𝐏𝐓.𝐈: 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨
Sembrò come se il tempo attorno a loro si fosse fermato nell'esatto momento in cui Wooyoung allacciò le braccia intorno al collo del maggiore. Non sapeva neanche lui dove avesse trovato il coraggio di porre la domanda successiva, e soprattutto di iniziare a stuzzicare San. Non aveva idea di come l'avrebbe presa, stava attraversando un territorio inesplorato e aveva paura che le sue azioni potessero scatenare conseguenze a cui non osava neanche pensare.
D'altro canto San cercava solo di rimanere lucido mentre la sua grande sensibilità là sotto non lo aiutava affatto. Non si sarebbe mai aspettato una cosa del genere dal moro e si disse che avrebbe potuto resistere, ma conosceva anche bene se stesso e sapeva perfettamente che nel suo stato di eccitazione sarebbe potuto diventare tutta un'altra persona. Non voleva spaventare il minore, non proprio l'unica persona di cui iniziava a gradire la presenza, ma Wooyoung sembrava non demordere e non si spiegò neanche lui come fosse possibile che quel ragazzo all'apparenza così puro sapesse diventare improvvisamente anche così provocante. «Che stai facendo Wooyoung!» provò a spingerlo via, ma le braccia attorno al suo collo erano tenute ben strette e se avesse usato tutta la sua forza avrebbe rischiato di fargli male, e non voleva.
«Mi sembra già chiaro» Wooyoung continuò a muovere quel maledetto ginocchio e ben presto il corvino andò fuori di testa, non poteva negarlo, anche lui voleva dannatamente tanto il minore, si era sempre trattenuto perché c'era qualcosa nel moro che lo faceva sembrare così delicato che aveva paura di fargli del male, ma ormai erano arrivati a quel punto e nessuno dei due si sarebbe più potuto tirare indietro. San afferrò le braccia del minore staccandole bruscamente da suo collo e tenendole ferme contro il cuscino sopra la sua testa, poi si infilò tra le sue gambe di prepotenza e lo guardò fisso negli occhi facendogli fare un sussulto per quell'improvviso cambio di posizioni. In quell'esatto momento Wooyoung capì di aver probabilmente fatto la scelta peggiore tra tutte le scelte peggiori che aveva fatto nella sua vita, lo spirito animalesco si poteva vedere chiaramente negli occhi bui del maggiore, quello spirito che aveva rivisto solo quel giorno tante settimane prima nel bagno. Wooyoung giurò di poter rimanere per ore ad osservare quelle iridi scure come la pece, un groppo si formò nella sua gola mentre aspettava che l'altro facesse la sua prossima mossa per capire cosa ne avrebbe fatto del suo corpo. E dentro di sé pregava che non lo avrebbe trattato come aveva fatto con Jongho, pregava che le sue parole precedenti fossero vere, che razza di incoerente era, prima desiderava San a tutti i costi e dopo aveva ancora una volta paura di ciò che avrebbe potuto fargli.
«Hai appena fatto la tua mossa sbagliata del giorno» sibilò il corvino tra i denti per poi iniziare a lasciargli tanti baci crudi lungo il collo scendendo sempre più in basso, le sue mani andarono ad alzargli la maglietta per poi lasciarla perdere ed iniziare a sciogliere il nodo della tuta, tutti i suoi movimenti risuonavano sulla pelle di Wooyoung rozzi e indelicati, ma dove era finito il San che giusto qualche attimo prima aveva scherzato con lui? Se ne era andato così presto questa volta? Furono quelle le domande che attraversarono la mente del moro mentre cercava di non pensare al fatto che con molta probabilità di lì a poco avrebbe perso la sua verginità nel modo peggiore in assoluto. Ma in realtà il San dolce e premuroso c'era ancora, era lì da qualche parte, il problema era che nemmeno lui stesso riusciva a controllarlo. San sapeva controllare solo la parte di sé che aveva sempre conosciuto, quella che piaceva a Wooyoung era una versione del tutto nuova che gli faceva provare sensazioni diverse e che lui stesso non riusciva a comprendere.
