donne>>.

<<Perché ha me è servito una sola volta ed è stato con la madre dei miei figli>> intanto Sam e Bucky se la ridevano vedendo il loro battibecco...credo che sia una specie di cinema per loro.

Tony intervenne alzando le mani sbuffando <<Possiamo parlare di metodi in corteggio davanti a un buon caffè? Non voglio sprecare tempo prezioso di Bimbo Ragno>>.

Quest'ultimo alzò la mano come se fosse a scuola <<Ehm...Signor Stark?>>.

<<Si? E per favore, non alzare la mano>>.

<<Okay...ehm...oggi non ho scuola signore, quindi non ho fretta>>.

<<Dirlo subito?>>.

<<Non mi ha lasciato il tempo di parlare!>>.

Restò in silenzio qualche secondo <<Errore mio, scusa>>.

<<Non si preoccupi>>.

<<Quindi puoi restare un po'?>>.

<<Certo! Tanto zia May sa dove sono>>.

<<Perfetto!>> lo guardò dubbioso <<Non hai portato il pane noci e datteri vero? Non per criticare le doti culinarie di tua zia ma...>>.

<<Ma sono orrendi>> ridacchiò <<Mia zia per quanto sia una santa donna non è sempre una brava cuoca, il suo pane noci e datteri non piace nemmeno a me>>.

<<Siamo sulla stessa barca allora, hai fatto colazione?>>.

<<Si, con i miei amici prima di venire qui>>.

<<Bene, altrimenti ti avrei cucinato qualcosa>>.

<<Non serve, ma la ringrazio>>.

Gli arruffò i capelli affettuosamente <<Sempre ragazzo mio>> sorrisi nel vederli così, sembravano molto padre e figlio...entrambi avevano bisogno di questo rapporto speciale che avevano a mio dire e mentre pensai al loro rapporto quasi genitoriale, mi soffermai a guardare il nuovo arrivato.

Peter era un ragazzo sui 17 anni, alto 1,73, corti capelli marrone scuro, occhi castani, naso piccolo alla romana, labbra sottili e senza barba che indica la sua giovane età, portava un maglione blu scuro sopra una camicia a quadri verde e rossa, pantaloni color nocciola e delle scarpe da ginnastica ma eleganti nere...a prima impressione mi sembrava un bravo ragazzo, anche se era molto timido e sembrava sempre stare in soggezione con tutti noi nella stanza.

Sorridendo cordiale intervenni <<Felice di conoscerti Peter, mi era stato detto che sarebbe successo ieri, ma eri a una gita scolastica>>.

Ricambiò il sorriso <<Anche io sono felice di conoscerla signorina Dawson>> poi si grattò la nuca arrossendo <<Ehm, si,sarei dovuto venire ieri, ma la gita è stata improvvisa e non ho potuto sottrarmene>>.

<<Non dovevi farlo, la cosa importante è che partecipi attivamente alla scuola e lascia perdere quelli che ti dicono che non serve a niente, ti portano nella cattiva strada>>.

<<Oh! Io ci tengo alla scuola, ho buoni voti>>.

<<Ne sono felice, dove sei andato in gita?>>.

<<A Philadelphia, stiamo studiando la Guerra d'Indipendenza Americana e siamo andati nei posti più significativi della rivoluzione, come la Independence Hall e la Liberty Bell, ma soprattutto il Museo dell'Arte dove c'è la scalinata dove si allenava Rocky Balboa nel film! Ci siamo messi a fare la scena salendo i 72 scalini tutto d'un fiato! Una cosa pazzesca!>> tutta questa spiegazione è stata accompagnata da gesti che fece ridere tutti i presenti...deve essere un ragazzo molto attivo e chiacchierone.

Tony ridacchiò posandogli la mano destra sulla sua spalla <<Prendi fiato tigre! Non voglio che mandi fuori fase Aveline con la tua parlantina, per quanto apprezzi la tua repentina simpatia per lei>>.

Si grattò la nuca rosso in viso <<Mi scusi signor Stark, mi sono lasciato trasportare>>.

<<Fa nulla ragazzo, ma se ti interessa la storia americana hai due centenari a cui chiedere, sono esperti di storia antica>>.

Bucky sbuffò <<Mi stavo chiedendo quanto ci avresti messo a fare queste battutine sulla mia età di pessimo gusto>>.

Sam al suo fianco guardò il suo amico <<Lascialo parlare, tanto quando sarà vecchio tu sarai ancora giovane e vediamo chi ride>>.

<<Aspetto con ansia quel giorno>> e si diedero il pugno facendo la linguaccia all'amico miliardario.

Intanto anche Clint e Thor se la ridevano e quest'ultimo disse <<Ogni volta che finisci per stuzzicare qualcuno finisce sempre male, fatti una domanda se sei tu>>.

L'arciere annui <<Qui c'è un detto: Se stuzzichi il toro, ti becchi le corna>>.

Tony sbuffò <<E questa chi la detta? Non mi risulta nel libro dei proverbi>>.

<<L'ho inventata io>>.

<<Infatti, mi sembrava strano>>.

Peter sorrise indicando Clint <<Inventata o no, devo dire che mi piace>>.

<<Grazie ragazzo>> e gli fece l'occhiolino...qui le argomentazioni passavano da tutto e di più in pochi secondi.

