22. Notte scoppiettante... e no, Katsuki non ha usato il suo Quirk

[N/A: Leggetevi il capitolo con la canzone qua sopra, se non vi distrae. È "Vittima" dei Modà e quando, dopo tanto tempo che non l'ascoltavo, l'ho cantata in auto con mia madre... ho pensato mentre c'era ritornello, vagando con la mente, "Quanto potrebbe essere Bakugou a cantarla?" e, scrivendo questo capitolo, mi sono detta che ci sarebbe stato, in parte, come musichetta di sottofondo.

Adesso smetto di rompervi le palle e vi lascio al capitolo (che è abbastanza SMUT, con vostra gioia; immagino)]

-fine terzo anno di U.A-

Izuku's P.o.V.

Guardo l'orologio del cellulare un'ennesima volta: sono le 20:13... Dove diamine è? Io qua ho freschino!
P: "E copriti coglione!"
"Sì, guarda, così arruffo tutte le coperte e sono ancora incastrato con un piede nelle lenzuola quando Kacchan entra in stanza!" ribatto mentalmente io.
O: "Beh... questo... coso è vero che è abbastanza leggero"

P: "Leggero? Pare fatto di carta velina!"
"E io ancora mi chiedo come mi sia venuta una idea del genere..."
P: "Hai gli ormoni a palla, anzi, abbiamo gli ormoni a palla. E hai voluto fare tutto questo oggi prendendo due piccioni con una fava..."
"Spero di non aver fatto un flop..."
O: "Sono sicuro che gli piacerà!"
P: "Ah, di sicuro i suoi ormoni apprezzeranno andando in palla! Ma io ora c'ho freddo!"

Sbuffo, mentre mi metto a braccia spalancate sul letto di Katsuki.
Oggi è il 20 aprile, il suo 18° compleanno, e io voglio solamente fargli una sorpresa, la migliore che mi sia venuta in mente: fare l'amore con lui per la prima volta...
Sì, non l'abbiamo ancora realmente fatto nonostante stiamo insieme da circa di due anni... più per volontà mia che sua, anche se ha sempre rispettato la mia scelta.

Gli avevo detto che questa sera saremmo andati a cena da soli, dopo che avesse festeggiato pure prendendo qualcosa al bar con Mina, Sero, Kaminari, Kirishima e anche Jirou. Aveva detto che sarebbe tornato verso le 20:00, ma ormai... sono le 20:20!
E io ho freddo vestito come sono! Oggi non è stata una giornata troppo soleggiata, Mitzuki non ha acceso il riscaldamento e io non so dove sia il termostato per regolarlo!

Dico Mitzuki perché sono a casa di Kacchan e ho dovuto dire a loro e a mia madre, in modo velato, cosa volevo fare questa sera, e perciò sono andati tutti e tre in un hotel da qualche parte in vacanza per il week-end (oggi è venerdì). Quando gliel'ho spiegato, mia madre mi ha detto che le andava bene, che comunque decidevo io, essendo il mio corpo, quando farlo, ma che comunque pensava fossi abbastanza maturo da fare con coscienza questo "grande passo".

Mitzuki aveva riso allegra e, mettendomi un braccio attorno alle spalle, mi aveva detto in tono leggero: <Spero che mio figlio non ti ammazzi il culo quella sera, dato che ne sarebbe totalmente capace.> poi mi aveva arruffato i capelli per successivamente continuare con: <È comunque un rompiballe in piena crisi ormonale e, come me, non gli piace stare sotto ai giochini di nessuno, neppure a letto!>
Masaru, a quelle parole, era diventato rosso come un pomodoro e Inko aveva ridacchiato, dicendo sottovoce qualcosa tipo: <Non ti smentisci mai...>

Ritornando a noi, sono a casa di Katsuki, sul suo letto, che lo aspetto... e con addosso un vestito... provocante? In teoria?
È composto da due "strati diversi", diciamo così: sopra ho addosso una sorta di canottiera che mi arriva a malapena all'inguine, con le spalline sottili e l'orlo di pizzo, anche se il tessuto è quasi trasparente, tinto di rosa. Sotto ho addosso un paio di slip neri che hanno collegati delle sottili strisce di pelle nera che risalgono il petto, si incrociano sullo sterno, fanno un giro appena sotto i pettolari, e poi salgono fino alle spalle come due sottili spalline che mi "coprono" i capezzoli.

