Gemapp. #1
(Non prendete questa cosa sul serio xD . Sono solo io che ho dei problemi lolololol)
Guy
Era fastidioso trovarsi così, a scrutare gli alberi di ciliegio in fiore, mentre avanzavo verso la scuola a grandi passi, lasciando che le mie dita giocassero con qualche ciuffo di capelli.
Era abbastanza presto, quindi potevo stare tranquillo almeno del fatto che non avrei dovuto scusarmi per il ritardo.
L' istituto maschile che avrei iniziato a frequentare era abbastanza popolare e costoso, me ne rendevo ben conto e trasferirsi ad anno giá iniziato, non era stata proprio una genialata, ma non avevo potuto fare altrimenti.
Ero praticamente stato costretto, altrimenti tutto sarebbe tornato come prima, o forse anche peggiorato in effetti.
Già, se fossi rimasto in quella casa un attimo di più, avrei finito quasi per soffocarvi dentro per colpa sua.
Scossi il capo, afferrando involontariamente un petalo di quelle delicate piante, trasportato dalla corrente fino alla mia mano.
Lo scrutai a lungo, concentrato, lasciando che potesse tornare a volare via con la corrente, prima di alzare lo sguardo e sgranare gli occhi.
Una ragazza.
Di fronte a me vi era una ragazza.
Era bellissima, i capelli rossi le scendevano a boccoli per la schiena, di una tonalità che sembrava fiammeggiare.
I suoi occhi occhi verde smeraldo scontrarono i miei in meno di tre secondi, prima che li ritirasse, allarmata e si girasse di scatto a fissare alle sue spalle e si mordesse il labbro.
Indossava un vestito rosso, scollato, che scendeva con un corpetto, con un fiocco che si allacciava alla vita e con una gonna baldanzosa seguita da uno strascico.
Ai piedi calzava dei delicati sandali col tacco che si intrecciavano alla caviglia.
-Principessa Fireburns ! Non scappi!-
La ragazza si irrigidí, girandosi per un attimo ancora e poi partendo a tutta birra, schizzando via, mentre due uomini , poco dopo, la seguirono, correndole a dietro.
Una tale scena mi privó di anche solo un pensiero sensato, sostituendolo con un unica domanda.
"Cosa ci fa una ragazza in un liceo maschile?!"
***
-Ehi, sembra che ci sia un nuovo iscritto al nostro anno ! Prima l'ho visto insieme al rappresentante degli insegnanti in sala professori! Quando sono andato a prendere il registro-
-Chissà come mai ha cambiato liceo dopo due mesi dall'inizio dell' anno...-
-Avrá avuto problemi dov'era prima?-
-Ehi, senti, ma com'è? -
-Beh, ecco... io l'ho visto di schiena-
-Idiota, potevi avvicinarti e cercare di vederlo meglio!-
-Con vicino il rappresentante? No, grazie-
"Ma quanto parlano" pensai immediatamente, riuscendo a captare la conversazione di alcuni alunni di una delle classi a cui ero passato affianco, mentre procedevo nei corridoi con, appunto, il rappresentante davanti.
Era un uomo alto, sulla trentina, i capelli tenuti in una piccola coda castana, dagli occhi gialli.
-Ormai le attività scolastiche sono iniziate, l'orientamento sarà un po' difficile... farai un po' fatica ad integrarti...- inizió, prima di girarsi e squadrarmi in maniera sospetta.
Fin troppo, sembrava che usasse i raggi x.
Continuó a fissarmi un po' troppo a lungo, cosa che mi fece rizzare i capelli sulla nuca.
-Che... che c'è? -
-Peró... Guy, sei molto carino, lo sai?-
Sudai freddo a questa affermazione, iniziando a preoccuparmi.
-C-che?-
-Nella scuola di prima dovevi essere popolare-
-Sí ma... perché queste domande?-
Lui si acciglió, portando la mano al mento.
-Pensandoci meglio, non credo che avrai problemi, anzi, credo ti accoglieranno con grande entusiasmo-
-Eeh? Non sono mica una ragazza! Perché dovrebbero?-
-Guy, questo é un istituto maschile privato, qui le cose non funzionano come in una qualunque scuola-
Più parlava e più la situazione mi puzzava di bruciato.
C'era qualcosa di decisamente fin troppo bizzarro per i miei gusto.
