~ Six.~
2021
Toge Inumaki x Reader ( F )
[T/N] = Tuo Nome.
[T/C] = Tuo Cognome.
[C/C] = Colore Capelli.
Colore occhi: Nero.
Sesso: Femminile.
Anime: Jujustu Kaisen.
Personaggio: Toge Inumaki.
Parole: 3488.
*
*
*
[T/N] restò in silenzio, non sapendo se continuare a guardare nella direzione del ragazzo, seduto difronte a lei, o se abbassare lo sguardo, per la stranezza che aveva appena detto.
Del resto, lei non ne era neanche che troppo sicura di quel che fosse successo.
Era stato tutto troppo veloce, troppo confuso, e lei decisamente troppo impreparata.
Se solo avesse fatto più attenzione, forse a questo punto avrebbe ricordato con maggiore accuratezza quanto accaduto; se solo non si fosse focalizzata sui tatuaggi ai lati delle labbra di Toge Inumaki, forse adesso, ricorderebbe anche il suono della sua voce.
Deglutì [T/N], mentre sollevò lo sguardo verso il ragazzo, che stava stringendo le proprie mani giunte in grembo, e non faceva altro che guardarsi i piedi pallidi, immersi in quelle acque scure.
<<Salmone.>> disse lui, con qualche attimo di esitazione.
"Adesso è tutto molto più chiaro."
<< Si... ecco, in realtà credo di averti sentito parlare... normalmente.>> rispose [T/N], sentendosi improvvisamente a disagio.
Tra di loro calò il silenzio.
Uno di quei silenzi ingombranti, assordanti, che supplicavano di essere spezzati.
Generalmente [T/N] non si prendeva di pena, quando una conversazione moriva già sul nascere, anche perché di solito, nessuno aveva più di tanto tempo e voglia di parlare con lei.
Ma Toge Inumaki era differente.
Lui sembrava avere tutto il resto: il tempo e la voglia, ma che gli mancasse la capacità di romperlo, quel silenzio.
Era ironico.
Davvero ironico, sotto molti aspetti.
[T/N] si ritrovava a parlare, o meglio, a voler parlare con l'unica persona che non sarebbe mai stata in grado di risponderle.
"Chissà..."
Pensò la ragazza, mentre sospirava e volgeva lo sguardo verso il disco luminoso della Luna, che alta, dominava i cieli sopra [T/N] e la terra, al di sotto dei suoi piedi.
" Chissà... se lui... se potesse parlare..."
Toge Inumaki sospirò rumorosamente, nello stesso istante in cui anche [T/N] lo fece.
Una strana sensazione si fece largo nella ragazza: sentiva come un formicolio che le partiva dallo stomaco e le arrivava fino alla gola.
Come se qualcuno le stesse facendo il solletico dall'interno, l'irrefrenabile istinto di scoppiare a ridere si fece largo in lei.
[T/N] volse il capo, verso il ragazzo, che le sembrò stringersi nelle sue spalle, come se volesse rendersi invisibile allo sguardo divertito di [T/N].
Sorrise appena, [T/N] guardando come fosse impacciato il ragazzo davanti a lei.
Sorrise, nella sua direzione, incurante anche del fatto che il suo viso si stava colorando di rosso, nonostante i raggi lunari la facessero sembrare più pallida di quel che in realtà non fosse.
*
Toge Inumaki sospirò, senza neanche farci caso, ad alti volumi, in quanto questo era tutto ciò che gli fosse concesso fare.
Non avrebbe potuto spiegare a [T/N] quanto successo quel pomeriggio.
Non avrebbe mai potuto rispondere alle sue domande.
Non avrebbe mai avuto nulla da offrirle, se non qualche sospiro e parola sconnessa che lei non avrebbe potuto comprendere.
L'immagine di Yuta Okkutsu gli riaffiorò alla memoria, nonostante stesse cercando di non accomunare troppo quei due.
Ad occhi aperti, ricordò del loro primo incontro, del loro anno vissuto proprio tra le mura della scuola, e poi, del loro ultimo momento assieme.