L'ho trovato mentre cercavo nella parte "oscura" di Amazon. Me lo sono fatto spedire a casa. Grazie agli dei che sulla scatola c'è solo scritto a chi va e che sul foglio da firmare il fattorino non ci da' mai una vera occhiata.
Danno un po' fastidio i passanti di pelle e, appena l'ho indossato, credo di aver ripetuto almeno ottocento volte "Perché cazzo sto facendo tutto questo?".

Sono perso nei miei pensieri, quando sento dei passi su per le scale. Guardo un'ultima volta il cellulare, già in silenzioso. 20:25. È sicuramente Kacchan ed in ritardo di quasi mezz'ora!
Però oggi non farò il rognoso per gli orari!

Appoggio piano il cellulare sul comodino e, mettendomi sul fianco in una certa posa (O: "Dovrebbe essere sensuale..." P: "Peccato che siamo sensuali quanto il parquet qua per terra..."), lo aspetto.


Katsuki's P.o.V.

"Deku ci ucciderà per il ritardo!"
S: "Non è colpa nostra se Acidella e Presa elettrica non ricordavano chi cazzo si fosse preso quello spritz, facendoci perdere tutti insieme almeno un quarto d'ora!"
A: "Pensiamo a cambiarci per poi chiamare Izuku e..."

Le sue "parole" vengono troncate dall'aprire la porta della mia stanza e la scena che mi si para davanti. Deku, lì, steso sul mio letto, in una posa sensuale, con addosso dei vestiti che vestiti non paiono, rosso in volto e con un ghigno che sarebbe di sfida ma che è imbarazzato.

"Abbiamo le traveggole?"
S: "Non lo so, ma mi piace quel che vedo..."

<Ciao Kacchan, ben tornato...> mi saluta Izuku, mettendosi a sedere in un unico movimento sinuoso e con un ghigno già più da felino.
<M-m-ma non dovevamo andare a cena?> chiedo, confuso. ("Cazzo sta a succedere?")
<Sorpresa...> ridacchia, alzandosi e avvicinandosi a me. Ci siamo alzati entrambi in questi due anni e adesso siamo quasi uguali di altezza, entrambi sul 1,80m.

Mi poggia una mano sul cavallo dei pantaloni, massaggiando piano.
<D-D-Deku... cosa vuoi fare?> esclamo, balbettando leggermente. Se oggi vuole provare a stuzzicarmi di più senza andare fino in fondo, posso giurare che lo potrei fare per la nostra prima volta pure qua sul parquet.

<Voglio fare l'amore con te...> dice schietto, spostando la sua mano dal mio cavallo e premendosi di più contro di me, mentre mi tiene per i fianchi.
<È il mio regalo per il tuo compleanno...> aggiunge, strusciandosi contro di me.
Izuku ridacchia e commenta: <Devo prenderlo come un sì la tua erezione?> e mi guarda con sorriso divertito.

Lo guardo negli occhi per qualche secondo, prima di sbottare <'Fanculo!> e baciarlo con foga, facendolo arretrare fino al letto, dove lo faccio stendere come un sacco di patate, mentre io lo sovrasto, appiccicato però al suo corpo, le nostre lingue che si cercano vogliose.

[N/A: da qui iniziano davvero le robe... Argh, aiuto!, con che dignità le scriverò...
Ah, già. Nessuna. Quella l'ho persa anni fa e, con questo tipo di cose, sia con "I fuggitivi dell'Inferno" , sia"Il mio piccoletto"... e il primo per quanto riguarda l'etero, il secondo il boyxboy]

Mugola mentre con le mani vago sul suo petto e scosto quelle corde del cazzo dai suoi capezzoli, sgregandoci sopra i pollici, beandomi dei suoi gemiti ("Adoro quando fai l'intraprendente, Izuku, ma qui sono io l'unico che davvero domina..."), mentre si muove sotto di me.

Però non pare mollare la presa e continua ad andarmi contro, facendomi sfilare la maglietta e facendo separare le nostre bocche. Mi sorride furbetto, prima di prendermi per le spalle e far andare me contro il materasso, alitandomi contro il collo per poi baciarlo, leccarlo e morderlo.

Provo a mettere un pugno alla bocca per non gemere a voce alta in modo semi-acuto, ma Izuku mi tiene le mani e le appoggia sulle sue spalle, dove ci sono le spalline della canotta "trasparente", come ad invogliarmi a sfilargli quella roba e a spogliarlo ancora di più, togliendogli pure i passanti di pelle e l'intimo.

