"Matty dobbiamo muoverci, una mandria sta per raggiungere la zona" dico incitando mio marito a darsi una mossa nel preparare il suo zaino.
Non mi risponde e non mi degna di uno sguardo.
"Dove hai intenzione di andare?" gli domando.
"Risaliamo l'interstatale 125 passando dai boschi e ci rifugiamo nella casa in cui abbiamo passato l'inverno se non è stata rasa al suolo dalla mandria proveniente da est"
Dice serio.
"Okay, mi fido di te" dico sorridendogli.
Iniziamo a camminare fino a che non troviamo un auto abbandonata ed io e Matt optiamo per provare a farla partire, dopo qualche imprecazione e qualche "coccola" riusciamo a metterla in moto.
"Brava piccola" dico sbattendo una mano sul cofano della Ford Fiesta bordeaux appena recuperata.
Pochi minuti dopo siamo in viaggio.
Mentre Matthew guida io osservo la mappa.
"Hai trovato qualcosa che potrebbe esserci utile?" mi domanda.
Annuisco con il pennarello in bocca facendolo ridere.
In quel momento di distrazione un uomo in moto ci taglia la strada costringendoci ad una brusca frenata.
Mio marito esce dall'auto ed esclama "Porca puttana amico, avrei potuto ucciderti!"
L'uomo mette il cavalletto alla moto e ribatte "Ma non è successo, dove state andando?"
Domanda mettendosi la balestra sulla spalla con fare tranquillo, come se non fosse stato quasi investito.
"Ad un complesso abitativo a circa 4 miglia da qui, siamo in cerca di provviste" rispondo io.
"Il Washington Valley High?" Chiede ancora.
Annuisco.
"Bhe toglietevelo dalla testa, quella zona è completamente invasa dai vaganti non ci troverete nulla di buono"
"Cazzo" impreco io.
"Tu da dove vieni?" Chiede Matty all'estraneo.
"Io ed il mio gruppo abbiamo un posto sicuro, se risponderete a 3 delle mie domande potrete seguirmi" risponde guardandomi.
"Spara" ribatte mio marito.
"Quanti vaganti avete ucciso?" Domanda.
"Un'infinità" rispondo io.
"Quante persone avete ucciso?"
"Nessuna" rispondo io.
"Due" risponde mio marito.
"Perché?" domanda ancora.
"Volevano violentare mia moglie e rubare il nostro cibo"
Dice con freddezza e senza nessun segno di rimorso.
Lo sconosciuto annuisce semplicemente.
"La prigione si trova 9 miglia a sud-ovest da qui, seguitemi, vi faccio strada" dice avviandosi verso la moto e facendola partire.
Lo stesso facciamo noi con l'auto recuperata.
Dopo quarantacinque minuti di viaggio raggiungiamo il luogo prestabilito.
"Matty hanno recinzioni! E mura! Una civiltà!" Dico felice.
"Sì ma non saremo più solo io e te" ribatte lui scazzato.
Decido di lasciare perdere ignorando il suo comportamento da bipolare.
Appena davanti ai cancelli l'uomo fischia e qualcuno li apre dall'interno.
"Daryl è tornato!" Urla un ragazzino dalla torretta.
Allora è questo il nome dell'estraneo che ci ha condotti qui penso tra me e me.
Entriamo e parcheggiamo l'auto dove ci dicono di lasciarla.
Appena scesi dall'auto un uomo viene verso di noi.
"Io sono Rick, piacere di conoscervi, spero che possiate entrare a fare parte di questa comunità e portare il vostro contributo"
Ci presentiamo anche noi e subito diciamo di volerci mettere a lavoro.
Dopo qualche minuto arriva anche un altro uomo, piú anziano rispetto a Rick, zoppicando.
"Lui è Hershel, vi porterà alle vostre celle, così potrete iniziare a sistemarvi, dopodiché dirò a Daryl di portarvi ai rispettivi compiti"
Dice Rick.
"Daryl è l'uomo che ci ha portati qui?" Domando.
Rick annuisce.
"Non ci siamo presentati" risponde Matty al posto mio.
