E Se...Mary Fosse Tornata Prima?

Il piccolo Freddie è nato e la gioia di una nuova nascita riempie da sempre i cuori dei genitori che siano creature soprannaturali o esseri umani.

Ho visto la felicità di donne che dopo un parto assai doloroso hanno iniziato a piangere dalla felicità e dal sollievo.

Io sono l'Osservatore e sono superiore a Dio. Io La comando e Le dico cosa deve fare. L'idea di due fazioni opposte? È stata mia. L'idea di una guerra? È stata mia. L'idea di un Eden? È stata mia. Dio ha solo eseguito i miei ordini come una marionetta.

Poi il libero arbitrio degli esseri umani ha fatto il resto. Loro sono liberi di pensare ed esprimere le loro opinioni che sono diverse tra di loro. Per questo Guerra, una bella donna devo dire, riesce a lavorare. I vari conflitti che esistono oggi nel mondo sono scatenati da lei.

Morte lavora alacremente per evitare la sovrappolazione: è a causa sua se bambini malformati non riescono a sopravvivere e muoiono nel ventre materno.

Poi l'ingegno umano ha dato vita a Inquinamento. Esso è una creatura che non era prevista nel mio piano. Esso ha distrutto, e sta ancora distruggendo, questo pianeta che ho creato per dare una degna abitazione alle creature umane.

Tutto questo per dire che la nascita di Freddie era prevista nella Sacra Linea Temporale. Così come anche quella di Lily, la sua in particolar modo. Ella è il pezzo più importante della scacchiera che ho ideato.

Lei ha il potere di viaggiare nei vari Multiversi ma anche nel tempo. È stata lei a dire ad Ariadna di far unire Aziraphale e Crowley quando il demone era ancora un angelo. Poi però è stato il loro amore a fare il resto.

Ora sono insieme ma come ogni evento ci sono sempre delle ipotesi.

Ogni essere umano si domanda cosa sarebbe successo se avesse compiuto una certa azione piuttosto che un'altra. Per esempio: cosa sarebbe successo se Ariadna non fosse esistita? Il loro amore sarebbe stato così forte come lo è adesso? Io non ne sarei così sicuro.

La domanda che voglio porvi adesso è: cosa sarebbe successo se Mary Austin, l'ex-fidanzata di Freddie Mercury, fosse tornata a casa prima e avesse visto le due creature soprannaturali?

Questo è quello che sarebbe successo.

CROWLEY'S POV

È il 24 novembre 2036, il quarantacinquesimo anniversario della morte di Freddie Mercury. Come al solito ho pianificato di andare a Garden Lodge, la casa che apparteneva a Freddie Mercury, che ora è di proprietà di Mary Austin.

Le valigie sono state fatte e il mio angelo è affaticato dalla pancia ormai veramente grande e pesante. Usciamo da casa sotto il gelo pungente di novembre ed entriamo in macchina. Aziraphale pare tranquillo e sereno, anche se nasconde una certa emozione dietro i suoi occhi azzurri come il cielo più limpido. Sappiamo entrambi che il tempo ormai è scaduto: siamo alla 40° settimana e il piccolo dovrebbe nascere veramente a momenti. Qualche volta Aziraphale emette una smorfia di dolore e io, che sono al volante, cerco di non girarmi mentre Lily mi dice che sono soltanto contrazioni preparatorie. A me sembra di essere seduto su un letto di spilli: sono in uno stato di ansia e qualsiasi cosa mi fa sobbalzare. Dovrei esserci abituato visto che ho aiutato nel parto precedente Aziraphale ma invece no. Questa volta ho paura di svenire o di fare qualcosa di sbagliato. Mi mantengo calmo e in un'ora siamo arrivati a destinazione.

Aziraphale, durante tutto il viaggio, è riuscito ad addormentarsi. Visto che tra pochissimo gli si prospetta un processo piuttosto doloroso ha fatto bene a chiudere gli occhi.

