"Dobbiamo andare" dico.
Fuori è già buio, e stare qui potrebbe solo peggiorare la mia situazione psico-fisica, cazzo!
Entriamo in segreteria, e non c'è nessuno.
La signora che mi ha fatto firmare il foglio, due ore fa, deve essere in giro per l'edificio, per controllare che tutto sia apposto.
Troviamo il foglio delle firme posto sulla scrivania, e firmiamo l'uscita.
Mentre mi avvio verso la porta, Harry mi prende per un polso e mi tira verso di sè.
Mi allontano da Harry e lui mi guarda dolcemente.
"Vorrei andare un po' più spesso in punizione!"
Io sorrido e guardo i suoi lineamenti del viso, gli occhi profondi fissi sui miei.
Non ne ho abbastanza dei suoi baci, quindi lo bacio di nuovo.
Questa volta Harry non si limita al timido bacio, ma mi fa sedere sulla scrivania affianco a noi e si mette in piedi tra le mie gambe.
Io sospiro.
Mi sono sempre piaciuti i baci sul collo, ma adesso che lo sta facendo lui provo cose che non ho mai provato prima.
Affondo le unghie nella sua schiena, mentre riprende a baciarmi, e le sue mani si fermano sui miei seni.
"Dio, Amy!" mi sussurra all'orecchio e il suo alito caldo mi fa venire un brivido lungo la schiena.
Profuma di colonia, e in questo momento vorrei poter sentire il suo profumo fisso su di me, per tutta la vita.
Mi sfila la felpa, e la lascia cadere per terra.
Infila le mani sotto la mia maglietta e si sofferma un po' al gancetto del reggiseno, mentre io penso che, nonostante le mie remore in momenti come questi, adesso sono così talmente presa dalla situazione, e da Harry, che se decidesse di proseguire fino in fondo, non direi mai di no.
Affondo la lingua nella sua bocca e la ritraggo subito.
Harry mi guarda e, capendo l'invito , infila la sua lingua dentro di me.
E mentre gliela mordicchio, lo faccio gemere .
Sentiamo alcuni passi attraversare svelti il corridoio e, quando questi si fanno più vicini, mi ritraggo da lui.
Lui mi guarda e mi sorride, prendendosi ogni parte di me.
Sta per dire qualcosa, ma Summer entra in aula, rovinando ogni cosa.
Summer resta per un istante sulla soglia, guardandomi inferocita.
Certo, trovare il proprio fidanzato in una stanza con una tipa tutta scompigliata seduta su un banco, con una cazzo di felpa gettata in terra, non deve essere una cosa carina.
Mi aspetto che sbotti, che mi insulti, che mi prenda a sberle.
Invece, si rivolge ad Harry, col più odioso dei sorrisetti.
"Amore! Ti aspettavo fuori da un'ora! Come mai ci hai messo così tanto!Non vedevo l'ora di vederti!"
Dice con un tono insopportabile, andandogli incontro per abbracciarlo.
Nel frattempo sono scesa dal banco e mi sono rimessa la felpa.
"Andiamo, ho affittato Hunger Games per stasera, so che ti piace tanto! E mi devo far perdonare, per oggi"
Lo prende a braccetto, e gli occhi di Harry si soffermano per un attimo sui miei.
E' una situazione del cazzo, ma me la sono cercata io.
Attraversiamo il corridoio in silenzio.
Cioè, io ed Harry stiamo in silenzio, mentre Summer gli sta raccontando qualcosa di divertente solo per lei.
Non so però assolutamente cosa gli stia dicendo, perchè ho la mente in una sola direzione.
Penso a ciò che è appena successo, e mi sento ubriaca di Harry.
Vorrei poter essere felice, in questo momento.
Abbiamo trascorso un pomeriggio bellissimo, insieme, e i nostri baci riempono la mia testa.
Lo guardo un secondo, anche se non vorrei e noto che mi sta guardando.
Distolgo subito lo sguardo, e mi chiedo a cosa starà pensando.
Usciamo dall'edificio e mi dirigo verso casa.
Harry e Summer si fermano alla moto di lui.
Harry mi guarda passargli accanto.