"Avrete modo di farlo più tardi" sorride Hershel.
Iniziamo a seguirlo verso il blocco C e ci fa accomodare nella cella 126.
"Okay ragazzi, sistematevi pure qui, io vado ad avvisare Daryl" dice poi dileguandosi.
"Matty finalmente un letto vero!" Dico poggiando il mio zaino a terra.
"Mh mh" borbotta.
"Si può sapere cosa ti prende?" Dico scazzata.
"Te l'ho detto, non saremo più solo noi due" dice iniziando a piegare i pochi vestiti che aveva.
"E quindi?" Domando facendo lo stesso.
"E quindi mi piaceva l'idea di passare la vita solo con te senza che nessuno ci rompesse i coglioni, ma quando tu hai sentito parlare di una comunità ti si sono illuminati gli occhi e non me la sono sentita di dire di no a quell'uomo"
Spalanco la bocca.
"Cioè davvero tu avresti rinunciato ad un semi-ritorno alla civiltà?"
Sta per rispondermi quando Daryl fa capolino dalla porta della cella.
"Seguitemi, vi porto dove svolgerete i vostri compiti"
Non appena si gira faccio un cenno con la mano a mio marito che voleva dire -continuiamo più tardi-
"Come vi chiamate?" Ci domanda.
"Io sono Matthew e mia moglie si chiama Serena" dice togliendomi la possibilità di rispondere.
Perché cazzo si sta comportando così?
"Quanti anni avete?" Domanda nuovamente.
"Io 29 e .."
"Ed io 25" dico parlando sopra a mio marito guadagnandomi un'occhiataccia.
"Okay allora, io sono Daryl ma credo che ve l'abbiano detto, Matthew abbiamo necessità di qualcuno che faccia la guardia dalla torretta 3, Serena" dice voltandosi verso di me "tu potresti aiutare Beth con i bambini"
Sorrido "Ci sono dei bambini? Ma è meraviglioso!" esclamo.
"Accompagnamo Matthew alla torretta e poi ti ci porto"
Annuisco e ci avviamo verso la torretta numero 3, lasciamo lì Matthew con un certo Glenn e poi seguo Daryl.
"Durante il giorno i bambini stanno nella vecchia amministrazione, è l'edificio più all'interno ma anche quello da cui è più facile scappare, per ora sono solo 8 i bambini, ma Beth non può continuare da sola" dice.
"Nessun problema, stavo studiando per diventare educatrice prima di tutto questo schifo, sono felice di poter aiutare e di guadagnarmi un posto qui" ribatto tranquilla.
Lui annuisce solamente.
Una volta entrati nell'edificio vedo una ragazza bionda cercare di afferrare una bimba sui 10 anni che correva all'impazzata.
Visto che stava correndo verso la mia direzione, la placco subito.
"Ehi scheggia, dove credi di andare?" Dico sorridendole.
La prendo per mano e la porto alla ragazza bionda.
"Beth lei è Serena, ti aiuterà con i bambini da oggi in poi" dice Daryl alla ragazza.
"Fantastico, piacere di conoscerti, vieni ti presento tutti i piccoli" dice sorridendo.
"Perfetto io torno alla torretta 1 con Tyreese, se avete bisogno fate un fischio" dice Daryl uscendo di scena.
"Allora nell'ufficio principale abbiamo messo delle scrivanie così da far colorare e disegnare i più piccoli e studiare i più grandicelli, giusto per far sì che imparino almeno a leggere, a scrivere e a fare qualche calcolo" dice.
Annuisco semplicemente
"La piccolina che ho in braccio si chiama Judith ed è la figlia di Rick, la piccola fuggitiva che hai fermato poco fa si chiama Mika e la bimba che sta leggendo Tom Sawyer è Lizzie, sua sorella maggiore, i due gemelli sono Tommy e Jack, il ragazzo laggiù è Simon e poi c'è Jade"
"Scusa se ti interrompo...Daryl ha accennato ad 8 bambini, qui sono solo sette" dico confusa.