Ad un certo punto la conversazione fu interrotta dalla voce di F.R.I.D.A.Y. <<Signor Stark, alla porta c'è una donna di nome Margaret Casey che chiede di entrare, gli devo dare il permesso?>>a quanto pare mi è venuta a trovare prima del previsto.

L'uomo dal pizzetto curato si mise le mani in tasca <<Falla entrare, sarà sicuramente qui per vedere la nostra Aveline>>.

<<Sarà fatto signore>> e poi tornò il silenzio come un lenzuolo pulito posato su un letto nuovo di zecca...tutti eravamo curiosi di sapere perché era qui.

Fu l'adolescente con i poteri di ragno a rompere il silenzio confuso <<Chi è Margaret Casey?>>.

Tony lo guardò <<A quanto pare è un amica di Ava, la sta aiutando a recuperare la memoria>>.

<<La memoria?>>.

Clint sbuffò <<Non dirmi che il ragazzo qui non sa cos'è successo ad Aveline>>.

Il miliardario si grattò la nuca <<Potrei aver dimenticato di accennarlo>>.

<<Come sempre crei situazioni imbarazzanti, non solo per la nostra amica ma anche per colui che ha fatto la domanda>>.

<<Mi sono scordato! Okay? Può capitare!>>.

Bucky ridacchiò <<Con l'età sai, si comincia a scordare sempre più cose>>.

<<Questa te la faccio passare perché ho iniziato io>>.

Peter scosse la testa e mi guardò <<Con la perdita della memoria ha perso anche i ricordi della sua vita vero?>> dopo che annuì continuò <<E com'è successo?>>.

Fu nuovamente necessario riaprire la ferita ancora fresca per spiegargli il motivo, avrei preferito che Tony gli avesse detto tutto lui per non dover ritornare al fatto che una parte di me era ancora dispersa chissà dove, solo le sessioni con Wanda e l'aiuto di Margaret poteva indicarmi dove si trovasse il pezzetto mancante della mia vita.

Una volta finito il racconto mi fissò triste <<Mi dispiace per quello che ha passato signorina Dawson, nessuno si merita quello che le hanno fatto>>.

<<Non è colpa tua Peter e ti prego di darmi del tu, essere chiamata signorina Dawson mi fa sembrare vecchia>>.

<<Va bene signorina...ehm...Aveline>> era rosso in faccia per la gafe mi dispiacque subito per lui, era un ragazzo così tenero.

Le porte del soggiorno si aprirono e la voce della mia amica appena ritrovata si propagò nella stanza <<Scusate la mia intrusione nella vostra vita qui al Complesso e se verrò cacciata lo capisco, ma ho pensato di fare una capatina per salutare la mia migliore amica>>.

Ci voltammo tutti verso la porta e la vidi sulla soglia sorridente con i capelli biondi raccolti in una coda elegante avvolta in un outfit altrettanto elegante ma semplice con una camicia rossa, pantaloni aderenti neri e tacchi neri.

Il miliardario sorrise educato <<Non disturba affatto signorina Casey, ci stavamo trastullando per mancanza di avvenimenti, ci fa piacere vederla>>.

<<La ringrazio signor Stark, ma vi prometto che non vi prenderò tanto tempo>>.

<<Apprezzo questa promessa, ma qui è la benvenuta, accomodatevi>>.

Lei sorridente si avvicinò al nostro gruppetto seduto sui divani e, posando la borsa nera di pelle di fianco a se, si sedette di fianco a me con aria contenta <<Ero da queste parti e ho pensato di fare un salto a salutarti>> guardò gli altri <<Anche voi si intende>> e gli fece l'occhiolino con aria ammiccante...non ha paura di niente a quanto pare, guardando la sua intraprendenza con delle persone che ha conosciuto praticamente ieri.

Sam la guardò con aria sorniona <<E noi di vedere lei signorina Casey, pensavamo di non vederla più>>.

Bucky aggiunse con la stessa aria <<Specialmente qualcuno, sentiva molto la sua mancanza>>...non so di che diamine stavano parlando questi due.

Infatti mi sporsi verso l'arciere e chiesi sottovoce <<Clint, come mai queste frasi criptiche? Sapete qualcosa che io non so forse?>>.

Lui mi guardò <<Diciamo che ieri la tua amica ha fatto colpo su qualcuno di noi>>.

Ero presa dalla curiosità <<E chi?>>.

<<Il Capitano Rogers, pensavo avessi visto come la guardava>>.

<<Ieri ero troppo presa dalle nuove rivelazioni per prestare attenzione a certi sguardi, anche se ho notato qualcosa di strano nei loro occhi>>.

<<Bè, tra noi c'è in atto una scommessa e quei due signori che stanno lanciando frecciatine, vogliono fare di tutto per far capire alla tua amica che uno di noi è interessato a lei, ma non so se lo fanno per soldi o per amicizia>>.

<<Parlami della scommessa>>.

<<Siamo divisi su due questioni, se staranno insieme a lei oppure no>>.

<<Sul serio?>>.

Annuì <<Vogliamo vedere se Steve riesce a conquistare una donna che evidentemente gli interessa, oppure avrà il sopravvento la sua timidezza e perderà l'occasione>>.

<<Interessante, i gruppi?>>.

