Oh look, my friend, a star...a shooting star.
Oh look, my friend, a star...a shooting star...
Le labbra morbide e carnose di Matt continuavano a posarsi su quelle decisamente più sottili di Brian.
Nulla avrebbe potuto fermarli in quel momento.
I due si erano momentaneamente separati dal resto della compagnia solo per poter avere un momento solo per loro, la serata si preannunciava ancora molto lunga e fin troppo piena di persone.
Un sospiro più forte degli altri da parte di Brian fece letteralmente tremare Matt, che non poté far altro che attaccarsi ancora di più al corpo del suo primo chitarrista.
Tutto questo tra i due cominciò un paio di anni prima, quando dopo una sera passata al pub si ritrovarono da soli su una spiaggia buia e isolata di Huntington; non ci furono domande o ripensamenti, solo uno strano e insolito senso di completezza reciproca.
-Matt, dovremmo...-
-No, non ancora-
-Ci staranno cercando-
-Non importa-
Le grandi mani del cantante presero a sbottonare la camicia nera di Brian per poi fargliela scivolare lungo le braccia ma senza togliergliela del tutto. Il chitarrista sorrise soddisfatto nel vedere lo sguardo ammaliato di Matt, sembrava lo stesse mangiando con lo sguardo.
-Tu non puoi capire quanto vorrei continuare, Brian, ti amo cazzo-
-Non credi sia un po' presto per un "ti amo"?-, chiese Brian andando a baciare il collo del più grande.
Azione che terminò non appena sentì Matt allontanarsi di poco.
Alzò lo sguardo incrociando il suo e vide quelle iridi smeraldine vacillare.
-Ehy, che ti prende?-
-Credi davvero che ti direi "ti amo" senza pensarci? Credi che lo farei tanto per fare?-, la voce di Matt si rivelò decisamente contrariata e il suo sguardo era realmente irritato dalla cosa.
-Ma che dici? La mia era solo una domanda, Matt...perché te la prendi così?-
-Io ti amo, Brian. Ti amo così tanto che farei di tutto pur di stare con te, ma posso dire lo stesso? Da quando stiamo insieme non mi hai mai detto di amarmi, mai, a malapena mi dici di volermi bene...-, iniziò a parlare come una macchinetta e Brian a stento riusciva a stargli dietro.
-Non voglio accellerare i tempi, voglio godermi questa storia ma...ho bisogno di alcune certezze Brian. So perfettamente che tu sei sempre stato uno spirito libero e so che continuerai ad esserlo ma...-
-Matt basta...-, Brian gli prese il viso tra le mani obbligandolo a fissarlo negli occhi.
-Ascoltami. Io voglio stare con te, non chiedo altro da questa vita se non te, l'unica cosa che ti chiedo è di darmi del tempo. Siamo amici da anni, e ora che stiamo insieme devo abituarmi all'idea che tra di noi le cose sono cambiate. Non puoi negarlo, sono cambiate e basta, ovviamente in meglio-, sorrise a Matt tranquillizzandolo.
-Ma non sono pronto a dirti di amarti-
Matt annuì piano e si limitò a lasciare un bacio sulla fronte di Brian prima di allontanarsi.
Il chitarrista si riabbottonò la camicia e subito dopo si avvicinò a Matt e, insieme, uscirono dal bagno per tornare dai propri amici.
Per tutto il resto della serata Brian stette molto più a contatto con Jimmy che con Matt, comportamento decisamente normale...se non fosse che per un piccolo particolare, ora Matt si ritrovava ad essere geloso.
Da quando stavano assieme vedeva il rapporto di Jimmy e Brian come una minaccia, nonostante il chitarrista gli aveva confermato più volte che tra lui e Jimmy non c'era assolutamente nulla né mai ci sarebbe stato.
E ora Matt si trovava lì. Ad osservare il suo ragazzo mentre rideva tranquillamente e di gusto con il suo migliore amico.
Tante volte si era ritrovato a fissare Brian, a mangiarlo con gli occhi, a studiare il suo viso, i suoi movimenti del corpo, il suo petto che si muoveva a ritmo con il suo respiro, ad osservare le sue mani che gesticolavano mentre parlava. Voleva tutto di Brian, e lo avrebbe ottenuto.
***
-Cazzo perché devi ridurti così ogni cazzo di volta?!-
-Smettila di urlare Matt...-
-Smettila di urlare!? Questo è il minimo! Guarda come stai! Non riesci a tenere la testa alta talmente sei ubriaco!-
-...sto bene ...devo solo, dormire un po'-, biascicò Brian con la testa che gli ciondolava ad ogni curva brusca di Matt.
Erano le due del mattino e Brian era totalmente ubriaco, perché ovviamente doveva giocare a chi beve di più con i suoi amici fregandosene altamente della sua salute.
Matt dal canto suo aveva preferito non bere, sapendo come sarebbero andate le cose, e ora si ritrovava ad urlare contro al più piccolo, urlandogli contro il fatto che ora sia troppo grande per queste stronzate da ragazzini e altre cose del genere.