Sospirai.
"Non sono altro che un altro maschio qualsiasi che si unisce al branco di rumorosi ragazzi giá presenti... perciò, perché dovrebbero essere entusiasti? Certo, se assomigliassi a quella ragazza..."
Immediatamente mi balenó la sua immagine nella testa e ció mi portó a riscuotermi, a disagio.
Raggiungemmo la porta della classe, la prima D.
-Dunque...- l'uomo la aprí, facendo capolino nell'aula -Vi presento il nuovo arrivato... avanti Guy-
Passai anche io nella stanza e appena fui dentro, tutti i ragazzi iniziarono a borbottare, dapprima sottovoce, poi alzandola man mano.
-Silenzio! Lui é Nightshadow, si é appena trasferito. Sono certo che andrete d'accordo-
Passai lo sguardo sulle teste dei ragazzi che riuscivo a vedere, alzando il sopracciglio.
-Mi chiamo Guy Nightshadow, piacere. Spero di poter fare amicizia con voi-
E ripresero a borbottare, senza tregua, sembravano davvero molto entusiasti.
Anche troppo.
-Tu! Warmwind-
Immediatamente un ragazzo dai capelli blu scuro e gli occhi viola si alzó dal proprio posto.
Appena lo fece, tutti si zittirono.
-Sí?-
Il rappresentante tornó a guardarmi -Lui é il capoclasse, Warmwind... Warmwind, occupati di lui-
-Sí- asserí, accennando un sorriso pacato.
Al momento, era l'unico normale, o così sembrava, che avevo incontrato e pareva anche un tipo tranquillo.
"Meno male, iniziavo a pensare che fossero tutti strani qua dentro"
-Nightshadow, se hai domande, chiedi a lui-
Il ragazzo si mise seduto e appena lo fece, i ragazzi presero a confabulare sottovoce.
"Perché fanno tutto sto' casino?"
-Ehm... state calmi! Così Nightshadow inizierà a preoccuparsi-
"Veramente sono già preoccupato... e tanto" pensai, ma non lo dissi, tornando a guardarmi attorno.
-Ti affido a Warmwind, così andrà bene, hai capito Nightshadow? -
"In realtà non credo di aver capito proprio niente, seriamente ... ma perché sono tutti sconvolti?"
-Siediti in quel banco, l'ultimo di questa fila...-
"Per fortuna Warmwind sembra un tipo a posto"
Mi avvicinai al posto che il rappresentante mi aveva indicato e notai il mio vicino di banco, paralizzandomi automaticamente.
-Ciao, vicino, io sono IcepIcepower Icepower! Piacere-
"Una ragazza?!"
Aveva i capelli biondi, abbastanza lunghi e gli occhi azzurro ghiaccio.
E nonostante si potesse scambiare in tutto e per tutto con una donna... portava l'uniforme maschile.
-Ah... ciao... piacere-
Lui prese a guardarmi con un espressione interrogativa.
Forse perché lo stavo fissando, immobile, davanti al mio posto.
Forse perché lo stavo guardando con l'espressione di chi vedeva un fantasma.
Già.
Forse.
Mi sedetti, sospirando.
"Certo che sono tutti molto strani... che sta succedendo? E poi... non pensavo potessero esistere dei ragazzi così androgeni da sembrare femmine.
Sembra una perla in un letamaio.
Chissà se si trova bene qui
Di solito i tipi effemminati come lui sono sempre presi di mira"
-Icepower! Nightshadow alloggerá nel dormitorio, gli puoi dare una mano? Visto che lui é cosí... immagino avrà la stanza vicino alla tua-
"Così come, scusa?"
Il biondino mi lanciò un occhiata pensierosa
-Capisco-
"Io invece non ci sto capendo niente! Troppe persone che mi fissano, allusioni impossibili da comprendere e fin troppo entusiasmo... si può sapere cosa diamine sta succedendo?"
---
"Ammazza..." pensai istintivamente, fissando il mio compagno di banco.
Era l' intervallo e, invece di essere vittima di bullismo, come avevo pensato, era circondato da ammiratori che cercavano di invitarlo a pranzare con loro.
"Sembra una star protetta da guardie del corpo... "
-Nightshadow?- una voce mi prese alla sprovvista, siccome ero così perso dai pensieri da non accorgermi del ragazzo, quello dai capelli blu, che mi si era messo davanti al banco.
