Dormivano tranquillamente sul divano. La sera prima Lara e Roy erano rimasti abbracciati sul divano e si erano addormentati lì. Clare non aveva voluto svegliarli e così li aveva lasciati, lui accoccolato su di lei, limitandosi a coprirli con delle calde e morbide coperte. L'aria fresca del mattino invase il salotto e la prima ad aprire gli occhi fu Lara. Si sentiva assonnata e un po' scomoda. Poi, abbassò gli occhi: accanto a lei c'era Roy, che dormiva profondamente. Non poté fare a meno di sorridere dolcemente a quella vista: era davvero così coccoloso mentre dormiva... D'improvviso, una lacrima scivolò via dai suoi occhi chiusi, in chissà quale dimensione e, d'istinto, Lara l'asciugo delicatamente per non farlo svegliare. Pensò che anche se stava un po' scomoda, stava bene. Era felice, tranquilla e sarebbe rimasta lì per sempre. Così, ebbe tempo per pensare alla storia di Roy: aveva saputo da Clare che i suoi genitori erano morti quando lui era molto piccolo, lasciandolo nelle mani di una nonna, la nonna di Clare, che lo crebbe come fosse un suo vero nipote, e di lì la grande amicizia, quasi rapporto di fratellanza con la strega. Poi seppe la serata precedente della storia con questa Anna, le dispiaceva davvero molto. Poteva solo immaginare l'enorme senso di impotenza scatenato dalla visione della morte di una persona a te molto cara. Vederla morire davanti ai tuoi occhi e sapere che non puoi e non potrai fare nulla per evitarlo. Le si riempirono gli occhi di lacrime all'immaginare la scena. In più c'era stato il tradimento, per così dire, da parte di questo Luca. Non lo conosceva, ma si era fatta già un'idea abbastanza negativa. Che razza di amico, ma, ancora più nel dettaglio, che razza di fratello era uno che decide di arrendersi alle prime difficoltà, ad abbandonare tutto, persino la propria gemella per un atto di puro egoismo? Come aveva potuto pensare di fare ciò che aveva fatto, di lasciare sola una sorella sofferente, bisognosa solo di appoggio e non di un'ulteriore prova di resistenza? Provò per qualche secondo a mettersi nei panni di Clare e capì che lei, al posto dell'altra ragazza non ce l'avrebbe mai fatta a sopportare tanto dolore. Avrebbe preferito sparire, spegnersi velocemente piuttosto che restare in un luogo che non le apparteneva più, dove aveva ormai perso la speranza per un mondo migliore, dove non aveva più radici, spezzate violentemente senza motivo.
In quel momento, Roy aprì gli occhi.
"Buongiorno" le disse sorridendole con voce rauca, provocandole un sorriso e strappandola ai suoi pensieri.
"Ciao" le disse lei, carezzandogli i capelli. Velocemente lui si tirò su, e stirandosi si rese conto di aver dormito sul divano.
"Bhe.. non era poi tanto scomodo!" disse scherzando, facendo l'occhiolino a Lara, che si mise a ridere. Poi andò al bagno. Nel frattempo lei si alzò, si stirò per bene e andò verso la camera di Clare. Notò che era improvvisamente calato un silenzio profondo, a malapena si sentivano gli uccellini cinguettare. Mentre avanzava, una porta socchiusa attirò la sua attenzione. Si avvicinò a quella, come ipnotizzata, dimenticando ciò che doveva fare. Aprì lentamente la porta che emise un sinistro cigolio. Si sorprese al vedere una ripida e stretta rampa di scale, che portava ad un piano inferiore, apparentemente invisibile. Decise di scendere, lasciando la porta esattamente come l'aveva trovata. I suoi passi rimbombavano nel silenzio di quella lenta discesa. Ebbe modo di abituare i suoi occhi al buio presente in quel luogo freddo e umido. C'erano un'infinità di scalini, interminabili, limitati da una sottile ringhiera grigia, che nonostante l'umidità era in perfette condizioni. Non un vaso, non una finestra, non una misera decorazione rendeva quel posto meno spettrale. Dopo circa un'eternità, raggiunse finalmente il piano sottostante. Faceva un freddo incredibile e le girava un po' la testa. Proseguì curiosa, ma anche un po' spaventata. Aveva avuto da sempre la paura del buio, era qualcosa che la bloccava, ma in quella particolare circostanza, ne era terribilmente attratta e nonostante la sua ragione le dicesse di risalire e di dimenticarsi di quel luogo, i suoi piedi non le davano ascolto, continuando ad avanzare, fin quando non si fermarono bruscamente: un' altra porta. Abbassò lentamente la maniglia, convinta fosse chiusa a chiave e temendo che la sua avventura fosse già finita. Non ci credeva ma, incredibilmente, la porta si aprì, trascinando con sè un'enorme nuvola di polvere. All'interno c'era una stanza molto, molto ampia, contenente di tutto. Una grande scrivania di legno, un po' impolverata, giaceva attaccata al muro. C'era molta confusione: fogli ingialliti, libri molto antichi e un grande mappamondo. Una sedia a dondolo si trovava poco distante, con un grande cuscino e un plaid poggiati sopra. Una grande libreria si trovava dal lato opposto della stanza. Lara amava i libri, e immediatamente si avvicinò, d'istinto. Lesse molti titoli, alcuni dei quali la spaventarono come "La ricetta del male", "L'inferno di ghiaccio", "I demoni della vendetta" e "La morte del Mistero". Più che altro avevano delle copertine abbastanza spaventose, troppo innaturali. In più le venne in mente che quella era una stanza, per di più quasi segreta, di una strega dell'altro mondo. Ma continuò a scorrere veloce tra le mensole. Un libro improvvisamente catturò la sua attenzione, la sua mente e le sue dita, che indugiarono sul titolo, scritto in caratteri argentati, su una copertina rappresentante degli occhi verdi/azzurri con un'espressione strana, per lei familiare, su uno sfondo blu notte: "La ragazza che non si sarebbe persa mai". Come attratta da qualche oscura magia, prese delicatamente il libro nelle sue mani, quasi come stesse tenendo la sua stessa vita. Si sedette alla scrivania e lo poggiò. Aprì la prima pagina e notò qualcosa di strano: c'era il titolo, ma non l'autore/autrice. Non curando questo dettaglio continuò a sfogliare le pagine e restò attonita al vedere che le pagine erano bianche! Non una frase, non una scritta. Il suo primo pensiero fu quello di riposarlo, ma, spinta da qualcosa di più grande di lei, lo tenne ugualmente, quasi come fosse stupido separarsene. Si voltò per andarsene, quando con la coda dell'occhio vide qualcosa che non si immaginava di certo di vedere: un grosso baule, con scritte strane e una serratura al centro giaceva impolverato lì accanto. Sapeva di non sbagliarsi, era il baule di sua madre.
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top