PENULTIMO CAPITOLO.

La porta della casa si aprì lentamente,mostrando il viso del padre.

Le rughe segnavano gli zigomi e gli angoli della bocca,lo sguardo serio vedendo la figlia in buone condizioni. Perché non era felice di rivederla?

Pensai fosse per la stanchezza, forse credeva fosse solo un miraggio. Luke mi guardò con la coda dell'occhio,pensando anche lui che c'era qualcosa che non quadrava.

Feci un segno con la testa,concordando il suo presentimento.

"Entrate." Si allontanò dalla porta,avviandosi verso il salotto.

Si sfrego' gli occhi stanco,forse per il lavoro,forse per le notti insonni,oppure per il lavoro.

Sua figlia entrò prima di me e Luke,che ci guardammo con aria sconosciuta.

Il corridoio era stretto,ai muri color bianco avorio erano appesi diversi quadri in cui raffiguravano la famiglia,amici e parenti a varie feste.

Mi sentii spaesata a non essere in nessuna foto,mentre nella camera della mia amica ero ovunque.

Treace si sedette sul divano vicino a suo padre.

Lui stesso la guardò, si sfrego' gli occhi,e la riguardò.

Un sorriso uscì dalle sue labbra. I denti bianchissimi come la neve pulita. Sembrava aver perso dieci anni.

"Treace?"

"Sono io papà.. Posso spiegarti tutto,sul serio."

"GENNY! GENNY!" Urlò l'uomo chiamando sua moglie.

"Papà.." Treace non fece tempo a finire la frase che sua madre la stava abbracciando mentre piangeva. Suo padre si unì all'abbraccio di famiglia.

Quant'avrei voluto averne pure io uno.

"Possiamo spiegarvi tutto." Intervenne Luke, vedendo la sua amica in difficoltà.

"No,no." Intervenne Genny. "È già tanto che è sana e salva. Vi ringrazio. Vi ringraziamo."

Sorrisi a Treace che sembrava finalmente felice e salutati i genitori e la mia amica,io e Luke ci dirigemmo a casa.

"Allora,amore,ti va un bel panino?!" Urlò Luke ridendo.

***

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