-Ah... Warmwind-
-Come fai per il pranzo? Hai qualcosa? Se non ce l'hai ti accompagno alla mensa o al negozio di alimentari... dimmi tu-
-Io non ho portato niente, vada per la mensa o il negozio-
-Ok, andiamo...- risposi, accennando un sorriso
"Sí, sembra proprio un tipo apposto"
Mi alzai, seguendo il blu, continuando a guardarmi attorno, perplesso, lanciando un ultima occhiata al biondino alle mie spalle.
-Intanto ti spiego com'è fatta la scuola...- inizió lui- In questo edificio ci sono, per ogni anno, le aule in un piano preciso, in un unico, infatti le prime sono a piano terra...-
Mentre mi raccontava le posizioni precise di qualsiasi parte della scuola, ogni volta che incontravamo qualcuno, la persona faceva un leggero inchino, portando il blu a ricambiare con un gesto rapido del capo.
"Perché tutti salutano Warmwind inchinandosi?!" pensai, sudando freddo
-...Qui in fondo c'è il negozio... ci sono anche vari distributori, la mensa é su, dove vuoi andare?-
L' idea di continuare ad incontrare persone che facevano dei leggeri inchini ogni volta che ci incontravano mi stava nettamente imbarazzando.
Non aveva assolutamente senso.
Forse era meglio cercare di incontrare meno alunni possibili.
-Prenderó un panino dall' alimentare...-
-Warmwind-
-Signor Warmwind!-
" Signor Warmwind?!"
Scioccato per l' appellativo, osservai il ragazzo che gli aveva dato del 'signore' .
Era alto più di noi e sulla sua divisa vi era scritto che era di seconda, ovvero aveva un anno in più rispetto a noi due.
-Ah! Il Signor Warmwind- interruppe un altro, mentre ragiungevamo il negozio.
-Eh? Il Signor Warmwind che viene al negozio?-
-Signor Warmwind, che piacere vederla- saltó su un secondo, il quale era davanti alla cassa.
-Warmwind...- borbottó un terzo, immediatamente interrotto.
-Porta rispetto!-
-Oooh ! Signor Warmwind! -
Più procedevamo tra i corridoi o salivamo le scale -avevo comprato qualcosa il meno caro possibile all'alimentare, il giusto per mettere qualcosa sotto i denti- più gli davano del Signore portandomi a iniziare a chiedermi cosa diamine stesse accadendo e soprattutto, se tutto ciò fosse normale .
Anche se, la risposta la sapevo già, dopotutto.
No.
***
Eravamo saliti sul tetto della scuola per mangiare, e nonostante avessi una certa fame, non riuscivo a farcela proprio.
Ero abbastanza sconvolto, agitato e nervoso, da quando ero arrivato qui, proprio non ci capivo nulla.
Era frustrante.
-Warmwind, posso farti una domanda?- chiesi.
-Eh...? Dimmi pure- rispose, guardandomi negli occhi con un espressione abbastanza confusa.
"Il confuso sono io, non te"
-Sei tu che comandi in questa scuola? Sei una specie di boss? É per questo che il prof mi ha raccomandato a te?- domandai, in un sussurro, con preoccupazione, guardando il blu cambiare totalmente espressione, diventando completamente rosso in viso.
-Ma no, che dici ?! Sono un comunissimo studente di primo anno !-
-E allora perché i tuoi coetanei e anche quelli più grandi si inchinano al tuo passaggio ? Perché ti chiamano "Signore" e ti danno del lei ?! Non é affatto normale ! Come fai a dirmi che sei un semplice studente?!-
La tonalità del rossore delle sue guance aumentava di secondo in secondo, mentre sembrava cercare le parole con cui esprimersi.
-Quello che hai visto prima é vero, ma giuro che sono uno studente come gli altri! Ti spiego... Vedi, ho un fratello maggiore che si é diplomato prima che frequentassi questa scuola... era molto popolare e decisamente affascinante... tutti lo chiamavano Signor Sakamoto e lo veneravano come un dio sceso in terra... per questo, nonostante non gli assomigli affatto, tutti mi trattano come lui-
-... Ah-
"Ecco chiarito il mistero "
-Un ragazzo così bello da essere considerato un dio... non riesco ad immaginarlo- sbottai, passandomi una mano tra i capelli.
