Capitolo 18 - Take my fucking hand and never be afraid again

A quanto pareva Gerard si stava divertendo parecchio nell'ignorare totalmente Frank. Dopotutto lui era stato ignorato dalla gente per la maggior parte della sua infanzia, e sapeva quanto male potesse fare.
Ma non aveva certo idea di quello che aveva in mente Frank per lo show di quella sera a Cleveland.
Sarebbe stato epico, ne era certo. E da lì in poi, Gee non avrebbe più potuto lamentarsi della loro relazione.
Quello a Cleveland sarebbe stato uno show grandioso, era un festival sold-out, colmo di gruppi più che noti nella scena musicale rock e di ragazzini eccitati all'idea di partecipare ad uno dei concerti più emozionanti dell'anno. E Frank avrebbe reso tutto ancora più eccitante.
Gerard se ne stava per i fatti suoi, tra una risata con Ray e Bob e una riscaldata alle corde vocali, e Frank non faceva nulla per attirare l'attenzione su di sé.

Mikey fece un respiro profondo, non appena il suo sguardo incrociò quello di Alicia dall'altra parte del parcheggio.
Si guardarono in silenzio per qualche secondo. Lei non aveva un'aria curata, anzi, era pallida e sembrava diversa dal solito. Accennando un sorriso, la salutò con un cenno della mano, e poi si maledì per quel gesto, perché ora lei si stava incamminando verso si lui e Mikey non aveva assolutamente voglia di parlarle né niente del genere.
Sperò che Alex lo chiamasse in quel preciso istante, così avrebbe avuto un'ottima scusa per allontanarsi senza dover inventare scuse banali, ma sapeva che non sarebbe successo, perché in realtà Alex non lo chiamava da giorni, e la cosa lo rendeva anche più inquieto, soprattuto dopo che Frank gli aveva riempito la testa di strane allusioni incomprensibili sul fatto che Alex se ne stesse tutta sola a Belleville a frequentare nuova gente e roba simile.
Sperava con tutto sé stesso che Frank volesse solo fare l'idiota come suo solito, e che non ci fosse nulla di cui preoccuparsi, anche se a lui risultava impossibile star tranquillo, ed ora non vedeva l'ora di tornare da lei per qualche giorno, o anche qualche ora.
Quando Alicia fu a meno di un metro da lui, con un sorriso forzato sulle labbra, Mikey notò due occhiaie scure intorno ai suoi occhi, che contrastavano fin troppo con la sua pelle bianca.
«Ehi...» disse lei guardandolo negli occhi.
Mikey si infilò le mani in tasca, per resistere alla tentazione di carezzarle i capelli scuri e lunghi. Aveva un'aria così strana che voleva quasi abbracciarla.
«Ehi...» mormorò in imbarazzo «Come va?» domandò poi.
Alicia accennò una risatina.forzata «Me lo chiedi? Immagino di avere un aspetto orrendo. Sto malissimo...» ammise arrossendo lievemente. Anche la sua voce suonava diversa, era spenta e apatica.
Mikey chinò un pò la testa per guardarla meglio «Cos'hai?» chiese curioso e preoccupato. Si, Alicia aveva un aspetto orrendo, era totalmente vero. Eppure aveva un'aria spaesata e tenera e lui voleva stringerla a sé. Strinse i pugni nelle tasche, per resistere a quel pensiero.
Alicia scrollò le spalle fingendo un altro sorriso «Niente, non lo so. Tra quanto suonate, voi?» domandò indicando il palcoscenico poco lontano da loro.
«Cavolo, tra poco, credo... devo proprio raggiungere gli altri. Ci si vede in giro, eh!» tagliò corto Mikey andandosene a passo svelto. Alicia annuì osservandolo mentre si allontanava.

