Capitolo 37- Consumando la strada con i pensieri
<< Sì?>> mentre rispondo non stacco gli occhi da Edward che mi sta completamente mangiando con gli occhi. Mi alzo dalla sedia ed esco dalla stanza, lasciando Edward in stanza. << pronto?>>
<< Ehi Primula, sono Will>> sentendo la sua voce mi giro di scatto verso la mia stanza e chiudo la porta per non farmi sentire da Edward; per sicurezza mi allontano dalla stanza.
<< Ehi, dimmi>> rispondo con decisione; dopo l'ultimo minuto di ieri sera che abbiamo passato insieme, onestamente non riesco a stare calma.
<< Ti ho chiamato solamente per chiederti scusa per ieri sera>> il suo tono è molto dispiaciuto e preoccupato, ma me lo aspettavo dopo la mia reazione un po' esagerata.
<< Tranquillo, ho esagerato io>> ammetto cambiando tono della mia voce. Vedo Edward spiarmi e sbalordita, se non divertita, cerco di chiudere la conversazione con Will per dirne quattro ad Edward. << Scusa Will, ma mi sta chiamando mio fratello>> guardo male Edward e continuo,<< magari ci sentiamo la prossima volta>>
<< Certo, a dopo allora>> chiudo subito la chiamata, metto il cellulare nella tasca dei miei pantaloni e vado verso Edward.
<< Sei insopportabile>> erompo cercando di fargli male con uno schiaffo sulla spalla.
<<Bentornata anche a te. È sempre pregevole quando mi accogli in modo, come dire, amorevole e affabile. Però lo so che in fondo al tuo cuore, mi adori>> mi fa gli occhi dolci e appoggia le sue mani sui miei fianchi.
<< Ti prego allontanati...devo assolutamente continuare a studiare>> quando lo allontano da me, inizia a lamentarsi e a seguirmi fino alla stanza, ma con delicatezza di un elefante chiudo la porta a chiave e lo lascio fuori: << grazie ancora per la colazione Edward Telesto>> urlo per farmi sentire da lui.
Appena mi siedo sulla sedia della mia scrivania, vedo dalla finestra Edward uscire dalla mia casa. Felice di poter studiare senza distrazioni, apro i libri e continuo a fare quello che avevo lasciato a metà. Mi accorgo che è ora di pranzo e che ho finito finalmente tutti i compiti: se non fosse per religione; ma può aspettare. Affamata, spingo indietro la sedia ed esco dalla stanza. Arrivata in cucina, apro un pensile e afferro una pentola nella quale quasi sempre cerco di cucinare qualcosa di commestibile. Metto un po' di pasta nella pentola, finché non sento dei passi che si avvicinano alla cucina.
<< Cucini tu?>> sembra preoccupato, ma non lo biasimo. Mi giro verso Marley e lo fulmino con gli occhi.
<< Ti consiglio di apparecchiare>> prendo la salsa e lo guardo di nuovo per farlo spaventare di più, << se farai come dico io, non ti sarà fatto niente di male>>
<< Dovresti cambiare amiche. I film che guardate voi fanno male>> si dirige verso il pensile che si trova accanto a me e prende tre piatti.
<< Sempre meglio che guardare una stupida partita e urlare come dei pazzi >> rido per la nostra discussione e per lo spavento che mi hanno fatto prendere ieri sera.
<< Il calcio è importante perché unisce i popoli, le lingue, le culture e chissà quante altre cose.>> prende le posate e i bicchieri mentre continua a spiegare i mille motivi per la quale dovrei abbandonare le serie TV e concentrami solo al calcio.
<< Stai cercando di convincere Primula a vedere le partite di calcio con noi?>> Ettore si siede aspettando il piatto con la pasta. In questo periodo sta studiando tantissimo per la sessione invernale. << Marley mi dispiace, ma Primula non capirà mai l'essenza del calcio>> giro gli occhi e riempio i piatti con la buonissima pasta che ho cucinato. Almeno credo...