Intanto Wooyoung si disse che non sarebbe potuto rimanere fermo e farsi usare, perchè si, anche se il maggiore gli aveva detto che non avrebbe fatto niente contro la sua volontà, adesso quelle parole non contavano più, perché era stato proprio lui ad iniziare il tutto e non aveva il diritto di lamentarsi, certo se solo avesse saputo che da eccitato San avrebbe fatto così paura, se ne sarebbe stato fermo ed avrebbe soffocato il suo desiderio come faceva con tutti gli altri. Ma il suo stupido istinto gli aveva detto di agire, e adesso si ritrovava con una erezione tra le gambe che lo lasciava sconcertato sul come fosse possibile che il suo corpo apprezzasse quel tipo di tocchi, e con il cuore colmo di paura di essere finito in una situazione che lo avrebbe condannato a vita. Così mentre alcune lacrime silenziose gli scapparono alla presa, iniziò ad afferrare con le mani ormai libere, il tessuto della maglietta di San per fermarlo da tutto ciò che stava facendo appena prima che gli sfilasse del tutto i pantaloni «A-aspetta fermo ti prego fermo».
Il maggiore si sentì tirare e si fermò alzando la testa e reggendosi sulle mani, guardò l'altro negli occhi e percepì il suo cuore smettere di battere per qualche secondo alla vista degli occhi umidi di Wooyoung che brillavano nel buio. «Ti prego non farmi male» sussurrò con voce spezzata, «Sei stato tu ad iniziare tutto» rispose l'altro mettendo da parte la foga che aveva, «È vero.. ma non pensavo che diventassi così..» a quelle parole San sorrise leggermente e si avvicinò di più colpito dalla tenerezza nella voce del minore, non avrebbe mai voluto spaventarlo però era stato più forte di lui e adesso si ritrovava con un problema bello grosso tra le gambe e un ragazzo sull'orlo del pianto sotto di sé. Gli lasciò un bacio sulla guancia nel tentativo di farlo rilassare, era una cosa che aveva fatto talmente poche volte nella sua vita che risultò stranissima anche solo da pensare, eppure gli venne quasi spontaneo trattandosi di Wooyoung. Gli poggiò poi una mano sul petto sentendo i battiti accelerati del suo cuore e continuò a lasciargli piccoli e dolci baci vicino all'orecchio, quando vide che si era tranquillizzato iniziò a parlare «Sei più calmo adesso? Ti ho spaventato, lo so. Non mi hai dato il tempo di avvertirti, e ormai non ha più senso farlo. Sono sempre stato abituato a farlo con persone a cui non importava della delicatezza, e quindi come hai visto quando sono eccitato tendo a diventare più... violento?» si fermò per osservare una qualsiasi reazione da parte dell'altro che però rimase in silenzio.
Senza preavviso San poggiò la sua mano tra le gambe dell'altro stringendo leggermente «Ahh-» un leggero gemito sfuggì alle labbra del minore facendogli andare la faccia completamente a fuoco e ringraziò il cielo che fosse buio e non si sarebbe potuto vedere l'imbarazzo in cui stava. «Lo sei anche tu, cosa vogliamo fare?» San pose quella domanda perché a quel punto veramente non sapeva come agire, il suo istinto gli diceva di andare avanti e fregarsene mentre la sua testa gli intimava di stare fermo e non ferire l'unica persona di cui sembrava importargli qualcosa. «I-io... Sono vergine, San. Non ridere per favore, il pensiero di dover aspettare altri cinque anni per poterlo fare è spaventoso, ma so anche se questo non è il posto adatto per avere una prima volta, di qualsiasi tipo essa sia. Il mio corpo vuole farlo al più presto, ma la mia mente vuole avere una prima volta come tutti. Vorrei solo qualcuno che per una volta nella mia vita mi trattasse bene, come se fossi importante anche se non è così e per quanto possa essere comica la cosa, tu sei l'unico che potrebbe ricoprire questo ruolo ora come ora, ma mi confondi con i tuoi mille modi di comportarti diversi. Perciò se non sei disposto a farmi sentire importante, perché naturalmente non lo sono, allora ti chiedo di alzarti da sopra di me e scusa se ti ho causato un problema» il maggiore ascoltò attentamente quelle parole e il solo pensiero di aver quasi violentato un ragazzo vergine lo fece sentire male, aveva intuito che fosse inesperto ma addirittura vergine non se lo aspettava. «Se ci tieni ad avere una prima volta romantica con la persona della tua vita, allora ti dico di aspettare finché non uscirai, ma se vuoi farlo veramente ora in questo momento, posso farti vedere le stelle Wooyoung, ma devi essere disposto ad affidarmi il tuo corpo»
