Il disegno
Alessio era immobile. Odiava rimanere così.
Voleva ribellarsi in quel momento, alzarsi e fare tutt'altro che rimanere immobile.
"Rimani così, ti prego" chiese supplicando la ragazza mentre lo disegnava. Sotto sotto, era una richiesta reale, lo voleva così per sempre.
20 anni, nel fiore degli anni, doveva rimanere così per sempre. Con quella risata buffa, con la sua forza assurda e quei occhi piccoli e pieni di emozione.
Lei era praticamente incastrata nel letto in basso in quel letto a castello, troppo alta per potersi sedere in pace senza batterci la testa.
40 minuti.
Sembravano interminabili per lui, per lei un soffio. Lei mostrò il disegno al ragazzo, ancora da rifinire per bene ma con base delineata.
"Mi piace, molto bello" pronunciò lui, in men che non si dica si ritrovò fra le braccia dell'inesperta artista, con un grande sorrisone.
"Grazie" sussurrò lei, con le guance rosse e un sorriso che mostrava il suo lato piuttosto bambinesco, mal celato dalla gioia.
Lui la abbracciava forte, forse non voleva farla scappare.
Ma lei andò via comunque, a causa sua. Si voltò varie volte nel suo percorso, ma non tornò mai più indietro.
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