Capitolo 15.
Harry's POV.
Non so cosa cavolo le ho fatto, per tutto il viaggio Chee non ha fatto altro che fissarmi male e lanciarmi occhiate omicide. Sapevo che sarebbe stato meglio prendere la mia auto, ma quando mi sono svegliato ero troppo stranito e sono caduto ben due volte all'ingresso.
In questo preciso momento i sedili anteriori della stupida Ford di Mitch sono il posto peggiore in cui io mi sia mai seduto, ho un mal di testa e gli occhi iniettati di sangue. Mi passo in modo irritante entrambe le mani sul volto, come a cancellare la mia momentanea faccia di cazzo.
«Credi di riuscire a fare un combattimento decente, Harry?» Mitch mi lancia un'occhiata dallo specchietto retrovisore, i suoi occhi scuri sono leggermente preoccupati.
Sbuffo alzando gli occhi al cielo, non è la prima volta che sniffo un po' prima di un combattimento, sa perfettamente che mi aiuta a calmarmi quindi annuisco e rivolgo di nuovo l'attenzione sulla ragazza.
Sento un sospiro frustato accanto a me, ha tutta la sua attenzione rivolta verso il finestrino calato. Le stringo un ginocchio nella mia grande mano e lei di tutta risposta mi prende il polso e lo allontana senza voltarsi.
«Sì può sapere cosa ti prende?» Le sussurro avvicinandomi facendo modo che Mitchell non mi senta.
Lei non risponde e finge di non essere scossa da quei soliti brividi ogni volta che mi avvicino a lei, è talmente irritante quando fa l'indifferente. Questa ragazza non la capisco, questo stesso pomeriggio rideva e scherzava con me come due "normali amici" e ora invece sembra rivedere in me il mostro dell'armadio, non so davvero come prenderla.
Fingo di nulla e mi volto dall'altra parte, se crede che io sia il tipo che le regala una rosa per farsi perdonare o cazzate del genere non sa con chi ha a che fare. E poi perché dovrei scusarmi? Non ho fatto un cazzo, è lei che perde sangue dalla vagina.
«Siamo arrivati.» Afferma Mitchell spegnendo l'auto.
«Stai fottutamente scherzando?» Inarco un sopracciglio aprendo la portiera per uscire.
«Perché?» Chiede lui stranito, spero mi stia prendendo in giro.
«E' un cimitero!» Esclamo preso male, dovrei combattere contro dei morti?
«E allora? Te la fai addosso Harry?» Non ho mai trovato la voce di Cher più fastidiosa di così.
«Quante volte devo dirti di non parlarmi così?» Sputo tra i denti voltandomi verso di lei.
«Non muovetevi da qui, cerco un parcheggio per l'auto.» Mitch rientra in macchina e dopo un secondo scompare dalla nostra vista.
Nell'istante in cui Cher cammina per entrate nell'isolato cimitero la fermo per un braccio facendola sbattere contro il mio petto.
«Levami le mani di dosso!» Sbotta allontanandosi. Sul serio, sul serio non ci sto capendo niente.
«Perché? Ora vuoi che non ti tocca?» Alzo le mani al cielo e la guardo perplesso.
«Non voglio le mani di un drogato su di me!» Urla trucidandomi con i suoi occhi cristallini.
Faccio un passo indietro aumentando la nostra distanza.
Di nuovo quella parola, sputata dalle sue morbidi labbra, mi fa sentire così stupido e maledettamente indifeso. Come ho fatto a credere anche solo per un momento che a lei importasse di me, che a qualcuno importasse di un tossico pieno di problemi.
«Stammi lontano, ragazzina.» Ringhio e mi volto per camminare, sento una presa sulla mia maglia bianca e mi volto bruscamente allontanandola. «Devi starmi fottutamente alla larga!» Gli urlo e ora è lei ad indietreggiare, come tutti, sapevo che prima o poi sarebbe successo.
«Io non ti capisco, non hai bisogno di quella roba Harry.» Mormora contrariata, nella luce fioca della luna riesco a vederla mordersi quel perfetto labbro tra i denti.
«Quante volte devo dirti che non sono cose che ti riguardano?» Sospiro tirandomi le punte dei capelli.
