Chapter 82

1 anno prima.
Eloise.

Eravamo tutti nel giardino di Peter. Faceva freddo, ma avevano messo dei funghi riscaldanti che ci tenevano al caldo: le feste dovevano essere di routine in quella casa per essere così attrezzati.

Peter era appena tornato dal bagno e si era messo dall'altra parte del giardino rispetto a me, beveva del punch e chiacchierava con un'amica di sua madre coi capelli tutti colorati di blu. Involontariamente cercai il suo sguardo un paio di volte e arrossii dall'imbarazzo quando poi i miei occhi incrociarono i suoi.

Ero ancora arrabbiata con lui... teoricamente.

Io mi stavo scaldando vicino ad un funghetto insieme a Cristina e Josh, mentre Sam e Jack si erano messi a suonare la chitarra e canticchiare delle vecchie canzoni country insieme alla madre di Peter e dei bambini, figli di non so chi. Erano abbastanza brilli e ridevano coma due scemi. Era bello vederli così felici.

Jack aveva un bellissimo sorriso spensierato e ogni tanto mi guardava e mi faceva un occhiolino. Mi piaceva tanto lui.

Dopo quel bacio, la sera prima, mi aveva riaccompagnata a casa e mi aveva chiesto di vederci ancora e ne ero felice. Oggi mi era venuto a prendere lui per portarmi da Peter. Entrambi eravamo molto imbarazzati e non sapevamo come comportarci l'uno con l'altra. Non ci furono altri baci ma c'era qualcosa tra di noi e mi faceva tremare tutte le volte che ci pensavo, ma stavo bene. Ero felice e spensierata.

Adesso però mi preoccupava Peter. Non aveva una bella cera, era dimagrito e sentivo che c'era qualcosa che non andava in lui.

"... e quindi conto di comprare la nuova macchina per la fine dell'anno scolastico" Josh ci stava parlando del suo piano strategico per risparmiare soldi e riuscire a comprarsi l'auto dei suoi sogni.

Non gli stavo prestando molta attenzione in realtà.

"Secondo me con tutti i soldi che hai messo da parte l'estate scorsa lavorando in quella pidocchiosa gelateria, riuscirai a prenderla anche prima" gli rispose Cristina.

"Dite che Peter ha qualcosa che non va?" Chiesi io cambiando completamente discorso.

"Quello ha sempre qualcosa che non va" Cristina sorrise sarcastica.

"Sì, ma dico sul serio... non lo vedete un po'... strano?" Ero l'unica ad averlo notato?

"Scherzi a parte, ha sicuramente qualcosa" disse Cristina improvvisamente seria. Allora non ero solo io.

"È grave?" Domandai.

Cristina sollevò le spalle, non ne aveva idea.

"Se ce ne vorrà parlare lo farà lui" Josh liquidò il discorso in fretta.

Cercai di nuovo lo sguardo di Peter e trovai velocemente i suoi occhi neri fissi nei miei. Accennò un sorriso e distese i muscoli, sembrò quasi che guardandomi si fosse rilassato di colpo.

'Vieni' mi mimò col labiale.

Un brivido mi attraversò la spina dorsale.

Camminai verso di lui con le gambe un po' tremanti. Non ci eravamo più parlati da quando avevo lasciato la band e non sapevo cosa ci saremmo detti. Il gruppo mi mancava, lui mi mancava, ma mi aveva anche preso in giro e non volevo che riaccadesse.

Con la coda dell'occhio vidi Jack seguirmi con lo sguardo. Mi controllava e devo ammette che un po' mi faceva piacere che fosse geloso: nessuno lo era mai stato di me.

Una cosa era certa però, Jack non si doveva preoccupare: mi piaceva lui e volevo lui.

"Allora, sei tu Eloise?" La donna dai capelli colorati di blu mi guardò con due enormi occhioni verdi.

"La chitarrista del gruppo" confermò Peter guardandomi con un mezzo sorriso.

"Lo ero" ci tenni a precisare. Peter alzò gli occhi al cielo e io allungai una mano alla donna.

"Molto piacere" dissi e lei strinse la mia mano con vigore.

"Sono Joanne, il piacere è tutto mio. Peter mi stava raccontando di come suoni" rispose.

Arrossii, non sapevo molto bene cosa dire soprattutto adesso che avevo lasciato la band.

Lui continuava a fissarmi con due occhi perforanti.

"Beh... vi lascio soli!" Joanne probabilmente aveva capito che c'era un po' di tensione nell'aria e si dileguò prima che io potessi fermarla in qualche modo.