Peccato che la sua bocca sul mio collo non mi faccia ragionare granché e gemo mentre continua a scendere con la bocca, arrivando alle clavicole, dove mordicchia la pelle sporgente sull'osso, per poi passare al petto, dove le sue mani vagano veloci, toccandomi dove sa bene che sono più sensibile.

Le nostri pelli in contatto; le sue labbra che baciano rapidamente e costantemente la pelle, per poi tirarla coi denti e passandoci sopra la lingua e dalle dita, le sue mani che mi sfiorano esperte, soffermandosi sui capezzoli e giusto un po' più sopra dell'inguine... è semplicemente inebriante.

E io mi lascio inebriare, divento io il sottomesso, sono io la preda e non il cacciatore... divento questa volta io la vittima dell'eccitazione per primo.
E mi piace, cazzo se mi piace (ma non lo ammetterò mai ad alta voce), anche se comunque preferisco avere io in mano le redini della situazione; c'è qualcosa di eccitante nel poter far perdere nella libidine l'altro...

Ma le scosse di eccitazione raggiungono la spina dorsale e percorrono tutta la schiena, che inarco leggermente alla ricerca di più (più contatto, più eccitazione, più schiena inarcata; un circolo vizioso), e vanno anche verso il basso ventre, eccitandomi fra un suo morso per il busto e l'altro.

Arriva con la bocca sopra l'elastico dei jeans, da cui toglie la cintura e sgancia il primo bottone celermente, per poi mugolare: <Kacchan> con voce supplicante. Alzo la testa quanto basta per vederlo e... oh cazzo, Izuku vuole farmi venire con ancora indosso i boxer.
Con un sorriso mefistofelico riesce a prendere fra i denti la zip dei miei jeans e la tira giù, usando poi le mani per sfilarmeli del tutto, con io che lo fisso perso.

Poi passa ai boxer, sempre riuscendo ad afferrarli per l'elastico con i denti (ma che cazzo?! Si è allenato?!), tirandoli giù con una lentezza esasperante, mentre lascia piano piano, centimetro per centimetro, la pelle scoperta.

Il problema non è tanto i denti che tirano giù i boxer che, okay, è sensuale... ma è il resto.
Il suo naso e i suoi capelli continuano a sfiorarmi il basso ventre ed il cazzo che, già duro, preme per essere totalmente liberato.

Quando lo fa, sento subito le sue labbra a contatto col prepuzio, dando un piccolo (ed umido) bacio alla cappella, mentre mi toglie dalle gambe i boxer con le mani.
Mi sorride ancora una volta come un piccolo diavolo, per poi leccare solamente la punta, continuando il contatto visivo.
Quelle iridi che nella penombra della sera brillano di un verde ammaliatore...

Gemo, non riuscendo a mettere in tempo una mano sulla bocca, mentre Izuku continua a stuzzicarmi con le sue dannate e bravissime labbra, fra piccoli baci umidi e veloci leccate.
Ad un certo punto ridacchia e prende in bocca il mio cazzo senza preavviso e l'aria mi sibila fra i denti, mentre la sua calda bocca mi circonda il pene.

Cazzo... oggi vuole proprio farmi gemere come una puttanella questo qua...

Inizia a leccare come può il mio pene con la testa ancora ferma, mentre mi massaggia i testicoli con una mano, come se già la sua merda di bocca (cazzo, è diventato fin troppo bravo negli anni...) non bastasse, facendomi continuare a gemere come una puttanella senza ritegno.

Poi inizia a fare su e giù con la testa... e per me è la mia fine.
Succhia il mio cazzo mentre va lentamente su e giù, usando la lingua tutto il tempo, mentre non smette di fissarmi e giurerei che sta sorridendo nonostante tutto; divertito dal vedermi così vulnerabile sotto il suo volere.

Con la mano libera risale il mio petto con esasperante lentezza, per poi prendere un mio capezzolo fra indice e pollice e sfregarlo piano, per poi stringere di più le sue labbra attorno il mio cazzo, aumentando di velocità.

Stringo tra i pugni un po' di lenzuolo mentre gemo e, ad un certo punto, vengo prima che possa anche solo avvertirlo. Si stacca subito, con le guance leggermente gonfie, prima di ingoiare e passarsi il dorso della mano sulla bocca.