"Ciao, Amy!" mi dice.
Io gli faccio un mezzo sorriso, ma solo per educazione.
E continuo a camminare, senza dire niente.
"Lasciala stare. Tu ti ostini a stargli simpatico. Non vedi che è solo una sfigata?" sento Summer dire.
Continuo ad allontanarmi, senza dire una parola, e sento solo che Harry le sta rispondendo qualcosa, ma non riesco a capire le sue parole.
Ora come ora non me ne frega niente.
Voglio solo andare a casa, e non pensare più a nulla.
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Le ore a casa passano lentissime.
Non facio altro che pensare ad Harry e a quello che è successo oggi.
Guardo l' orologio di continuo, e Lisa mi passa una mano davanti al viso.
"Uh Uh, ci sei?" mi chiede.
"Si, scusa!" rispondo.
Mi passa il piatto con maccheroni al sugo, e sorrido.
"Come è andata oggi, poi?" mi chiede.
Non ha avuto il tempo di farlo prima, perchè appena sono arrivata a casa, mi sono infilata sotto la doccia, e ci sono stata per un'ora.
Poi mi sono chiusa in camera e ho continuato a pensare a lui.
"Bene, abbiamo finito tardissimo!" le rispondo.
"Non mi devi dire altro?" mi chiede, mentre si infila la forchetta fumante in bocca.
"No, non ti devo dire altro!" rispondo, sincera.
Ci sarebbero un sacco di cose da raccontare, su questo pomeriggio, ma non ho voglia di parlarne.
Sentiamo la porta di casa aprirsi.
Mi pulisco la bocca col dorso della mano e mi sistemo i capelli dietro le orecchie.
Continuo a guardare il piatto e a fare l'indifferente, con un groppo in gola.
"Ciao a tutte!" dice Niall, facendomi cadere con violenza dalla mia nuvoletta.
"Ciao, Niall!" rispondiamo quasi in coro io e Lisa.
"Cosa siete, gemelle siamesi?" ci chiede lui, con un ghigno malefico.
Lisa ride.
"Hai il cervello proprio come quella stupida!" commenta, riferendosi a Summer.
Niall guarda la pentola vuota sul tavolo.
"Certo che potevate lasciarne un po' anche a me!" si lamenta.
Io mi alzo.
"Mangia la mia, Niall, non ho fame!" gli dico.
"Ma Amy, non hai mangiato niente!" mi dice Lisa.
"Devo avere un po' di influenza." rispondo, mettendo le mie posate nella lavastoviglie, e porgendone due pulite a Niall, che si è seduto al mio posto.
"Amy!" mi chiama Lisa, appena sono sulla soglia della cucina, pronta per andare in camera.
"SI?" chiedo, voltandomi e guardandola.
"Non sarai mica innamorata, vero?" chiede, con un tono emozionato sul volto.
Niall ridacchia, e in questo momento li trovo davvero insopportabili.
"No, Lisa. Ho solo mal di stomaco!" le rispondo scocciata, raggiungendo a passi svelti la mia stanza.
Mi tolgo le calze, che lancio per terra, e mi infilo sotto le coperte.
Il cellulare inizia a squillare.
Vedo "Mamma" scorrere sullo schermo.
"Ehi, tesoro, come va?"
"Bene, mamma!"rispondo io, sperando di convincerla.
"Sono felice!" mi risponde. Ok, è bastato davvero poco.
Poi continua.
"La festa di beneficenza è andata benissimo, Amy. E abbiamo conosciuto un sacco di persone meravigliose!" mi dice.
Mi ero completamente scordata della cena di beneficenza, e mi sento in colpa. So quanto mia mamma ci tenga a queste cose.
"Bravissima, mamma. Sono fiera di te!" le dico, fingendo entusiasmo.
Glielo devo.
I miei problemi non c'entrano nulla con lei, e sono davvero fiera di avere una mamma così, che si preoccupa per i bambini bisognosi e fa un sacco di gesti belli.
"Grazie, amore. Ti voglio bene!" mi dice.
"Ti voglio bene anche io, tanto!"
Riagganciamo, e penso a lei e a mio papà.
