26
Cole:
L'allenamento è stato davvero faticoso, i "pivelli" non sono ancora pronti per una battaglia, troppo cocciuti nella loro forma da Lupo e troppo deboli nella forma umana.
Rientro a casa per farmi un bagno, ne ho proprio bisogno per sciogliere i miei muscoli.
Diversamente dagli altri Lupi io amo l'acqua, forse mia madre mi ha trasmesso la sua passione. Lei amava farsi il bagno nel fiume, anche se era una Lupa; mi ricordo i momenti con lei da piccolo, la paura di mio padre ogni volta che lei si allontanava; forse in questo sono simile a lui. La mia gelosia verso la mia compagna è una cosa incontrollabile per me. Anche se so che e al sicuro in questa casa, mi dispiace dovermi allontanare da lei, ma per la prima volta vorrei davvero trovarmi ai confini pur di non fare una pazzia.
Vederla con quella mise cosi trasparente, ha mandato in tilt tutti i miei sensi. Vedere le sue guance diventare rosse, sapere che la sua ingenuità e reale mi rende felice.
Il modo di togliersi la camicia da notte, e cosi dannatamente troppo anche per me, ho bisogno di una via di fuga per non farla diventare mia.
Ho dato la mia parola di non toccarla senza il suo consenso, ma il suo modo di camminare verso quella stupida candela che le ho chiesto di spegnere solo per perdere tempo per calmarmi, mi sta facendo ricredere sulla mia forza di mantenere una promessa.
Il suo gesto di certo non mi ha aiutato, le sue soffici labbra sul mio collo, il suo modo di parlare e tutto cosi eccitante.
Aspetto un po' prima di avvicinarmi a lei, metto la mia mano sui suoi fianchi trascinandola verso di me. La sua camicia da notte e cosi liscia che la mia mano scivolava veloce. Avvicino le mie labbra vicino al suo collo beandomi del suo odore, lei si gira lentamente verso di me, la sua mano si appoggia sul mio petto facendomi sentire tutti i brividi possibili. Cerco di trattenermi mentre la sua mano tocca ogni cicatrice presente nel mio petto.
- questa quando te la sei fatta?- chiede mentre la sua mano si avvicino alla cicatrice vicino al mio capezzolo.
- Avevo dieci anni, volevo lanciarmi dalle cascate ma sono scivolato- dico prima che lei inizi a ridere.
- Ti diverte questa cosa?- chiedo stringendola di più a me.
- N-no e che pensavo che mi parlassi di uno scontro, di una battaglia..- risponde continuando a ridere.
La sua mano scivolo verso il mio fianco sinistro, mi guarda aspettando che le racconti la storia di quella cicatrice.
- Un morso. Il mio primo morso! Avevo dodici anni quando mio padre mi fece sfidare i suoi uomini..-
- Perché?- chiede mentre le sposto una ciocca di capelli davanti al viso.
- Per farmi diventare più forte, dovevo dimostrare la mia forza. Ci ho messo tre anni ad avere il loro rispetto. All'inizio ero solo il figlio del Alpha, ho dovuto combattere, allenarmi, dimostrare cosa valevo- le racconto pensando a cosa avevo fatto per avere il rispetto del mio branco.
- Dove sono i tuoi genitori Cole?- la sua mano ritorno verso il mio cuore, mentre fa dei piccoli cerchi, la mia mente torna al giorno della morte dei miei genitori.
- Ti ricordi del grande inverno gelido? Dovevi avere undici anni se non sbaglio? »chiedo mentre lei conferma »mio padre non disse agli umani che eravamo sotto attacco perché pensava di avere la situazione sotto controllo...-
- E non era così?- la sua mano inizia a giocare con la mia folta barba.
- Diciamo che è una storia lunga... comunque loro sono morti! E dal età di diciott'anni che sono Alpha- dico con un velo di tristezza pensando a come sono morti.
Dei ribelli avevano attaccato la città, volevano entrare nella zona degli umani, l'Alpha che guidava quella ribellione inganno i lupi di mio padre facendoli credere che chiedeva aiutò. Mia madre fu la prima a morire... poco dopo accerchiarono mio padre. Ci vollero dieci Lupi e un'Alpha per ucciderlo. Ricordo quando vidi il corpo di mia madre per terra nuda e piena di sangue. Eravamo dei giovani Lupi pieni di energia e carica pronti a scoppiare, Mark dimostrò la sua amicizia anche in quel caso, la rabbia e la voglia di vendicare la mia famiglia mi aiutò a cacciare i ribelli ed a uccidere l'Alpha, che tempo dopo scopri avere un figlio della mia età, che oggi e diventato l'Alpha dei ribelli ....Marcus.
- Cole. Mi dispiace non volevo...- la bacio in fronte mentre le mie mani iniziano a muoversi su tutta la sua schiena.
- Mi baci sempre la fronte come se fossi una ragazzina!- sbuffa interrompendo il silenzio che era calato dopo le sue domande. La guardo prima di fare un mezzo sorriso, ho dato per scontato che si fosse addormentata, invece e ancora li carica con le sue frecciatine.
La mia mano scende sfiorando il suo bacino, con un colpo secco la stringo ancora di più a me facendole capire determinate cose.
Lei alza la testa, le sue guance stanno per scoppiare dall'imbarazzo, faccio scivolare la mia mano verso la sua gamba, per alzarla e metterla sopra la mia. Do un piccolo bacio sul suo naso, prima di scendere verso la sua bocca.
- Ho fatto una promessa e cercherò di mantenerla ... S o p h i a - dico a denti stretti.
- Perché sono una ragazzina?- chiede mentre io inizio a darle dei piccoli morsi sul labbro.
Se solo lei sapesse quanto mi sto trattenendo, se solo lei leggesse nei miei occhi il desiderio di quanto io la voglio. Tutto mi fa impazzire di lei.
Il suo odore
La sua pelle
Il suo calore
La sua voglia di sfidarmi
Il suo imbarazzo.
Scendo giù con la mia bocca baciando il suo collo, fino ad arrivare vicino al suo orecchio.
La sua mano si infila nei miei capelli mentre la mia mano sinistra sfiora la sua calda pelle.
- La MIA ragazzina-.
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