<<Per il no ci sono Tony, Rhodey, Wanda, Visione e Bruce, per il si Bucky, Sam, Natasha, e io...>> mi guardò <<Sempre se tu non vuoi partecipare, perché altrimenti devi scegliere>>.

<<E quanto c'è in palio?>>.

<<200 dollari a ogni partecipante e una cena per due pagata al Robert a New York, proprio davanti a Central Park>> a sentire il parco, mi torno in mente il bellissimo pomeriggio passato con Stephen in quel grande parco...vorrei tanto tornarci con lui.

Non so perché di colpo sembrai interessata alla scommessa, così sorridente annunciai <<Credo di voler partecipare anche io, potrei anche vincere>>.

<<E se vinci chi porterai in quel ristorante di lusso e molto romantico?>>.

Avevo in mente tale persona, anche se non so perché, ma non volli rivelarlo così risposi vaga <<Qualcuno in mente ho>> lo scrutai <<Credi che non debba farlo perché non ho nessuno e voi si?>>.

Mi guardò come se avessi detto una scemenza <<Cosa? No! Non sono così insensibile da consigliarti male e poi non sei l'unica che è single qui, Bucky, Sam e Rhodey sono nella tua stessa barca>>.

<<E loro chi porterebbero?>>.

<<E chi lo sa! Comunque, da che parte vuoi stare, sul ce la farà o non ce la farà?>>.

Ero sicura su quale parte stare <<Credo fermamente di stare dalla parte sul ce la farà, ho fiducia in Steve a differenza degli altri che hanno votato no>>.

Lui mi sorrise raggiante <<Benvenuta in squadra Aveline, quella vincente si intende>> e mi porse la mano che strinsi molto volentieri...credo sempre nelle storie a lieto fine.

Ad un certo punto la porta che portava al soggiorno si aprì con enfasi, tanto da voltarmi e vedere entrare il Capitano e la Vedova con aria risoluta, il primo seriamente disse <<Ragazzi, abbiamo un problema>>.

Tutti quelli presenti lo guardarono apprensivi e chiesi <<Cosa succede Steve? Qualcosa che riguarda me?>> non mi sarei meravigliata se ci fosse stato un esercito fuori dal Complesso o che i miei aguzzini mi avessero trovata.

Fu Natasha a rispondere sorridendo calma <<Nulla che ti riguarda Aveline, tranquilla>>.

Tony con le mani in tasca chiese <<Se non si tratta di lei, cosa diamine succede?>>.

<<Nick ha trovato la banda di Adrian Toomes>>.

Sam mise le mani sul bracciolo del divano <<E dove sta quella canaglia?>>.

<<Fuori paese pur troppo, vogliono vendere le armi all'estero ed ora sono a Dubai, sicuramente vorranno vendere armi super distruttive a qualche signore della guerra>>.

Bucky sospirò <<Quindi dobbiamo andare al altro capo del mondo per acciuffarli>>.

<<Esattamente>>.

<<Nessun problema, gli siamo dietro da mesi ormai>>.

Clint annuì <<E chi sarà il fortunato che andrà ad acciuffarli?>>.

Steve incrociò le braccia al petto <<Tutta la squadra, non è il solo pur troppo e ha un intera squadra armata hai suoi comandi, non si faranno scrupoli a uccidere noi o i civili>>.

Thor si alzò <<Pronto a prendere a calci quei mascalzoni! Si sentiranno le loro urla fino al Valhalla!>>.

L'arciere lo guardò <<Quanta spietatezza Johnny il bello! Dobbiamo solo arrestarli e non mandarli al creatore!>>.

<<Era per enfatizzare la mia voglia di prenderli, non avete un motto di battaglia voi midgardiani?>>.

<<Si! Ma non così in modo barbarico>>.

Maggie, che era rimasta in silenzio fino ad ora, intervenne ridacchiando <<Non ha detto nulla di male poverino, ha solo messo in moto ciò che la sua cultura gli ha insegnato>>.

In quel momento il Capitano si accorse della sua presenza e la sua serietà sembrava completamente sparita, dando spazio alla timidezza che a quanto pare lo contraddistingue anche se è un omone grosso <<Margaret! E' qui, non l'avevo vista, scusatemi>>.

Lei sorrise arrossendo <<Non deve scusarsi Capitano Rogers, oggi non era in programma che venissi qui, ma il lavoro mi ha portato vicino e ho deciso di passare>>.

<<E' sempre la benvenuta qui>> con la coda dell'occhio vidi Sam e Bucky ridacchiare...godevano nel vedere il loro amico preso con una donna a quanto pare.

<<La ringrazio, comunque non voglio distogliervi dalla missione, continuate pure>>.

Tony intervenne lisciandosi la giacca elegante che portava <<Adrian Toomes è a Dubai con una squadra armata fino hai denti e tutti noi dobbiamo andare ad acciuffarlo>>.

<<Esatto, Bruce, Rhodey, Wanda e Visione sono già al Quinjet pronti per partire, manchiamo solo noi>>.

Si fece schioccare le dita <<Perfetto! Almeno potrò testare le nuove modifiche che ho istallato nella mia armatura>>.

