We're from the same story
HEAVEN'S POV
I raggi del sole mi svegliano, apro un'occhio notando che la camera è quasi del tutto illuminata, sento un leggero peso sul fianco, abbasso lo sguardo e vedo un braccio completamente tatuato, sorrido debolmente per poi voltarmi. Vedo Brian dormire tranquillamente e non posso essere più felice di così.
Mi alzo lentamente per non svegliarlo e, indossando una maglia di Brian che mi arriva alle coscie, esco dalla camera a piedi scalzi, scendo le scale avviandomi in cucina.
"Spero che non abbia cambiato nessun tipo di disposizione" penso tra me, e per mia fortuna è così, apro i vari mobiletti della cucina prendendo delle tazze, una bustina di tè, la polvere del caffè e qualche biscotto. Preparo tutto e in pochi minuti l'aroma del caffè si sparge per tutta la casa.
"Pensavo di averti solo sognato ieri sera...", sussulto sentendo la voce di Brian alle mie spalle, gli sorrido voltandomi, "Non potrei andarmene, sono appena tornata e stavolta per sempre" gli rispondo, lui sorridee si versa il caffè in una tazza mentre io faccio lo stesso con il tè. In tutti questi movimenti il suo sguardo non ha mai abbandonato il mio, e ho appena sentito qualcosa smuoversi all'altezza dello stomaco, presente quelle stupide farfalline allo stomaco che compaiono sempre in momenti non proprio opportuni? ...le ho appena sentite. Dio, Bri ...che mi stai facendo...
"Ti va di andare dai ragazzi più tardi? ...anche oggi avremo le...le...", non finisce la frase posando il suo sguardo sul pavimento che improvvisamente sembra più interessante, "Per...?" lo incito io, lui mi rivolge uno sguardo con un velo di tristezza a ricoprirgli gli occhi, "...per le audizioni del nuovo batterista..." conclude infine. Si volta verso la finestra lasciando il suo sguardo vagare nel cielo. Mi avvicino prendendogli una mano e i suoi occhi color nocciola si incatenano ai miei, "Certo, verrò" gli sussurro quasi. Lui sospira per poi sparire uscendo dalla cucina.
Sospiro, e inizio anche io a fissare il cielo che oggi, stranamente, ha deciso di riportare il colore dei suoi occhi, quegli occhi limpidi come il cielo e profondi come il mare in tempesta...quegli occhi blu cristallino che credevo di aver dimenticato
***
Dopo una doccia rinfrescante, torno in camera per vestirmi e opto per una canotta dei Misfits, un jeans che arriva al ginocchio e le mie fedelissime all star nere com delle borchie ai lati e una piccola catenina sul tallone, mi trucco veloce passando la punta dell'eyeliner sopra e sotto la palpebra per poi contornare con un velo di matita nera l'interno delle palpebre. Lancio un'ultima occhiata allo specchio e noto che ho rinunciato a sistemare i capelli, di nuovo.
Una volta pronta raggiungo Brian nel garage, è bellissimo, indossa un jeans strappato, di quelli che ama tanto indossare, la maglia nera con lo scollo a V che lascia intravedere il "REV" del suo tatuaggio "FOREVER", i capelli sempre sparati in aria e lo sguardo leggermente spento, mi avvicino a lui che continua a rimanere seduto su un Harley Davidson...
Un momento
Un Harley?!?
"OH MIO DIO!!! Ma è stupenda!!" Urlo vedendo poi il ragazzo iniziare a ridere come non mai. Quanto mi è mancata la sua risata.
"Felice che ti piaccia la mia piccolina, avanti monta" mi dice e io di certo non me lo lascio ripetere due volte.
Appena mi posiziono dietro Brian lo vedo schiacciare un pulsante per poter aprire il garage e, non appena mette in moto, mi sento un brivido lungo la schiena. Partiamo dirigendoci nel luogo previsto da Brian e nel tragitto andiamo così veloci che mi sembra di volare. Ovviamente il casco non è servito a nessuno dei due, e sentire il vento scompigliarti i capelli è una sensazione unica.
"Ti piace Heaven?" mi urla il mio chitarrista, "È una vita che desidero farlo!!!" rispondo felice come una bambina, scoppiamo a ridere e come se nulla fosse lui aumenta la velocità.
Arrivammo allo studio di registrazione, quello studio dove tutti noi abbiamo passato i momenti più belli della nostra vita. All'improvviso una fitta mi colpisce lo stomaco e mi tremano leggermente le gambe, Brian dev'essersene accorto, "Ehy, andrà tutto bene", mi dice cercando la mia mano incoraggiandomi, "Non dimenticarti che arriviamo tutti dalla stessa storia, con noi non devi temere nulla" continua portandomi all'interno della struttura.
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