Chapitre 34

📍 25 settembre 2019

<<Happy birthday to you! Happy birthday to you! Happy birthday, Fede! Happy birthday to you!>> batto le mani mentre le canto la canzoncina. Appoggio il telefono sul leggio della tastiera in garage, sedendomi e potendole parlare con tranquillità.

<<Mi hai chiamato per cantarmi Tanti auguri? Seriamente?>> la sua voce esprime cinismo, ma so che sotto sotto è contenta. Anzi, neanche più di tanto sotto.

<<Seriamente.>> le sorrido, rimanendo ferma a guardarla per qualche secondo <<You're my soulmate, è ovvio che per te canterei anche My name is Peppa Pig!>>

<<You're my soulmate, too.>> mi dice, facendomi un occhiolino <<Ma seriamente, mi hai riempito di messaggi questa mattina. Che c'è?>>

<<Okay, lo confesso...>> alzo le mani <<Ho scritto una canzone per te, e volevo cantartela.>>

<<DAVVERO?!>> le si illuminano gli occhi. Federica ha sempre amato quando componevo anche piccole poesie per lei. Ha sempre detto di amare la mia voce e quando ho smesso di cantare lei ha pianto per giorni interi: non sto scherzando. Da qualche parte ho anche le prove. Anche per questo, quando ho ricominciato, lei è stata la più contenta.

<<No, per finta.>> commento, ricevendo una smorfia in regalo <<Prepara le orecchie. L'ho composta in questi giorni solo per te. Mi ci sono messa d'impegno, ed è scritta con il cuore.>>

<<Non vedo l'ora!>> mi dice, euforica. Si sistema, ancora più contenta. Fede è quel tipo di persona che potrebbe esaltarsi pure per un facocero se gli interessasse davvero.

Sto per suonare le prime note, quando Pierre entra in garage <<Hey, scusa Chris, posso parlarti?>>

<<Dopo magari, adesso ho da fare con Federica.>>

<<Veramente, è piuttosto importante.>> i suoi occhi cercano di convincere i miei, sta provando a fare leva con questi nel mio cuore.

<<Anche questo è importante, Pierre. Seriamente, parliamo dopo. Per favore...>> chiedo, mentre lui annuisce. Ci lascia da sole, pur continuando a tenersi il mio sguardo addosso.

<<Hey, se vuoi parlare con lui...>> incomincia a dire l'italiana, ma scuoto la testa.

<<No!>> la interrompo subito <<You are my soulmate. Quindi oggi conti solo tu per me.>> affermo.

<<Hey ohana, davvero, ma...>>

<<Fede.>> la stoppo ancora <<Nessuno conta per me più di te. Quindi, goditi il mio regalo. Te ne prego.>>

<<Riesci sempre a convincermi...>> mi sorride, scuotendo la testa.

Non rispondo, cominciando a suonare.

Canto per lei tutto il mio amore nei suoi confronti. Canto per lei il ringraziamento per tutti i sacrifici che ha fatto per me. Canto per lei tutto ciò che provo.

<<Sei quella che mi spinge sempre a reagire. Sei quella che non mi lascia mai da sola e c'è sempre per me. Sei quella che ucciderebbe chiunque sul suo cammino pur di riuscire a tornare da me. Sei quella che... sei quella che mai e poi mai mi ferirebbe. Sei mia sorella. Sei la mia persona. Ti voglio bene, Federica.>> le dico, con il cuore. Davvero non c'è nessuno come lei. Fede è speciale, in tutti i sensi.

<<Sei la mia persona, babe...>> ripete a sua volta, emozionata <<E quella canzone è stupenda. Mi dici il titolo?>>

<<In realtà era "Happy birthday, soulmate", ma penso che dovrei trovarne un altro un po' più carino, no?>> rido, domandandoglielo <<Che ne pensi di "It's just us"?>>

<<Perfetto, direi!>> afferma, ancora sorridente <<Hey, stavo pensando... dato che io sono ancora a Londra, non è che puoi venire qui?>> mi fa il labbretto <<O in alternativa, mi spiaggio io da te!>>

<<Non so se...>>

<<Mh?>>

<<Non farmi mai più gli occhi dolci!>> le comando, indicandola giocosamente <<Non mi fanno cambiare idea di solito.>>

<<Lexie te li faceva sempre...>>

<<E ogni volta mi scroccava 10 sterline, però.>> ricordo, scuotendo la testa <<Facciamo così, sono le dieci. Io ora vado a sentire quello che voleva dirmi Pierre, prendo un borsone e poi parto subito per Londra. Poi stasera torno, che ne dici?>> suggerisco, sospirando. Questa ragazza riesce sempre a convincermi, in un modo o nell'altro.