Peter, che si era fatto ancora più piccolo in presenza dei due Avenger appena entrati in soggiorno, intervenne <<Capitano? Vorrei esserci anche io quando prenderete l'Avvoltoio se è possibile, in fondo sono stato io ad informarvi dei suoi traffici>>.

Il miliardario lo fissò <<E questo ti da il diritto di venire in missione con noi? Non sei un Avenger e poi, Avvoltoio?>>.

Lui arrossì <<Io, Ned e Mj lo abbiamo chiamato così per il suo costume>> sospirò <<Non ho il diritto di esserci signor Stark, ma è un pericolo per tutti noi ed io vorrei contribuire>>.

Steve lo guardò con ammirazione, ma sospirò <<Mi fa piacere che ti sia fatto avanti ragazzo, sul serio, è ammirevole, però è troppo pericoloso per te>> gli si avvicinò posandogli la sua grande mano destra sulla sua spalla <<Ti siamo grati per averci informati dei suoi pericolosi traffici e lo arresteremo anche da parte tua, non è che perché non sei un Avenger tu non possa combattere con noi, ma questa volta è troppo pericoloso per te e non voglio che tua zia stia in pensiero più di quanto non lo è già ogni giorno quando esci di casa per proteggere il quartiere>>.

Peter abbassò gli occhi <<E' che a volte vorrei fare di più>>.

<<Lo capisco ragazzo, anche io ci sono passato e sono stato accontentato e prometto che avverrà il giorno che anche tu farai di più, ma non oggi>>.

Clint intervenne <<Se siamo tutti via, chi starà con Aveline?>> sembrava che mi servisse una babysitter imperitura.

Infatti li guardai <<Guardate che sto anche qui da sola, se avete paura che esca fuori non preoccupatevi, non ho intenzione di farlo>>.

Il Capitano mi fissò <<Non è che non puoi uscire dal Complesso Ava, vogliamo che qualcuno stia con te in caso di sicurezza>>.

<<Per gli altri>>.

<<No, per te>>.

<<In che senso?>>.

<<Se quello che sappiamo del tuo caso è vera, quella banda tornerà a riprenderti, speriamo che desistano e che non sappiano che sei qui, ma non possiamo esserne sicuri al cento per cento>>.

<<Posso venire con voi in missione>>.

Scosse la testa <<Finché non sai controllare i tuoi poteri è il caso che tu non venga, non è perché non ti vogliamo, ma è per la sicurezza di tutti>>.

Sapevo che non lo avrei convinto a portarmi con loro nemmeno a distanza, per cui annuì <<Va bene, resterò qui>>.

Maggie intervenne posando la sua mano destra sulla mia spalla <<Resterò qui io con lei a farle compagnia se posso restare ovviamente, magari andiamo in qualche posto per passare il tempo insieme come una volta>> averla qui con me per il tempo necessario mi dava sicurezza e sollievo.

Infatti Steve annuì <<Mi sembra un'idea perfetta>>.

Tony aggiunse guardando l'adolescente di fianco a lui <<E tu rimarrai con loro fino al nostro ritorno, ci penserò io a informare tua zia May che stai qui e che può stare tranquilla>>.

<<Io dovrei fare i compiti di scienze però, domani ho un compito>>.

<<Sei un genietto, riuscirai a scrivere qualche formula>>.

<<Non sono formule, ma si parla di medicina ed io sono negato>>.

Maggie intervenne <<Oggi è il tuo giorno fortunato ragazzino, Aveline è una dottoressa e ti può dare una mano>>.

Io la guardai <<Una dottoressa che ha perso la memoria e che non gli è di alcun aiuto, forse è più adatto Bruce essendo un dottore>>.

Natasha intervenne <<Lo è, ma non è di medicina umana e poi hai sporiadici momenti in cui sai cose di medicina>>.

Portai l'attenzione su di lei <<Si, ma non mi arrivano a comando! Non voglio farlo sbagliare>> poi guardai l'adolescente <<Su cosa devi fare i compiti specificamente Peter?>>.

Si torturò le mani timidamente <<Pediatria>>.

La mia amica esclamò <<Che coincidenza! Proprio il tuo campo>> questa era una sfortuna per me, perché io vorrei tanto aiutare questo povero ragazzo.

Peter mi sorrise <<Non è obbligata ad aiutarmi signorina Dawson>>.

Ricambiai il sorriso <<Lo so, ma cercherò di vedere se mi viene in mente qualcosa>>.

Tony batte le mani <<Perfetto! Ora che abbiamo sistemato questa cosa sarà meglio andare a prendere quei cattivoni>> ci guardò <<A dopo ragazzi>> e poi si avviò verso l'uscita insieme a Thor, Clint, Natasha, Sam e Bucky che ci salutarono con un cenno del capo...avevano il loro da fare.

Steve che era rimasto nella stanza ci sorrise <<Non dovremmo metterci molto, entro sera saremo a casa, mi dispiace che dobbiate stare da soli per un po' ma se avete fame ordinate pure quello che volete o andate fuori a mangiare, potete prendere i soldi di Tony se vi servono, l'importante è che stiate attenti e di non mettervi nei guai>> sembrava una raccomandazione di un genitore molto preoccupato.

Noi annuimmo e Maggie sorrise <<Non preoccupatevi per noi Capitano Rogers, staremo attenti in ogni sfaccettatura possibile, mi considero una persona molto responsabile>>.

