Due dita artigliate, nere e sottili, sfiorarono il mento della corvina, e due occhi verde smeraldo si inchiodarono nei suoi azzurro cielo, con l'intento di entrare nella sua anima, come per scavare e trovare delle risposte, o semplicemente per farla sentire sempre peggio.
《Io mi fidavo di te》la sua voce tuonò nel silenzio di quella stanza buia dove la figura si confondeva, ad eccezione per i suoi occhi brillanti e i suoi capelli dorati.
《Sei inutile, e un'irresponsabile》disse poi, togliendo la mano di scatto come se si fosse scottato. La ragazza guardò l'eroe sconcertato e ad un certo punto sentì le gambe cedere, come se non ce la facessero a reggere.
Cadde in ginocchio su ciò che era un pavimento scuro e nero che sembrava infinito, come se potesse proseguire, un oblio e un abisso senza inizio e senza fine. Ad ogni parola di lui che era stato un amico fidato per anni sentiva gli occhi pungere e le lacrime scendere incontrollate, in quello che era il più grande dei suoi incubi.
《Come ho fatto ad amarti? Sei patetica.》
Marinette si contorse tra le coperte, e i vari gemiti sommessi di paura e sofferenze continuarono a riempire il silenzio della stanza. Ad un certo punto, come un lampo squarcia l'oscurità della notte, così la ragazza strillò non appena gli occhi si aprirono, scattando in avanti per sedersi sul suo letto, ancora avvolta dalle coperte.
Attorno a lei, il mondo sembrava fermo e il tempo inesistente. L'unica cosa che le faceva capire di essere uscita dal suo incubo era il tic-tac dell'orologio avanti al letto.
"O è tutto così reale?"
Erano 3 notti che Marinette Dupain-Cheng, una quindicenne parigina dal cuore nobile e un segreto infrangibile, rimaneva sveglia per tutto il tempo perché si svegliava nel cuore delle ore buie, o semplicemente perché non riusciva a prender sonno.
3 giorni prima, infatti, durante una battaglia contro SweetHeart, una donna akumizzata, Marinette era stata colpita molto forte e scagliata via da quello che era diventato il campo di battaglia, e i suoi orecchini caddero non si sa dove.
Per fortuna, la ragazza era riuscita a scappare in tempo dalla furia di quell'Akuma, ma allo stesso tempo aveva lasciato ChatNoir da solo a lottare, e soprattutto il supercattivo in libertà.
E nei suoi sogni, sognava proprio ChatNoir.
Sognava l'eroe che la sgridava e la ridicolizzava per ciò che aveva fatto, perché Marinette sembrava affliggersi tutte le colpe di ciò che era accaduto.
La cosa peggiore di tutto questo?
Marinette sapeva che ChatNoir, altri non è che il suo amato Adrien.
Lo aveva scoperto proprio quel giorno, quando lo aveva visto trasformarsi in ChatNoir dietro ad una panchina, mentre lei era già sul posto, al parco, e aveva visto tutto, rimanendo di stucco.
Il ragazzo dagli occhi dolci e color smeraldo, pelle rosea e capelli dorati, un sorriso luminoso sempre stampato sul volto, era in realtà il supereroe con i poteri della distruzione, colui che ci provava con lei ogni giorno anche ad un passo dalla morte, colui che farebbe suicidare anche una pietra con le sue battutine squallide.
Colui che la aveva affiancata ed aiutata, sempre.
E lei l'aveva lasciato così in balia del suo destino, senza ricevere informazioni, dato che dall'accaduto sia ChatNoir che SweetHeart erano spariti.
E fosse stata l'unica cosa.
Senza il suo Miraculous e senza Tikki, la ragazza si sentiva sola e persa.
Sua madre era fuori per un convegno, e suo padre lavorava a tempo pieno in pasticceria, soprattutto perché il periodo di Natale influiva sull'acquisto di dolci, e anche sull'arrivo della pagella trimestrale.
Per cui, era sempre sola.
La maggior parte del tempo aveva iniziato a passarla sul cuscino, a versare fiumi di lacrime e a darsi della stupida, sia per non essersi accorta prima dell'identità dell'eroe, sia per ciò che aveva fatto.
Con o senza poteri, lei era pur sempre LadyBug. Avrebbe dovuto aiutare il suo amico, anche a costo di far scoprire la sua identità, anche a costo di rimanerne uccisa. E invece ebbe solo il coraggio di prendere tutti i bricioli di buon senso rimasti e buttarli al vento, perché senza Tikki si sentiva persa, e scappò.