«Mi importa di te.» Lo dice e mi guarda profondamente negli occhi.
«Non ti credo.» Ammetto svelando un mezzo sorriso.
«Perché non mi credi? Credi sul serio che a nessuno importi di te oltre a Mitchell e tuo padre?» Cerca di rimangiarsi le parole ma è troppo tardi, i suoi occhi sono spalancati e sta desiderando di non averlo detto.
Faccio un passo verso di lei e Cher non si muove, rimane lì finché non siamo di nuovo troppo vicini.
«A mio padre non importa di me.» Le sussurrò e lei sembra tirare un sospiro di sollievo, credo si fosse immaginata che le avrei urlato contro o qualcosa di simile, al dire il vero ero intento a farlo.
«Mi importa sul serio di te.» La sua voce esce dalle sue labbra come un piccolo sussurro. Alza le mani fino a portarle sulle mie spalle, le fa scendere dolcemente lungo le mie braccia come una carezza, nessuno mi aveva mai accarezzato prima. Le sue mani sono calde sulla pelle scoperte e tatuata delle mie braccia, continua ad accarezzarmi i bicipiti e sospirando quando tocca i tatuaggi.
Il suo obiettivo erano le mie mani, quando le stringe nelle sue sento una botta pesante al cuore e cerco di allontanarmi ma lei stringe le due dita negli spazi delle mie mani vietandomi la fuga. Cosa mi sta facendo?
Non so cosa stia succedendo intorno a me, ma per la prima a qualcuno interessa sul serio come mi sento, e io ho un disperato bisogno di baciarla.
Quando mi abbasso per cercare le sue labbra sento la voce di Mitch in lontananza.
«Ragazzi! Qui!» Urla la voce del nostro amico.
Sciogliamo all'unisono le nostre mani e le faccio cenno di seguire Mitch in avanti.
Devo calmarmi un secondo, non ci ho capito nulla e mi sento come se mi avessero squartato in due e visto all'interno. Non so se mi importa di lei, non mi sono mai trovato in circostanze di chiedermi se mi importasse sul serio di qualcuno oltre.. no, non voglio nemmeno pensare a lui.
Mi accendo velocemente una sigaretta e la fumo nel modo peggiore possibile, tossisco come un camionista ma almeno ora mi sento meglio. Dopo averla gettata seguo i ragazzi alla fine della strada che affaccia ad una vecchia scuola la quale ha tutta le finestre distrutte e i muri coperti di scritte, sono tentato di accenderne un'altra ma riesco a trattenermi.
Quando incrocio lo sguardo di Ray mi sta sorridendo contento mentre mi indica di seguirlo, non faccio caso a tutto ciò che mi è intorno vorrei solo evitare di vederla perché ora come ora manderebbe la mia testa a farsi fottere.
Cher's point of view.
Il combattimento sarebbe dovuto iniziare già da una decina di minuti ma l'unica cosa che vedo è un ragazzo che si sta riscaldando da solo dando pugni al vuoto.
Harry non è ancora pronto e io mi sto preoccupando da impazzire.
«Cher?» Sento la mano di Mitch sulla mia spalla e mi volto a guardarlo.
«Dimmi?» Gli domando ma lui nega col capo, sta nascondendo qualcosa e lo sento.
«Nulla..» Sospira e si volta di nuovo nel cerchio nel bel mezzo della palestra.
Il posto come sempre è pieno di gente, Ray non sa proprio cosa significhi organizzare in piccolo o non attirare l'attenzione. Ray è con le spalle al muro mentre parla con un ragazzo pieno di tatuaggi, è vestito di bianco e i suoi capelli biondo oro lo fanno sembrare un angelo: è abbastanza carino.
Finalmente entra Harry e l'attenzione di tutti si basa su di lui e sul suo fisico scolpito, gli addominali sono sporgenti e i capelli tenuti in alto da una specie di elastico. E' così bello da far male agli occhi, diamine.
«E con un po' di ritardo è arrivato anche lo sfidante: Harry Styles!» Dice Ray. Urli fastidiosi si diffondono intorno a noi, per fortuna non sono proprio al centro ma abbastanza avanti da poter vedere benissimo come si svolge.