Di come Toge Inumaki lo avesse allontanato, scuotendo la testa con rabbia, per quello che Yuta gli stesse dicendo e, in seguito di come lui se ne fosse andato, costretto dalle parole di Inumaki.
Lo aveva tradito, per certi versi.
Per altri invece, aveva dato voce ai desideri più nascosti e reconditi del corvino.
" Se ne sarebbe andato comunque..."
Aveva pensato, per tutto quel tempo, Toge Inumaki, cercando di convincersi che quel giorno, le sue azioni fossero state più che giustificate.
Se avesse avuto un'altra scelta, se avesse avuto un'altra occasione, forse Toge Inumaki avrebbe agito diversamente.
Era questo allora, che lo spingeva verso [T/N]?
Questo irrefrenabile impulso, questa voglia insoddisfatta, questo senso di colpa battente sulla sua coscienza?
E se [T/N] rappresentasse proprio l'occasione mancata con Yuta Okkutsu?
Un nuovo inizio, un nuovo punto di partenza.
E se lei, fosse giunta nella scuola per aiutarlo a redimere i suoi peccati?
E se, per una volta, ci fosse qualcosa di bello, ad attenderlo dall'altra parte?
Se si fosse lasciato andare, se ci avesse provato, se avesse varcato il confine, [T/N] come avrebbe reagito?
Lo avrebbe respinto, lo avrebbe accettato?
Lo avrebbe odiato...?
Lo avrebbe...?
Sospirò ancora, ancora più rumorosamente Toge Inumaki, così tanto che quasi non si accorse che in quell'esatto momento, anche [T/N] aveva fatto la stessa cosa.
Sbarrò gli occhi Toge Inumaki, desiderando di immergersi con tutto il viso nell'acqua, per nascondere il suo imbarazzo.
Che figura poteva aver mai fatto, a sospirare al chiaro di luna, come se fosse una ragazza innamorata?
E lui, decisamente non era né l'uno e né l'altro.
Sotto il suo colletto, tirato fin sopra la bocca, come suo solito, aveva già aperto la bocca per provare a scusarsi, come al meglio potesse, quando sentì [T/N] ridacchiare sommessamente.
Una nota di tristezza velata arrivò alle orecchie di Toge Inumaki, mentre la ragazza cercava di riempiere il silenzio tra di loro, nonostante stesse ridendo appena.
Lei era, una singolarità.
Toge Inumaki non avrebbe potuto descriverla meglio, mentre si sporgeva leggermente per lasciare che la ragazza ritornasse nel suo campo visivo.
Una singolarità, un'unicità, una pura originalità.
Irripetibile ed unica a se stessa, [T/N] sortiva su Toge Inumaki un effetto sia di attrazione che repulsione.
Se lei fosse stata troppo lontana, Toge Inumaki non avrebbe potuto fare a meno di avvicinarsi a lei, di raggiungerla e poi, di ammirarla.
Se lei, al contrario si fosse trovata troppo vicina, Toge Inumaki si sarebbe sentito intimorito, di poter nuovamente perdere il controllo di se stesso e per tanto, si sarebbe allontanato, seppur a malincuore.
Era un canto di una sirena, [T/N]: semplice e bellissimo, il ragazzo non poteva proprio farne a meno; letale e triste, sapeva che l'avrebbe ucciso, se solo si fosse avvicinato troppo.
Un evento imprevedibile, dagli effetti incontrollabili, un qualcosa che poteva rivoltare l'animo di Toge Inumaki come un calzino, qualora avesse voluto.
Le bastava davvero poco, per tendere le corde dell'essere di Toge Inumaki: un sorriso, una lacrima, un sussurro, un sospiro, il solo rumore dei suoi piedi scalzi sull'erba soffice, il riflesso tremolante del suo volto nello specchio d'acqua della fontana.
Tutti i dettagli di lei, la rendevano unica.
La rendevano bellissima, così eterea e distante come la Luna.
Toge Inumaki avrebbe potuto allungare una mano, nella speranza di afferrarla, ma sapeva che in realtà lei era molto più distante di quel che a lui sembrasse.