-Ehm... é vero che era attraente, ma lui era venerato così perché... questa scuola é un po'... particolare, ecco. Come uno spazio distorto-
-Uno spazio distorto?!- spalancai la bocca dalla sorpresa, guardando il blu, scioccato -Non mi dirai che in questa scuola ci sono alieni o fantasmi !-
-Non in quel senso- ribatté, con un sospiro amaro e un espressione desolata -Essendo una scuola maschile, senza ragazze, gli studenti hanno la tendenza a sfogare le loro emozioni in un modo... abbastanza fuori dal comune.
In pratica, cercano qualcuno che possa incarnare l'oggetto dei loro desideri...-
-Ah! Allora Icepower é... ho capito-
-Già-
-Quindi tu dici che prima o poi anche io finiró per diventare un disperato come loro? Beh, perché in questo caso, ti sbagli!-
-Beh, in questo hai ragione... ehm... anche se... nel tuo caso...-
La sua espressione era decisamente un mix di disagio e una certa timidezza... ma non bastó a placare il mio nervoso, che mi portó a guardarlo nettamente storto.
-Nel mio caso, cosa ?! É da stamattina che tutti mi fissano, non ti ci mettere anche tu-
Cercó di accennare un sorriso rassicurante -Okay... ehm... devi sistemare molte cose nel dormitorio scommetto! Mangia, sennò facciamo tardi. Ti faró vedere il resto della scuola dopo-
***
Le voci degli studenti correvano tra i lunghi corridoi della scuola, alcuni che mettevano via dentro agli zaini i propri materiali, altri che già erano pronti ad uscire.
Io e Warmwind avevamo concluso il giro e lui mi aveva portato dal mio vicino di banco, il biondino.
Se ne stava seduto composto affianco agli spalti, con le gambe incrociate.
Appena ci vide, si alzó.
-Gli hai fatto fare il tour dell' istituto?-
-Sí, adesso lo affido a te-
-Grazie, a domani-
Il blu si allontanó alla svelta, uscendo dalla scuola.
Io e il biondino rimanemmo in silenzio per qualche minuto, prima che lui si portasse la cartellina alla schiena.
-Scusa, abbiamo fatto tardi- dissi, mordendomi il labbro.
-Figurati, avevo da fare anche io... allora ti accompagno al dormitorio-
---
Io e Icepower avanzavamo abbastanza spediti per raggiungere il dormitorio, entrambi persi nei pensieri, mentre il ronzio degli insetti accompagnava la nostra avanzata.
Era così strano averlo affianco, siccome assomigliava davvero tanto ad una ragazza.
Probabilmente doveva sempre venire scambiato anche in giro per i negozi o in generale in qualsiasi posto decidesse di andare.
-Le tue valige arrivano oggi?- chiese improvvisamente, rompendo quella coltre di silenzio a cui cominciavo in un certo senso ad abituarmi, guardandomi dritto negli occhi – In genere i bagagli arrivano nel dormitorio prima di cominciare a frequentare la scuola...-
-Il mio è stato un trasferimento abbastanza frettoloso- risposi, cercando di non prendere un tono incerto.
-Capisco- e tacque di nuovo, assumendo un aria più che illeggibile.
Più lo guardavo e più pensavo di non avere la più pallida idea di cosa gli passasse per la testa, al contrario di Warmwind, che era un libro aperto in fatto di emozioni e che, nonostante la storia del signore, sembrava anche piuttosto simpatico e amichevole.
Mi venne improvvisamente in mente la storia che mi aveva lasciato in sospeso, quella del 'mio caso'.
''Forse lui ne sa qualcosa'' pensai, tornando a fissarlo.
Il problema più grande era come chiederlo, perché non riuscivo a ideare una maniera giusta per formulare la frase.
Era comunque un rompicapo, tutti sembravano nascondermi qualcosa sul mio conto e per fare sputare il rospo, o aspettavo che me ne parlassero seriamente, o sarei stato costretto a cavare fuori l'informazione a forza, cosa che non mi ispirava molto, o altrimenti stavo pur fresco e continuavo la mia vita da liceale a cercare di indovinare.
''Certo che siamo solo al primo giorno e sono già teso... non è possibile continuare in questa maniera! Finirò per avere un esaurimento".