«Promettimi che mi tratterai bene e sarò tutto tuo»
«Tu non ti sei reso conto di quanto in questi mesi sei diventato importante per me, pensi che tutte le volte che non mi sono arrabbiato con te oppure tutte le volte che ti sei permesso di toccarmi sarebbero esistite se non fossi importante? Non so ancora cosa sei, rimani un punto interrogativo per me. Ma se vuoi, per una notte, posso farti dimenticare il posto in cui ti trovi e farti provare una delle esperienze migliori della tua vita. Poi domani mattina tornerà tutto come prima, sarai la prima ed unica persona a non essere stata sottomessa a me. Cosa ne dici?» San stesso rimase sorpreso da tutto ciò che stava accadendo, non avrebbe mai immaginato di trovarsi un giorno in una situazione del genere, eppure eccolo lì, disposto a trattenersi pur di non ferire quella persona per la quale iniziava a provare un sentimento che non gli piaceva affatto, ma di cui allo stesso tempo non poteva fare a meno.
«Va bene, mi fido di te» e dopo quelle parole, il corvino si alzò per spogliarsi completamente, poi tornò tra le sue gambe iniziando a togliere anche gli indumenti di Wooyoung, che nel frattempo rimase fermo lasciando che l'altro facesse tutto, tanto era succube di ogni tocco del più grande. Chiuse gli occhi imbarazzato nel momento in cui gli vennero sfilati anche i boxer, sebbene l'altro non potesse vedere perfettamente il suo corpo sempre a causa del buio. «Ascoltami, è fondamentale che tu non urli. Se ci sente qualcuno siamo fottuti entrambi, ok? So quanto può essere difficile, ma è una cosa che sul serio non ti puoi permettere di fare» il minore annuì ascoltando per poi sentire la mano calda di San pompare sulla sua erezione e già da lì capì che sarebbe stata una dura missione rimanere silenzioso.
Il corvino non si soffermò eccessivamente sui preliminari, il dolore là sotto lo avrebbe già fatto andare al dunque se solo non si fosse trattato di Wooyoung. Nonostante ciò decise che avrebbe dovuto prepararlo un minimo non essendo ancora mai stato violato da nessuno, non avvisò prima di infilare un dito e il più piccolo ansimò soltanto conoscendo già quella sensazione. Iniziò a farsi difficile mantenere il silenzio quando San infilò un secondo e un terzo dito iniziando a sforbiciare dentro di lui mentre con la mano sinistra gli accarezzava la guancia per farlo rilassare notando come fosse teso. Wooyoung si lasciò sfuggire alcuni gemiti ad un volume fortunatamente non troppo alto, e il corvino sospirò per il grande sforzo che stava facendo nell'aspettare a penetrarlo.
Quando il suo corpo sembrò abbastanza pronto, sfilò via le dita per prepararsi a fare ciò che aspettava da ormai troppo tempo. Wooyoung sentì il membro dell'altro sulla spingere leggermente sulla sua entrata e cercò di prepararsi un'ultima volta mentalmente al dolore che lo avrebbe invaso nel giro di secondi. «Ti farà male all'inizio, per quanto io ti abbia preparato, un po' di dolore ci sarà. Se è troppo forte fermami quando vuoi, okay?» gli disse spostandogli una ciocca di capelli dalla fronte, Wooyoung annuì solamente non trovando il fiato per parlare più. Subito San iniziò a spingersi lentamente sempre più a fondo sforzandosi di vedere ogni singola espressione facciale dell'altro nonostante la poca luce. Notò la leggera sofferenza mista a piacere sul suo volto, così mentre si spinse completamente dentro di lui, si abbassò avvicinandosi al suo orecchio per rassicurarlo «Dimmi tu quando posso andare, non voglio farti male».
