Capitolo 08 - Forte tentazione
Pov's Ryuki
«R-Ryuki, h-ho caldo... T-Ti prego, fai qualcosa.»
Rielaboro la mia mente, faccio un respiro profondo e mi calmo lentamente.
Mi sono sbagliato, ho avuto un'allucinazione, me lo sono immaginato; non può essere possibile!
È sicuramente un brutto tiro, ultimamente la mia mente mi sta facendo brutti scherzi, non mi sorprendo se mi fossi sbagliato...
Lo faccio stendere sul letto, noto che mantiene ancora quel ritmo esagerato per respirare, deve provare veramente fatica per farlo: è meglio se mi sbrigo.
Mi dirigo verso la porta con l'intenzione di esplorare l'intera cucina pur di trovare un po' di ghiaccio, finché non sentì una voce provenire dalle mie spalle.
Mi giro velocemente, agitato, e vidi il presidente aprire lentamente quegli occhi che sembrano osservare il vuoto, guardandomi per poi sussurrare quelle dannate parole.
«F-Fai presto. Veloce...»
Sto letteralmente perdendo la testa.
Sento il corpo andarmi a fuoco e il cuore iniziare a battere all'impazzata, potrei perdere il controllo.
Deglutisco la saliva, lottando contro la mia volontà, continuai a procedere in avanti tenendo conto di contenermi, nelle sue condizioni mi verrebbe quasi voglia di saltargli addosso.
Scendo nuovamente quelle scale, spero solo di non passare il resto della giornata a doverci salire e scendere in continuazione; mi piombo in cucina e aprì il freezer del frigo nella ricerca di un po' di ghiaccio.
Fortunatamente c'era, ora devo solo trovare un sacchetto di plastica o qualcosa del genere in cui metterci il solido.
Sembro un ladro, sto aprendo credenze su credenze, frugando dentro come se fossi alla ricerca di un tesoro, anche se il mio obiettivo è solamente un semplice sacchetto...
Ci ho impiegato circa quindici minuti per trovare tutto il necessario, allora faccio ritorno nella camera di Yui che è rimasto nelle stesse condizioni, perciò poggio delicatamente il sacchetto, contenente il ghiaccio, sulla sua fronte.
È molto sudato, dovrebbe cambiarsi il pigiama e mettersi qualcos'altro; non importa quel che succeda, io non lo spoglierò per cambiargli l'indumento.
No, mai e poi mai, forse.
Mi guardo un attimo intorno nonostante ricordi la disposizione dei vari mobili, soffermando lo sguardo sull'armadio vicino alla porta, è molto grande quindi dovrà avere diversi vestiti.
Non per invadere la privacy altrui - tanto lo sto già facendo -, apro quell'armadio trovando solo l'uniforme scolastica e qualche maglia/pantaloni di ricambio.
Prendo casualmente una camicia bianca, forse è pure leggermente larga perciò mi chiedo se è suo o meno, ma questo non è importante perché alle mie spalle c'è una persona "mezza-viva" che sta attentato alla mia volontà seducendomi in maniera involontaria.
Quello che conta è mantenere il controllo, durante la mia ricerca ho trovato anche un panno; ora serve solo un secchio con dell'acqua per pulirlo, o meglio, pulirsi.
Oramai ho tutto quello che mi serve, prima gli tolgo il ghiaccio dalla fronte dopodiché lo scuoto leggermente nella speranza di svegliarlo, inutile.
Tento di richiamarlo e dopo numerosi tentativi, finalmente quegli occhi decidono di aprirsi; è la prima volta che mi viene in mente, ma ha degli occhi veramente belli.
«Yui, devi cambiarti. Tieni, una camicia di ricambio e pulisciti con questo panno.»
Sinceramente mi dispiace "obbligarlo" a fare ciò, ma mi sentirei ulteriormente in colpa, e passerei anche per un pervertito, se sarei stato io ad aiutarlo a cambiarsi.
Mugolò semplicemente e lentamente si mise seduto, togliendosi il pigiama sbottonando i bottoni; nella mia mente è presente solo un unico pensiero, ovvero che sembra un bambino.
Mi fa quasi pena a vederlo in queste condizioni perché sbadatamente si tolse la camicia blu, ovvero la parte superiore del pigiama.
Senza vestiti riesco perfettamente a vedere quanto sia esile e minuto il suo corpo, una pelle veramente liscia da poter far invidia a molte ragazze; siamo sicuri che sia un maschio?
Non importa come la vedo rimane pur sempre di sesso maschile, non importa quante volte me lo domanderò purché la risposta è sempre la stessa.
Gli passo il panno leggermente bagnato aspettando che finisse di togliersi il sudore per poi dargli il camice bianco, che afferrò delicatamente come privo delle proprie forze, infilandoselo con calma.
Ma si blocca. Esatto, si blocca; dopo aver indossato l'indumento gli rimane solo di abbottonarsi, però si ferma e questo mi da l'impressione che mi sta costringa ad aiutarlo.
Mi sta provocando o cosa?
«... Va bene, ti aiuto.»
Salgo sul letto, e avvicino le mani verso di lui.
All'improvviso sento qualcosa, prima che potessi rendermene conto avevo la fronte di Yui contro il mio petto: è collassato.
