"Il Tempio di Pegaso e Perseo"

Timore o no doveva entrare, bisognava andare avanti.

Il piccolo ometto, si armò di un bastone e fece la sua entrata nel Tempio.

Dopo una decina di metri, dovette scendere qualche scalino e poi si ritrovò dinanzi una enorme sala.

La sala era semi-illuminata, delle colonne erette davano sostegno ad un ormai tetto millenario, parecchie torce accese davano vita a delle ombre immaginarie.

Clark si trovò al centro di essa e come per incanto i suoi occhi si soffermarono ad ammirare in fondo alla sala un piccolo albero, luminosissimo, era quasi bianco talmente emanava una luce pacifica, calmante che a malapena si intravedeva il verde delle foglie.

L'avventuriero si avvicinò con cautela, meravigliato di cotanta bellezza fece cadere il suo bastone per terra e toccò con le dita le foglie di quell'albero.

Al tocco di esse, ebbe una visione, era così reale che sembrava viverla in tempo reale.

Quel tocco durò parecchio e lasciò in Clark un segno indelebile, nella sua mente rimase impressa quella visione che lo turbò assai.

Sembrava così sfinito come se avesse scalato una montagna a mani nude.

Cadde per terra come un sasso, svenne ai piedi di quell'albero.

L'albero emanava ancor più luce, dal momento che lo aveva toccato il suo illuminare aumentava a ritmo elevato sino a quando anche la sala ne fu colpita.

Cosa ha visto Clark per indebolirlo così tanto?

                                                  ...continua

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