TERZA PROVA - I Custodi della Storia

23 Ottobre 2015 d. C. - Trieste

Mi alzo di malavoglia e scendo a pianterreno, in cucina. Preparo la colazione sedendomi a capotavola. Svogliatamente guardo fuori dalla finestra. Il cielo è terso, il sole non si vede. È coperto da cumulonembi grigi come la fuliggine. Il paesaggio è tetro come il mio animo. Non ne ho voglia di andare a scuola! Non ne ho voglia di avere l'ansia per l'interrogazione di francese! Non ho più voglia di vivere! Dopo la morte di mio padre ho perso interesse per ogni cosa! Gli amici, la scuola, il piacere della lettura e il desiderio di viaggiare sono stati spazzati via dalla mia testa, dal mio cuore e dalla mia anima a causa del dolore. Dolore provocato dalla perdita dell'unica persona che forse mi capiva seriamente. Da quel maledetto giorno mi ripeto sempre che la mia vita non ha un senso, ma in realtà so che è colpa mia: sono io che non so più darle un significato.
Per fortuna, urlando il mio nome dal salotto, mia madre mi ridesta dai miei brutti pensieri.
"Frida svegliati o farai tardi a scuola!" Grida di nuovo.
"Frida! Ah! Sei già qui!"
Mia mamma è splendida! Porta un tailleur nero che le definisce le curve e uno scialle bianco sopra le spalle. I suoi occhi verdi risaltano grazie all'ombretto dello stesso colore e dalla matita nera. I capelli sono legati in un ordinatissimo chignon che le dà un tono davvero professionale.
Abbasso la testa scoraggiata. Non sarò mai bella come lei. Sono di media altezza, abbastanza in carne con qualche brufolo sulla fronte. I capelli di un normale nero, lisci mentre gli occhi scuri.
Mia mamma mi dice di non fare tardi a scuola ed esce per andare al lavoro.

Sono ancora una volta persa nel mio mondo quando sento il campanello della porta d'entrata.
"Mamma, cosa diavolo hai dimenticato?" Grido, sapendo benissimo che non può sentirmi.
Vado ad aprire e la mia sorpresa è grande quando mi ritrovo la nonna al posto di mia madre.
"Ciao Frida!" Mi saluta calorosamente. È davvero una persona esuberante. La morte di mio padre, Marco, l'ha provata. Per mia fortuna però, grazie al suo animo battagliero è riuscita a superarla o almeno così ci fa credere. È una donna tutto d'un pezzo e autorevole.
Mia nonna mi sta fissando. Come sempre ho la testa piena di pensieri e sono assente.
"Senti Frida, va bene che godo di ottima salute, ma non ti pare il caso di farmi entrare? È urgente!" Il suo tono sprezzante è attenuato dal sorriso accennato sulle labbra rosee.
Mi scosto dall'entrata e lei borbotta qualcosa riguardo la mia tendenza ad incantarmi andando dritto in cucina.
"Nonna, io devo andare a scuola e sono molto in ritardo! Lo sai che la mamma deve lavorare! Ti senti male?"
Sono consapevole che non ha problemi di salute. Credo che neppure una possibile Terza Guerra Mondiale possa abbatterla.

La seguo rassegnata.
"Come ti ho già accennato, sono sanissima come un pesce, Frida!" Mi ammonisce. "Non ho bisogno ne di un dottore ne di tua madre! Devo parlare a te soltanto!"
Il suo tono non ammette repliche ed incomincio a preoccuparmi.
"Non andrai a scuola, ma verrai con me! Siamo in una brutta situazione e tu sei l'unica che può risolverla!"
A queste parole la mia ansia aumenta. Mia nonna se ne accorge e mi dice di seguirla.
Nel corridoio mi metto il cappotto. Il pigiama è l'ultimo dei miei problem, ma ho paura di avere freddo. Infilo le scarpe e uscendo, chiudo la porta.
Salgo in macchina e lei la mette in moto frettolosamente.
Arriviamo a casa sua. Entriamo velocemente in casa, salendo le scale che portano alla camera patronale.
"Si tratta di una cosa molto importante e devi promettere che non lo dirai a nessuno!"
Annuisco salendo sul letto.
"Tu sei, come i tuoi avi, una Custode della Storia. Il tuo compito è quello di andare nel passato e far sì che gli avvenimenti storici non mutino.
Devi proteggere ciò che accadde nel corso del tempo. Infatti, se adesso il nostro tenore di vita è migliore è grazie a tutte quelle persone che, attraverso tutti i loro viaggi temporali, sono riuscite nel loro compito! Adesso tu sei ancora troppo giovane, ma l'ultimo custode della nostra fazione è stato ucciso quindi devi prendere il suo posto. Altre persone possono viaggiare nel tempo attraverso dei talismani, si chiamano Saltatori nel tempo. Queste persone vogliono andare nel passato per distruggere il presente. Il loro scopo è quello di far scoppiare la Terza Guerra Mondiale. Sono persone ricche, importanti e senza scrupoli che trarrebbero un vantaggio enorme a generare questo conflitto."