-Senti Icepower... ho una cosa che vorrei chiederti-
Attirai immediatamente la sua attenzione, portandolo a guardarmi con espressione interrogativa.
-C'è una cosa che Warmwind voleva dirmi riguardo a me, ma prima che potesse dirmelo si è interrotto, sai per caso cosa possa essere?-
Lui continuò a guardarmi interrogativo, inclinando appena la testa.
-Cosa?-
''Okay, detto così non ci si capisce proprio niente''
Sudai freddo, sospirando appena –Lascia perdere- borbottai, arrendendomi.
''Forse è meglio evitare... tanto probabilmente, o almeno spero, verrà fuori''
Continuammo a camminare in silenzio fino a raggiungere un edificio, non particolarmente grande o bello, ma abbastanza per essere il dormitorio, cosa che portò il biondo a farmi strada.
Entrammo, trovandoci davanti una stanza abbastanza grande, con il pavimento in piastrelle che formavano una decorazione abbastanza gradevole da osservare.
-Ecco le valige, sono arrivate- disse, indicando le mie borse che erano appostate all'angolo della stanza, quasi accasciate l'una sull'altra – Ma prima, dobbiamo decidere in che stanza metterti... andiamo dal responsabile del dormitorio-
Afferrai le borse e lo seguii su per le scale, superando diversi corridoi e spesso svoltando in altri, fino a raggiungere quella che pareva una stanza di vetro, uno studio con il muro adornato di chiavi e una scrivania piena di cianfrusaglie varie.
-Chissà se è già arrivato- borbottò sottovoce, prima di voltarsi verso un corridoio opposto a quello da cui eravamo arrivati.
Seguii la direzione del suo sguardo, vedendo un uomo dirigersi verso di noi.
Aveva i capelli verdi e gli occhi arancione ambra, un fisico muscoloso, coperto da una felpa smeraldo e dei jeans.
Tutto il contrario rispetto a noi, costretti ad indossare una divisa nera come la pece.
Non che non mi piacesse, per carità, almeno non ero costretto ad indossarla di altri colori troppo accesi come avevo visto in altre scuole, tipo una che era di un giallo talmente tanto acceso che mi aveva dato sui nervi.
Appena ci si avvicinò, sorrise.
-Ciao! Ho sentito parlare molto di te stamattina, ti chiami Guy, giusto?-
-Morgan, quinto anno, sono il responsabile del dormitorio, se ti serve qualcosa, chiedi pure!-
-Certo, grazie mille-
Icepower si avvicinò a Morgan –Immagino che la sua stanza sia una di quelle in fondo, sbaglio?-
-Già, credo proprio che uno come lui debba farlo-
''Ancora con questa storia?!''
-Una è già occupata da te e Task...-
-Sì, ma quell'altra è vuota-
''E rieccoci con questi discorsi indecifrabili e incapibili... non è possibile''
-Ma visto che è nuovo, forse sarebbe bene che o te o Task cambiate stanza e andiate nella sua-
-Beh, io sono nella sua stessa classe, quindi non credo ci sarebbe un problema-
-Per me va bene-
-Prima penso che dovremmo chiederlo a Task... se io rimango con Nightshadow, sarà lui a rimanere da solo in camera-
-Sì, andiamo prima da lui-
-Ehem... scusate ma...- iniziai, seccato –Mi potreste spiegare di cosa diamine state parlando? Per favore- li pregai, alzando le sopracciglia.
I due sembrarono ignorare la domanda e presero ad avanzare, sparlottando a bassa voce e io mi costrinsi ad accellerare per raggiungerli e per non rischiare di perdermi in qualche modo.
I corridoi sembravano non finire mai, o così mi parevano siccome la mia testa pullulava di domande e interrogativi a non finire.
''Sto seriamente per diventare isterico'' pensai, sbuffando, sbattendomi in faccia il palmo della mano, deluso.
Quando avevo deciso di cambiare scuola, di certo non avevo immaginato che la storia prendesse questa strana piega che quasi sapeva di complotto.
Ancora preso dai pensieri, affiancato dai due, per poco non sbattei contro la porta aperta di una stanza, dal quale uscì un ragazzo di cui il viso non mi era nuovo.
-Tu?!- quasi urlai, spalancando gli occhi, mentre i suoi occhi verde smeraldo incontravano i miei e assumeva un espressione tale e quale alla mia.
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