Poggia i gomiti ai lati dei miei fianchi e si appoggia al mio basso ventre, mentre io cerco di riprendere fiato e riacquisire un po' di raziocinio, perso quanto sono nel post orgasmo.
<Ed ora... vuoi continuare o ci fermiamo qua coi giochi, Kacchan?> mi chiede con gli occhi da cucciolo, mentre la sua faccia è ancora sul mio basso ventre e la sua guancia sfiora il mio cazzo.

Un unico, grande, eccitante ossimoro.

Spalanco un po' gli occhi quando mi rendo conto delle sue parole.
<Col cazzo!> ringhio, mettendomi seduto e prendendolo per le spalle, tirando lui verso la testata del letto e facendolo scontrare contro il materasso.
Lo status quo delle cose è tornato normale: lui sotto ed io sopra, lui preda ed io predatore, lui vittima ed io aguzzino.

<Adesso i giochi li dirigo io!> esclamo, mentre mi avvento sulle sue labbra e faccio andare subito le mie mani sulle sue spalle, dove sfilo la canottiera leggera, per poi passare ai passanti di pelle, aiutato nei movimento dallo stesso Izuku, che pare avere più fregola di me di arrivare al sodo.

Ma, oh-... 
Adesso tocca a me divertirmi, Izuku caro-
Dovresti sapere che, a giocare col fuoco, ci si fa male-

Inizio a torturarlo sul collo, mentre anche il suo petto viene liberato da quei pezzi di pelle finta, d'intralcio col mio lavoro, e faccio vagare le mie mani sul suo petto, prendendogli fra le dita un capezzolo, giù turgido, sfregandolo piano.
Izuku inizia ad avere il respiro esageratamente affannato e tra i sospiri gli scappa qualche gemito mentre, ad occhi chiusi, cerca il mio viso con le sue mani, con io che sto lo sto ancora assaltando sul collo.

Izuku è molto sensibile e ciò, ogni volta, mi spinge sempre a fare di più, incitato dai suoi gemiti.
Mi abbasso ancor di più con il viso, andando contro la sua volontà, giusto per fargli un dispetto (impara a farmi stare sotto anche per poco). Sono con le labbra sulla sua clavicola ed inizio a mordere un po' tutta la pelle lì attorno, anche proprio sulla spalla e sull'attaccatura col collo, tanto perché così tutti quei coglioni che continuano ad adocchiare il mio Izuku sapranno che è già occupato.

<Ka-... ka-...> balbetta fra i gemiti di piacere, alzando leggermente la testa ed apre gli occhi, cercandomi. Il suo sguardo è annebbiato, è palese, è la mia vittima (e non può immaginare quanto questo mi inciti ed ecciti ancor di più).
Una mano l'appoggio sul suo mento e, tenendoglielo fermo, inizio a baciarlo su tutto il volto (approfittandone per mordergli il lobo dell'orecchio) eccezion fatta per le labbra, dove vorrebbe.

<Ca-cattivo...> mugola a bassa voce mentre io ho ripreso a morderlo sul collo, appena sotto al mento che ancora tengo fermo. Ghigno e, mentre l'altra mano si occupa di levargli l'intimo, commento: <Ma è questo che ti piace di me...>
<N-no...> prova a ribattere debolmente, per poi emettere un gemito più lungo ed acuto.

La mia mano gli ha abbassato le mutande quanto basta per prendergli il cazzo in mano e iniziare a stuzzicare col pollice il prepuzio.
Inizia a gemere con più lascivia, mentre alza i fianchi, come a chiedermi implicitamente di più.

<Vuoi ancora negare che non ti piace?> gli fiato nell'orecchio, mentre lo sento tremare leggermente dalla pelle d'oca. Lui si gira verso di me (ho tolto la mano perché volevo toglierli totalmente quelle mutande d'intralcio in fretta) e mi bacia, poggiando le sue mani sulle mie guance.

Io gliele afferro e le stringo, mentre continuo a baciarlo, a cavalcioni su di lui, entrambi nudi ed eccitati.
Non vedo l'ora di andare più in là.

Mi stacco leggermente da lui e gli premo tre dita davanti le labbra.
Mi guarda interrogativo prima di sussurrare: <C'è... del lubrificante.>
Ghigno e rispondo: <Oh, ne sono certo, ma qui si fa a modo mio> e prima che possa replicare inizio a fargli una sega con la mano libera.