<<Lo vedo, in pochi si farebbero in quattro per aiutare un amica in difficoltà, almeno che non sia una vera amica e sopporti tutto questo senza lamentarsi>>.

<<Le ho promesso il mio aiuto ed io mantengo le mie promesse, le resterò accanto d'ora in poi in ogni modo necessario>>.

Primavche potesse ribattere, la voce squillante di Tony arrivò dal corridoio <<Andiamo Rogers! Toomes non aspetta nessuno! Sapranno cavarsela qualche ora senza il paparino!>>.

Quest'ultimo gridò di rimando <<Arrivo Stark!>> sbuffò <<Un giorno di questi vado a svegliarlo alle cinque di mattina e dopo mi dice quanto è fastidioso>>.

Io ridacchiai <<Se lo fai sta attento che non abbia una chiave inglese o un pezzo d'armatura molto pericolosa, so che per poco non voleva picchiare Bruce>>.

<<Me lo ricordo bene>> poi ci sorrise <<Ora devo proprio andare, ci vediamo dopo>> e poi corse anche lui verso la porta per raggiungere i suoi compagni...avrei voluto aiutarli, perché sapevo che ne ero in grado, ma sapevo anche che ero un pericolo ambulante e avrei finito per far loro del male.

Una volta che il silenzio tornò nella stanza una volta popolata, ci guardammo tutti e tre negli occhi e Maggie chiese <<Cosa facciamo adesso?>>.

Peter alzò le spalle <<Non ne ho idea signorina Casey, non rimango mai da solo qui>>.

<<Prima di tutto dammi pure del tu e poi, cosa fai allora?>>.

<<Il signor Stark mi tiene sempre d'occhio, lavoriamo sempre in laboratorio, ma non credo che voi vi intendiate di meccanica quantistica o altro>> scuotemmo la testa energicamente <<Allora non ne ho idea cosa potremmo fare>>.

Mi passai le mani tra i capelli pensierosa e poi dissi <<Potremmo giocare a qualche gioco in scatola e prima possiamo provare a vedere se riesco ad aiutarti con i tuoi compiti di medicina Peter>>.

<<Non è costretta a farlo signorina...Aveline, certe volte il signor Stark parla troppo>>.

Ridacchiai a queste parole perché veritiere <<Non mi sento costretta, se posso ti aiuto volentieri, hai qui le tue cose?>>.

Annuì togliendosi il suo zaino azzurro scuro <<Sono sempre attrezzato>>.

Battei le mani <<Perfetto! Mettiamoci al lavoro allora>> battei il palmo destro sul posto nel divano di fianco a me <<Siediti qui ed iniziamo, vediamo cosa ne esce è?>> intanto anche Maggie si era tolta il cappotto e si era seduta dall'altra parte pronta a sostenermi nel mio nuovo ruolo di maestra.

Lui si sedette tutto sorridente e tirò fuori dallo zaino un quaderno rosso che aprì, pronto ad apprendere cose che forse io non sapevo se avrei saputo rispondere, ma avrei fatto di tutto per aiutare questo dolce ragazzo nei suoi compiti, la mia sola paura era che per colpa mia non riuscisse a passarlo ed era una cosa orrenda per me fargli questo, anche se inconsapevolmente.

Per fortuna la giornata era soleggiata per l'uscita che io, Peter e Maggie avevamo programmato dopo aver finito i compiti del ragazzo, non so come ma siamo riusciti a rendere il suo impegno scolastico molto buono anche se avevo avuto poche reminiscenze al riguardo, ma alla fine siamo stati una buona squadra.

Presi dalla noia più totale senza nessuno al Complesso, decidemmo di andare al Luna Park di Coney Island per divertirci un po' e conoscerci meglio, l'unica cosa che mi ha sorpresa è sapere che Peter non c'era mai stato nemmeno quando era bambino e la cosa mi dispiacque molto perché ogni bambino almeno una volta nella vita è andato al Luna Park...questo mi fa pensare se mai anche io fossi andata, ma per fortuna avevo Maggie con me che poteva rispondere alle domande sulla mia vita persa.

Avevamo fatto la maggior parte delle attrazioni in mattinata, almeno quelle in cui abbiamo avuto il fegato di andare, quindi quando era arrivato il momento di pranzare ci siamo fermati a un chiosco che faceva panini e sotto insistenza della mia amica d'infanzia ha pagato tutto quanto lei e ci siamo seduti a un tavolo appartato.

Ormai con il pranzo finito abbiamo deciso di fare le ultime rimaste e poi girare a New York fino a un ora decente per tornare, non voglio che quando ritornano trovino il Complesso vuoto.

Avevamo appena messo i vassoi nel loro giusto posto quando nell'aria si propagò rumori di spari quasi continui e minacciosi che ci fece abbassare, tranne Peter che guardò un punto e disse semplicemente <<Ci sono guai>>.

Lo fissai <<Del tipo?>>.

<<Uomini armati con fucili automatici e maschere argentate a forma di...cane>>.

<<Cane?>>.

Maggies buffò <<Non sapevo che Rin Tin Tin sapesse usare un fucile!>>non sembrava turbata come pensavo.

Peter parve ridacchiare a questa battuta, ma parve ripensarci <<Ho il sospetto chi sono>>.