Lo sveglio dolcemente mentre Lily lo aiuta a scendere dalla macchina. I bagagli vengono miracolosamente sistemati in camera di Freddie ed entriamo nella dimora che ci accoglie con il suo caldo invitante. Avverto i pensieri del piccolo che mi fanno capire che tra qualche ora verrà alla luce.

Papà, mi dispiace farti soffrire tanto ma mi sa che sto per lasciare questo ambiente. Sento che stai camminando. Stai andando in una stanza per farmi nascere, vero? Finalmente ti vedrò e tu mi vedrai. Potrò stare tra le tue calde braccia. Non so quando nascerò, questo lo capirai te.

Lo accompagno a letto mentre il mio cuore batte sempre più veloce dall'ansia. Aziraphale mi guarda e mi stringe una mano.

«Stai tranquillo, andrà tutto bene. Hai fatto nascere, quindici anni fa, Lily Olive ci riuscirai anche questa volta. Tu ne sei capace e insieme ci riusciremo.»

Le sue parole riescono a calmarmi un pochino e io lo lascio solo a riposarsi. Il tempo trascorre lentamente e io sono un fascio di nervi. Mi domando ogni volta quando arriverà il fatidico momento ma Freddie sembra non voler uscire. All'ora di pranzo Lily prepara qualcosa da mettere sotto i denti e mangiamo in tutta tranquillità in camera.

Sono le 15:00 quando Aziraphale mi chiama dalla sua stanza. Vedo che il letto non è bagnato e qualcosa mi dice che non tutto sta andando nel verso giusto.

Freddie stai per nascere, vero? Che cosa cazzo sta succedendo? Perché le acque non si sono rotte? In tutti i libri si dice che quando si rompono le acque il piccolo è in via di arrivo. Invece adesso non sta succedendo.

Penso impanicato senza sapere quello che devo fare. Le mie mani tremano e per rilassarmi me le passo tra i miei capelli rossi. Faccio un lungo respiro profondo e suggerisco ad Aziraphale di levarsi i pantaloni e la maglia per osservare meglio la cicatrice. Non è aperta e nemmeno bagnata di sangue e di qualsiasi altro liquido. È solamente arrossata. Vedo il mio angelo chiudere gli occhi dal dolore immenso che sta provando.

Aziraphale, parlami! Che cosa cazzo ti sta succedendo? Perché non ti si sono rotte le acque? Ho bisogno di una risposta!

Lui, come illuminato da un ricordo, mi rassicura che è tutto nella norma.

«Crowley, va tutto bene. Ho capito tutto! Il piccolo nascerà che è ancora all'interno del sacco amniotico...avrà la cosiddetta " camicia". Non si accorgerà neanche di essere nato.»

Cosa? Oddio! Io non so se riuscirò a farlo nascere in questo modo!

Sono ancora più nel panico ma cerco di mantenere la calma.

«Sei sicuro? Poi come si farà a romperlo? Ci penserà lui oppure lo dovremo fare noi?»

«Lo dovremo aiutare ma ora non pensiamo a questo sento che ho bisogno di camminare. Lily, per favore vai a prendere delle forbici, un asciugamano e dei guanti.» dice a nostra figlia che vola al piano inferiore dove si trova tutto ciò che ha chiesto.

Lui si alza da letto e inizia a camminare mentre io gli tengo una mano che stringe ogni volta che sente arrivare una contrazione. Lily intanto gli massaggia la schiena. Tutto ciò continua senza cambiamenti significativi fino a quando, due ore più tardi, sentiamo che la porta al piano inferiore si sta aprendo.

È impossibile che sia già tornata, doveva stare via una settimana!  Cazzo! E adesso come si fa? Lei mi conosce e conosce anche Aziraphale però non può sapere di certo che sta partorendo!

Senza aspettare un minuto di più chiudo la porta di camera mentre Aziraphale è nel panico più totale e vado da Mary. Lei, come mi vede, le prende un colpo.