Alex si alzò svogliatamente dal divano per andare ad aprire la porta, fuori dalla quale qualcuno stava suonando insistentemente il campanello facendola innervosire. Aveva quasi preso sonno davanti alla televisione, dove c'era uno stupido quiz a premi, e non aveva idea di che ore fossero, né le interessava. Aveva lavorato tutto il pomeriggio al Cafè ed era stanca ed annoiata, e dormire era una buona alternativa al pensare a Mikey e alla lontananza di lui e gli altri.
Non sapeva nemmeno quando sarebbero tornati. Forse mancavano tre o quattro giorni al loro ritorno, forse di più. Aveva deciso che non avrebbe più fatto conti alla rovescia o roba simile, perché erano solo una tortura infinita.
«Non mi dire che stavi dormendo!».
Alex aggrottò le sopracciglia trovandosi di fronte Ian ed Ann che la guardavano sorridenti ed allegri.
«Si, stavo dormendo... che ci fate qui?» chiese confusa sbadigliando, mentre i due entravarono in casa chiudendosi la porta alle spalle, Ian sicuro di sé, Ann un pò più titubante, come se aspettasse di venir invitata ad entrare.
Alex li seguì in salotto, dove Ian aveva preso il suo posto sul divano ed Ann si era seduta in modo composto su una poltrona.
«Avevamo un appuntamento o roba simile?» domandò Alex guardando prima lui e poi lei. Entrambi scossero la testa.
«No, però pensavamo che visto che c'è il festival di Cleveland in diretta, e che tu sicuramente lo guarderai, potevamo vedercelo insieme...» spiegò Ian tranquillo, accennando un sorriso mentre allungò una mano verso il telecomando sul tavolino.
Alex sgranò gli occhi ancora più confusa «Come sarebbe che c'è il festival di Cleveland in diretta!? Io non ne sapevo nulla! Perché non me lo avete detto?» chiese nervosa, piantandosi a gambe incrociate davanti alla televisione, mentre Ian cambiava canale alla ricerca di quello in cui avrebbero trasmesso lo show.
Ian rise divertito «E che ne so io? Sei tu che stai con una rockstar, mica io. Noi lo abbiamo letto su internet, pensavamo lo sapessi anche tu. Credevo che Mikey te lo avesse detto.»
Alex lo ignorò. Si sentiva incredibilmente emozionata. Finalmente avrebbe rivisto Mikey, ed anche se era solo su uno schermo in televisione, era inspiegabilmente eccitante lo stesso, perché effettivamente le mancava troppo, quindi andava bene anche così. Più che bene.
Sul palcoscenico c'era una band che Alex aveva già sentito più volte alla radio, anche se non ricordava il loro nome, poteva riconoscere la canzone che stavano suonando in quel momento. Alzò il volume con i tasti sulla televisione e si rimise comoda, mentre il cuore le batteva all'impazzata nel petto. Finalmente avrebbe rivisto Mikey. E lo avrebbe rivisto in televisione, in diretta sul satellite, dove lo avrebbero visto chissà quanti altri milioni di persone. Quella era la prima apparizione in assoluto dei My Chemical Romance dal vivo in televisione, e lei stava cominciando a sentirsi sempre più ansiosa di vederli entrare in scena.

Frank prese fiato, mentre con la chitarra tra le mani saliva sul palco al seguito di Gerard e Mikey. Ray gli mise una mano sulla spalla e sorrise, come per tranquillizzarlo.
Non era tranquillo per niente. Era incredibilmente emozionato ed eccitato. Quello era il primo show che suonavano in diretta televisiva, c'erano davvero un'infinità di spettatori urlanti sotto il palcoscenico, e la band che aveva suonato prima di loro era davvero grandiosa e sperava di essere all'altezza. E sopratutto, c'era Gerard che continuava ad ignorarlo, camminando a testa alta sul palco fino a raggiungere il centro della scena.
Applausi ed acclamazioni. Bob attaccò dando il ritmo, e lì seguirono Mikey e Frank e Ray. E vennero poi subito raggiunti dalla voce di Gerard. Voce carica e densa di emozioni e passione e rabbia e tutto.
Era indescrivibile. Frank stesso poteva sentire dei brividi percorrergli il corpo al suono della voce di Gee.
Le prime tre canzoni fecero impazzire il pubblico, fecero impazzire tutti. Gerard incitava la folla a saltare e a scatenarsi.
Quando suonarono Our Lady Of Sorrows, Frank si avvicinò a Gerard, suonando la chitarra nella maniera più energica che potesse, andandogli sempre più vicino.
Poteva sentire la folla acclamare, mentre Gerard pronunciava le frasi di quella che era la loro canzone preferita. Mentre i ragazzi sotto il palcoscenico cantavano insieme a Gee, e pogavano ed urlavano, Frank era a pochi centimetri da Gee.
Si guardarono, i due, per un istante intenso.
Frank fece un respiro profondo.