Ho tante domande, ma dalla mia bocca esce quella di cui intuisco già la risposta.
"Chi era l' ultimo custode della nostra fazione?"
"Era tuo padre! Non è riuscito a ritornare nel presente. Pensiamo che un Saltatore l'abbia ucciso. Fortunatamente, per ora, sembra che non abbia modificato nulla, ma è tempo che tu prenda il suo posto!"
Lo sapevo! Sapevo che si trattava di lui! Non ho mai visto il corpo. Continuavano a dirmi che non era opportuno che lo vedessi perchè dopo l'incidente era rimasto sfigurato. Ora capisco tutto! Non c'è mai stato un incidente! Non c'è mai stato un corpo!
La nonna va verso la sua libreria e prende in mano un libro molto antico e spesso. Lo posa sul letto.
I suoi occhi sono fissi nei miei.
"Grazie al libro riuscirò a vedere dove sarai durante il tuo viaggio! Non preoccuparti! Lui - lo indica - sa qual è il tuo dovere e ti aiuterà! Ti sarà utile nelle lingue, negli abiti, nei personaggi... un'ultima cosa! Nel passato sarai sempre tu, starà a te decidere chi vorrai diventare, ma sarai sempre tu! Tienilo a mente!"
Detto questo, capisco che è il momento di partire. Benchè non mi senta in grado di portare a termine questa missione devo farlo per mia nonna, per mio padre, per tutta l'umanità, ma soprattutto per me stessa.
Prendo in mano il volume e seguo gli ordini che la donna di fianco a me mi impone. Appoggio la mano sulla copertina ripetendo queste parole: "Sono la Custode Federica Milla! Apriti e portami nello spazio del tempo!"
In pochissimi secondi vengo catapultata dentro il libro lasciando sola nella camera mia nonna.

~~~

11 Luglio 48 a. C. - Egitto

Mi ritrovo in una stanza con le pareti gialle tendenti al marroncino. È molto grande e la luce la illumina grazie alla finestra posta sulla parete opposta all'entrata. Il letto è un insieme di canne e fili intrecciati che formano un'intelaiatura, vicino c'è un comodino in legno lavorato.
Il pavimento è coperto da un largo tappeto persiano.
Decido di lasciare la camera e di inoltrarmi nella casa.
"Crisilla, sorella, dove siete?"
A sentire questa voce mi spavento, ho paura che capisca che sono un'intrusa arrivata dal futuro. Guardo in basso e noto che non ho più il mio confortevole pigiama, bensì una tunica bianca di lino e ai piedi due stuoie al posto delle mie scarpe.
"Crisilla! Vi ho trovata finalmente!"
Un uomo compare davanti alla mia vista. È molto possente, con due occhi azzurri e il naso adunco. Indossa una tunica simile alla mia legata in vita con una corda. Mi sorprende che io riesca a capire la lingua che egli parla. La nonna mi aveva avvisata che il libro mi avrebbe aiutata, ma la consapevolezza non riduce il mio stupore.
"Sorella mia, siete pronta a conoscere l'importantissima regina d'Egitto? Giorni addietro la mia fedele amica mi ha recapitato una pergamena dove diceva che sarebbe venuta a farmi visita in questo giorno!"
So per certo che si sta riferendo a Cleopatra. È l'unica regina d'Egitto che ricordo. Non so se ce ne sono state altre, ma adesso il problema è un altro. Devo capire quale sia il mio compito in questo tempo.
Decido di sfoderare le mie attitudini teatrali: "Certo che sono pronta, fratello! Sono impaziente di incontrare la Figlia di Ra!"
"Signor Apollodoro mi dispiace disturbarvi, ma la regina Cleopatra è arrivata!"
"Grazie Narmer! Dille di attenderci nella sala dei ricevimenti!"
Il servo si inchina e si congenda andando dalla nostra.
"Venite con me! Sarò molto lieta di presentarvi ad una mia carissima amica!"
Apollodoro mi prende la mano. Mi conduce all'esterno della casa. Saliamo le scale che portano al tetto piatto. Lì è presente un gazebo di canne. La regina è seduta di spalle.
Mio fratello le si avvicina spaventandola involontariamente.
"Scusatemi Cleopatra! Non era mia intenzione spaventarti questa è mia sorella, Crisilla!"
La regina mi fissa. Penso che voglia chiedermi qualcosa, ma ci ripensa e si rivolge ad Apollodoro.
"Caro amico, sono venuta qui in gran segreto perché ho un problema molto serio. Cesare, il dittatore romano, vuole incontrare sia me sia mio fratello Tolomeo a palazzo, ma io temo per la mia vita. Ho paura che Tolomeo possa tendermi un agguato! Come farò a raggiungere il palazzo senza incorrere negli scagnozzi di mio fratello?"