Confusa chiesi <<Come fai a saperlo?>>.

Mi fissò <<Ascolto la radio della polizia quando cerco qualche crimine in zona>>.

<<Astuto, ma chi sono?>>.

Stava per rispondere quando una voce maschile parlò in modo minaccioso e in modo che tutti potessero sentirlo <<Siamo i Cani da Guardia! Siamo qui in questo posto fatto di risate per impartire una lezione al popolo americano! Dobbiamo rimanere puri ad ogni costo e a non mischiarci con razze inferiori come ormai l'America ci impone ogni giorno di fare accettandoli nella nostra patria fondata dai nostri più illustri fondatori! Se avete qualcuno da incolpare fatelo con il nostro caro Presidente Matthew Ellis, il leader di tutta questa mandria di traditori della razza pura americana! Spero che possiate trovare la redenzione nell'Aldilà>> proprio convinto questo qui.

Peter al quel punto ci guardò grave <<Vogliono sicuramente uccidere molte persone>>.

Annuì <<Dobbiamo fare qualcosa, non possiamo lasciare che facciano del male>>.

<<Concordo, ma lo farò io>>.

<<Cosa? Non esiste, vengo con te>>.

<<Apprezzo la sua voglia di aiutarmi, ma sappiamo entrambi che non è addestrata ancora a pieno e che non può ancora usare i suoi poteri>>.

<<Lo so, ma Steve e Nat mi hanno insegnato qualche mossa e non sono totalmente impedita>>.

<<Sa sparare?>>.

<<Qualcosina, Bucky e Sam mi stanno istruendo>>.

<<Non so...>> ero stufa che mi escludessero.

<<Senti Peter, aiuterò ad evacuare se serve, ma voglio dare una mano>> sospirai <<Sono esclusa sempre quando voglio aiutare>>.

Mi fissò e poi sospirò <<E va bene, ma evacuerà solo va bene? Non voglio che sia in pericolo e spero che il signor Stark non lo venga mai a sapere, se no sono morto>>.

<<Io e Maggie non parleremo>> la fissai <<Vero?>>.

Annuì <<Da me non saprà niente>> ci sorrise <<Cosa posso fare?>>.

Peter rispose <<Porti le persone all'uscita e chiami la polizia, non voglio che pensino che gli porto via il lavoro>>.

Lo guardai <<Come mai lo dici?>>.

Alzò le spalle <<Diciamo che non gli va tanto a genio che acchiappi i criminali al posto loro, però gli va bene quando glieli consegno, per cui quando decido di intervenire li chiamo così li portano via>> non mi lasciò rispondere perché cominciò a spogliarsi e sotto i vestiti ordinari vidi una tuta aderente rossa e blu con ragnatele nere e un ragno sul petto del medesimo colore, poi si infilò in testa una maschera rossa con due grandi occhi bianchi fatti a goccia.

Lo guardai sorridendo <<Ecco, ora capisco come mai ti chiamano Spider Man>>.

Alzò le braccia <<Devo pur vivere di qualcosa e quel nome da supereroe si adatta a ciò che sono>>.

<<Come vuoi fare Peter?>>.

Mi fissò <<Come mai me lo...>>.

Lo interruppi <<Chiedi? Diciamocela, hai più esperienza di noi due, quindi è giusto che sia tu a comandare>>.

<<Dovrebbe farlo il Capitano>>.

<<Qui Steve non c'è e tu hai il grado più alto, quindi, come vuoi fare?>>.

Ci fissò con i suoi occhi inquietanti e sospirò <<Aveline, lei verrà con me e mentre li tengo impegnati, lei penserà a portare le persone in salvo>> poi guardò la mia amica <<Lei vada subito all'inizio del molo, da qui non la vedranno e sarà al sicuro, chiami la polizia e aspetti li>>.

Maggie annuì impavida <<Ricevuto mon capitaine!>> e partì mesta come gli è stato detto di fare...credo che sia una donna molto coraggiosa e per questo adatta a queste situazioni.

Io e Peter uscimmo dal nostro nascondiglio e iniziammo ad attuare il piano, lui attirò l'attenzione dei criminali ed io iniziai ad evacuare i civili, anche se mi preparavo a rispondere agli attacchi in caso che a Parker sfuggisse qualcuno...non farò la parte della donzella in pericolo.

La piazzola si stava svuotando e l'adolescente con i poteri da ragno se la stava cavando bene nel mettere i terroristi k.o, ma mentre stavo aiutando ad evacuare una madre e una bambina di colore, uno di loro mi prese alle spalle buttandomi a terra per poi assestarmi un bel pugno in faccia rendendomi stordita...brutta feccia avariata.

Costui guardò la madre e la figlia con aria minacciosa per poi alzare il fucile verso di loro, allarmata e determinata gli assestai un bel calcio sulle gambe facendolo cadere come un pero cotto, fulminea gli andai sopra e cominciai a prenderlo a pugni in faccia, anche se le nocche mi dolevano a ogni colpo a causa dello scontro con la maschera sul suo viso.

Riuscì a prendermi i polsi e ribaltare la situazione mettendomi in svantaggio, mi diede nuovamente un pugno e alzandosi mi premette il suo stivale sul torace facendomi gemere per il dolore...non potevo competere per quanto mi piacerebbe esserlo.

