capitolo 17 - Chloe

Chloe

Vedo i suoi occhi misti scomparire dietro queste porte a specchio dell'ascensore e la mia immagine distorta che mi fissa, sembra riflettere esattamente come mi sento.
Ancora una volta sono stata la solita Chloe che crea nella propria testa film dalle trame romantiche e soprattutto, inesistenti nel mondo reale.
Lui non ha provato nulla ieri sera, io sono stata questo, una prova generale della performance che sfoggerà domani per la sua Caroline.
Il latin lover pronto a colpire la preda, ecco chi è Andrea, determinato nel lavoro e nella vita, noncurante di fare vittime per portare a termine i suoi piani.

«Allora, Chloe, ci hai ripensato? Ho visto Andrea correre via.»
Mi volto verso Mark, i suoi occhi scuri che mi facevano palpitare ogni volta che incrociavano i miei, in questo momento non riescono a farlo, troppa è la delusione che aleggia nel mio cuore per essermi illusa.
Ma illusa in fondo di cosa? La stupida ragazzina sono solo io.
Dovrei essere felice e sentire il cuore scalpitare in questo petto, finalmente Mark mi ha invitata a pranzo per festeggiare la mia prima vittoria, ed io cosa faccio?

Rifiuto per poter festeggiare con Andrea.

Colui che ha ben pensato di scappar via senza una parola gentile, ma noi non siamo amici, siamo colleghi che hanno stretto un patto, che sta dando i suoi frutti a quanto pare, quindi, devo essergli grata e concentrarmi sul piano stabilito.
Il mio piano mi sorride in carne e ossa a un metro di distanza, ed io faccio ciò che non dovrei, ma come al solito mi ficco nelle situazioni più stupide e idiote con le mie stesse mani, la bocca non è assolutamente collegata al cervello e ha una vita propria.

«Invece di un pranzo, perché non mi accompagni a vedere un musical domani sera, solo noi due?»
Mi tiro uno schiaffo mentale non appena realizzo cosa ho combinato, mentre la mia stupidità batte il cinque alla mia irrazionalità.
In un teatro, io, Mark, Caroline e Andrea.
Ma in fondo non ci vedranno.

La rabbia si spande nel mio stomaco e voglio vedere come si comporterà quell'idiota, è più forte di me, e nel frattempo posso godermi il mio primo appuntamento con Mark.
È un piano perfetto.

« Poi potremmo andare a mangiare qualcosa insieme.»
Sfoggio uno dei miei sorrisi angelici, in genere hanno successo, solo con Andrea non funzionano, non capisco il perché, e di fatti il ragazzo dei miei sogni qui davanti accetta felice.
Prenotiamo i biglietti attraverso il sito del teatro e, nonostante distorca un po' il muso cercando di farlo in modo sottile, vista la locandina del musical, mi sembra soddisfatto.

Saluto il mio futuro fidanzato e raggiungo Sofi ai grandi magazzini, ho bisogno di un vestito per l'occasione, qualcosa che farà uscire di testa Mark e dare di matto Andrea.
Mi blocco sul marciapiede istintivamente mentre formulo questo pensiero, devo essere impazzita, la mia voglia di rivalsa su quell'uomo è sciocca, non avrei neanche dovuto insistere per andare proprio in quel luogo.
A pensarci bene sarà imbarazzante se dovesse vederci lì, e cosa più importante, sono sicura di volerlo vedere in azione con Caroline?

Scrollo la testa, mi sto facendo coinvolgere troppo da questi pensieri e dalla mia pazzia, che in genere tengo a bada, ma stavolta ha preso il sopravvento.
Devo pensare a Mark, il sogno di noi due finalmente insieme non mi sembra poi così irraggiungibile come poche settimane fa, ora devo concentrarmi e studiare le mie mosse.

Con uno spirito combattivo mi dirigo verso la metropolitana, nel giro di venti minuti sono dalla mia amica, impossibile non riconoscerla con quei capelli con le punte rosa fluo, praticamente abbinate alla borsetta.
Sta attraversando un periodo di scoperta, sperimenta per capire chi è, pochi mesi fa era il periodo dei tatuaggi, ha provato con quelli fatti con l'henné, prima di passare a quelli veri e propri.
Convinta di volerne uno siamo andate in un laboratorio di tattoo e nel vedere l'ago, sentire il rumore e la spiegazione del professionista, è quasi svenuta.

« Mi sono precipitata qui, qual è l'urgenza?»
Sofi come sempre è ansiosa di sapere, la fisso con sguardo triste per farla preoccupare, simulo un volto sconsolato con tanto di spalle ricurve e sospiro teatrale.
« Oh mio dio, cosa è successo? Mi fai preoccupare, non fare così, mi fai venire l'ansia.»
Resto nel mio mutismo per torturarla e so che questo la manderà ancora più in tilt.
« Il progetto mi hai detto che è andato bene, quindi cosa può essere? Qualche collega ti ha fatto un dispetto, il capo ti ha cazziata, un passante ti ha detto qualcosa di brutto?»
Come è suo solito inizia a straparlare e la sua mente contorta partorisce ogni scenario possibile, non riuscendo più a sopportare le sue espressioni preoccupate, la libero da questa angoscia.
« Ho un appuntamento domani sera.»
Quasi urlo felice, lei strabuzza gli occhi e urla di gioia con me, dei passanti ci guardano straniti ma non mi importa, ho deciso di vivermi questa avventura di conquista come prima, come se la serata appena trascorsa con Andrea non fosse mai successa, e neanche la confusione che mi ha portato.