<< Posso chiederti una cosa?>> disse [T/N] improvvisamente, osservando ancora nella direzione del ragazzo.
Toge Inumaki sentì il cuore salirgli improvvisamente in gola, con estrema velocità, che dovette deglutire più volte, credendo che lo avrebbe potuto vomitare da un momento all'altro.
Il ragazzo annuì, sapendo che la ragazza lo stava osservando.
<< Prima però... in cambio, ti racconterò un segreto, così non potrai sottrarti alla mia richiesta.>>
" Furba.
Incredibilmente furba."
Toge Inumaki incrociò le braccia al petto, restando in attesa.
[T/N] scivolò di lato, scorrendo sul bordo della fontana, nella direzione di Toge Inumaki, andando a posizionarsi di fianco a lui.
Il ragazzo dovette distogliere lo sguardo, concentrandosi sui suoi piedi nell' acqua, che improvvisamente non gli sembrò più tanto rinfrescante.
Nella voce di [T/N] era nascosta la stessa esitazione che, qualora avesse potuto parlare, anche Toge Inumaki, avrebbe avuto.
Da vicino, nascosta dall'ombra proiettata dalla statua, al chiaro di luna di quella notte d'estate, [T/N] sembrò molto più bella di quel che già non fosse.
I suoi occhi neri scintillarono, di una genuina titubanza.
Il suo viso, segnato dalle sofferenze e dai fantasmi del suo passato, la rendeva ipnotica, mentre apriva di poco la bocca per trovare il coraggio di raccontargli il suo segreto.
<< Io... in realtà sono stata adottata da Gojō Satoru, mi ha portato lui qui, la prima notte in cui ci siamo incontrati.>> disse piano, in un sussurro delicato, rivolto solo a Toge Inumaki e che, se lui non l'avesse colto, si sarebbe disperso nel vento di quella notte.
Il ragazzo trattenne il fiato, sentendosi avvampare all'improvviso dall'interno.
Una sorta di agitazione, dovuta all'eccessiva fiducia che la ragazza gli stava mostrando, lo costrinsero immobile, incapace di rivolgerle anche un singolo cenno.
" Idiota avanti... dì qualcosa... qualsiasi cosa!"
<< È strano anche per me. Io neanche volevo venirci qui... e con molta probabilità neanche voi mi volete intorno...>> riprese.
Come mosso da una forza interiore, Toge Inumaki si dissuase dal suo stato di trance, per incrociare rapidamente le braccia al petto e dire:
<<OKAKA.>>
" ASSOLUTAMENTE NO! Non dirlo neanche per scherzo! Tutti ti vogliono qui... Fushiguro... lui... ti vuole qui..."
Lei accennò nuovamente un debole sorriso, tirando appena un angolo della sua bocca, verso l'alto.
<< E questo che cosa vorrebbe dire?>> disse, con un tono leggermente canzonatorio [T/N].
Toge Inumaki arrossì, spingendosi ancora di più con il viso all'interno del suo colletto, per nascondere l'imbarazzo crescente.
<< No ecco... non ti volevo offendere... in realtà questa volta, credo di aver capito cosa volessi dire.>> si affrettò [T/N].
" Sei crudele... furba e crudele.
Ti piace davvero farmi stare sul filo del rasoio ogni volta?!"
Toge Inumaki sbuffò, fingendosi distaccato, e bofonchiando un "salmone" di assenso.
" Quindi questo è il suo segreto? Lei è qui perché Gojō-Sensei l'ha... UN MOMENTO! GOJŌ-SENSEI L'HA ADOTTATA?!"
Se solo la ragazza avesse potuto vedere, il suo volto per intero, sicuramente la sua espressione di meraviglia mista a profondo imbarazzo, l'avrebbero fatta ridere nuovamente.
Avrebbe voluto riempirla di domande, a quel punto, una volta appreso il suo "segreto", sul come, quando, ma soprattutto sul perché.
Perché, Gojō-Sensei, aveva deciso di adottare una ragazza, con la quale non aveva alcun tipo di legame, e che per giunta non era altro che una semplice umana?