<<Siii!! Allora spicciati, dai! Va subito a parlare con il tuo fidanzatino!>> dice questo e poi attacca, lasciandomi lì come una cretina.

Sbuffo, correndo dal francese.

Potevo fare la maratoneta nella vita. Ma, oh, aspetta, non posso! Perché ho anche il tic alla gamba! Giusto!

Busso alla porta della sua stanza, entrando senza aspettare l'avanti.

<<Hey, al volo, dimmi quello che volevi dirmi!>> porto gli occhi nei suoi.

<<Come mai così di corsa?>> domanda, confuso.

<<Parto subito per Londra, idea dell'ultimo minuto.>> rispondo, sbuffando <<Se c'è qualcosa che devi dirmi...>> lo esorto a parlare.

<<Oh, allora non importa!>> afferma <<Era una scusa per parlare un po' con te. Parti tranquilla! Non è niente di importante.>>

<<Sei... sicuro?>> chiedo, non del tutto convinta. Sta facendo dei movimenti sospetti con la bocca e lo stesso con la testa: sono segnali del corpo. Significa che sta mentendo. Questa è una delle cose che si studia prima di entrare in un'agenzia segreta. So quello che dico.

<<Sì...>> mi sorride.

<<Okay allora... probabilmente sarò di ritorno stasera tardi, o in alternativa domani mattina. Sì, dai, mi fermo a Londra stanotte.>> decido ancora sul momento, recuperando borsone e vestiti. Mi porto dietro anche le armi, stavolta. Questione di sicurezza in più.

Saluto al volo Pascale e gli altri e poi mi siedo alla guida. Dallo specchietto, riesco a vedere Pierre che si appoggia al davanzale della finestra e guarda fuori. Vorrei tornare su, baciarlo e poi partire, ma... ma oggi è strano e non vorrei che fosse per colpa mia.

Così parto, senza fare niente di tutto quello che mi circola in testa.


Parcheggio davanti casa di Fede, riconoscendo già le auto di Dem e Mark. Spengo il motore e mi incammino verso il portone.

Attaccato al mio mazzo di chiavi, ho anche quella di casa sua. Così entro facilmente, facendomi largo tra le grandi chiazze d'acqua sul terreno.

Oggi deve aver piovuto parecchio.

Entro, sfregandomi le mani. Stanno ridendo e gridando talmente forte che non si accorgono della mia presenza.

<<Hey, non si saluta più?>>

Porto le attenzioni dei ragazzi su di me, mentre ci abbracciamo tutti insieme.

<<Che bello che ci siamo quasi tutti!!>> afferma Dem, che probabilmente non se n'è nemmeno resa conto. Per noi è diventato normale includere Lexie nei nostri piani, anche se non c'è più. Capita di parlare come se fossimo ancora cinque.

<<Ora possiamo darti i nostri regali!>>

Dem e Mark le hanno regalato un album fotografico con tutte le nostre foto insieme. Di comune accordo, abbiamo deciso che dopo lo sfoglieremo tutti insieme.

Io, invece, oltre alla canzone, ho pensato ad un'altra cosina. Dato che lei è innamorata di The Big Bang Theory, le ho comprato i cofanetti, con inclusi blooper e fuori onda. La serie è finita a maggio, quindi... perfetto!

Dopo gli spacchettamenti, mangiamo il sushi seduti per terra. Io e Dem appoggiate al divano con la schiena.

Ridiamo e scherziamo, ricordando cose imbarazzanti. Ormai sono tanti anni che siamo tutti amici, ce ne sono a bizzeffe di cose.

Cominciamo a sfogliare l'album e ci indichiamo divertiti. A 17 anni, Fede aveva sempre dei piccoli brufoli sulla guancia sinistra e non riusciva mai a mandarli via. Dem, invece, con il suo taglio di capelli ribelle faceva spaccare dalle risate, sembrava un batterista punk. Poi c'erano Mark e Lexie, che se ne andavano in giro come gemelli siamesi e camminavano per le strade sempre a braccetto. Ed io ridevo, ridevo sinceramente.

Per molto tempo non sono più stata in grado di farlo, ma quei ragazzi mi hanno dato gioia, mi hanno dato felicità. Sono diventati la mia famiglia senza che io potessi nemmeno accorgermene e non c'è niente che oggi farei senza di loro al mio fianco. Loro mi supportano, mi fanno ridere, mi danno della testa di cazzo quando sbaglio, loro... loro sono i miei fratelli. Ci tengo davvero.

Stiamo improvvisando un karaoke, conciati in un modo che farebbe resuscitare Gianni Versace solo per dirci di toglierci queste cose di dosso, quando il mio telefono vibra. Un messaggio da Madylin.