« Lo sapevo, devi farti bella, dobbiamo comprare un bel vestito, ma dipende da dove ti porterà Andrea, te lo ha già detto?»
Guardo la mia amica forse con astio, ma senza volerlo, deve togliersi dalla testa questa stupida fantasia di me ed Andrea insieme.
« Sofi, ora basta, domani sera io uscirò con Mark e Andrea cercherà di conquistare Caroline allo stesso evento.»
Entro a passo spedito nei grandi magazzini ignorando l'espressione confusa e triste di quella cocciuta, ho in mente un bel vestito che aveva riscosso successo se non ricordo male, i miei piedi si muovono da soli verso quel reparto e sbirciando qua e là, finalmente eccolo.
Non perdo neanche tempo a provarlo, sono assolutamente sicura dell'acquisto che sto per fare, pago soddisfatta non rimpiangendo questi soldi, per questo mese dovrò stringere un po' i denti e stare attenta ad altre spese extra che non posso permettermi.

La notte passa in fretta e il giorno X arriva subito, a lavoro quasi non ho la voglia di vedere Andrea, cerco in tutti i modi di evitarlo stando fuori dall'ufficio il più possibile trovando scuse di ogni genere.
Vado a prendere un caffè, poi l'acqua, poi vado in bagno dieci volte, credo pensi abbia problemi alla vescica oggi, o peggio, all'intestino, ma non mi importa.
Per fortuna Mark ha una riunione e poi da fare al piano di sotto, non so perché ma non mi va che Andrea sappia del nostro appuntamento, ed è sciocco da parte mia, ma ho scoperto di esserlo tanto e non so il rimedio per guarire da questa condizione di disagio mentale.

Seduta alla mia scrivania, tento in tutti i modi di non guardarlo, vedo che lui è molto tranquillo e comunque, è da tutto il giorno che non mi rivolge parola, ma nell'esatto momento in cui Mark entra nella stanza i loro occhi si incontrano e per un attimo mi sembra di percepire scintille.
« Chloe, a che ora passo a prenderti stasera?»

Cazzo.

Senza volerlo chiudo gli occhi e quando li riapro dopo un attimo, le mie iridi incontrano delle iridi miste contornate da un'espressione che giurerei fosse quasi infastidita.
«Chloe.»

Mark mi richiama, porto l'attenzione giustamente sul mio accompagnatore.
«Ci vediamo direttamente lì, non ti preoccupare.»
Non so perché rispondo così, voglio solo che questa conversazione finisca.
« Sei sicura?»
La sua espressione confusa è plausibile, ma chiudo il discorso con un cenno del capo e un mezzo sorriso.
Mi volto verso Andrea e la sua figura è già in piedi pronta ad uscire dall'ufficio senza guardarci, saluta e scompare.

Il senso di colpa attanaglia il mio stomaco, e non ha senso questo mio stato d'animo, devo ritornare in me.
Saluto Mark ed esco dall'ufficio con il naso rivolto verso il basso e purtroppo pensierosa, in cerca di una spiegazione per questi pensieri assurdi, quando uscendo dall'ascensore mi risveglia una voce dura.
« Quindi hai un'altro appuntamento con lui.»
Andrea poggiato alla mia auto, cioè di Sofi, mi stava dunque aspettando, il suo tono sembra duro, ma non ne ha diritto.
« Anche tu, mi sembra, questa sera avrai il tuo appuntamento, o comunque, farai in modo che lo diventi.»

Lo fisso risoluta, chi si crede di essere? Cosa vuol fare?

Non può giocare con me, non glielo permetto, dopo il suo atteggiamento e le sue parole, non ha senso che reagisca così.

« È proprio così, quindi direi che il mio piano sta andando alla grande, domani potremo fare colazione insieme per un resoconto delle nostre serate.»
Infila le mani in tasca e mi sembra compiaciuto.
È forse impazzito? Non voglio sapere nulla.

Bhe, è un controsenso visto che trascinerò Mark al musical proprio per spiare questo idiota, ma questo è un'altro discorso, di certo non mi va che lui mi racconti le sue emozioni nell'avere Caroline vicina.

«Ottima idea.»

Cosa potevo rispondere? Non volevo dargli la soddisfazione di capire il mio disagio.

Andrea si incammina verso la sua auto, parcheggiata da tutt'altra parte, mentre io salgo immediatamente nella mia e metto in moto.
Non devo lasciarmi confondere da lui, questa serata sarà memorabile.


Ciao a tutti, quindi ha fatto il furbo il caro Mark, cosa succederà in questa serata memorabile al musical secondo voi? 😜😎😇

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