Avrebbe potuto, se solo ci fosse stato Panda, formularle una domanda, in grado di farla comprendere anche a [T/N], ma era da solo, e oltre a farla ridere per i suoi gesti teatrali, non avrebbe potuto farsi capire in alcun modo.
Era da solo e non poteva fare nulla.
Un velo di tristezza di adagiò sul cuore di Inumaki, man mano che questo pensiero si fece spazio dentro di lui.
" Stupido.
Stai pensando a qualcosa di stupido."
Scosse leggermente la testa, cercando di scacciare il pensiero che Fushiguro, al suo posto, avrebbe potuto riempire quel silenzio che si stava diffondendo tra di loro.
Toge Inumaki, non fece neanche in tempo a riprendersi, da quanto appena ascoltato, nonché pensato, che [T/N] scivolò ancora un po' verso di lui.
<< Ora... so che ti sembrerà strano ma... che cos'hai sul viso?>> disse la ragazza, indicandosi i lati della bocca dove Toge Inumaki, aveva i suoi marchi.
Il cuore, tornò il gola al ragazzo, lasciando che un mantello di pelle d'oca gli si posizionò addosso, facendolo rabbrividire da capo a piede.
Ecco un'altra cosa che non avrebbe potuto spiegarle.
Ecco un'altra cosa che non avrebbe voluto, spiegarle.
Che cosa sarebbe successo se, presa piena coscienza del fatto che avesse usato la sua Tecnica Maledetta su di lei, tra di loro?
Lo avrebbe odiato?
Lo avrebbe allontanato?
Se le ricordava ancora bene, le prime parole che Toge Inumaki aveva sentito pronunciare a [T/N], se l'era incise a fuoco, sul suo cuore:
"Io li odio tutti, gli sciamani."
Perché mai lui, avrebbe dovuto fare eccezione?
Si volse, per un solo attimo, a guardare verso la ragazza, sollevando di poco le spalle.
Quando i loro occhi s'incontrarono, nel chiaro di Luna, Toge Inumaki fu come stregato, per la seconda volta da [T/N], con il solo sguardo.
Quelle pozze cosmiche dei suoi occhi, lo stavano guardando, supplichevoli ed avide di conoscenza.
Se solo glielo avesse chiesto, Inumaki si sarebbe affogato da solo, dentro quella Fontana, per [T/N].
Se solo i suoi occhi, lo avessero guardato per un altro momento, in quel modo, Toge Inumaki avrebbe sicuramente perso ogni tipo di inibizione e, come se fosse sotto lo stesso sortilegio della sua Tecnica Maledetta, avrebbe fatto qualsiasi cosa quella ragazza gli avesse chiesto.
Deglutì, facendosi forza per distogliere lo sguardo, fallendo sotto ogni aspetto.
Alla fine voleva mostrarsi.
Voleva che lei lo guardasse, e che, come ultimo suo desiderio, lei non lo ripudiasse per il suo aspetto ed il suo modo di essere.
Lentamente le mani di lui, leggermente appesantite dal tremore dell'agitazione, andarono a prendere la parte metallica della sua zip e a trascinarla in basso.
Che cosa stava facendo?
Ancora una volta, non aveva la risposta, o meglio, si ostinava di non volerla ascoltare.
Si disse, Toge Inumaki, nascondendosi dietro l'ombra delle scuse che stava accampando una dopo l'altra dentro la sua testa, che se non avesse potuto dirglielo, allora glielo avrebbe mostrato.
" Stai per combinare un guaio.
Un immenso, irrecuperabile guaio."
Da quanto in qua, qualcuno di solitario come Toge Inumaki, faceva qualcosa solo perché qualcuno glielo stesse chiedendo?
Da quanto in qua, per di più, si era rammollito fino al punto da andare contro il suo buon senso?
C'erano mille buone ragioni per cui, avrebbe dovuto allontanarsi e non mostrare nuovamente i suoi marchi.
Ma c'è n'era una sola, di cattiva ragione, per la quale lui avrebbe dovuto farlo: [T/N] che era lì, e lo guardava.
Lo guardava senza ombra di spavento o disgusto sul suo volto.