<<Hey, ma chi è la ragazza che è venuta qui con Pierre?>>

<<Ragazza?>> rispondo io.

<<Oddio! Chris! Scusa!>>

<<??>>

<<Davvero, non dovevo dirlo a te.>>

<<Peccato che ormai l'hai fatto.>> scrivo <<Ti sto per chiamare, vedi di rispondere>>

Mi porto il telefono all'orecchio, allontanandomi un attimo dai ragazzi.

<<P-pronto...>> Maddy sembra terrorizzata dal parlare con me.

<<Che. Cos'è. Successo?>> scandisco bene le parole, sospirando <<Maddy, devo preoccuparmi?>>

<<Niente, è solo che volevo scrivere ad Alex e ho per errore mandato il messaggio a te.>>

<<Okay, allora. Nessun problema...>> mormoro, gettando lo sguardo per terra <<E così... è uscito con una ragazza...>>

<<Sì...>>

<<E com'è?>> mi azzardo a chiedere.

<<Beh, castana e ha gli occhi verdi...>>

<<Bella, immagino.>>

<<Mh mh... anche se non è bella come te!>> si affretta a correggersi.

Sorrido <<Non c'è bisogno di cercare di tirarmi su di morale. Pierre può uscire con chi vuole.>>

<<Sì, però... insomma, voi due siete la coppia più bella...>> wow, ora anche Maddy fa il tifo per noi? <<Voglio dire, vi capite, state bene insieme...>>

<<Noi non stiamo insieme, Maddy...>> le ricordo <<Detto questo, buonanotte.>>

<<Asp...>>

Attacco la chiamata, spegnendo il cellulare.

Una sensazione strana si dilaga nel mio cuore, espandendosi fino alla mia testa. Che succede ora? Sono anche gelosa?

Devo ficcarmi bene nella testa che io e Pierre non staremo mai insieme, quindi non devo illudermi. Lui piace a me ed io piaccio a lui, okay. Ma Christina non esiste, ed io non posso e non voglio mantenere una relazione ipotetica sulle bugie.

Mi tiro un paio di schiaffi sulle guance, per rinvenire. Dopodiché, torno dai ragazzi, fingendo che non sia successo niente. Loro, però, se ne accorgono all'istante che c'è qualcosa che non va.

<<Lo sai che con noi puoi parlare...>> dice Dem, allungandosi e poggiando la testa sulla mia spalla <<Per qualsiasi cosa, noi ci siamo.>>

<<Lo so, ma non è importante...>>

<<A giudicare dalla tua espressione, invece, lo è.>> sorride Fede, chinando la testa <<Quindi, parla o ti tortureremo fino a quando non parlerai.>>

<<Fede, è il tuo compleanno e siamo tutti insieme. Non perdiamo tempo!>>

<<Stai scherzando, spero.>> Markus alza un sopracciglio, voltandosi in mia direzione <<Siamo tutti fratelli qui, siamo tutti della stessa famiglia. Se uno cade, gli altri lo rialzano.>> sentenzia <<Quindi, parla, Althea.>>

<<Ma...>>

<<Parla! Forza!>>

<<Pierre è uscito con una ragazza...>> confesso <<So che non dovrebbe importarmene niente, perché non potremo mai stare insieme, però... però mi dà talmente tanto fastidio che vorrei tornare a Rouen adesso solo per dirglielo!>>

<<Sei innamorata, è normale...>>

<<Il problema, Dem, è che lui stesso ha detto di provare qualcosa per me. Più e più volte. O me l'ha detto perché voleva fare sesso con me, ed è un'opzione che è anche solo offensiva per la sua persona, o perché è vero. Allora perché... perché è uscito con lei?>> chiedo, tenendomi la testa tra le mani.

<<Magari le cose non sono come sembrano, Ally...>> suggerisce Markus <<Secondo me, dovresti parlare con lui e dirgli cosa provi nei suoi confronti.>>

<<Ma sei scemo o cosa, Mark?>> Dem gli tira un cuscino dritto in faccia <<Se Ally lo facesse, Pierre si renderebbe conto di quanto lei tenga a lui e probabilmente farebbe di tutto per stare insieme ad Althea. Quando sarà costretta ad andare, soffriranno entrambi!>>

<<Io la penso esattamente come Demetra...>> mormoro <<A me non importa di soffrire, ci sono abituata, ma quel ragazzo non si merita altro che tutto il bene del mondo. Ha già perso il suo migliore amico... fosse per me, lo proteggerei da tutto, ma... ma sappiamo bene che non è facile. Sophia ha mentito a suo marito per davvero tanto tempo, io non sono pronta a farlo...>>

<<Anche questo è vero...>> Fede si prende il mento tra pollice e indice <<Ci sono sia i lati positivi che i lati negativi.>>

