seventeen;

Jungkook's POV

A fatica apro gli occhi sentendo un peso ed un calore sul petto. Ci vuole un po' prima di riuscire a capire che mi trovo ancora in camera di Taehyung e che questo ora è sopra il mio petto e mi stringe il busto con le braccia.

«Tae... » sussurro con un sorriso debole sulle labbra, mentre gli accarezzo i capelli folti.

Lui mugola in risposta, poi alzando il capo apre gli occhi e mi guarda come un cucciolo indifeso, ferito e bisognoso di amore: non ho mai visto creatura più bella.

Le mie dita, dai suoi capelli, si spostano fino alla guancia magra e ancora umidicci per le lacrime versate, e lo accarezzo piano, con cura, per paura di romperlo in pezzi e non saper più come riattaccarli. Ho voglia di baciarlo, dio se ne ho voglia, - è da quando lo conosco che ne sento l'esigenza, quasi vitale, - ma lui è più importante di qualsiasi mio desiderio egoistico.

Non posso farlo o potrebbe fraintendere e scappare via da me e non intendo fisicamente, ma mentalmente... ho lottato tanto per riuscire a farlo aprire, per poter essere la sua spalla su cui piangere, non devo rovinare tutto.

Continuo a guardarlo e ad accarezzarlo combattendo contro i miei stessi istinti, ma lui sembra leggere nei miei pensieri poiché ora piano si sta avvicinando al mio viso.

E' ad un millimetro dalle mie labbra, e dal mio cuore.

Ora schiude le grandi labbra secche, - nonostante il suo vizio di passarci sopra la lingua in continuazione  - e chiude gli occhi, mentre io li spalanco. Ora sta sfiorando la mia bocca, sta respirando la mia bocca, sta bramando la mia bocca.

Sento il suo respiro caldo.

Sento il suo odore.

Sento quasi il suo sapore.

Ma sono paralizzato.

Sembra un gatto in cerca di coccole. Sembra stia facendo le fusa sulle mie labbra sottili e tremanti in questo momento.

Ora lo vedo serrare la bocca e intrappolare il mio labbro inferiore ed iniziare a succhiarlo, ed è qui che finalmente mi risveglio dallo stato di trans e realizzo cosa sta accadendo.

Non appena finisce la sua dolce tortura, gli prendo il viso con entrambe le mani e delicatamente poggio di nuovo le labbra sulle sue, come per chiedergli il permesso, e lui me lo concede: apre la bocca e, in men che non si dica, iniziamo un bacio bagnato, appassionato, sofferto e soprattutto reale.

Ci assaporiamo per minuti interminabili, staccandoci solo per riprendere fiato, quando ad un tratto riprendo il lume della ragione e mi ricompongo.

«Tae... » non so cosa dire, né perché mi sia fermato. Vorrei possederlo, amarlo, ma questo non è possibile e non sarebbe giusto. No, non sarebbe giusto.

«Non fermarti, ti prego» i suoi occhi sono lucidi «Ho bisogno di te» dice stringendosi ancora di più sul mio petto; al ché si mette a cavalcioni sul mio bacino e sprofonda il naso nell'incavo del mio collo, respirando tutto il mio odore per poi sbuffare e provocarmi brividi per tutto il corpo.

Io faccio scivolare le mani lungo la sua schiena fino ad arrivare ai fianchi, dove mi costringo a bloccarmi affondando le dita nella sua carne.

Sono combattuto: la mia mente continua a dirmi di non farlo, a ripetermi che poi lui se ne pentirà e non si fiderà più di me, ma il mio cuore non è d'accordo.

«Ti voglio Jungkook, non farmi implorare» piagnucola nel mio orecchio per poi iniziare a mordicchiarlo.

Mi faccio scappare un gemito dalle labbra, il mio respiro inizia ad affannarsi e un'erezione si sta facendo strada nei miei boxer, oltre che nei suoi. Chiudo gli occhi, anzi li stringo come le mie mani sul suo bacino in questo momento ma lui non si ferma: ora sta vagando su tutta la mia gola baciando ogni lembo di pelle con foga, ed io non so fin quando potrò resistere in questo stato.

Ad un tratto si stacca ed io apro gli occhi scorgendo i suoi che mi fissano dall'alto. Dio, è bellissimo.

«Tu non mi vuoi?» chiede con tono fragile e sembra... triste.

Sì, certo che ti voglio, cazzo.

Ma non rispondo, ho le parole bloccate in gola dalla paura di sbagliare e di perderlo.

«Io... sono un cretino, scusami» si alza dal mio petto rassegnato lasciandomi una sensazione di gelo mai provata prima. Non andartene, ti prego.

Gli blocco un avambraccio e con uno scatto ribalto la situazione ritrovandomi sopra il suo corpo, con i suoi polsi imprigionati nelle mie mani all'altezza del suo capo, mentre lui mi guarda tra lo sbigottito e il desolato. «Io ti voglio Tae, eccome se ti voglio» finalmente do voce ai miei pensieri «Ma non posso... » abbasso lo sguardo stringendo leggermente la presa.

«E invece si» alza di poco la testa e cattura nuovamente le mie labbra, facendomi perdere completamente la testa.

Sto mandando tutti i miei buoni propositi all'aria per colpa dell'amore che provo per questo ragazzo dal cuore tenero e il viso angelico.

Staccandomi dalle sue labbra, inizio a baciargli la gola da sopra il collare, poi il petto poco sviluppato ed infine i capezzoli, mentre lui ansima e mi accarezza continuamente i capelli.

