#42 Something Feels Wrong
Mia🥀✨
Mi guardo allo specchio del bagno ancora appannato, il riflesso del mio viso arrossato si materializza via via che il vapore scompare. Dovrei decidere cosa indossare questa sera ma i miei pensieri corrono a migliaia di chilometri da New York.
Col è partito lunedì pomeriggio, la giornata di ieri è scivolata via velocemente fra le lezioni del mattino, una lunghissima telefonata con Holly intorno all'ora di pranzo e una conferenza pomeridiana di Ila Bêka.
Tornata a casa mi sono rilassata con un bagno bollente e infine ho preparato la mia specialità culinaria: maccheroni and cheese pronti da scaldare al microonde. Col mi ha videochiamato intorno alle otto e siamo rimasti al pc fino alle undici passate.
Questa sera la confraternita Beta Theta Pi organizza come ogni anno una piccola parata all'interno del campus, per festeggiare San Valentino, con tanto di carri rappresentativi, grandi pupazzi di leoni con felpe azzurre e cuori in ogni dove.
Col invece, trascorrerà la serata al pub di Megan, la mia amica ha organizzato una piccola rimpatriata con gli amici di sempre per festeggiare il suo ritorno in città, odio il fatto di non essere presente anche io.
Sospiro mentre l'asciugamano avvolto e incastrato con un nodo approssimato appena sopra al seno sembra cadere, tento di sistemarlo, nel contempo suona il cellulare, mi affretto per andare a rispondere e colpisco con il mignolino del piede destro sul mobiletto in rovere sbiancato.
Mi mordo bruscamente il labbro inferiore per cercare di attenuare il dolore acuto e implacabile che quel minuscolo segmento di ossa all'estremità del mio piede riesce a provocare.
«Ehi»
Dall'altro capo del telefono la voce di Col è bassa e suadente, senza accorgermene cerco anche io di impostare le mie corde vocali su di un tono più accattivante e invitante, tentando di dimenticare il dolore ancora lancinante di quella piccolissima parte del mio corpo.
«Ehi» sussurro.
«Che stai facendo?»
«Sono uscita adesso dalla doccia»
«Mmm» mugola «allora dammi solo un attimo...» Sento cadere immediatamente la linea, rimango con lo smartphone in mano per qualche secondo fino a che dall'altra stanza inizia a squillare una suoneria differente, è un videochiamata sul Mac.
Cammino scalza verso la mia camera; l'asciugamano rosa pallido ancora annodato a malapena è sceso lasciando intravedere lo scollo del seno. Accetto e rispondo.
Col è sdraiato sul letto a torso nudo con un sorriso malizioso sulle labbra.
Mi lecco le labbra senza il minimo ritegno, vorrei essere sdraiata accanto a lui adesso.
«Non leccarti le labbra così, ti prego.» Fa quello sguardo dolce a cui non riesco a resistere.
«Mmm perché?» Ripeto il gesto quasi sfidandolo.
«Perché mi fai morire così.»
Mi accomodo nel letto sdraiata sui gomiti con il computer difronte, mi scopro ad assumere una posizione quanto più sensuale possibile, quasi me ne vergogno per un attimo, ma noto l'espressione eccitata e divertita del mio ragazzo all'altro capo degli Stati Uniti; ha gli occhi ridotti a due fessure, continua a strizzarli per mettere a fuoco la mia immagine mezza nuda.
«Signorina Brown, lei sta forse cercando di flirtare con il sottoscritto ad oltre mille miglia di distanza?»
Continuo a stuzzicarmi le labbra senza un briciolo di pudore.
«Se solo fossimo l'uno accanto all'altra signor Smith» sorrido maliziosamente.
«Che cosa farebbe signorina Brown?»
Dal display noto il suo petto alzarsi e abbassarsi a ritmo sempre più veloce.
«Se fossimo l'uno accanto all'altra... lei potrebbe innanzitutto sciogliere questo piccolo nodo fastidioso.»
Mi sfioro l'asciugamano bagnato dando il giusto tocco per far sì che scivoli giù lungo il seno ormai gonfio.
Non pensavo di riuscire a far eccitare il mio uomo anche virtualmente...
Col si muove e rimuove sopra al materasso cambiando posizione di secondo in secondo.
«Lo farei sicuramente» la sua voce diventa roca. «Che altro faresti?» Continua.
La webcam non riesce ad inquadrare oltre lo scollo provocatorio.
«Se fossi lì io... sbottonerei dolcemente i tuoi jeans, mentre con la punta della lingua stuzzicherei il lobo del tuo orecchio»
Lo vedo indietreggiare con la schiena fino ad appoggiarsi al cuscino gonfio di piume mentre si mordicchia il labbro inferiore.
Sono certa che se fossimo insieme adesso saremo già una cosa sola; l'attrazione sessuale fra di noi è sempre stata davvero molto intensa.
«E poi?» Insiste ancora.
«Io... scivolerei giù verso il collo, posandoti dei piccoli baci fino alla clavicola. Vorrei godermi ogni brivido che riuscirei a procurarti.»
Ha le labbra socchiuse, gli occhi incollati allo schermo intento a fissare me. Mi scoppia il cuore di felicità.
Sta per dire qualcosa, quando sento la vibrazione del suo telefono in sottofondo.
Lo guardo mentre gira lo sguardo sull'iphone gettato sopra le coperte e illuminato, il suo viso si incupisce immediatamente, si affretta a spegnere quel fastidioso ronzio, deglutisce e poi torna a guardarmi.
Il suo sguardo non è quello di qualche momento fa. Aspetto pochi secondi decidendo fra me e me se chiedere chi fosse o se aspettare che sia proprio lui a dire qualcosa.
Il nostro magico momento intimo viene spazzato via da un fastidioso senso di gelosia.
Lo smartphone si illumina di nuovo.
Abbassa lo sguardo e tenta un ammaraggio improvvisando un sorriso di circostanza, ma non posso non notare il suo chiaro imbarazzo.
Non riesco ancora a dire una parola, mi sento avvampare; dal corridoio si sente la voce di suo fratello che lo chiama. Sembra quasi che si senta sollevato.
«Tesoro devo andare, ci sentiamo più tardi» stacca senza nemmeno attendere un mio ciao.
Rimango interdetta, mezza nuda, davanti ad uno schermo buio.
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top