Stand up fucking tall
Don't let them see your back
Take my fucking hand
And never be afraid again

Gerard stava cantando quelle parole in faccia a Frank, che prima si morse il labbro, mentre il suo viso si faceva sempre più vicino a quello dell'altro. Vide gli occhi verdi di Gerard sgranarsi, quando finalmente prese tutto il coraggio che aveva, e lo baciò, lì, davanti all'intera folla dello show di Cleveland, davanti alle telecamere che stavano trasmettendo in diretta quel concerto, davanti a tutti.
Gee sembrò paralizzarsi per un momento, con Frank che con gli occhi socchiusi premeva le labbra contro le sue. Poi cedette alla scarica di adrenalina e passione ed emozioni, cedendo a quel bacio mentre la folla urlava ancora di più, ed i loro corpi erano attraversati da milioni di piccole scosse. Aprì lievemente le labbra e giocarono con le loro lingue per una manciata di secondi che sembrò durare una vita intera, mentre sembravano solo loro due, come se tutta la folla lì intorno si fosse annullata. Potevano sentire solo le loro urla. Applausi ed acclamazioni.

«Oh, cazzo!» esclamò Alex irrigendendo la schiena, seduta davanti alla televisione. Sorrise emozionata portandosi le mani alla bocca, bagnandosi le dita con le lacrime che avevano iniziato a venir fuori nel momento stesso in cui i My Chemical Romance iniziarono a suonare.
Frank e Gerard si stavano baciando davanti al mondo intero. Frank aveva baciato Gerard davanti al mondo intero. Quella era la dimostrazione effettiva di quando lui tenesse a Gee, e lo stava urlando al mondo intero. Era il momento in cui Frank finalmente decise di uscire allo scoperto, davanti a tutti. In cui decise di raccontare al mondo quanto i due si amassero. Quanto i due si appartenessero.
Ed Alex sorrideva soddisfatta. Erano incredibilmente belli, insieme, al centro del palcoscenico, l'uno stretto all'altro, nel bacio più dolce e romantico ed emozionante che avesse mai visto.
E poteva solo immaginare che effetto avesse avuto su Gerard, che riprese a cantare quando Frank tornò al suo posto, come niente fosse. Gee sembrava totalmente stravolto. Si passò una mano tra i capelli mentre si chinò a cantare sulla folla, allungando una mano per raggiungere quelle dei fan in prima fila. Poteva sentire la voce del cantate quasi tremante. Era la cosa più intensa del mondo, ed Alex riprese a piangere.
Si sentiva stupida. Stava piangendo come una bambina davanti ad Ian ed Ann che erano ancora a bocca aperta davanti a quella scena appena vista in televisione. Mentre lei avrebbe voluto prendere il primo treno per Cleveland per raggiungere i ragazzi e stritolarli in un abbraccio colmo d'amore ed emozione.
Quando la canzone finì, Alex tornò in sé, e tornò ad osservare Mikey, che suonava nel suo piccolo spazio senza sorridere, né scatenarsi, né nient'altro. Suonava e basta. Alex lo aveva visto suonare più volte ed anche se Mikey non era mai stato scatenato quanto Frank, poteva notare che quella sera era particolarmente spento. Non che non stesse suonando alla grande. Solo che sembrava molto meno entusiasta di ogni altra persona che veniva inquadrata dalla telecamera.
«Cioè... quei due si sono baciati?» domandò Ann dopo un pò, indicando lo schermo di fronte a lei.
Ian rise «Ci stai ancora pensando?» chiese divertito.
Alex scrollò le spalle. Ok, Frank aveva baciato Gerard in diretta televisiva, ma non sapeva quanto fosse giusto raccontare a quei due che Frank e Gerard stavano insieme. Insomma, nonostante quel bacio fosse pieno d'amore, lei ne era certa, ma gli altri potevano pensare semplicemente che fosse un'azione scenica, qualcosa per far impazzire gli spettatori, niente di più.
«Sembra di si...» mormorò in fretta.
«Cioè... Frank e Gerard, dico, stanno insieme?» domandò ancora Ann.
Alex scrollò le spalle ancora una volta «Uhm, non sei una loro grande fan? Parli sempre di forum in cui non si fa altro che parlare di loro, chiedilo a quelli del fandom, no?» disse vaga accennando un sorriso.
«Ma sei tu che sei la loro migliore amica, mica quelli del fandom...» sbuffò Ann delusa e curiosa.
Alex si sollevò, nel momento stesso in cui i ragazzi salutarono il pubblico per uscire di scena. Senza dire nulla andò in cucina, lasciando Ann con il dubbio sulla relazione tra Frank e Gerard.