Spalanca la bocca, gemendo, prima ancora che se ne renda conto ed io approfitto per infilargli le dita in bocca. Prima mi guarda male e mordicchia leggermente le mie dita, ma poi, con io che continuo a stuzzicarlo là sotto, la sua rabbia scompare e fa il lascivo.

Inizia a succhiare e leccare le dita con fretta ma senza fare, credo (suppongo?), un lavoro pessimo. Viene sulla mia mano ad un certo punto e, nel mezzo del suo culmine, gli tolgo le mani dalla bocca. Neanche gli lascio il tempo di riprendersi dall'orgasmo che lo bacio con la lingua, mentre pulisco la mano sporca di sperma nelle lenzuola (tanto, in un modo o nell'altro, finiranno a pulire).

Nel bacio, mi spingo un po' più in basso col bacino, finendo tra le sue gambe, facendo alzare con la schiena Izuku per proseguire il bacio. Mi stacco da lui e, ghignante, gli poggio un ginocchio sulla mia spalla, con anche lui che tenta di allargare le gambe il più possibile.

(Bella vista, non vedo l'ora di entrarci)

Infilo un dito e, prima, Izuku pare rigido all'intrusione ma cerco di rilassarlo sporgendomi verso di lui e baciandolo a fatica. Presto aggiungo un secondo dito e sento che stanno davvero strette dentro di lui. Continuo a baciare Deku mentre provo a sforbiciare dentro di lui.
All'inizio sento che geme di dolore, ma dopo poco quel dolore diventa piacere e, allora, provo ad infilare il terzo dito.

Prima si irrigidisce, come ha già fatto, ma poi si rilassa e si perde nel piacere del momento.
Quando il suo buco mi pare sia abbastanza allargato, tolgo le dita da dentro di lui (che asciugo velocemente nel lenzuolo).

Gli apro meglio le gambe e mi metto sull'altra spalla l'altra gamba.
Deku alza leggermente la testa e mi guarda.
C'era già silenzio (a parte quando gemevamo), ma adesso pare che proprio una cappa di mutismo sia calata su di noi e non ne capisco davvero bene il perché.

E sento dentro una sorta di ansia crescere.
Perché ce l'ho?
Di cosa ho ansia (o paura)?

Izuku mi sorride dolcemente e mi afferra una mano che era già sui suoi fianchi.
Me la stringe dolcemente e sussurra: <Sono in ansia anch'io: potrebbe essere un disastro o una cosa fantastica come prima volta. Ancora non lo so, ma so che mi andrà bene comunque perché è con te> e mi sorride un po' più apertamente.

Cazzo, sa sempre come toccare le note giuste.

Gli restituisco la stretta, prima di rimetterla sul fianco ed inizio ad entrare in lui, lentamente (non voglio far cazzate nella fretta).
Deku geme e, purtroppo, dal dolore, ma pare trattenersi. Vorrei baciarlo ma, da questa posizione, mi è un po' difficile.
Entro totalmente in lui con difficoltà e, porca puttana, quanto cazzo è stretto!
Tutta la preparazione che gli ho fatto non è servita ad un cazzo (letteralmente)!?

Sento che Izuku respira affannato ma cerca ancora una volta una mia mano e me la stringe. Alzo lo sguardo su di lui e vedo che è deciso. Vuole andare fino in fondo e continuare.
Alzo la mano che è unita alla sua e gli lascio un piccolo bacio sul dorso mentre, tenendomi con l'altra, esco di poco per poi rientrare.

Deku geme di dolore, piano, mentre mi strizza forte la mano. Vorrei sentirmi dispiaciuto e preoccupato, o almeno quanto vorrei, ma il suo corpo è così caldo e stretto e sento delle scariche di eccitazione ad ogni piccolo movimento: sto iniziando a perdere il senno, ottimo.

Lo rifaccio ancora, uscendo un po' di più e do un colpo un po' più forte.

Sento altre scariche pervadermi mentre Izuku mi stringe ancora la mano dal dolore, ma inarca leggermente la schiena. Mi si illuminano gli occhi e, prendendo la mano che ho ancora unita con Izuku, gliela bacio e sussurro: <Fra poco il dolore sparirà.>
Lo vedo annuire e mi lascia dolcemente la mano, con io che do un quarto affondo.

E poi un quinto. E dopo un sesto. Successivamente un settimo.
E continuo con più forza ed intensità mentre sento l'eccitazione pervadermi. Izuku, intanto, ha iniziato ad avere il respiro affannato e geme, all'inizio piano per poi aumentare di volume, godendo, spingendo i fianchi verso i miei.