Così preso com'era a sbraitargli contro non si rese nemmeno conto di esser passato col rosso, per fortuna quell'incrocio era vuoto.
-Matt va più piano cazzo!-, urlò Brian riuscendo a formulare una frase decente e tentando di tenersi più saldamente al sedile, solo in quel momento si rese conto di non avere la cintura di sicurezza.
-Sei un bambino Brian! Non ti rendi conto del tuo limite e vuoi sempre e solo farti vedere da tutti! Ogni fottuta volta dai spettacolo e poi sono io che devo sistemare le cose. Porca puttana Brian, odio quando fai così! Dovresti smetterla di...-
Matt non riuscì a finire la frase.
Arrabbiato.
Distratto.
Non si accorse di un camion e della sua velocità fin troppo oltre al limite.
La prima cosa che Matt sentì fu un dolore lancinante alle gambe, seguito da un brusco colpo alla testa.
La macchina girò su se stessa una, due, tre volte per poi schiantarsi contro un albero sul ciglio della strada.
Matt strizzò gli occhi e piano e a fatica si portò una mano sulla fronte, sentì bagnato e capì che stava sanguinando, poi, veloce come un fulmine, un senso di terrore lo avvolse da capo a piedi.
Brian.
Si girò facendo appello a tutte le sue forze e quando si voltò non lo trovò.
La portiera della macchina era del tutto sparita e con lei anche Brian.
-Cazzo...-
Strinse i denti e aprì la sua portiera, si slacciò la cintura e scese dalla macchina per poi cadere rovinosamente a terra, la gamba sinistra gli doleva terribilmente. Il suo sguardo saettò per la strada e si posò su una figura a lui fin troppo famigliare.
Gli si mozzò il fiato.
Là, sull'asfalto, girato su un fianco, giaceva il corpo immobile di Brian.
-No...no ...-
Il cantante tentò di alzarsi ma il dolore alla gamba non glielo permise, non poté far altro che trascinarsi fino a Brian, in quel momento lui era più importante che qualsiasi altra cosa, aveva bisogno di lui, ora più che mai.
Quando gli fu vicino si tirò su fino a sedersi in maniera scomposta, mise le mani sulle spalle di Brian, sapeva che non avrebbe dovuto muoverlo per non rischiare di aggravare la situazione, ma la preoccupazione era troppa.
-Brian...-
Lo girò e sentì come un'accoltellata al cuore.
La pelle di Brian era del tutto bianca, un lungo taglio gli partiva dall'attaccatura dei capelli e continuava fino a metà guancia e sanguinava copiosamente, il labbro inferiore rotto, gli occhi chiusi, un braccio piegato malamente e indubbiamente rotto, un pezzo di vetro conficcato nella coscia destra.
-Brian...ti prego...non farmi questo...-
-Oh cazzo! Chiamo subito un'ambulanza!-, Matt si voltò piano verso quella voce a lui sconosciuta e capì che si trattava del guidatore del camion che stava maneggiando il suo cellulare.
Matt tornò a guardare Brian e gli passò piano una mano sul viso, sentendo subito dopo gli occhi tremendamente lucidi.
Prima ancora che se ne accorgesse una lacrima gli rigò il viso.
-Oddio...apri gli occhi, ti prego ...ti prego apri gli occhi...-
Un movimento appena percettibile delle labbra di Brian gli diedero una misera speranza, seguita da un lieve battito di ciglia, e poi gli occhi di Brian si aprirono appena.
-Matt...-, mormorò appena.
Il cantante gli afferrò una mano con forza facendolo mugolare e mormorandogli delle scuse subito dopo, cogliendo una fioca speranza andò a unire la fronte con quella di Brian e iniziò a piangere.
-M-Matt...ho...h-ho paura...-
-No, no Brian...andrà tutto bene ...-
-...ho...freddo...-, iniziò a tremare, Brian, quasi avesse le convulsioni e Matt non poté far altro che stringerselo contro.
-Andrà tutto bene amore mio, non mi lasciare...-
-Ti amo, Matt...-
Fu appena un sussurro, ma Matt sentì quelle parole come se gli fossero state urlate.
Alzò lo sguardo e vide gli occhi di Brian lucidi, lacrime amare gli cadevano lungo le guancie e il labbro gli tremava.
-Ehy...ce la farai...è ...solo un taglietto-, cercò di sdrammatizzare Matt azzardando anche un sorriso.
Ma Brian negò piano con la testa.
-Di ...di agli altri che ...che gli voglio bene...e ...sta ...con Jimmy-
-Brian ...-
-Fallo per me Matt...-
-No...-
Matt notò un debole sorriso sulle labbra di Brian, e poi sentì un piccolo e sentito sospiro.
Gli occhi divennero vitrei subito dopo.
-Brian?...no...non farmi questo...Brian!-
***
Matt suonò il campanello di casa Sullivan, sperando con tutto se stesso che il suo amico fosse già sveglio.