La corvina scese silenziosamente le scale accanto al letto e arrivò sul soppalco. Camminò fino al muro, dove si apriva una porticina che portava al suo bagno personale; vi entrò e si sciacquò il viso per sentirsi meglio.
Ai appoggiò al lavandino e si guardò allo specchio: era distrutta.
Occhiaie, tristezza negli occhi ed espressione spenta. Questa non era lei.
《Che belle Borse di Gucci che hai sotto gli occhi, eh Mari?》immaginò la voce del suo spiritello rosso che scherzava con lei.
Immaginò anche il suo volo, l'espressione che avrebbe assunto, la sua risatina, e il modo in cui anche Marinette stessa sarebbe stata contagiata da quella risatina.
Un rumore di passi la fece sentire a disagio, e la mise subito all'allerta.
Suo padre dormiva, sicuro, e di certo non era entrato in camera sua o avrebbe sentito la botola aprirsi.
Piuttosto, aveva sentito il rumore di un tonfo, come un salto, e dei passi venire dalla sua stanza.
Con cautela, la ragazza si affacciò, e ciò che vide la lasciò spiazzata.
ChatNoir in persona era in piedi nella sua stanza, un'espressione spenta e dei profondi graffi sul viso, sul braccio e sull'anca.
《Chat!!》si allarmò la ragazza, e subito corse verso di lui per aiutarlo, ma non appena provò ad avvicinarsi al ragazzo, questi si spostò per non farsi toccare.
《...Chat?》si chiese, quando non lo vide più.
《Non sono quello vero》disse una voce alle sue spalle.
Marinette si girò di colpo spaventata, e vide il ragazzo apparire dal nulla avanti a sè.
《Se non sei ChatNoir, chi sei?》chiese.
《Sono lui, ma nella tua mente》rispose freddamente l'eroe, senza batter ciglio e senza cambiare tono di voce. Senza sembrare il solito ChatNoir.
《Come faccio a crederti?》chiese scettica la ragazza, leggermente scossa dalla rivelazione del biondo.
《Non lo so nemmeno io, LadyBug》affermò serio, e marcò l'ultima parola.
Marinette sgranò gli occhi e sentì il cuore batterle in gola, mentre una strana sensazione di disagio si annidava nel suo stomaco.
Sentiva di aver già sentito quelle parole, quella voce.
《Co-Come?》
《Non fare la sorpresa, Marinette. So che sei LadyBug, come so che tu sai che io sono Adrien》continuò il biondo, e la giovane avanti a lui sospirò sorpresa.
Solo il vero ChatNoir e lei sapevano la sua identità, doveva essere davvero lui.
《Chat, sei tu!! Ma che ti è successo?》
《SweetHeart non è tanto dolce come sembra.》la liquidò il ragazzo, ma lo sguardo di Marinette lo pregò di continuare coi dettagli e così fece.
《Dopo che sei scappata, è riuscita a catturarmi e mi ha rinchiuso in una fogna. Stiamo passando una bella vacanza, sai? Io, lei, i topi, l'acqua sporca, le corde strette e i suoi giochini molto divertenti》spiegò con sarcasmo, indicando le sue ferite per far capire alla corvina di che giochi parlasse.
Gli occhi azzurri di lei si bagnarono all'istante, e i numerosi sensi di colpa tornarono a galla come al solito, uno ad uno, come lei li ricordava.
《Adrien, mi dispiace, te lo giuro, io-》
Le parole le morirono in gola quando, senza neanche sapere come, il viso di Marinette si trovò schiacciato contro il petto coperto dalla tuta aderente nera e liscia di ChatNoir. Le sue braccia forti e possenti le circondarono la vita e le spalle, e Marinette ebbe il tempo sufficiente di realizzare e godersi quell'abbraccio allo stesso momento, infatti circondò il collo dell'eroe con le braccia per sentirlo più vicino.
《Marinette, sono così contento che te ne sia andata...》sussurrò lui, mentre affobdava il viso nei capelli scuri della ragazza.
《Cosa intendi dire?》chiese lei, e alzò lo sguardo.
Non l'avesse mai fatto.
Da quel punto, riusciva ad essere ad una distanza minima tale da poter sentire il fiato caldo dell'eroe gatto sulla sua pelle; in più, a conoscenza del fatto che dietro quella maschera si nascondeva Adrien, la vicinanza delle loro labbra la mise a disagio.