"Eloise senti..." Peter fece un passo nella mia direzione iniziando a parlare, ma lo bloccai subito con una mano e abbassando lo sguardo. Volevo evitare che mi guardasse con quegli occhi.

"Vorrei solo sapere come stai" ero preoccupata per lui e per la sua salute. Non mi interessava sapere altro.

"Sto bene" rispose seccato. "Possiamo parlare?" Aggiunse subito dopo.

Alzai lo sguardo verso di lui.

"Sei dimagri..."

"Che c'è tra te e Jack?" Mi interruppe.

Sbuffai. Eccolo lì. Sempre il solito, non era cambiato di una virgola.

"Non ti riguarda" brontolai.

"State insieme?" Mi chiese.

"Ho detto che non ti riguarda" ripetei.

"Sono felice se è così, lo rispetterò, vorrei solo che ti trattasse bene" aggiunse. Questa non me l'aspettavo.

Lanciai un'occhiata a Jack, ci stava fissando ma non sembrava preoccupato.

"Sì... sì, sono contenta" ammisi tornando a guardare Peter.

"E la band?" Mi domandò.

"La band cosa?" Ripetei.

"Hai intenzione di ricominciare a suonare?" Mi chiese.

"Sono ancora arrabbiata con te Peter, le cose non sono cambiate" sputai acida.

"Scusami. Sono uno stupido" disse abbassando lo sguardo.

"Sì, sì lo sei" confermai.

"Non c'è niente che possa fare per farti cambiare idea?" Mi chiese.

"Beh ragazzi? Che si dice?" Sam ci piombò alle spalle dal nulla. Si avvicinò a Peter e gli mise un braccio attorno al collo. Con lui c'era anche Jack, evidentemente era venuto a controllarmi.

"Chiedevo ad Eloise cosa devo fare per farla tornare nei Peter's machine" borbottò Peter.

"Avanti Eloise! Fagli fare una penitenza e poi torna nel gruppo!" Sam prese in giro Peter e mi guardò speranzoso.

"Ancora non sappiamo perché hai lasciato il gruppo" disse Jack. Ovviamente sospettava che io e Peter gli stessimo nascondendo qualcosa, ma non era necessario che sapesse che Peter aveva provato a baciarmi e poi si era tirato indietro. Ormai avevo scelto Jack e non importava più quello che lui mi aveva fatto.

"Non ha importanza" dissi.

"E allora torna a suonare!" Ribadì Sam.

"Ragazzi..." cercai di tenere a bada gli animi, ma con scarsi risultati.

"Per favore!" Disse Peter.

"Fallo per me" Jack si avvicinò e mi sussurrò nell'orecchio. Per un attimo vidi il volto di Peter rabbuiarsi. Fu solo un istante.

"Eloise!" Sam iniziò a battere le mani.

"Eloise! Eloise!" diceva il mio nome e batteva le mani sempre più forte. Peter e Jack lo seguirono come due scemi.

"Eloise! Eloise! Eloise!" Stavano praticamente urlando.

Tutti gli altri presenti alla festa iniziarono a fare la stessa cosa divertiti, pur non seguendo il filo del discorso.

Josh e Cristina si avvicinarono a noi curiosi di capire cosa stesse succedendo.

Stavano urlando tutti e battevano le mani supplicandomi di tornare. La cosa era molto divertente.

"Allora?" Chiese Josh.

I ragazzi smisero di gridare e mi fissavano aspettando che proferissi parola.

Sam e Peter si lanciarono un'occhiata, poi Peter sussurrò qualcosa nell'orecchio all'altro. Sam sorrise e due secondi dopo si lasciarono cadere atterra in ginocchio come due sacchi di patate.

Strisciavano con le ginocchia ai miei piedi piagnucolando e pregandomi con le mani.

"Eloise! Torna a suonare con noi, ti prego. Faremo tutto quello che vuoi" stavano dando spettacolo e mi stavano facendo ridere come poche volte nella vita.

Tutti quanti attorno a noi erano divertiti dalla scenetta comica che si stava consumando in giardino.

"Cretini, smettetela, mi state dando il tormento!" Li feci smettere di fare quel chiasso e rimasi a fissarli divertita. Si erano davvero resi ridicoli.

"Quindi?" Qualcuno degli amici di Sabrina urlò alle nostre spalle.

"E va bene! Torno nella band, ma solo perché me lo ha chiesto Sam!" Un urlo si levò da tutti gli invitati e Sam fu il primo ad alzarsi e abbracciarmi per la gioia. Tra tutti forse era lui quello che ci teneva di più al gruppo: lo stavo davvero facendo per lui.

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