«Crowley, che ci fai in casa mia? Non sei cambiato di una virgola! Dov'è quel gentiluomo tanto dolce?»

Adesso si mette pure a chiacchierare! Non c'è tempo! Il mio compagno è in travaglio e tra pochissimo il nostro bambino nascerà! Ma come posso dirglielo? Freddie le aveva raccontato che noi siamo delle creature soprannaturali, vero? Accidenti a me che non gliel'ho mai chiesto!

Nel panico più totale le dico che è meglio se esce di casa e vada a comprare dell'altra roba. Lei inizia a insospettirsi.

«Crowley, mi stai nascondendo qualcosa? Però va bene. Siccome è una giornata speciale comprerò qualcosa sia per te che per il tuo ragazzo...aspetta ma quella è una fede? Allora vi siete sposati! Congratulazioni! Vado immediatamente a fare altri acquisti.» il suo sorriso le illumina il suo volto segnato dall'età.

Esce di casa e io ritorno da Aziraphale che è nel panico più totale oltre ad essere distrutto dai dolori.

«Non avevi detto che sarebbe stata fuori per una settimana?! Adesso come facciamo? Io sono quasi alla fine del parto e se ritorna? Tu mi devi stare vicino in questo momento! Le contrazioni mi stanno devastando, la testa di Freddie nel sacco amniotico spinge contro la cicatrice che fa un male tremendo e lui scalcia come se non ci fosse un domani! Non hai idea di quello che sto passando!» dice adirato chiudendo gli occhi quando sente arrivare una contrazione e respirando.

«È vero, mi dispiace. Cercherò un modo per farla stare lontana dalla camera...»

«No, tu resti qui! Ho bisogno di te!»

Mary nei minuti successivi non si fa vedere e noi stiamo più tranquilli. Alle 18:00 noto che la cicatrice è completamente aperta e Aziraphale pare più rilassato. Capisco quello che sta per succedere: tra trenta minuti le contrazioni saranno più violente e decisive. L'emozione di poter tenere tra le braccia nostro figlio si può sentire nell'aria. Proprio alle 18:30, quando il mio angelo sente il bisogno di spingere, sentiamo che la porta di ingresso si sta aprendo.

Cazzo, perché proprio ora?! Manca pochissimo! Certo che quella donna ha un tempismo impeccabile!

Io decido di scendere. Devo almeno tentare l'impossibile.

Mary, appena mi vede scendere le scale, si insospettisce ancora di più.

«Cosa ci fai in camera mia? Sono sempre più convinta che tu mi stai nascondendo qualcosa.»

Io non so veramente che raccontarle quando l'urlo di Aziraphale si fa sentire dalla porta della stanza.

Ecco, la frittata è fatta. Ora che faccio?

«Quello era tuo marito? Sta bene? Devo chiamare i soccorsi?» domanda preoccupata.

Un secondo urlo questa volta di Lily mi fa capire che la donna sarebbe entrata nella camera e avrebbe scoperto tutto.

«Papà, vieni presto! Freddie sta per uscire!»

Mary infatti sale le scale e appena vede la cicatrice aperta di Aziraphale diventa bianca come un lenzuolo e sviene.

Aziraphale la guarda e si preoccupa:

«Sta bene, vero? Non è morta?»

«No, è ancora viva. È solo svenuta ma ora pensiamo a te e a Freddie.»

Lui mi dà ascolto e ricomincia a spingere con tutta la forza che ha in corpo. Qualche minuto più tardi, a dodici minuti alle sette, il sacco amniotico con Freddie all'interno è uscito dalla cicatrice. È bellissimo e sta ancora dormendo come se si trovasse ancora nella pancia di Aziraphale. L'angelo lo guarda emozionato con le lacrime agli occhi.

«Piccolino, sei arrivato tra di noi. Sei ancora nel sacco amniotico ma sei bellissimo.»