Lo guardava, godendo con lui di quel silenzio, che tra di loro non sembrava potesse venir rotto.
Del resto, lei gli aveva confidato il suo segreto, e allora perché lui, non avrebbe potuto, darle un assaggio del suo?
Quando la zip fu completamente abbassata, gli occhi della ragazza scintillarono, di una luce nuova e sconosciuta che Toge Inumaki registrò immediatamente dentro la sua testa.
Aveva scattato una foto mentale, di quel momento e di quello sguardo, così che avrebbe potuto riguardarla all'infinito, fino a quando non si sarebbe sentito sazio del brivido che quegli occhi gli avevano appena regalato.
Sul volto di [T/N] si potevano leggere tantissime domande.
Su quello di Toge Inumaki, si trovavano tutte le risposte.
La Luna era alta nel cielo, così tanto che che ombre che proiettava nel giardino avevano iniziato a cambiare, trasformando l'atmosfera del posto.
Tutto era immerso nell'oscurità, rischiarato solo dalla debole luce della notte stellata.
Il giardino giaceva immobile, come sotto un sortilegio di sonno eterno, lasciando inalterata però la bellezza del posto.
L'unico scintillio, in quella notte, era dato dal lato illuminato della fontana, dove la Donna, carezzava il suo Uomo, in silenzio e con eterno amore.
Chissà se, anche quelle due figure un tempo, fossero state amanti.
Chissà se l'amore dell'Uomo ed il sacrificio della Donna scorressero ancora, nelle acque scure della fontana all'interno del giardino.
Chissà se, se avessero potuto parlarsi di nuovo, questi due amanti separati dal tempo, che cosa si sarebbero detti.
Se gli attimi finali della vita di Toge Inumaki, fossero arrivati proprio durante quella notte, non ne avrebbe avuto pena, poiché anche lui proprio come la figura dell'Uomo, restava nell'ombra con gli occhi socchiusi, mentre godeva del leggero tocco di una mano gentile.
Un tocco che seppur nuovo ed estraneo, sembrava averlo atteso per tutta la vita.
*
Quando la parte inferiore del volto del ragazzo, fu nuovamente davanti gli occhi di [T/N], dentro di lei qualcosa si smosse.
Come un ricordo, che riaffiora lentamente perché solleticato da una sensazione familiare.
Quella sensazione fu proprio inattesa, per la ragazza, le cui dita lunghe ed affusolate si mossero da sole, nella più totale incredulità di entrambi.
Gli occhi violacei di Toge Inumaki, seguirono il movimento di [T/N], completamente aperti e senza mai battere ciglio, come se non volesse perdersi neanche un frangente di quel gesto.
"Che cosa stai facendo?"
Pensò la ragazza tra se e se, ma ormai era troppo tardi.
Come se il suo cervello fosse stato del tutto scollegato, e avesse perso il senno, con la punta dell'indice e del medio stava tracciando il profilo dei segni che finalmente erano tornati davanti ai suoi occhi.
Un istinto irrefrenabile, un bisogno ardente tanto da far male, quello di [T/N] di sfiorare la pelle candida del ragazzo davanti a lei.
Perché poi?
Non era partita di certo con l'intenzione di toccarlo.
Voleva solamente accertarsi di non aver immaginato anche quei tatuaggi tanto strani, ai lati della bocca di Toge Inumaki.
Il viso del ragazzo sussultò appena, quando [T/N] lo sfiorò in un primo momento.
La sua pelle era straordinariamente morbida, soffice e vellutata, nonostante quei tatuaggi fossero leggermente in rilievo e davano, ai polpastrelli di [T/N] una strana sensazione di piacevole ruvido.
Le labbra del ragazzo erano molto carnose, piene e leggermente screpolate.
[T/N] non aveva di certo preventivato di avvicinarsici troppo, ma tracciando la linea scura di quei simboli, non potè fare a meno neanche di sfiorare gli angoli della sua bocca.
Quei tatuaggi, sembravano la naturale continuazione della bocca di Inumaki, come se fossero sempre stati lì e come se fosse normale e naturale averli.