Gli afferro le spalle, spingendolo in avanti prima che potessi fargli qualcosa, potrei impazzire ora e in questo momento.
«Yuichiro! Ti va bene se anche stasera mangiamo curry?»
La porta si apre, la figura della sorella maggiore si prova proprio ad essa.
I nostri sguardi si incrociano, io rimango paralizzato.
Yui è svenuto, "c'è l'ho tra le mani" per un motivo semplice, sicuramente fraintendibile e la sorella "ci" ha visto.
Come dire, rimango di sasso.
- Dieci minuti dopo -
«A-Ah, scusami tanto Ryuki. Non avevo capito proprio nulla.»
«Non si preoccupi... Sono io a dovermi scusare...»
«No no! Sono io, scusami tanto.»
In quell'arco di dieci minuti Yuriko mi "buttò" fuori dalla stanza andando a soccorrere il più piccolo, allora andai in salotto.
Una volta ritornata da Yui, aveva uno sguardo assai minaccioso e preoccupante.
Fortunatamente, grazie ai "strumenti" lasciati lì, sono riuscito a spiegargli la situazione e fui scagionato; dato che non avevo ancora fatto nulla.
«Davvero, non dovevo scaraventarti fuori dalla stanza. Spero di non averti fatto male, facevo karate un tempo.»
«Non si preoccupi, non è la prima volta che vengo frainteso.»
«Oh... Deve essere difficile, dopotutto Yuichiro sembra così indifeso-»
Non potevo dargli torto.
Numerose volte ho pensato di poter "saltargli addosso" o di perdere il controllo, ma per alcuni motivi mi sono trattenuto.
Se vi state ponendo una domanda, ebbene si.
Lui mi piace.
Può sembrare improvviso, ma è così.
Mi sentivo interessato nei suoi confronti e conoscendolo ho scoperto che è una persona veramente interessante, soprattutto grazioso ma pieno d'orgoglio.
«Ti dispiace restare per cena? Anche per scusarmi.»
«Ti ringrazio per l'offerta. Ma devo rifiutare.»
«Uhm, ho capito. Allora non insisterò. Però sentiti libero di venirci a trovare quando vuoi.»
«Lo farò. Se vuoi scusarmi, per oggi torno a casa.»
Prendo le mie cose, indosso le scarpe ed esco da quella casa.
Mi fermo un attimo, voltandomi e osservo nuovamente quell'edificio; in qualche modo, mi sento insoddisfatto.
Riprendo la mia strada; è ora di tornare a casa.
Successivamente gli eventi sono stati tranquilli, più che altro direi tranquillo; i giorni in cui il presidente era ancora a casa con la febbre, quei giorni che ho passato sotto ogni sospiro fissando continuamente fuori dalla finestra durante le lezioni oppure la poca voglia di frequentare le attività del club di calcio.
Era come se il mondo fosse grigio.
Quanti giorni saranno passati dall'ultima volta che l'ho visto? La risposta è tre.
Tre giorni che parvero infiniti, insopportabili e soffocanti.
Oggi è un nuovo giorno, e ancora sono in classe a fissare la matita che faccio ruotare con la mano destra mentre ascolto, anche se non sembra, la spiegazione del professore come "musica" di sottofondo; durante l'intervallo passo di fronte alla stanza del consiglio.
Quella stanza è come un magnete che mi attira; andarci ogni giorno e passarci sempre di fronte.
Sospiro pesatamente, forse nemmeno oggi l'avrei visto; in questo momento, in cui sto per passare davanti a quella dannata porta, essa si apre trovandomi di accanto una piccola figura umana.
«R-Ryuki.»
«Yui. E' da un po' che non ci si vede, stai meglio?»
«A-Ah, si. Grazie.»
«Maiko non c'è?»
«N-Non proprio, sono indietro con i lavori del comitato. Se cerchi Maiko la trovi nella sua classe, la 3-D»
Sembra infastidito.
Che sia geloso?
No, non credo; il presidente geloso? Sarebbe terribilmente carino
Il suo viso è ancora rosso, forse ha ancora un po' di raffreddore e dopo tanti giorni, rivederlo dopo "tanto" tempo mi alleggerisce il cuore; lo trovo veramente grazioso.
Non posso resistergli.
Lentamente mi avvicino a lui, osservo quelle ciocche di capelli che cadono delicatamente sulla sua fronte, la guancia imporporata di un rosso chiaro che vado gentilmente ad accarezzare con la mano, e avvicinarmi sempre di più.
Poso le mie labbra sopra le sue, chiudo gli occhi per gustarmi questo piccolo momento unico e magico.
E' imbarazzante, ma la tentazione è stata troppa.
Poco dopo, distacco da quel piccolo contatto, sussurrandogli una breve frase per poi allontanarmi sempre di più.
Non mi pento di questa azione.
Angolino di Ren-san:
Ho molte cose da dire quindi preparatevi mentalmente per subire /?/.
Come prima cosa mi scuso per l'ENORME ritardo.
Poi vorrei ringrazie Kiikura per aver illuminato la mia mente /si, in realtà io, Kiikura e MomoedeSimone lavoriamo insieme (?)/.
Con questo ho finito quello che avevo da dire-
Alla prossima~
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