"Bhe lui conta tra i piccoli anche Carl il figlio maggiore di Rick, ma in realtà lui non è mai qui, è sempre a fare i turni di guardia, è un ottimo cecchino nonostante abbia solo 12 anni"
Rimango con la bocca spalancata "Mi stai dicendo che quel ragazzino alla torretta dell'ingresso sa sparare? Da quella distanza?" Questo posto mi lascia sempre più basita, nemmeno io riuscirei a sparare da quella distanza
"Già, è molto più bravo di me e della metà delle persone qui dentro" dice ridendo della mia espressione.
In quel momento una manina tira la bandana che sbuca dalla mia tasca.
"Tu chi sei?" Mi domanda uno dei gemelli.
Mi abbasso per arrivare alla sua altezza "Io mi chiamo Serena, vi farò compagnia con Beth d'ora in poi, tu sei Jack vero?"
Lui annuisce semplicemente.
"Tu sei la mia mamma?" Mi domanda "Beth ha detto che un giorno avrei conosciuto la mia mamma!""
Scuoto la testa "No tesoro, non sono la tua mamma, però posso essere tua amica okay?" Dico sorridendogli per tranquillizzarlo.
"Okay" annuisce aprendosi in un sorriso "vuoi vedere la macchinina blu che Carl mi ha regalato?" domanda tranquillo.
"Certo, perché no?"
Come vorrei che fossero tutti così chiari e limpidi come i bambini.
Passo il resto della giornata nell'ufficio dell'amministrazione e quando inizia a fare buio porto con Beth i bimbi ai loro rispettivi tutori e/o genitori e mi dirigo nella mia cella dove però non trovo mio marito.
"Dove caspita è finito?" Borbotto da sola.
"Era con Mary alla torretta tre, ma non credo ti farebbe piacere ciò che ho visto, bhe puoi facilmente intuirlo, mi sembri una ragazza molto intelligente" dice Hershel rispondendo alla mia domanda.
"Cosa? Ti sarai sbagliato è impossibile" dico scuotendo la testa.
"Purtroppo no ragazza, sai mi manca una gamba ma a livello di vista non mi batte nessuno, coraggio vieni, ti presento tutti così non starai qui da sola ad aspettare il suo ritorno"
Incazzata come una biscia lo seguo, un solo fottuto giorno in una comunità, la prima comunità che vediamo da quando tutta questa merda è iniziata e quello che consideravo mio marito, quello che voleva stare solamente con me, aveva già messo il suo pene dentro a qualcun'altra.
Ceno con tutti gli altri ed in particolare passo diverso tempo con la signora Jones, una simpatica vecchietta salvata da Daryl con suo marito che purtroppo era venuto a mancare da poco a causa di un infarto.
"È tanto un bravo ragazzo" così descrive colui che ha portato sia me che Matthew qui.
Mi racconta del suo matrimonio avvenuto negli anni Sessanta e del suo lavoro come segretaria in un ufficio dentistico, adoro ascoltarla, e quasi mi dimentico di tutto ciò che è successo in una sola giornata, fino a che Matthew non entra ridacchiando con la famigerata Mary.
Mi alzo e mi dirigo verso Hershel
"Devo per forza condividere la cella con lui?" Domando a bassa voce "posso dormire anche per terra se è necessario" dico quasi con le lacrime agli occhi.
"Puoi stare con Beth, a lei non dispiacerà" lo ringrazio e raggiungo la cella 126 per recuperare il mio zaino prima di vedere quello stronzo di Matty e ci riesco con successo.
"Non ci credo che l'abbia fatto" dice Beth mentre mi allunga un cuscino.
"Sinceramente non ci credevo nemmeno io, ma poi è entrato ridacchiando con quella tipa quindi... non si è nemmeno preoccupato di come stessi, o di cercarmi e mollarmi. 2 anni di matrimonio di cui più di uno passato in mezzo all'Apocalisse letteralmente buttati nel cesso" dico furiosa.
"Piú precisamente buttati nella torretta 3" dice usando un tono che mi fa sorridere "Ne troverai un altro, com'è che si diceva? Ah sì... morto un papa se ne fa un altro" dice lei stendendosi sul suo letto.