Wooyoung lasciò uscire l'aria che aveva trattenuto fino a quel momento e per la prima volta si sentì effettivamente apprezzato, aveva trovato qualcuno che non lo aveva usato a suo piacimento ma che al contrario gli stava dando la possibilità di scegliere cosa preferiva e gli aveva confessato di tenere a non fargli male. Sembrò tutto troppo surreale alle orecchie del giovane e quasi pensò di poter morire in quell'esatto momento per tutte le emozioni che stava provando.
Si era finalmente sentito completo, aveva scoperto cosa si provava a sentire qualcuno dentro di sé, e sarebbe bastato un solo cenno della testa per far partire quella giostra di piacere che lo avrebbe di lì a poco investito. «V-vai» disse quasi impercettibile per la paura di lasciarsi scappare un urlo proibito. San iniziò a muoversi lentamente mentre il piacere provato in quel momento gli stava dando alla testa, non avrebbe mai pensato che farlo lentamente e con una nota di dolcezza sarebbe potuto essere così bello, aumentò gradualmente la forza e la velocità delle spinte beandosi di quel corpo caldo ed accogliente come non lo era mai stato nessun altro «Cazzo... Wooyoung... quanto sei stretto» in effetti non lo aveva mai fatto con un ragazzo vergine, e doveva ammettere che la sensazione era davvero fenomenale, oltre a quella di avere l'onore di violare per primo quel corpo perfetto.
Non passò molto che vide il volto del minore assumere un'espressione di puro ed assoluto piacere e fu lì che capì di poter aumentare la velocità vedendo che l'altro non aveva la forza neanche per aprire la bocca, rigorosamente serrata nel tentativo di trattenere i gemiti. Inclinò leggermente l'angolazione delle spinte e vide gli occhi di Wooyoung sgranarsi e la sua bocca cedere paino piano, capì di aver trovato il suo punto speciale e allo stesso tempo che quel ragazzo non sarebbe riuscito a reggere ancora per molto, così per una decisione presa su due piedi, si fiondò sulle sue labbra dandogli un bacio duro e deciso sentendo i suoni uscire soffocati dalla sua gola. Per Wooyoung tutto quello era semplicemente troppo, si sentì arrivare al limite in pochissimo tempo per l'eccessivo piacere che stava ricevendo, se solo avesse saputo che sarebbe potuto essere talmente bello da togliere il fiato, lo avrebbe fatto decisamente prima. Ma qualcosa gli fece capire che il fatto che fosse San l'altra persona, aveva reso le cose ancora più meravigliose e non osò neanche immaginare quanto quel piacere si sarebbe raddoppiato se il corvino non fosse stato dolce solo perché era la sua prima volta.
Il bacio lo sorprese assai, non si sarebbe aspettato quel tipo di contatto, ma era stato ugualmente bellissimo, sebbene sapesse che non significava assolutamente nulla. Quando però si dovettero staccare per riprendere fiato, il minore non riuscì a trattenere un altro gemito «Ahh SA-» urlò stringendo le lenzuola con entrambe le mani talmente forte da far diventare le nocche bianche, San fu veloce a tappargli la bocca con la mano sperando che nessuno avesse sentito «Per quanto mi piacerebbe sentirti urlare il mio nome, non puoi» in quel momento colpì per l'ennesima volta la sua prostata e quello bastò a far venire il moro che si rilasciò sul suo addome inarcando la schiena senza trattenere una serie di gemiti che andarono a scontrarsi contro il palmo del maggiore.
Non passò molto tempo che anche San si sentì al limite e, non avendo un preservativo, uscì subito dall'altro venendo sul pavimento per non sporcare le lenzuola. Si stese affianco a Wooyoung e gli spostò alcune ciocche di capelli finite sulla faccia sentendo il sudore sulla forte dell'altro, sorrise capendo di averlo fatto godere fin troppo per essere la sua prima volta e poi si rialzò andando a prendere la sua canottiera, che tanto avrebbe messo a lavare il giorno dopo, per pulire la pancia di Wooyoung sporca del suo stesso seme dato che lui probabilmente non avrebbe avuto la forza neanche per riaprire gli occhi. Una volta ripulito tutto come poteva dato che non riusciva a vedere bene dove fosse sporco, si sdraiò di nuovo coprendo entrambi e subito dopo il minore si girò abbracciandolo affettuosamente senza rendersene conto. Wooyoung era infatti già finito nel mondo dei sogni, anche se questa volta il vero sogno era la realtà.