<< Oggi devo uscire>> informo Ettore che è concentrato sul suo piatto.
<< Dove dovresti andare?>>
<< Devo uscire con Mike per un progetto >> farfuglio turbata dall'asserzione falsa. Non posso dirgli che ci devo uscire per aiutare Nicole con il matrimonio fra sua madre e il padre di Mike; e di certo non posso non dire nulla dopo che mi ha visto, e ha capito, che sto frequentando Edward.
<< Va bene, ma non fare tardi>> dopo aver finito di mangiare, sparecchio, pulisco i piatti e sistemo le ultime cose per la scuola. Mentre cerco qualcosa che posso mettermi, sento suonare il campanello. Butto il quinto vestito sul letto e vado verso la porta d'ingresso.
<< Nicole, che ci fai qui?>> solitamente mi avvisa sempre; quando viene senza avvisarmi significa che è successo qualcosa. La faccio entrare e chiudo la porta.
<< Perché non mi hai detto che saresti uscita con Mike?>> butta la borsa nera sul divano e apre le braccia per incitarmi a parlare. Mi dispiace tantissimo non aver detto niente a Nicole, ma nella testa avevo un sacco di cose. << Quante altre cose vorrai nascondermi?>>
<< Non voglio nasconderti niente>> balbetto per la sua reazione, poi continuo << ho nella testa così tante cose c-che avevo completamente cancellato nella testa di informarti di questa uscita>> mi avvicino per farmi perdonare
<< Il vero problema non è questo, ma il fatto che ti vorrebbe portare a casa di suo padre>> poggia una mano sulla testa e cerca di continuare a parlare<< ho scoperto questa cosa da mia madre perché per adesso è con lui. Rimango imbambolata mentre osservo i suoi occhi spaventati e tempestosi. Sarei perfetta per una collezione di bambole di porcellana. << forse ti ho spaventata troppo...>> si avvicina verso di me e mi abbraccia.
Perché mai dovrebbe portarmi da suo padre? Non ha senso. << Nicole lo faccio solo per te>> mi stacco dal suo braccio e vado in bagno per prepararmi, mentre Nicole cerca un vestito per me.
<< Credo possa andare questo vestito>> lo guardo e le faccio un sorriso per accettare la sua scelta. Rimane felicissima quando le chiedo di truccarmi e pettinarmi. Non so perché mi sforzi tanto per andare a casa di Mike alla quale non dovrei neppure andare, ma guardo la mia amica attraverso lo specchio mentre mi pettina e ricordo il motivo. Nicole mi trucca con mano delicata ma con esemplari risultati, e mi arriccia leggermente i capelli per salvare i capelli bellissimi di ieri. Appena finisce sono quasi le sei e mezzo e mi accorgo di essere più nervosa per il passaggio sul motore con Mike che parlare sul matrimonio della madre di Nicole. Continuo a ripassare greco finché non sento suonare il campanello. Nicole si alza dal letto, si avvicina a me e mi abbraccia
<< Ci risiamo>> mi sistema una ciocca di capelli dietro il mio orecchio e mi ringrazia. Scendo le scale e apro la porta.
<< Ciao Mike>> gli chiedo se vuole entrare e bere qualcosa, ma a quanto pare sembra molto ansioso. Uscita dalla casa saluto Nicole che ci spia dalla finestra della mia stanza e salto sul motore. Non salgo sul motore da un po'. Ma è bello. Sangue che scorre nelle vene come le macchie da corsa prese dalla gara, cuore che pompa, aria che gira dentro i polmoni. Vento sulla pelle e sul mio viso caldo per l'ansia che sto provando. Finalmente siamo arrivati e non vedo l'ora di scendere.
<< Dove siamo?>> faccio finta di non sapere nulla, ma dal suo viso esce solo un sorriso
<< Come se non lo sapessi, ho visto Nicole che ti guardava dalla finestra; e un po' ti conosco: avresti subito chiesto>> mi fa l'occhiolino e mi toglie il casco. Ancora titubante per quello che sto facendo, vado verso l'ingresso e suono il campanello. Mike si mette davanti a me e apre tranquillamente. Visto che la casa è sua non dovrebbe essere un problema. Vengo accolta da un uomo alto ed elegante.