Mi manca averli vicini e mi trovo a contare i giorni che mancano alla festa del Ringraziamento.
"Potrei andare un paio di giorni a casa, per togliermi un po' da tutto questo casino" penso.
Il telefono squilla di nuovo.
Ma questa volta è un messaggio.
*Quando torno a casa, ti trovo sveglia? Dobbiamo parlare!*
E' Harry.
Di che cazzo vuole parlarmi? Non ho niente da dirgli, e non c'è niente che voglio sentirmi dire, in questo momento.
Non rispondo al suo messaggio.
Me l'ha scritto mentre Summer era in camera a rivestirsi dopo la scopata che avranno fatto, o l'avranno scritto insieme, per prendermi in giro e ridere di me?
Sarei proprio curiosa di saperlo.
Apro la rubrica sullo smartphone e premo "Chiama"
Dopo quattro squilli, Liam risponde.
"Ciao, Amy!"
"Liam! A che ora vieni domani?" chiedo.
"Per il primo pomeriggio sarò li!"
"Ok! Hai già trovato un posto deve dormire?" chiedo.
"Si, tranquilla!"mi risponde Liam.
"Ok!"
"Amy?"
"Dimmi!"
"Non vedo l'ora di vederti."
Passo al setaccio la mia camera.
Fino a qualche giorno fa c'erano nostre foto ovunque.
Ora le pareti sono vuote.
"Anche io!" rispondo subito, senza capire però se sia vero.
"Ti chiamo quando sto per arrivare!"
"Ti aspetto davanti a StarsbucKs."
"Va bene! Per le tre comunque dovrei esserci!"
Riagganciamo, e mi sento agitata.
Abbiamo tutto un pomeriggio per parlare, ma di cosa?
Di noi?
Di Emily?
Di Harry?
Non lo so, ma non mi sento molto tranquilla.
Da una parte lo voglio vedere, davvero.
Abbiamo trascorso molti momenti bellissimi insieme e saremmo felici, ora, se non mi avesse mai lasciato e non avesse fatto il cretino con Emily.
Ma dall'altra ho paura di far incazzare Lisa.
E penso di nuovo ad Harry.
Un bip-bip mi avvisa che mi è arrivato un nuovo messaggio.
*ho comprato il gelato e affittato un film.Sto venendo a casa*
Mi comunica Harry, terminando tutto con una faccina che manda un bacino.
Io ovviamente non gli rispondo. Di nuovo.
Che razza di problemi ha? continuo a chiedermi, da quando ha messo piede in questa casa.
E che razza di problemi ho io, a ricascarci ogni volta, mi chiedo in questo momento.
Dopo un quarto d'ora di castelli mentali che crollano ad ogni mio "No, non posso!", sento Harry entrare in casa.
Lisa e Niall lo salutano allegri, si dicono due battute che non riesco a decifrare e sento i passi di Harry dirigersi in corridoio.
Bussa due volte alla porta della mia camera.
Io faccio in tempo a girarmi verso il muro e a tirare le coperte fino a coprirmi il viso, che Harry entra.
"Amy?" sussurra così a bassa voce che quasi non lo sento.
Non mi muovo, e tengo gli occhi chiusi, con la speranza che questo mio atteggiamento di una-che-guarda-che-sto-fingendo-di-dormire-cosi-non-mi-rompi-il-cazzo, lo convinca a tornarsene di là.
Ma, invece, lui si avvicina al mio letto, mi accarezza i capelli e mi dà un bacio dolce sulla testa.
Resto così, immobile, mentre sento la porta della mia stanza chiudersi,e i passi di Harry tornare in salotto.
Non so se correre di là ed urlargli di tutto, non so se piangere lacrime confuse o se sorridere.
Non so cosa fare, e decido di cercare di dormire.
Harry è in salotto con gli altri, ed ogni tanto lo sento ridere.
Non so perchè mai il destino sia stato così bastardo da decidere di prenderlo ed infilarlo in questa cazzo di casa.
Non lo so.
E continuo a voler dormire, senza successo, con l'immagine di Harry come un chiodo fisso nella mia testa.
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