Papà, vedo una strana luce. Sono nato? Sono fuori dalla tua pancia? Riconosco la tua voce! Sento che mi stai accarezzando...no, aspetta quella mano di chi è? Cosa sta succedendo? Papà, ho paura! Sento che qualcuno sta tagliando il mio caldo ambiente.

Avverto i suoi pensieri mentre lo accarezzo dolcemente vedendolo agitarsi. Pare spaventato da tutto ciò.

«Ehi, stai tranquillo. Va tutto bene, stai per vedere i tuoi genitori. Ci siamo quasi piccolino.» poco dopo aver fatto dei piccoli tagliettini al sacco amniotico tutto il liquido esce e il suo pianto e grido fa tremare le pareti.

Papà, che è successo?! Perché fa così freddo? Cos'è questa luce accecante? Dove mi trovo? Aspetta...sono nato? Quelle calde braccia di chi sono? Sento il battito del tuo cuore. Questa è la tua pelle? Allora sono nato! Papà che bello siamo di nuovo uniti!

Ai suoi pensieri mi sciolgo definitivamente facendoli percepire anche a mio marito che si mette comodamente seduto sul letto abbracciandolo.

«Benvenuto tra di noi, Frederick Fell. Sei bellissimo. Avrai sicuramente fame. Ora papà Crowley ti fa un bel bagnetto e ti dà il biberon con il latte.»

Lo sto per prendere tra le braccia quando Mary si riprende.

«Voi...voi...voi...non siete umani. Lui...stava partorendo...c'era il sangue...oddio quella è una placenta?»

Aziraphale cerca di calmarla spiegandole tutta la situazione:

«Signora, io sono un angelo e Crowley un demone. Ero in dolce attesa e siccome mio marito, come ben ricorderà, era il migliore amico di Freddie Mercury abbiamo deciso di passare una settimana qui a Garden Lodge. L'avevamo miracolosamente fatta uscire di casa per quella settimana proprio per stare tranquilli una volta che nostro figlio sarebbe nato. Ah, lei è nostra figlia Lily Olive.»

La donna in tutto ciò ha ripreso lentamente colore mentre io sono andato a lavare il piccolino.

Una volta entrato apro l'acqua del lavandino. Lo riempio e poi ce lo metto delicatamente. Il piccolo inizialmente fa un paio di storie piangendo ed è molto complicato lavarlo ma poi si calma. È davvero strano toccarlo e sentire il suo corpicino tra le mie mani. Ora che è più tranquillo posso vedere quanto sia un piccolo gioiello.  Una volta lavato e asciugato, lo vesto e per calmarlo lo cullo. Freddie però non smette di piangere. Faccio apparire un biberon pieno di latte e lui si calma. È sicuramente molto affamato. Mi ricorda tanto Aziraphale. Mi guarda per un attimo e io mi sciolgo come un gelato sotto il sole estivo. Mi sono rammollito? Probabile. Da quando abbiamo adottato i due bambini e da quando è nata Lily mi sento una persona completamente diversa. Un demone diverso. Lo continuo a guardare mentre dorme e alcune lacrime bagnano le mie guance.

Come fanno i bambini a fare ciò? Nessuno riesce a spiegarselo. Forse sono anche loro degli angeli ma a loro modo?

Il respiro è bloccato da un groppo in gola.

Cosa mi sta succedendo?

Quando ritorno in camera di Aziraphale lo poso tra le sue braccia mentre Mary si avvicina. Noto che tutta la stanza è tornata come prima della nascita del nostro bambino.

«È veramente bellissimo, complimenti. Come l'avete chiamato?»

«Frederick " Freddie" Fell. È stato Crowley a voler decidere il nome. Io non volevo chiamarlo come il cantante perché esiste un solo e unico Frederick ma non c'è stato verso. Quindi Frederick è il suo nome.»

Mary è commossa fa il gesto di voler prenderlo tra le braccia. Aziraphale glielo porge e il piccolo le stringe un dito. È tutto veramente bellissimo.

Decido quindi di fare una foto a noi cinque come ricordo di questa bellissima e memorabile giornata.

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