<< Grazie mille per avermi invitata, Mr Collen>>, dico ricambiando la stretta di mano.
<< Grazie a te di essere venuta, Primula. Mike mi ha parlato molto di te, mi ha detto che sei molto amica di Nicole. E per favore, chiamami Norman>> sorride e lo seguo nel suo grande soggiorno. << Vi lascio un po' parlare, appena sarà pronto vi chiamerò>>
Un po' imbarazzata mi siedo sul divano nero di pelle ed evito lo sguardo di Mike, anche se in realtà vorrei iniziare subito con le domande. Non vorrei sembrare scortese e ineducata; anche se il mio scopo era proprio quello di fargli queste domande.
<< Vorresti salire nella mia camera? Lo so che vorresti parlarmi di Nicole>> guarda l'ingresso del soggiorno per paura di farsi sentire da suo padre o dalla madre di Nicole che non si è presentata.
<< Certo>> silenziosamente lo seguo verso quella che dovrebbe essere la sua stanza; i muri sono pieni di foto di Mike e della sua famiglia. Appena entro nella sua stanza mi invita a sedermi sul letto accanto a lui. << Mi sembra irrispettoso sei tuoi confronti fare queste domande, ma Nicole non sa proprio come avvicinarsi con sua madre adesso che sei contro la loro relazione...>>
<< Il problema è che a me non importa proprio niente della loro relazione>> si alza dal letto e cammina avanti e indietro per tutta la stanza guardando tutto tranne me, << il problema è che ho saputo tutto da Federica, e ho avuto la conferma quando sono tornato dalla scuola a casa prima>> la scintilla che avevo visto quando avevo aperto la porta della mia casa è completamente svanita. Mentre continua ad elogiare Federica che gli ha detto tutto; avverto risuonare nel mio cuore e nella mia mente l'odio e l'inimicizia, la furia mi sta completamente bruciando viva. In fondo alla festa mi aveva avvertita, e inoltre in palestra ha continuato finché non le ho risposto male. Guardo di nuovo Mike e cerco di farlo ragionare, consigliandogli di lasciare suo padre, la madre di Nicole e Nicole stessa in pace; ma sembra difficile.
<< Potresti almeno provarci? Non ha senso fare un dispetto a tuo padre>> vengo interrotta da Norman che ci informa che la cena è pronta. Appena esce dalla stanza mi avvicino a Mike, << promettimi che ci proverai>> so che dopo la cena non avremo modo di parlare, quindi preferisco finire adesso il discorso.
<< Lo farò, almeno ci proverò>> un po' più tranquilla vado verso la sala pranzo e mi siedo accanto a quella che dovrebbe essere la madre di Nicole. È casual, ma elegantemente vestita con jeans e maglietta blu scuro. Il suo viso è truccato, ma non troppo e i suoi lunghi capelli neri sono raccolti in una coda di cavallo. Come la mia amica i suoi occhi sono come l'oceano indaco, sono pozze blu iridescente, scolpite sul suo viso cremoso come gioielli abbaglianti.
<< Piacere Primula Cendronella>> le tendo la mia mano e la stringo.
<< L'amica di mia figlia, ti conosco anche se non ti ho mai vista. Sono contenta che mia figlia conosca una persona come te e Alessia>> beve un sorso di vino e sussulta, << Alessia giusto? Non vorrei aver sbagliato>> ride elegantemente e posa il bicchiere di vino sul tavolo.
<< Non sbaglia, il nome è Alessia>> sorrido nervosamente per l'imbarazzo. Non sembra per niente la madre di Nicole se non per il fisico e il viso. Riempiamo i piatti e dopo cinque minuti pieni di silenzio, Norman cerca di sciogliere il ghiaccio e la tensione.