Era ormai mattina, il resto della nottata Matt la passò in ospedale a piangere e a farsi medicare le ferite, lui se l'era cavata con una slogatura e dei punti qui e lì ...merito della cintura di sicurezza; cintura che lui non aveva messo a Brian.
Brian...
I suoi pensieri vennero interrotti dall'apertura della porta, che gli rivelò la figura di Jimmy assonnata e stordita.
-Matt, amico sono le dieci del mattino. Ti sembra l'ora?-
-James...devo parlarti...-
-Mmh. Ok, ok, entra dai-, si fece da parte e lasciò che Matt entrò in casa per poi chiudere la porta, si diresse in cucina con tranquillità seguito da Matt.
-Hai un'aspetto orribile Matt, si può sapere che...ehy...ma sei ingessato. Che cazzo hai fatto?-, chiese Jimmy sempre più confuso e notando solo in quel momento che Matt fosse munito di due stampelle e di un gesso.
-Jimmy, amico dovresti...-, balbettò Matt sentendo nuovamente gli occhi fin troppo lucidi.
-Matt si può sapere che hai?-
-Siediti Jimmy. Devo dirti una cosa-
James obbedì in silenzio seppur un lieve accenno di irritazione gli imperlava il viso.
-Ecco...dopo la festa...stavamo tornando a casa e ...io e Brian ...un camion ci è venuto addosso e ...e ...-
-Dov'è Brian?-
-Jimmy...i medici hanno...fatto tutto il possibile ...ma...-
-Dov'è Brian, Matt dimmelo!-
-È morto, Jimmy...-
Il mondo di James si sgretolò con quelle parole.
-No...non è vero...-
-Non è arrivato in ospedale...mi dispiace Jimmy...-
-Perché tu sei salvo ...e il mio migliore amico no...perché?-
Jimmy si morse forte il labbro iniziando a negare con la testa e venendo colto da un'attacco di rabbia.
-Jimmy...-
Non fece in tempo a finire la frase che si ritrovò con le mani di James addosso, il batterista gli afferrò la maglietta e lo strattonò con rabbia.
-Dimmi perché!-
-È stato un incidente James! Non l'ho voluto! Credi che l'abbia fatto apposta?!-
-Era il mio migliore amico!-
-Ed era anche il mio ragazzo cazzo!-
-...cosa?-
-Noi...stavamo insieme...da due anni-
-...cazzo...Brian...no...ti prego dimmi che scherzi-
Matt negò con la testa e subito dopo iniziò a piangere e singhiozzare insieme a Jimmy.
***
La chiesa era gremita di pianti, singhiozzi, bassi sussurri.
L'odore di incenso fin troppo forte.
Il dolore comune era opprimente.
Le parole del parroco monotone e classiche, prive di compassione e abituate a tutto quello che stava dicendo da ormai mezz'ora.
Matt, Jimmy, Zacky e Johnny erano lì, seduti sulla prima panchina della navata vicino alla famiglia di Brian.
Quando il prete finì di parlare Matt si alzò dal suo posto e si avvicinò alla bara bianca aperta per metà.
E lo vide.
Il volto bianco, il completo fin troppo serio per lui, l'espressione neutra, le labbra bianche e fredde, le mani incrociate sullo stomaco.
Matt strinse i denti e ricacciò indietro le lacrime per poi abbassarsi sul viso di Brian.
-Ti prego svegliati...-
Oh, quanto lo aveva desiderato, per tutta la durata della messa aveva desiderato che Brian si alzasse urlando "È tutto uno scherzo idioti!".
Ma non era successo.
Matt gli lasciò un bacio sulla fronte, si abbassò e gliene lasciò un altro sulle labbra, con la consapevolezza che non le avrebbe mai più assaporate.
-Ti amo Brian-
***
-Questa canzone, è dedicata al nostro migliore amico, a nostro fratello...al mio unico vero amore. Brian, ti amiamo, ora e per sempre-
La folla di fans si mise ad urlare.
Erano ormai passati due anni, i Sevenfold avevano deciso di pubblicare un ultimo album, per poi inaugurarlo con un tour. Quello sarebbe stato il loro ultimo tour.
Non avevano preso nessuno al posto di Brian, e ora, sul palco, dove di solito stava lui, c'era il suo microfono e la sua chitarra ben posata sul tre piedi.
Il cantante alzò lo sguardo al cielo, perfettamente blu e privo di nuvole.
I suoi occhi riuscirono a catturare la scia di una stella cadente.
Si voltò subito dopo verso Jimmy e sorrisero entrambi.
-Amico l'hai vista?-
-Puoi contarci Rev!-
E continuarono a suonare.
Per Brian, per loro.
Per un'amicizia e un amore che andava e andrà sempre ben oltre il normale.
~SPAZIO AUTRICE~
Mi è venuta così, senza un motivo ben preciso. Forse tanto per ricordarvi che sono ancora viva ogni tanto!
Spero sia quantomeno leggibile.
Un bacio
~Heaven
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