Gli afferro così i boxer con le dita e glieli abbasso di poco, giusto per liberare la sua erezione sottile ma davvero lunga; al ché la afferro con una mano e la pompo lentamente continuando a stuzzicargli un capezzolo con la lingua.

«Jungkook-ah» ansima con voce roca facendo sobbalzare il mio cazzo indurito.

Ad un tratto mi stacco dal suo petto e lo guardo serio negli occhi con ancora la sua erezione in mano «Sei sicuro Tae?»

Lui si alza leggermente col busto e mi afferra la schiena ancora coperta dalla maglia «Non sono mai stato tanto sicuro in vita mia»

A quelle parole deglutisco per poi sfilargli completamente i boxer; gli apro così le gambe accarezzandole leggermente con i polpastrelli e mi insinuo tra di esse con la testa: gli prendo in bocca prima le palle, leccandole e succhiandole dolcemente, poi mi fiondo sul suo buco per lubrificarlo e prepararlo al meglio.

Il mio cuore sta impazzendo, la mia mente ormai è completamente fuori uso e la mia pelle è un forno per quanto io sia eccitato: non mi importa più delle conseguenze, ora voglio solo farlo mio e trasmettergli tutto l'amore possibile.

Dopo aver bagnato bene la sua zona erogena, mi accingo ad infilargli un dito scoprendo che questo è già ben allargato ed elastico, per colpa dei numerosi clienti bastardi che lo hanno scopato e castigato. Al solo pensiero mi sale la rabbia, ma grazie alle mani di Tae, che ora mi stanno accarezzando i capelli, riesco a gestirla.

«Jungkook» sospira chiudendo gli occhi, non appena infilo altre due dita dentro.

Io mi avvicino al suo viso ed inizio a baciarlo dolcemente, mentre la mia mano è intenta a farlo godere il più possibile; lo sento mugolare sulle mie labbra in maniera disperata come se avesse paura di chiedere qualcosa di più, di avermi tutto per sé. D'altronde mi sento anch'io in questo stato ora: timoroso ma voglioso di lui più di qualsiasi altra cosa al mondo.

Sfilo le dita dal suo buco e, alzandomi, mi abbasso i pantaloni con tutti i boxer e mi tolgo anche la maglietta sudata; mi riposiziono così sul suo corpo e, afferrando le sue gambe tremanti, punto la mia erezione sulla sua apertura.

«Aspetta... » mi ferma con voce agitata.

Io lo guardo e colgo il panico nel suo viso; mi accascio così sul suo petto e lo stringo forte a me, iniziando a baciargli la guancia e l'orecchio. «Non ti farò del male, non te ne farò mai» gli sussurro per poi ricominciare a baciarlo dappertutto. Lui, annuendo, fa passare le sue braccia attorno al mio collo per ricambiare la stretta, al ché mi fermo a contemplarlo dall'alto.

«Fermiamoci qui per oggi, ok?» gli sorrido dolcemente mentre gioco con alcune sue ciocche verdi sulla fronte.

I suoi occhi lucidi parlano al suo posto, so che è spaventato, anzi terrorizzato e solo con calma riuscirà ad aprirsi del tutto.

Mi sdraio fianco a lui ed inizio ad accarezzare il suo petto leggermente segnato da qualche cicatrice, per poi farlo voltare su un fianco per guardarci negli occhi.

Un sorriso. Finalmente un sorriso si fa strada tra le sue labbra andando a formare una specie di quadrato con la bocca, è davvero bellissimo.

«Mi sono fiondato qui non appena ho saputo che vi avevano scoperto» dico io spezzando il silenzio creatosi tra noi per qualche minuto.

«Ti sei davvero preoccupato per esserti presentato di nuovo in questo posto» dice continuando a sorridermi.

«Sì, cazzo! E sai la novità? Monster non è altro che Namjoon, il tizio del bar» dico serio, ricordandomi solo in questo istante che, oltre ad assicurarmi che lui stesse bene, devo chiedergli qualcosa sui "servizi" che faceva in passato per conto di Monster.

«Veramente?» spalanca gli occhi incredulo «Quel bastardo! E Jimin, Hoseok e Yoongi? Come stanno?» chiede quasi in preda al panico.

«Stanno bene per fortuna, ma hanno fatto un patto con lui» abbasso lo sguardo e prendo un respiro profondo «Tae, cosa facevi per Monster tanto tempo fa?»

«No, aspetta... mi stai dicendo che è questo il patto? Dovranno farsi scopare dagli affiliati di Monster?» si alza col busto ed io lo seguo a ruota.

«In questo consiste?» mi allarmo io.

«Beh, sono un trio e Monster ha trovato pane per i suoi denti, o meglio per i denti dei suoi amici di affari» si guarda le mani che ora sono giunte sulla sua pancia. «Renderà la loro vita un inferno»

No, non voglio, perché sta succedendo tutto questo? Quando ho visto la determinazione di quei tre ho capito che se li avessi aiutati a scappare avremmo indebolito sicuramente Jin e Monster e, di conseguenza, sarei riuscito a salvare anche il mio Tae, ma ora siamo punto e a capo, anzi peggio: Monster è più agguerrito e forte che mai.

«Dobbiamo farla pagare a Namjoon» mi dice ad un tratto Taehyung prendendo le mie mani «Aiutali a scappare» mi guarda serio negli occhi.

«Come?» deglutisco io.

«Ti darò io tutte le informazioni necessarie»

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