<< Frequentate gli stessi corsi vero?>> domanda mettendo sul suo piatto un altro po' di funghi. Ingoio subito quello che avevo messo in bocca per rispondere, ma Mike mi precede.
<< No, io vado al quinto anno>> sorride guardandomi,<< poi lei fa il classico>> sorrido a Norman che mi guarda imbarazzato per l'errore. Riprendiamo a mangiare finché la madre di Nicole non si ferma di nuovo.
<< Stai molto tempo con Nicole? Purtroppo non ci sentiamo molto: anche se abbiamo fatto grandi passi rispetto a qualche hanno fa. >>Nonostante l'argomento sia complesso e delicato parla tranquillamente.
<< Moltissimo, e se non ci possiamo vedere parliamo al cellulare>> la futura moglie di Norman riempi un altro po' il piatto di Norman che la ringrazio con una carezza sulla guancia. Come fa Mike a non sorridere ad una cosa del genere, forse non posso saperlo perché non sono nella sua situazione.
<< Come ti trovi al quarto anno?>> mi chiede Norman. Mastico di nuovo in fretta per poter rispondere
<< Bene, mi piace molto. Ma è solo da quattro anni che frequento questo liceo, perciò staremo a vedere>> scherzo. Ridono tutti tranne la madre della mia migliore amica.
<< Bé, ci sono ragazzi che al quarto anno di liceo hanno ancora dubbi. Ti sei iscritta a qualche club o semplicemente un corso per capire quello che vorresti fare da grande?>> domanda di nuovo pulendosi con un tovagliolo la bocca.
<< In realtà ancora no, anche se proprio ieri ho avuto un appuntamento con una persona a quanto pare importante e che mi potrebbe aiutare con il mondo della medicina.>>
<< Ti piace il mondo della medicina? Interessante e affascinante>> commenta guardando Mike con un sorriso.
<< Invece Nicole cosa vorrebbe fare?>> Mi accorgo che quando nomina Nicole Norman diventa leggermente teso e mi guarda preoccupato. Ma perché non chiede queste cose direttamente a Nicole? Al mio posto ci dovrebbe essere lei. Poggio il bicchiere con l'acqua sul tavolo e la butto giù in un sorso.
<< Ama il mondo dell'arte>> taglio corto infastidita. Io parlerei ore e ore delle mie due amiche, ma non con una madre che potrebbe benissimo andare dalla figlia e farle mille domande. Nicole in questi momenti sta cercando di avvicinarsi, ma la madre sembra avere qualche difficoltà.<< vorrebbe fare un'accademia di arte moderna se non sbaglio>>
Con un sorriso si alza e va verso la cucina lasciando Norman imbarazzato. << Lo saprai meglio di me com'è il rapporto tra Nicole e Bethany>> poggia sul tavolo il fazzoletto e dispiaciuto continua,<< purtroppo l'unica cosa che possiamo fare è avere pazienza. Scusate ma vado a vedere come sta, intanto potete parlare qui o andare nella stanza di Mike>> sorride.
<< Grazie ma purtroppo è tardi e devo assolutamente andare a casa>> mi alzo dalla sedia seguita da Mike che prende subito le chiami del motore e le mie cose. << cercherò di fare il possibile con Nicole. La ringrazio per la cena>> stringo la mano a Norman che mi corregge perché gli ho dato del lei ed esco dalla casa.