Lo vidi mirare nuovamente alle persone che volevo proteggere e non potevo restare ferma, ma non potevo togliermelo di dosso, il che mi portava a una sola soluzione: usare i miei poteri.

Quello che avevo fatto a Xandar mi frenava, sapevo di non averne pienamente il controllo, ma attinsi alle lezioni che stavo facendo con Stephen e sul fatto che ero io ad avere il controllo e non i miei poteri, per cui mi fece forza e alzai la mano destra in contemporanea con i proiettili partiti dal fucile del terrorista, uno scudo violaceo si allargò a protezione della madre e la figlia che mi guardarono riconoscenti, ma non furono solo loro a fissarmi, ma anche il terrorista che mi guardò feroce <<Brutta stronza! Come hai osato interferire con gli affari dei Cani da Guardia! Ora pagherai con la vita>>.

Lo guardai truce e determinata <<Io difendo la vita di persone innocenti e che non hanno colpe, voi non siete salvatori, ma distruttori>>.

<<Queste sono le tue ultime parole? Vaneggiamenti di una pazza succube di questo governo corrotto>> rise in modo diabolico alzando il fucile <<Ripeto, quali sono le tue ultime parole?>>.

Infuriata mi lasciai pervadere dalla potenza dei miei poteri, le mie iridi si colorarono di violetto e alzai l'altra mano dicendo <<Le tue invece?>>.

Fu sorpreso nel vedermi così <<Sei un abominio della razza umana!>>.

<<Parole sbagliate>> e sempre concentrandomi lo colpì con una sfera violacea dritto nel petto facendolo volare via da me... ha avuto quello che si meritava.

Sempre tenendolo sotto tiro mi alzai e guardai la madre e la figlia <<Vi conviene andarvene da qui, la polizia sarà qui a momenti, raggiungete l'inizio del molo, vi proteggo io>>.

La madre prese in braccio la figlia e mi guardò sorridendo <<La ringrazio per averci salvato>>.

Gli feci un segno <<Dovere, ora vada>> non se lo fece ripete due volte e corse verso l'uscita...è stato bello poter salvare una vita ed essere stata in grado di usare i miei poteri nel farlo.

Ad un certo punto l'uomo che avevo atterrato si alzò ferito e gridò <<Ora ti uccido abominio!>>.

Mi misi in posizione di combattimento <<Vediamo se ci riesci>>.

Prima che potesse fare alcun che, una forza quasi invisibile lo rispedì a terra e un altra lo stordì con un colpo giallastro...cosa diamine era successo?.

In quel momento mi raggiunse anche Peter che atterrò di fianco a me <<Aveline! Sta bene? Non è ferita vero?>>.

Lo guardai sorridendo <<Sto bene e non sono ferita, tu?>>.

<<Nessun graffio, mi dispiace averla lasciata da sola, ma non smettevano di uscire>>.

<<Non preoccuparti Peter, me la cosa cavata>>.

<<Lo vedo e devo dire che è inquietante con quegli occhi violacei>>.

Imbarazzata li riportai come prima <<Scusa, io...>>.

Mi interruppe <<Non era un offesa, era un complimento>>.

<<Oh...grazie!>> ci sorridemmo e continuai <<Hai visto anche tu una forza invisibile stenderlo?>> e indicai l'uomo disteso a terra.

<<Forse ho un idea, ma...>>.

Una voce maschile lo interruppe <<Se è quello che pensi hai ragione ragazzo! Arrivano gli insetti!>>.

Una voce femminile ne seguì subito dopo <<Per favore, potresti evitarlo di dirlo ogni volta che entriamo in azione?>>.

<<Va bene, amore>>.

<<Ti ringrazio, tesoro>> cominciavo a pensare che ci siano dei fantasmi in questo parco divertimenti.

Confusa e allarmata di essere diventata matta chiesi <<Chi sta parlando? Sei un fantasma per caso? Tipo Casper?>>.

La voce maschile rise e poi rispose <<Non sono un fantasma sciocchina! Sarebbe sconveniente per me se lo fossi, sarei morto!>>.

<<Allora chi sei?>>.

Non ci fu subito risposta perché davanti a me sbucarono dal nulla un uomo e una donna vestiti con delle tute stile insetto, quella dell'uomo era rossa, nera e grigia, mentre quella della donna era gialla e nera come se fosse una vespa, quest'ultima rispose guardando il suo compagno <<Siamo umani, tranquilla, devi scusare il mio fidanzato, ma a volte non si può trattenere dal fare battute di pessimo gusto>>.

Costui la guardò <<Ehi! Pensavo che fosse per questo che mi amavi>>.

<<E lo è, solo cerca di essere professionale quando lavoriamo>>.

<<Lo farò tesoro>>.

Peter che fissava i due alzò la mano <<Ehm...scusate?>> quando ebbe la loro attenzione continuò <<Chi siete voi?>>.

L'uomo sbuffò <<Pensavo che il costume rispondesse alla domanda ragazzo, siamo Ant - Man e Wasp! Gli insetti vendicatori di San Francisco!>>.

Restò in silenzio e poi disse semplicemente <<Non vi conosco>>.

<<Cosa? Com'è possibile!>> posò le mani sui fianchi con sfida <<E tu chi saresti?>>.