"Certamente, nel bel mezzo di questo caos" dico ridacchiando per non disperarmi.
"Bhe io ne ho avuti 3" dice tranquilla.
"Ma quanti anni hai? 45?" dico spalancando la bocca
"17 tondi tondi! Coraggio, domani dobbiamo gestire le 7 pesti. Dormiamo e non ci pensare, dopotutto niente è più come prima"
Ovviamente inutile dire che non dormo sia per quello che è successo, sia per il fatto di essere in un posto totalmente nuovo e in cui non devo dormire con un occhio aperto. Mi alzo non appena il sole entra dalle finestre del corridoio e dopo qualche minuto sveglio Beth.
Prendo il mio zaino e le passo una barretta proteica al cioccolato che avevo recuperato qualche giorno prima.
"Wow colazione di lusso" dice ridendo.
Dopo poco recuperiamo Judith da Rick e tutti i bambini dalle varie celle e li portiamo nell'edificio della vecchia amministrazione.
"Dovremmo lavare le tovaglie e i bavagli" dice Beth "ci pensi tu? Abbiamo anche il sapone"
"Certo, dimmi solo dove devo andare e lo faccio" le rispondo sorridendo.
"Nell'ufficio 102 trovi la cesta con le cose da lavare e sul tavolo le scaglie di sapone, infine puoi utilizzare l'acqua nella botte rossa sotto alla torretta 1, nel caso avessi bisogno fai un fischio, troverai Daryl lì"
"Sissignora" dico dirigendomi verso l'ufficio nominato.
Prendo la cesta ed una volta arrivata alla torretta inizio a lavare tutto, ma quando giunge il momento di stendere mi accorgo che uno dei ganci che tenevano il filo si è rotto e goffamente cerco di sistemarlo.
"Tutto okay laggiù?" Chiede una voce dopo aver sentito un'imprecazione da parte mia.
"Serena, giusto?" Dice un uomo con una cuffia nera in testa affacciandosi dalla finestra della torretta.
"Sì, e tu sei Tyreese vero?" Dico coprendomi gli occhi dal sole per guardare verso di lui.
"In carne ed ossa, hai bisogno di una mano con quel filo?" Mi domanda.
"Bhe in realtà sì, sono troppo bassa" dico ridendo.
"Ti mando giù qualcuno, signorina" e rientra dalla finestra.
Dopo pochi minuti dalla porta della torretta esce Daryl.
"Qual è il problema?" Mi domanda.
"Uno dei ganci si è girato e non riesco a sistemarlo perché non ci arrivo" dico indicandolo.
"Okay tieni il filo dall'altro lato, io provo a sistemare quest'altro"
Dopo una decina di minuti il filo era finalmente pronto all'uso.
"Grazie Daryl, davvero" dico sorridendo.
"Di nulla, sei hai bisogno chiama pure" e torna nella torretta.
Stendo tutta la biancheria senza altri problemi e ritorno con la cesta vuota da Beth.
Non appena apro la porta la trovo con la maglia piena di vomito, scoppio a ridere ottenendo una sua occhiataccia.
"Hai un cambio?" le chiedo.
Annuisce "nello zaino laggiù"
"Dammi quella sporca così te la lavo subito, nel frattempo cambiati"
"Ma è sporca di vomito" ribatte lei.
"Come se mi cambiasse, lavo vestiti pieni di budella da quando è iniziato tutto".
Va velocemente nell'altra stanza a cambiarsi e poi mi porta il tutto, mi dirigo verso l'uscita quando la sua voce mi richiama.
"Serena?"
"Mh?" Mugugno sovrappensiero.
"Grazie"
Le sorrido e mi incammino verso la torretta 1.
In quel momento mi accorgo che la mia bandana rossa è scomparsa.
"L'avrà presa Jack" penso tra me e me.
Finisco di stendere e torno da Beth ed i bambini dimenticandomi quasi subito della bandana.
SPAZIO AUTRICE
Bene bene, il nostro Matthew è interpretato dall'immenso Johnny Depp mentre Serena è la giovane Winona Ryder.
Al prossimo capitolo!
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