<<Come in tutte le cose, del resto.>>

<<Ally, ci serve la verità.>> Markus mi guarda fisso, sembra il Bone degli interrogatori <<Che cosa provi per Pierre Gasly?>>

<<Sono innamorata di lui, Markus.>> dichiaro, con sincerità <<Mi è entrato sotto la pelle come se fosse una scheggia. All'inizio non la vedi ma sai che fa male, poi si è continuata ad infilzare. Si è spinta sempre più sotto e adesso non c'è modo di farla uscire.>>

Federica e Demetra si scambiano uno sguardo <<Probabilmente Lexie saprebbe che cosa fare, se fosse qui...>>

<<Ma lei non c'è...>> sussurra Markus <<Tuttavia, credo ti direbbe di seguire il cuore. In qualsiasi caso. Qualunque sia l'ipotetico finale.>>

<<Probabilmente sì, ma... ma se tornassi da Pierre come Althea, lui non riuscirebbe nemmeno a guardarmi più negli occhi. Ciò che sto facendo, a lui risulterà come spregevole. Mi sono presa gioco di lui fin dal principio, che cosa potrei mai dirgli?>>

<<A questo punto, credo che non ti convenga dirgli la verità sui tuoi sentimenti, Ally.>> mi consiglia Fede <<Mark ha ragione da un lato, ma per prima cosa TU dovresti essere convinta. Noi non dobbiamo in alcun modo influenzarti o costringerti a fare qualcosa.>>

<<Fede ha ragione.>> conferma Dem <<La verità è che ognuno reagisce a modo suo. Dipende dalla persona. Se Markus non fosse stato Bone ma io ancora Iside, gli avrei detto la verità dopo aver capito che ci amiamo.>> la spagnola fa un esempio che fa sorridere Markus <<Perché lo conosco, perché so che mai metterebbe in pericolo la mia identità segreta.>>

<<Probabilmente nemmeno Pierre lo farebbe, ma... vedete, noi non potremmo mai nemmeno uscire insieme. Quel poveretto è circondato da paparazzi ovunque va, tranne che lì a casa ovviamente, tutti sanno tutto. Io non posso permettermi di apparire su riviste e copertine, dovrei smettere di essere chi sono per lui. E non sono pronta a rinunciare all'unica cosa che mi tiene legata a mamma e papà... mi capite, vero?>> spiego loro, alzando le spalle.

<<Oh, se la vedi da questo punto di vista, è vero...>>

<<Sei in un bel casino, Althea...>>

<<Ma va, Mark, non ci ero arrivata...>> rispondo, ironicamente <<Vorrei poter stare con lui davvero, ma non se questo significa annullare tutto ciò che ho di più caro. Okay, opinione finale e poi smettiamo di parlare di questo, che ne dite?>>

<<Io penso che dovresti aspettare, almeno fino a quando non sarai pronta...>> parla Fede.

<<Anche io, non vorrei che fosse troppo presto per te.>> fa Dem.

<<Io pure sono d'accordo con le ragazze...>> annuisce Markus <<Però credo che dovresti aspettare la fine della missione.>>

<<In che senso?>>

<<Nel senso che prima di quel momento tu non sarai libera di essere te stessa. In una relazione, la cosa più importante è la comunicazione. Non sarà mai un buon rapporto se tu non potrai mai liberare te stessa.>> Markus argomenta il suo discorso, arricchendolo anche con dei gesti <<Si capisce che ne sei innamorata, davvero tanto. Non sprecare ciò che hai, davvero. L'amore è un dono prezioso.>>

<<Non lo farò...>> sorrido <<Grazie ragazzi.>>

<<Siamo qui per questo, non dimenticartelo mai.>>

Lasciamo perdere l'argomento Gasly per spostarci di nuovo sulle risate del karaoke. I vicini di Fede tanto sono dei vecchietti che l'unica cosa che non hanno è l'udito. Quindi, nessun problema!

Festeggiamo sbarazzini, lasciando circolare anche un po' d'alcool. È tanto che non mi concedo di bere e poi Fede ha preso il Bourbon ed io ne vado matta. Purtroppo mi ricordo che domani mattina devo tornare a Rouen, così mi do una regolata.

La voglia che ho adesso di scolarmi la bottiglia intera è qualcosa di inimmaginabile.

Chissà che verrà fuori domani... Maddy sicuramente mi guarderà imbarazzata, Alex e Will come al solito dispiaciuti, Pascale, Jean Jacques e Philippe in confusione. Pierre, invece, so già che se ne starà zitto e non mi dirà niente del suo appuntamento, convinto che io non ne sia a conoscenza.

Sarà una gran orribile situazione.

Ma sono pronta anche a questo.

Sempre.

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