Stringe tra le mani le lenzuola, tirandole, mentre inarca di più la schiena, balbettando tra i gemiti: <Di-di p-p-iù!> e io non mi faccio pregare, mentre inizio ad aumentare la velocità e la profondità.

Devo aver colpito il "punto giusto" perché Izuku inizia a gemere con più forza e allora cerco di colpire ancora quel punto, mentre le scariche di piacere continuano a passarmi con velocità per la schiena, mentre Izuku geme sempre con più voce(ah, vicini, beccatevi questo per tutte le volte che da piccolo mi avete rotto i coglioni tra mogli, amanti e amanti delle mogli!).

Ad un certo punto viene tra i nostri petti e si rilassa, mentre io vengo dentro di lui poco dopo.
Esco da lui, rimanendo seduto tra le sue gambe, mentre sono ancora affannato.
Lui sta fissando lo spoglio soffitto di camera mia ad occhi chiusi, mentre cerca di regolarizzare il respiro. Non avevo notato per bene quanto le sue guance fossero rosse, mentre le lentiggini paiono scomparire in quell'unico manto bordeaux.

Lo sovrasto, senza appoggiarmi su di lui, e mi puntello coi gomiti ai lati della sua testa, baciandolo delicatamente sulle labbra.
Solleva le palpebre ed incontro le sue iridi verdi che mi fissano da così vicino, prima di aprirsi in un piccolo sorriso.
<Piaciuta la serata?> mi chiede.

<Non potevo avere di meglio> commento, baciandolo ancora una volta, ma questa volta con la lingua; languido e lento, senza fretta. Mi stacco dopo una ventina di secondi e, ancora vicini coi visi, chiedo: <Come ti senti?>

Pare rifletterci un po' su prima di dire: <Affannato, stanco, un po' dolorante sul fondo schiena, ma... appagato. Ed è questo che mi piace> e mi bacia dolcemente, un semplice stampo, soffiandomi poi sulle labbra: <E tu?>
<Stanco ma appagato anch'io e... anche sudaticcio. Non pensavo che farlo fosse così impegnativo.> rispondo.

<Allora dovremmo fare l'amore spesso, sai, per fare un po' di allenamento in più...> commenta, alzando una mano verso il mio volto, carezzandomi lo zigomo, con un sorriso malizioso in volto ma le guance ancora rosse, questa volta dall'imbarazzo.
<Mi stai invitando a fare un secondo round?> chiedo, a mia volta malizioso.
<No, no! Cioè, per oggi sono a posto così. Ora voglio solo farmi una doccia e guardare qualcosa in TV> fa.

Io sbuffo e, alzandomi da sopra di lui, commento borbottando: <Ti va letteralmente di culo che mi è piaciuto e che sono un po' troppo stanco per ribattere...> mi alzo in piedi, dirigendomi nudo verso la porta.

Mi giro e lo vedo ancora sul letto, disteso, a fissarmi.
<Che c'è? Non vieni a farti la doccia con me?> gli chiedo.
<Vorrei... ma la schiena mi fa molto male...> risponde, sviando poi il mio sguardo.

Mi avvicino e lo aiuto a mettersi seduto e poi ad alzarsi, mentre geme dal dolore.
<Sei proprio una femminuccia lamentosina a volte...> commento.
<Anche tu non è che sei stato proprio gentile.> replica.

<Nonostante mi sia piaciuto, tu hai iniziato tutto questo, tu mi hai spinto ad andare avanti e tu mi hai incoraggiato.>
<Touchè.>
<Ora parli pure tu la lingua dei croissant?>
<Nah.> e ridacchia.
Lo guardo e sorrido leggermente. 

Lo amo quando fa così.
Lo amo quando si comporta a modo suo.
Lo amo quando fa qualsiasi cosa.

Lo amo perché è lui.

<E poi ammettilo che un po' ti piace il mio essere un po' bastardo, in quel caso.> replico, poggiandogli la mano sul fianco, mentre stiamo uscendo dalla mia stanza.
<Sì, è vero, un po' mi piace...> ammette, dandomi un ulteriore bacio.



N/A: e finito pure il capitolo extra con lo smut, gente!
Ma non andatevene, che fra poco (o c'è già, dipende da quando lo state leggendo) c'è lo speciale del Q&A!

Andate a leggerlo perché ne vale la pena -almeno per me-!

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