Era un posto decisamente bizzaro per avere un tatuaggio, [T/N] lo pensò ancora, ma su di lui, sembrarono davvero fatti a posta.
Quando [T/N] si rese conto, lasciando che la bolla dell'incantesimo che l'aveva indotta a muoversi contro la sua volontà esplose, di quel che stava facendo, il suo viso prese fuoco.
Ritrasse rapidamente la mano portandosela al petto, pensando a che cosa avesse potuto dire per scusarsi e per giustificare il suo gesto.
Arretrò anche di qualche centimetro, allontanatosi dal ragazzo che ancora stava immobile, davanti a lei, mentre i suoi occhi continuavano a scrutarla con intensità.
" Si sarà arrabbiato?!"
<< Scusami... io non... non volevo...>> disse ad un certo punto, abbassando il suo sguardo, [T/N].
*
La scarica elettrica dentro al corpo del ragazzo, si stava lentamente smorzando d'intensità, mentre [T/N] si ritirava e, abbassando gli occhi, si scusava di quanto appena accaduto.
Toge Inumaki si sentiva più confuso e più sottosopra di quanto avesse memoria, come se un uragano gli fosse appena passato sopra, lasciandolo devastato e spaesato.
" Oh cazzo."
L'adrenalina che aveva in corpo, continuava a pulsargli nelle vene, accelerando il battito del suo cuore e lasciandogli la gola completamente secca.
Faceva caldo, quella notte, ma improvvisamente gli sembrò di andare a fuoco, dentro ai suoi vestiti leggeri, che gli sembrò gli stessero stringendo, anzi stritolando tutto il corpo, soprattutto nella zona del basso ventre.
"Oh cazzo."
La realizzazione di quello che era appena accaduto, seguito da quello che gli stava accadendo, come risposta naturale del suo corpo, gettò Toge Inumaki nel panico più totale.
Il ragazzo restò immobile ancora un po', prima di tirarsi su la zip della maglia, con mani tremanti e con molta difficoltà.
Schizzò in piedi, facendo appello a tutte le sue forze per non cadere di faccia dentro la fontana e, sotto lo sguardo incredulo che diventava via via più deluso di [T/N], Toge Inumaki si precipitò fuori dal giardino a grandi passi.
" Perdonami [T/N]... perdonami, davvero."
La scuola era immersa nel silenzio della notte e dei sogni tranquilli che gli altri, all'interno delle loro stanze, stavano di avendo.
A tentoni Toge Inumaki era arrivato, con i piedi umidi, alla sua stanza.
Si era richiuso con forza la porta alle spalle e si era accasciato sul pavimento.
Per prima cosa si sbottonò nuovamente il colletto della maglia, e poi si portò una mano sulla fronte.
Sarebbe morto, quella notte, e le motivazioni potevano essere tante.
Poteva essere perché [T/N] lo aveva colto decisamente impreparato e gli aveva sfiorato delicatamente le labbra.
Poteva essere perché, nel momento in cui lei aveva avvicinato le sue mani al suo volto, lui avrebbe voluto urlare fino a perdere i sensi.
Poteva anche essere perché, mentre la lasciava fare, stava lottando contro un formicolio che gli faceva pizzicare le mani per la voglia accarezzarle i capelli [C/C].
Mentre sbatteva la testa contro il legno spesso della porta sua camera, immersa nell'oscurità, Toge Inumaki sapeva che, nonostante tutte le ragioni che aveva a motivo del suo batticuore, nessuna avrebbe potuto battere la sensazione d'imbarazzo e vergogna che si stava impossessando di lui, al solo pensiero se [T/N] si fosse accorta del vero motivo per cui si era affrettato a quel modo ad andar via.
Strizzò gli occhi con forza, mentre si mordeva il labbro infierire e ripercorreva con la mente la sensazione delle dita di [T/N] a contatto con la pelle del suo viso.
Mandò indietro la testa, lasciando che gli si scoprisse il collo, mentre una goccia di sudore gli scorreva dentro la t-shirt e lentamente, infilava una mano all'interno del primo bottone aperto dei suoi pantaloni.
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