Cleopatra è molto agitata. Anche se, mentre parlava, il suo tono di voce era risoluto e il suo corpo era apparentemente rilassato, i suoi occhi si spostavano in ogni direzione in cerca di qualcosa o più propriamente di qualcuno.
"Non so proprio come aiutarvi! Posso solo cedervi i miei uomini e sperare che vi siano utili!"
Il silenzio cala su di noi. Più ci penso e più capisco che tocca a me risolvere questa situazione.
Non so come agire. All'improvviso mi vieni in mente ciò che ho studiato a proposito della vita di Cleopatra. Ricordo che un suo amico l'ha salvata avvolgendola in un tappeto. Non ricordo se si trattasse di Apollodoro ma tanto vale tentare.
"Forse io avrei un'idea! Voi, mia regina, potreste avvolgervi nel tappeto della mia camera così nessuno potrà vedere dove vi troverete. Apollodoro, voi potreste consegnare il tappeto a palazzo sicuramente Cesare rimarrà stupito quando scoprirà l'inganno e con la vostra intelligenza e la vostra bellezza riuscirete farvi sostenere nella lotta dinastica."
Non sono convinti. Lo capisco dai loro sguardi. Non trovando alternative però, decidono di cedere.
Entriamo in casa. Cleoprata domani mattina verrà preparata per l'incontro con Cesare. Abbiamo concordato che Apollodoro guiderà la biga mentre io mi occuperò del tappeto con all'interno la regina.

Il giorno successivo agiamo proprio in questo modo. Il viaggio sembra procedere bene. All'improvviso sentiamo un altro rumore di cavalli. Ci affianca un'altra biga. A condurla è uno splendido ragazzo dai lineamenti europei. Di fianco a lui si erge nella sua goffaggine un altro ragazzo moro. La biga si avvicina sempre più alla nostra fino a quando le ruote non si toccano.
"Cosa avete intenzione di fare?" Grida ai due ragazzi.
È il moro dai lineamenti europei a rispondermi: "Non vogliamo farvi arrivare da Cesare!"
Detto questo ci spinge con forza grazie alla biga. Apollodoro riesce con destrezza a rimanere stabile. Sprona i cavalli ad andare più veloce. Con difficoltà li seminiamo e arriviamo al cospetto di Cesare. Come ricordavo resta stupito dall'entrata ingegnosa della regina. Credo di essere riuscita a portare a termine il mio compito, ma non ho ancora trovato il libro. Controllo la grande sala accorgendomi di una figura familiare vicino a Tolomeo. Mi avvicino cautamente. Lo riconosco: è il ragazzo della biga.
"Così è per conto di Tolomeo che avete tentato di sabotare il nostro viaggio!"
Prima di rispondere si avvicina al mio orecchio.
"Smettila di mentire, Custode o forse dovrei dire Frida? Io non sono uno stupido servo, sono un Saltatore nel tempo!"
Trattengo il respiro spaventata. Mio padre è stato ucciso da uno di loro, quindi perchè non potrei fare la stessa fine?
"Mi vuoi uccidere?"
"Non ora!"
La sua risposta mi incute ancora più timore. Decido di allontarmi. Devo trovare il mondo per trovare il libro.

"Nel momento del bisogno troverai ciò che cerchi! Il libro ti aiuterà anche se lo vedrai solo alla fine!" Ripenso alle parole della nonnina. Tra i miei pensieri il libro prende spazio e me lo ritrovo ai miei piedi.
Mi affretto a trovare una stanza libera. C'è un piccolo tavolo al centro di una piccola stanza. Ci appoggio il libro sopra e metto la mano sulla copertina.
"Sono la Custode Federica Milla! Apriti e portami nello spazio del tempo!"
Il libro si apre. Vengo risucchiata dalle pagine giallaste in un turbinio di aria. I colori si mescolano e io spero che il viaggio finisca presto.

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23 Ottobre 2015 d. C. - Trieste

Atterro pesantemente sul pavimento. Gemo per il dolore. Fatico un po' per orientarmi a causa di un forte giramento di testa.
"Come stai Frida?" Riconosco la voce della nonna.
"Non molto bene! Vedo tutto girare!" Biascico.
"Vieni che ti aiuto!" Mi solleva adagiandomi sul letto morbido.
"Grazie nonnina! Direi che va decisamente meglio..."
"Frida... non voglio metterti pressioni... devo sapere se hai compiuto la missione!"
"Sì! Almeno... credo di sì! Il mondo è salvo? Siamo liberi?"
"Oh, gioia! Certo che non siamo affatto al sicuro!"
Sono stupita! Pensavo che l'intera umanità dipendesse dal mio viaggio nel tempo, mentre ora mia nonna si sta contraddicendo i miei pensieri e le sue parole prima del viaggio.
Le spiego il mio dubbio. Lei mi risponde: "Cara Frida, il tuo compito è appena incominciato! Chissà, magari incontrerai tuo padre!"
Sono senza parole! Non mi resta che aspettare sperando di poterlo rivedere grazie al libro!

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