San sorrise notando come l'altro sembrasse un bambino in quel momento e pensò che avrebbe voluto provare quell'esperienza altre mille volte ancora, ma non poteva, non poteva permettersi di provare qualcosa per qualcuno, non poteva essere possibile una cosa del genere, e tanto infondo era sempre colpa della stanchezza.
⟨⟨Cosa mi stai facendo Wooyoung, per colpa tua sto mettendo in discussione ogni cosa⟩⟩
☾︎☽︎
Yunho aveva intanto passato l'ennesima notte senza riuscire a chiudere occhio perché troppi pensieri gli frullavano per la testa. Oltre hai continui lamenti che Hongjoong faceva nel sonno, sentiva anche tutta la confusione provocargli dalle mille preoccupazioni che aveva, inutile dire che al centro di tutti essi vi era Jongho. Ci aveva pensato e ripensato e più passava il tempo più stava in pensiero per lui, l'isolamento non è affatto un posto bello in cui stare anche se uno ci finisce spesso, qualsiasi altra pena sarebbe potuta essere migliore di quella.
⟨⟨Perchè ti sei lasciato prendere dalla rabbia e non sei scappato anche tu, adesso saresti qui con me⟩⟩
Per quanto gli dolesse ammetterlo, Yunho aveva paura, per la prima volta si rese conto di tenere a qualcuno più di quanto si aspettasse, aveva pensato che il minore non volesse stare con lui nel momento in cui scelse di stare dalla parte di San, ma adesso che gli era tornato vicino, sebbene non per sua scelta, e lo aveva difeso quando ne aveva avuto bisogno, gli piaceva credere che si fosse sempre sbagliato e che Jongho non si fosse allontanato perchè non voleva stare con lui. Si sentì quasi rincuorato di sapere che forse un po' il più piccolo ci teneva a lui, altrimenti non lo avrebbe aiutato, no?
Ma ciò che non sapeva, era che anche Jongho non aveva fatto altro che pensare a lui durante quei giorni strazianti chiuso in un buco quattro metri per quattro. Il pensiero della figura eterea del rosa era l'unica cosa che gli permise di non impazzire, e fu proprio in quel momento che riflettendoci bene, capì di provare qualcosa per lui. Non era normale che un semplice amico sentisse un nodo allo stomaco al solo pensiero che qualcuno potesse avergli messo le mani addosso o che fissando il muro bianco si immaginasse di baciarlo e di lasciargli mille succhiotti per tutto il collo. Così Jongho capì che per una qualche insulsa ragione, il suo cuore aveva iniziato a battere per l'altro, eppure perché non se ne era mai accorto fino a quel momento? Perché si era comportato così da stupido ed aveva preferito passare il tempo con San?
Certo non che non gli fosse piaciuto tutto quello che aveva fatto con lui, ma era ancora profondamente ferito dal comportamento del corvino e si rese conto di come il puro piacere carnale gli avesse offuscato la mente impedendogli di vedere che aveva lasciato l'unica persona che gli voleva bene solo per stare con qualcuno che di fatto non si meritava la sua lealtà.
Come due anime separate alla nascita si cercavano e si aspettavano impazienti di potersi riabbracciare, ancora troppo cieche per rendersi conto di quanto fossero indispensabili l'una per l'altra.
E come tali quando finalmente ebbero la possibilità di rivedersi, entrambe capirono che mai e poi mai si sarebbero allontanate di nuovo. Accadde il giorno seguente, il giorno in cui il più grande sentì finalmente un peso abbandonare il suo corpo mentre stava là in piedi ed incapace di smettere di osservare con un incosciente sorriso la figura del rosso avvicinarsi sempre di più. Jongho entrò nella sua cella passandogli accanto e lanciandogli un'occhiata fugace. Avrebbe voluto urlargli in faccia all'istante tutto ciò che aveva capito negli ultimi giorni, ma in quel momento si sentì debole, non aveva il coraggio di farlo perché non sapeva come l'avrebbe presa l'altro, non aveva avuto neanche la possibilità di dirgli niente prima di venire portato bruscamente via dalle guardie e adesso si ritrovava con la bocca asciutta di parole e il cuore che aveva stranamente deciso di battere più forte del solito.