Mi torturo le mani ogni volta che Trent prova a colpire in volto Harry, l'idiota col piercing al sopracciglio sembra rilassato e non si fa colpire nemmeno una volta. Quando tocca ad Harry fare la sua mossa colpisce Trent diritto in faccia, la quantità disumana di sangue che esce dal naso del ragazzo dai capelli castani chiari è inquietante. Lo colpisce nello stomaco facendolo sbattere contro la follata di gente, tutti lo spingono contro Harry che lo prende per i capelli e gli sferra un pugno dritto sulla spalla.
Trent cade a terra ansimante e con le mani al petto, deve star soffrendo da cani.
Harry mi è molto vicino, quando alza lo sguardo riesce a vedermi e io vedo i suoi occhi velati da un verde oscuro se non nero. Le labbra sono screpolate e hanno perso il loro colore rosso e dolce, vorrei entrargli nella testa.
Harry continua a fissarmi e io fisso lui ad una distanza di due metri, se non fosse per i due ragazzi davanti potrei raggiungerlo e stringerlo forte. Improvvisamente vedo i suoi occhi che mi scrutano tornare della solita tonalità di verde umano, le pupille non sono più dilatate e lui sta ansimando forte. Sembra esserci calmato all'improvviso, non capisco. Mi acciglio e lo vedo improvvisamente fare un passo avanti, i due ragazzi davanti a me indietreggiando facendomi sbattere contro qualcun'altro.
Due forti mani mi spingono in avanti in un modo tutt'altro che amichevole, quasi rude. Finisco praticamente a terra e non riesco a capire cosa sta succedendo introno a me, la gente cammina e continua a muoversi e io non trovo modo di alzarmi.
«Cher! Levatevi coglioni!» Sento la voce di Harry urlare prima che venga in mio soccorso accanto a me, tutti si voltano nella nostra direzione mentre mi aiuta ad alzarmi. «Stai bene?» Mi chiede mentre trucida con lo sguardo il ragazzo dietro di me.
«Sì.. sono inciampata.» Annaspo insicura delle mie stesse parole.
«No, non sei inciampata. Ti ha spinto quel pezzo di merda.» Ringhia sorpassandomi e andando contro un ragazzo biondino dietro di me.
«Hey amico! Io non l'ho toccata quella.» Da come barcolla è evidentemente ubriaco, ha un sorriso sghembo e la maglia bagnata. Gli occhi di Harry tornano di quel colore oscuro mentre prende per il colletto della maglia lo sconosciuto. Sono faccia a faccia e leggo la paura negli occhi di quel tipo.
«Harry lascia stare.» Sembra non sentire il mio tocco sulla sua spalla mentre spinge il povero ragazzo a terra. Non trattengo un urlo quando Harry gli si precipita addosso e lo infilza di pugni, lo tiene per le spalle e lo spinge violentemente contro il pavimento, mi impressiono quando vedo una pozza di sangue intorno alla cresta bionda.
«Smettila.» Gli dice un altro ragazzo prendendo il riccio per spalle, Harry gli da una gomitata facendolo cadere all'indietro. Non c'è traccia di Mitch e io non so come fermare i due ragazzi che si stanno avvicinando ad Harry, entrambi gli prendono le braccia e lo spingono indietro. La faccia di Harry è totalmente contorta in un ghigno di fastidio, la sua ira si svela dietro gli occhi iniettati di sangue e neri.
Il ragazzo che ha ricevuto la gomitata prova a dare un pugno in faccia ad Harry una volta che è a terra, ma lui riesce a prendergli il pugno sul palmo aperto e a ruotare il braccio del tizio in un modo disumano e da brivido. Sento le sue urla di dolore mentre gli prega di smetterla.
Il resto è tutto troppo confuso, vedo tutti prendersi a pugni ed Harry non è più nella mia visuale, non vedo Mitch o Ray e mi sento tremendamente sola e spaventata. Finisco con le spalle al muro e mi siedo a terra con le mani sul viso, ho una strana paura e sento il vuoto nello stomaco, voglio tornare a casa mia tutto questo mi spaventa.
