🔍 PROMPT: Sherlock
31- È cominciato come un gioco, ma poi lei si è fatta male.
Richiesta da: _rise_of_darkness_
Avevo voglia di rischiare, rischiare nel modo peggiore. Rischiare, giocando con Sherlock Holmes. Quell'uomo mi affascina da quando John me lo aveva presentato e beh, se non fosse stato un una relazione così intensa con mio zio, mi sarei presa una bella cotta per lui.
«Sherlock, vuoi fare un gioco?» gli chiesi, distraendolo dalla chat di cui si stava occupando. Probabilmente la chat con Irene Adler, ovviamente. Evitai bellamente di approfondire la questione.
«Se ti riferisci a Cluedo sai già come la penso, Y/N.» concluse, stizzito.
«Non mi riferisco a questo tipo di gioco, ma ad uno più, mmh... pericoloso.» controbattei, furba. I suoi occhi si ridussero ad una fessura, mentre mi squadrata da capo a piedi. Se non è figo lui, io sono Batman, mi ritrovai a pensare, mentre i suoi occhi bicolor esploravano le mie iridi in cerca di qualche doppio fine.
«Cosa prevede?» proruppe alla fine, mentre sorridevo vincente.
«Abbiamo due pistole col silenziatore qui, no? Applica queste armi al gioco della fiducia...» Interruppi la spiegazione per salire sul divano e appoggiarmi al muro con tutto il corpo. «A turno, ci mettiamo appoggiati al muro ad occhi chiusi e l'altro dovrà sparare senza colpirlo.»
Vedevo già la domanda fatidica sorgergli nella testa, quindi lo precedetti: «Risarcirò io la signora Hudson, stai tranquillo... Iniziamo?» conclusi lo sproloquio, sorridendo divertita. Sono sadica, lo so.
Senza pronunciare verbo, Sherlock aprì uno dei cassetti della sua scrivania e ne estrasse una pistola, compreso un silenziatore e la carica. Con fare esperto, armeggiò per un paio di secondi con l'arma, per poi puntarla verso di me. Un brivido di pura eccitazione mi risvegliò dallo stato di trance in cui mi ero immersa nell'osservare i suoi puntigliosi movimenti. «Tre... Due... Un-»
«Sherlock, sono a casa!»
Una porta sbattere.
Un clic sordo.
Un colpo nella parete ed una pallottola nel mio braccio. Persi improvvisamente l'equilibrio e caddi in avanti. Prontamente Sherlock mi prese al volo e mi adagiò a terra, preoccupato. «S-scusa, mi sono distratto.» mi sussurrò. Sembrava finto dispiacere, ma sapevo che in fondo lo provava davvero.
«Oh mio Dio! Cos'è successo!?» esclamò esasperato mio zio. La sua voce mi sembrava un suono lontano. «Vado a recuperare il kit per ferite da armi da fuoco.»
Dopo secondi di interminabile silenzio, Sherlock proruppe semplicemente con: «È iniziato come un gioco, ma poi lei si è fatta male...»
Ovviamente sopravvissi alla vicenda, grazie alle cure di mio zio e alla strana gentilezza del mio sociopatico iperattivo preferito.
Ma cos'è?!🙊
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