<<L'amichevole Spider - Man di quartiere! L'insetto di New York e dintorni>>.

Sbuffò <<Per tua sfortuna ti conosco ragazzo>>.

Toccò a me alzare la mano <<Sappiamo i vostri nomi da eroi, ma i vostri nomi veri da umani?>>.

Riportò l'attenzione su di me <<Scusi la maleducazione, io sono Scott Lang e lei è la mia fidanzata Hope Van Dyne, lei invece signorina?>>.

<<Aveline Dawson, piacere di conoscervi>>.

Hope sorrise <<Piacere nostro>> poi guardò l'uomo a terra<<Fortunatamente eravamo in zona, abbiamo sentito degli spari e siamo venuti ad aiutare>>.

Peter incrociò le braccia al petto <<Ce n'erano altri per il parco?>>.

Annuì <<Sbucavano come funghi, ma il grosso era qui e sono colpita che siate riusciti a sconfiggerli>>.

L'adolescente mi posò le mani sul braccio destro <<Se non fosse stato per lei forse non ce l'avrei fatta>>.

Scott mi sorrise <<Sei molto potente Aveline>>.

Arrossi <<Grazie, anche se non era mia intenzione esserlo>> prima che potesse rispondere continuai <<Posso sapere cosa vi porta qui a New York da San Francisco ragazzi?>>.

I due aprirono il casco rivelando la loro faccia per la prima volta e Hope rispose <<Siamo qui per far visita agli Avengers, voi perché siete qui?>>.

Mi passai la mano tra i capelli <<Una giornata di tranquillità e...>>.

Peter mi interruppe <<Lei abita con gli Avengers>>.

Lo guardai <<E adesso dovremmo anche tornare al Complesso, se scoprono che sono uscita e che ho combattuto questi qui mi scuoiano viva, poi viene a saperlo anche Fury e anche i Guardiani, che sta pur certo che tornano giù in pompa magna per strigliarli, non voglio tutto questo>>.

<<Non pensavo fossi una reclusa!>>.

<<Non lo sono! Solo che...>> sbuffai <<E' complicato>>.

Scott intervenne <<E perché dovrebbe? Dovrebbero essere orgogliosi di lei signorina Dawson>>.

Indicai l'uomo a terra <<Per caso a visto cosa so fare signor Lang?>>.

<<Ho visto un energia viola e allora?>>.

<<Allora sono stati tutti fortunati che non siano morti a causa dei miei poteri, se non fosse per le lezioni che prendo sarebbe andata molto peggio, mi creda>>.

Hope era visibilmente confusa <<Non riesco a capire molto di questa storia>> mi dimentico che molti non sanno della mia situazione, ma non potevo di certo spiegarglielo qui dove tutti possono sentire o peggio, che andassero a riferire di questa cosa a persone poco raccomandabili.

Incrociai le dita <<Vi spiegheremo tutto, ma vi prego di seguirmi al Complesso e tutto vi apparirà più chiaro>> la folla che si accalcava intorno a noi mi metteva nervosa e quando lo sono non controllo i miei poteri...non voglio ferire nessuno.

Peter comprendendo il mio stato continuò <<Sarebbe meglio ascoltarla e andarcene, per tutti quanti>>.

I due si guardarono e in coro dissero <<Vi seguiamo>> intanto vidi i poliziotti arrivare e a seguire ci furono enormi applausi da parte dei cittadini coinvolti...questa era la mia prima vera azione da quando sono tornata sulla Terra e ne ero fiera.

Questo non preclude il fatto che la cosa non passerà inosservata agli occhi del mondo, specialmente per quelli di Nick Fury e non so cosa pensare al riguardo perché sarò sotto i riflettori per lasciarmi bollare come eroina o come la cattiva.

La cosa che mi fa star male, per quanto sia contenta dell'intervento dei due insetti in visita, è il fatto che ho messo nei guai tutti i miei amici per questa uscita fuori porta.

ᴀɴɢᴏʟᴏ ᴀᴜᴛʀɪᴄᴇ:

Salve Marveliani!

Ecco a voi il tredicesimo capitolo! Dopo quasi un anno e mezzo dall'ultimo aggiornamento e le mie raccomandazioni a vuoto!.

Mi dispiace averci messo un eternità a pubblicare il nuovo capitolo, so che devo farmi perdonare, ma ho avuto problemi in questo periodo e la poca voglia di scrivere una storia Marvel si è specchiata in ciò che scrivevo e ho preferito fermarmi finché non scrivevo qualcosa di soddisfacente.

Spero d'ora in poi di essere più assidua negli aggiornamenti.

Passando alla storia!.

Aveline ha conosciuto i nostri tre insetti preferiti! Peter Parker, Scott Lang e Hope Van Dyne, tutto mentre sventava un assassinio di massa da parte dei Cani da Guardia...ricordatevi di questo qui, perché la cosa non è finita.

Nel prossimo capitolo ci saranno delle conseguenze per le sue buone azioni e conoscerà un altro paio di persone, ma non dico chi.

Non mi resta altro che augurarvi buona lettura e sperare che siate in tanti a leggere.

Alla prossima!.

Vi amo 3000.

ElisabethPrime.

PS. Ho cambiato la foto sotto, spero che vi piaccia!.

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