«Piccola, andiamo.» Sento una mano spostarmi le mie dal viso, quando alzo lo sguardo vedo un ragazzo dal labbro rotto e gli occhi chiari. Harry è venuto a salvarmi, ha mantenuto la promessa di non lasciarmi mai più da sola con i miei pensieri. Quando mi alza gli cado direttamente tra le braccia, porto le mie mani sul suo collo e lo stringo a me. Non dovrei farlo, è colpa sua se è successo tutto questo casino ma non posso dire che non sono felice che lui mi ha cercata, mi ha difesa da un biondo impazzito e ha combattuto per prendere le mie difese.
Siamo fuori la vecchia scuola e c'è un casino disumano, gente che corre in ogni dove e macchine che non danno conto alle regole stradali. Harry mi tiene per mano mentre fatichiamo per cercare l'auto di Mitch, ma né di lui né della sua auto c'è ne traccia. Sono spaventata dall'idea di tornare a casa senza di lui.
«Dove cavolo si è cacciat.. oh merda.» Gli occhi di Harry si dilatano alle mie spalle, quando mi guardo dietro vedo due autovetture della polizia venire verso di noi. Stringo forte la mano di Harry e lui fa lo stesso, iniziamo a correre come fa il resto della gente, gli uomini in divisa iniziano a scendere e seguire la maggior parte di noi. Qualcuno deve aver dato l'allarme.
«Harry, il cimitero!» Lo avverto e lui si ferma di scatto dirigendosi al lato opposto verso il campo di morti. Corriamo allungo verso gli alberi e i rami secchi, lui tiene ancora stretto la mia mano e cerca di non correre troppo veloce affinché io gli stia dietro.
Siamo gli unici a camminare da questa parte e nessuno pare averci notato, finiamo in pochi attimi in una specie di piccolo bosco aldilà del cimitero dimenticato dal resto del mondo. Ci fermiamo sotto una grossa quercia ed Harry cade ai piedi di essa con le spalle contro la corteccia, respira a fatica e io lo stesso.
«Come ti senti?» Gli domando mettendomi seduta accanto a lui, ma prima che mi accomodi lui mi prende il polso e mi fa sedere tra le sue gambe.
«Tu stai bene?» Mi guarda attentamente stringendo le sue mani tra le mie, le fisse come per essere certo che non ci siamo ferite, fa lo stesso con le mie braccia e infine mi guarda il viso. Ha il respiro forte e il petto che fa su e giù, abbiamo avuto appena il tempo di recuperare la sua maglia e il cellulare rimasto negli spogliatoi per poi scomparire da quella vecchia scuola.
«Sì Harry, non sono io quella che ha appena rischiato di uccidere mezza Londra.» Lo fisso attentamente studiando la sua espressione.
«Hey, l'ho fatto per te.» Per me.
«Non dovevi, hai rischiato di farti male.» Continuo a riprenderlo.
«Sei così noiosa Chee, ringraziami e basta.» Avvicina maliziosamente le sue labbra al mio viso, mi sfiora la guancia e poi un angolo della bocca.
«Dimenticavo del tuo bisogno di smaltire l'adrenalina.» Lo allontano con le mani sul suo petto, lui intanto ridacchia e mi fa posizionare meglio su di lui: le mie gambe sono ai lati del suo fianco e sono seduta nella posizione peggiore possibile.
«Ho sempre sognato di vederti a cavalcioni su di me.» Mi sussurra nell'incavo del collo.
«Fai ancora questo genere di sogni, Harry?» Gli accarezzo i capelli mentre le sue labbra si occupano del mio collo, come ci siamo trovati in questa situazione?
«Sono diverse settimane che tu sei in tutti i miei sogni.» Mi morde una parte del collo e io sussulto sul suo bacino, lo sento gemere per quel contatto fin troppo intimo. Per un momento ci dimentichiamo di essere nel bel mezzo di un bosco nella parte più dimenticata di Londra in piena notte.
«Harry.. ti prego..» Ansimo fingendo che ciò mi dia fastidio, la sua bocca è così calda sul mio collo che in questo momento non vorrei essere da nessun'altra parte. Lui alza lo sguardo e mi guarda con i suoi profondi occhi, le nostre labbra si sfiorano quando i nostri nasi già si toccano. Ha ancora quel profumo di menta fresca che mi annebbia i sensi.