«Voi due siete pazzi!» esclamò sbuffando Mikey sorpassando Frank e Gerard per dirigersi al parcheggio. Sembrava che il suo umore fosse più che pessimo, e per qualche motivo a loro sconosciuto non sembrava contento di quel bacio in diretta mondiale.
Frank sorrise malizioso, lanciando un'occhiata a Gerard che camminava al suo fianco, asciugandosi il sudore dalla fronte con un lembo della maglietta scura che indossava.
«Ora dimmi che sono idiota, forza...» lo provocò, prendendogli la mano.
Gerard si voltò ed i loro sguardi si mescolarono.
«Sei un idiota!» disse trattenendo una risatina. L'altro lo guardò fingendosi offeso, poi sorrise ancora, mentre Gerard si avvicinò per baciarlo.
«Non vorrai farlo qui davanti a tutta questa gente, vero?» chiese Frank sussurrando sulle labbra di Gee. L'altro alzò gli occhi al cielo «Sta zitto!» sbuffò, prima di premere le labbra contro quelle dell'altro.
Si avvicinò a lui anche con il corpo, premendo il suo petto contro quello dell'altro, fino a spingerlo contro un tourbus alle sue spalle, senza mai staccare gli occhi dai suoi, o allontanare le sue labbra da quelle di Frank.
«Smettetela di fare cose sconce in luogo pubblico!» rise Bob dando una sberla dietro la nuca a Gerard, passandogli accanto «Passeremo come la band più gay della storia!» aggiunse divertito, allontanandosi accanto a Ray.

«Mikey...».
Il ragazzo si voltò, rimettendosi gli occhiali dopo averli puliti con la maglietta. Si ritrovò davanti Alicia, che lo guardava con un mezzo sorriso.
«Ehi...» disse sorpreso. Sperava di non doverle parlare più. Tra quattro giorni sarebbe stato a Belleville da Alex, non aveva alcuna intenzione di spendere troppo tempo con Alicia, e sperava che lo stesso fosse per lei.
«Senti... possiamo parlare un attimo?» chiese dopo essersi schiarita la gola. Sembrava in imbarazzo e Mikey non la ricordava così fragile. Sospirò e scrollò le spalle «Ok, certo...» mormorò indicandole il furgone della band, aiutandola a salire.
Alicia si guardò un pò intorno, poi fece un respiro profondo e si schiarì la gola di nuovo «Ok... Sono incinta.» disse improvvisamente.
Mikey la guardò in silenzio per qualche secondo, diventando pallido, sudando, mentre si chiedeva se aveva capito bene o meno. Oh, certo che aveva capito bene. Doveva aver capito bene per forza. Così si spiegava l'aspetto pessimo di Alicia. Probabilmente aveva le nausee e tutte quelle cose di cui aveva sentito parlare ogni tanto.
Lei lo guardò e deglutì «Tranquillo. Non ho intenzione di diventare mamma. Non ora, intendo.» disse poi, allungando una mano verso quella di Mikey «E poi non mi sembra la situazione ideale, non voglio certo complicarti la vita, io non mi sento pronta, e poi non faccio altro che vomitare e star male, e non posso certo continuare così. Pensavo solo che fosse giusto dirtelo.» spiegò dopo.
Mikey non riusciva ancora a dire nulla, ma non se la sentiva nemmeno di allontanare la mano di Alicia dalla sua. Certo che non se la sentiva. Insomma, in realtà voleva quasi abbracciarla, perché in quel momento sentiva la necessità di aggrapparsi a qualcuno. Cavolo, non poteva essere vero. Alicia dentro di sé aveva un'altra vita! Una vita generata da Mikey, tra l'altro! Ed oltretutto, una vita che non avrebbe mai vissuto davvero. Era decisamente troppo, e pensava di svenire o vomitare da un momento all'altro. Si sedette, ed Alicia fece lo stesso.
«Non devi preoccuparti di nulla, ok?» gli disse, accennado un sorriso confortevole.
Mikey sospirò. Come poteva non preoccuparsi di nulla?
«Mi dispiace tantissimo...» fu l'unica cosa che riuscì a dire, finalmente. Alicia posò la testa sulla sua spalla, trattenendo le lacrime. Era già abbastanza complicato così, non aveva certo intenzione di peggiorare le cose iniziando a piangere quando Mikey sembrava già così disperato ed agitato.
Mikey fece un respiro profondo, passandosi una mano tra i capelli, mentre la sua mente vagava tra mille pensieri. Non era possibile. Cazzo, non era proprio possibile.
«Ok. Di cosa hai bisogno?» domandò infine.
Alicia lo guardò e si morse un labbro, prima di riuscire a rispondergli «Ho bisogno che tu mi stia accanto...» disse quasi in un sussurro.
Mikey deglutì. Poi annuì, stringendo la mano di Alicia ancora di più.

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Oops
Vi voglio bene
XO

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