«Dobbiamo parlare» fu Yunho ad avvicinarsi senza riuscire a smettere di osservare tutte le ferite che l'altro aveva sul volto, ormai quasi del tutto cicatrizzate ma ancora visibili. «Di cosa?» Jongho provò a fare l'indifferente, ci provò veramente tanto, ma guardare gli occhioni dell'altro lo fece inevitabilmente sciogliere come neve al sole. Senza rispondere Yunho si gettò immediatamente su di lui abbracciandolo stretto senza preoccuparsi del corpo sporco del ragazzo per via del non essersi lavato per diversi giorni, «Grazie...» sussurrò vicino al suo orecchio stritolandolo con le braccia e lasciandosi scappare qualche lacrima di gioia. «Yun.. mi stai soffocando» disse il minore spingendolo per staccarsi, a quel punto il rosa allentò la presa e si allontanò asciugandosi le lacrime che gli erano scese lungo le guance, «Ehi che succede?» Jongho provò una morsa al cuore nel vedere quegli occhi tanto belli adesso tutti bagnati «N-niente.. è solo che sono contento di averti qui. Grazie per aver fatto quello che hai fatto, non so quello che sarebbe successo se...» prese un respiro ritrovandosi inspiegabilmente senz'aria e Jongho lo precedette interrompendolo «Non ci pensare, adesso non ti toccherà più.» si sporse sulle punte per lasciargli un bacio sulla guancia che fece arrossire entrambi.
«T-trovatevi un altro posto per fare le vostre cose piccioncini» la voce di Hongjoong li interruppe facendoli voltare verso l'entrata mentre questi entrò e si sedette sul suo letto per riposare dopo aver passato le ultime ore in lavanderia a "lavorare" anche se in realtà aveva solo fatto la spola da una persona ad un'altra sperando di trovare qualcuno che finalmente gli desse la droga.
I due si guardarono sorridendo e poi si sedettero sul letto del maggiore lasciando indisturbato il blu e passando semplicemente le successive ore uno accanto all'altro abbracciati. E se era vero che è raro che in un carcere nascano dei sentimenti tra due persone, allora erano entrambi felici di far parte di quella rarità, ancora troppo ignari della realtà per capire che da quel momento in avanti non sarebbero più riusciti a fare a meno l'uno dell'altro. Erano due pezzi di quel puzzle che era la prigione, che si incastravano perfettamente l'uno con l'altro, avevano solo avuto bisogno di tempo per trovare il lato giusto e la collocazione giusta all'interno di quella grande scala sociale che non risparmiava nessuno, e forse ancora la loro posizione non era così definita, ma continuavano a vagare da una parte all'altra assieme al resto delle anime sperdute che ancora cercavano di trovarsi tra di loro. Erano i due pezzi del puzzle che capisci che stanno insieme fin dall'inizio ma per i quali non trovi mai una collocazione all'interno del disegno.
⟨⟨𝑰𝒏 𝒚𝒐𝒖𝒓 𝒆𝒚𝒆𝒔 𝒂𝒏𝒅 𝒊𝒏 𝒎𝒚 𝒆𝒚𝒆𝒔
𝑾𝒆'𝒍𝒍 𝒓𝒆𝒎𝒆𝒎𝒃𝒆𝒓 𝒇𝒐𝒓𝒆𝒗𝒆𝒓
𝑰𝒕 𝒘𝒊𝒍𝒍 𝒃𝒆 𝒕𝒉𝒆 𝒎𝒐𝒔𝒕 𝒃𝒓𝒊𝒍𝒍𝒊𝒂𝒏𝒕 𝒅𝒂𝒓𝒌𝒏𝒆𝒔𝒔 𝒊𝒏 𝒐𝒖𝒓 𝒆𝒚𝒆𝒔⟩⟩
-So che starete esultando per tutto ciò, ma ho paura che la vostra felicità non duri tanto. Mi odierete, lo so, ma il prossimo sarà l'ultimo capitolo di questa prima parte, e diciamo che accadranno un po' di cosette..-
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