«Vorrei tanto prenderti, qui, in questo bosco, lontano da tutti. Proprio ora, che ci siamo solo io e te, e nessuno può dirci cosa fare.» Rinchiude il mio labbro inferiore tra le sue labbra per un misero secondo, eppure sento di nuovo le api divorarmi lo stomaco.
«Vorrei che fosse sempre così.» Arrossisco appena, ma per fortuna la notte nasconde il mio colore.
«Che io voglia prenderti?» Fa un mezzo sorriso, per niente casto.
«No, che ci siamo solo io e te e che nessuno può dirci cosa è giusto o sbagliato.» Lui fa scivolare una sua mano tra i miei capelli, so già che me ne pentirò ma le sue labbra sono così appetitose che le assaggio un attimo dopo.
E così ci baciamo contro la Luna, in un posto dimenticato da tutto il mondo, non sapendo come tornare indietro o se vogliamo sul serio tornare alle nostre vite. Che poi, perché farlo? Qui ci siamo io e lui, non abbiamo bisogno di altro.
Barney's point of view.
Non posso credere a quello che ho visto, quei due si stavano tenendo per mano accidenti. Quello strano tipo dai capelli ricci stava tenendo per mano Cher, Cher Jelson.
E dove cavolo stavano correndo? Perché si sono allontanati da tutti?
Spengo l'auto di Mitch non molto distante dal capannone, lui stesso mi ha chiesto di andare a prendergliela mentre lui cercava i suoi due amici. Non sono tanto convinto di dirgli di averli adocchiati correre mano nella mano verso il bosco dietro il cimitero, perderei la mia nomina di stronzo se lo farei.
«Li hai visti?» Mi domanda Mitchell sbuffando il fumo dalla bocca.
«Credi che siano scappati insieme?» Gli domando inutilmente, so già la verità.
«Non lo so, ma spero di no.» Si porta una mano nei capelli neri tirandoli appena.
«Come no? Non credi sia meglio che stiano vicini?» Mi siedo a terra accanto a lui, ci siamo solo noi e un tipo addormentato sul divano. Questo capannone è una specie di ritrovo lontano dal mondo, davanti a noi ci sono parcheggiate le due auto che solitamente si usano per le corse organizzate dal mio fratello di mezzo. Tutto in questa città ha il marchio Bellvieri.
«Ho paura che tra loro due ci sia qualcosa.» Mi guarda terrorizzato con le labbra che formano una linea sottile.
«Harry non è il tipo di Cher.» Mi mordo il labbro inferiore sperando di aver ragione.
«Neanche tu eri il tipo di Cher.» Borbotta per niente infastidito del nostro passato.
«Non mettiamo in mezzo questa storia.» Un ghigno rapisce le mie labbra e lui scrolla le spalle indifferente.
«Harry non sa trattare le ragazze, ho paura che lei si innamori di lui e che tutto finisca di merda. Li vedo più legati, prima non facevano altro che litigare e dirmi quanto si odiavano. Harry trovava Cher troppo appiccicosa e invadente, Cher trovava Harry stupido e immaturo e ora stanno sempre insieme. Li vedo sempre insieme.» Non sa di starmi dando delle informazioni importantissime. «Questa notte Harry non ha dormito a casa e quando è tornato questa mattina era in compagnia di Cher, non so a cosa pensare.» Si porta una nuova sigaretta alle labbra e la riaccende, tra le persone che conosco sono uno dei pochi che non fuma.
«La cosa sembra seria, ma non credo che stiano insieme o che ti nascondano qualcosa. Sei il loro migliore amico, no?» Cerco di non insospettirlo.
«Sì, ma non si può mai sapere, Harry è imprevedibile dovrò parlargli.» Sospira frustato, mi chiedo cosa cavolo gli importi se quei due si trastullano un po'.
«Conosci molto bene Harry.» La mia non è una domanda, ma un'affermazione.
«Sì, e lui ha avuto sempre problemi con le ragazze. Se si innamora di Cher, so per certo che è la fine di tutto per tutti, soprattutto per lei.» Faccio un sorrisetto non appena lui abbassa lo sguardo, non sa di aver appena messo nei guai i suoi fottutissimi migliori amici.
-
Twitter: OVSabrynex
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top