<< Mi dispiace, forse non ti dovevo portare a casa da mio padre>> prende il mio casco e mi aiuta a metterlo, << pensavo fosse giusto parlarne a casa mia, anche per farti vedere che aria si respira e perché non voglio che Bethany stia con mio padre>> sistemato il casco lo abbraccio, << non vorrei facesse soffrire mio padre>>
<< Non lo farà, l'ho visto quando ha messo un altro po' di insalata sul piatto di tuo padre>> sorrido e salgo di nuovo sul motore. Arrivati scendo dal motore e mi tolgo il casco. << Grazie per la serata e stai tranquillo che andrà tutto bene. Una cosa che potresti fare è quello di stare vicino a tuo padre>> gli do il casco e continuo, << farebbe bene anche a te>> lo saluto ed entro a casa. Entrando sento mio fratello che parla con una ragazza, forse sarà una sua amica di università. Non volendo disturbare controllo fuori e vedo che Mike è andato. Esco dalla casa e faccio una passeggiata attorno alla mia casa. Sto consumando la strada con i miei pensieri. Nella mia testa ci sono miliardi e miliardi di pensieri e sensazioni contrastanti tra loro e che non sembra possibile decifrare se non ammettendo che la mia vita è diventata assurda e che propio in questa assurdità la mia vita sta diventando semplicemente vera. Queste situazioni sono maturate in silenzio, si sono trasformate senza fare il minimo rumore sconvolgendo la mia vita. Però adesso che sono entrati del mio cuore spegnendo l'allarme antifurto, sento un boato assordante. Stanca di questi pensieri notturni, decido di entrare a casa fregandomene della ragazza che è nella sua stanza. Apro di nuovo la porta d'ingresso e mi affaccio al salotto, dove noto Edward con una bottiglia di birra in pugno e un sacchetto colmo di patatine. Mi avvicino a lui, prendo il telecomando e spengo la TV. Salgo le scale, vado nella mia stanza e prendo delle coperte per coprire l'angelo che sta dormendo sul divano. Dopo aver sistemato le coperte su Edward e tolto la bottiglia di barra dalla sua mano; cercando di non svegliarlo, gli rubo un piccolo bacio sulle labbra. Felice esco dal salotto e chiudo la porta del soggiorno. Uscendo vedo Nicole seduta sulla sedia della cucina, spaventata sussulto, ma mi ricordo che Edward sta dormendo e metto una mano sulla bocca.
<< Che cosa ci fai qui>> sussurro ancora spaventata per il colpo che ho preso vedendola al buio in cucina. Mi pento subito della domanda perché capisco che quella ragazza che avevo sentito parlare con mio fratello nella stanza era lei.
<< Stavo aiutando tuo fratello con l'università>> balbetta imbarazzata
<< Ma se vai al quarto anno di artistico>> divertita, ma allo stesso tempo imbarazzata, vado verso il frigo e prendo una bottiglia d'acqua per bere e fare bere quella ragazza che si è messa nei guai.
<< Infatti non ho capito niente >> rido ma mi blocco subito perché rischio di fare svegliare Edward. << posso dormire con te?>> mi siedo accanto a lei e la guardo con aria maliziosa.
<< Mio fratello ti stava facendo andare a casa a quest'ora da sola?>> mio fratello non farebbe mai una cosa del genere
<< Si è addormentato e non ho chiesto>> divento subito rossa per l'imbarazzo
<< Vai a dormire nella mia stanza, io voglio studiare un altro po'>> mi alzo ancora con le guance a fuoco, << dormirò nel salotto>>
<< ma se abbiamo dormito tante volte nello stesso letto>> va verso il salotto e apre la porta, imbarazzata la rincorro e chiudo subito la porta del salotto. << Allora hai utilizzato il regalino che ti abbiamo dedicato>> sussulto imbarazzata
<< Certo che no! Quando sono tornata già stava dormendo >>
<< Allora sarà per un'altra volta>> mi dà uno schiaffeto sul sedere e sale le scale sbadigliando rumorosamente.
<< Buonanotte anche a te cara>> sussurro infastidita. Guardo di nuovo Edward, ma ho paura di fare una cavolata.
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Ciao ragazzi, come state? Molte persone sono sicura che risponderebbero pieni di disperazione visto che è maggio. Purtroppo anche io sono stata piena di verifiche e interrogazioni, non permettendomi di pubblicare qualche giorno fa. Spero vi piaccia e continuo a ringraziarvi per i commenti e consigli che mi scriverete sia qui che soprattutto in privato. Il prossimo capitolo sarà il più intenso secondo me.❤️❤️❤️
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