《Intendo dire che questa SweetHeart è troppo forte. Agisce manipolando la mente e i sogni delle persone, usa le loro più grandi paure per raggirarli e ottenere cosa vuole. Se non te ne fossi andata, ti avrebbe condotta al suicidio pur di farti consegnare il Miraculous》confessò il biondo, guardandola negli occhi.
Ecco il perchè di quegli incubi, dei sensi di colpa, dei rimorsi e delle solitudini.
《E ora sta facendo lo stesso con te?》domandò, sperando in una risposta negativa.
《A quanto pare sì, ma io non mollo facilmente》rispose lui.
(E niente Mari, la sfiga è ovunque)
《Mi basta sapere che sei viva, Marinette. E so che tornerai》disse, ma fu in quel momento che la ragazza tornò a piangere come una fontana.
《E ora che ti prende...?》sussurrò lui, cercando di non essere invadente.
《Adri- i-io ho pe- perso il Mi-Miraculous...》confessò, con la coda tra le gambe.
La presa di ChatNoir divenne nulla, e Marinette sentì il peggio arrivare.
"Ecco la ramanzina, ecco che ti dice che sei inutile e irresponsabile." Disse una vocina nella sua testa.
《Tu... cosa?》chiese il biondo sperando di non aver capito bene. Quando però vide Marinette rimanere in silenzio e i suoi occhi abbassarsi, sciolse l'abbraccio e fece dei passi indietro, guardandola sbigottito.《no...》
《SÌ OK, NON C'È BISOGNO CHE ME LO DICI.》Urlò lei disperata. Cominciò a camminare avanti e indietro per la stanza e puntò sulle dita ogni parola.《LO SO DI ESSERE STATA STUPIDA, IRRESPONSABILE E UNA PERFETTA IDIOTA EGOISTA, GIÀ MI TORMENTI I SOGNI E MI BASTA. NON COMINCIARE ANCHE CON LA VIA REALE.》
《No! Ma che hai capito!》la fermò Adrien, e Marinette lo guardò interrogativa.
《Questo è ciò che vuole SweetHeart. Farti credere tutto questo.》le disse, e le prese le mani.
《Lei vuole che tu ti credi inutile per farti agire da tale. Per fare in modo che tu non venga a salvarmi. Lei voleva che tu perdessi il Miraculous.》disse, e poi si morse il labbro.
《Dobbiamo solo scoprire se è vero che hai perso i tuoi orecchini, o no》aggiunse.
《E come?》
《Ho scoperto che i nostri Miraculous hanno dei poteri speciali e aggiuntivi, poteri con cui ora sto comunicando con te.》spiegò il biondo, ma Marinette continuò a non capire.
《E cosa c'entra?》
《Io posso mettermi in contatto con le cose come sto facendo con te; tu, Mari, puoi percepirle.》disse con calma.
Portò le mani che precedentemente aveva tra le sue alle tempie di lei, poggiandovi due dita.
Avvicinò le labbra al suo orecchio e sussurrò calmo:《concentrati, e potrai trovarli. Sapere dove sono》
Marinette chiuse gli occhi. Visualizzò nella sua mente le parole di Chat, immaginando sul serio a dove potessero essere i suoi orecchini.
Ci credette, e come per magia, i suoi occhi divennero completamente bianchi, e il mondo attorno a lei tutto nero, ad eccezione per i lineamenti degli oggetti, segnati in bianco.
La sua mente viaggiò per le strade di Parigi, passò davanti alla scuola e al Louvres, alla grande Piramide avanti ad esso, e arrivò al parco, al punto in cui era caduta.
I suoi orecchini erano ancora lì, nascosti in una siepe.
Una grande luce uscì dai suoi occhi, che poi si chiusero.
Adrien, che era rimasto a bocca aperta per tutto il tempo, si avvicinò a lei e si assicurò che stesse bene.
《So dove sono》furono le parole che Marinette disse fiera, prima di svenire per via della stanchezza che le aveva portato quell'incantesimo.
♡
I raggi del sole illuminarono stanza, colpendo la ragazza in pieno viso. Gli occhi azzurri si aprirono con lentezza, abituandosi alla luce presente in quel momento. I ricordi di quella sera le comparvero confusi nella mente, e soprattutto non sapeva come faceva a ritrovarsi nel suo letto quando era svenuta.
Ma soprattutto: dov'era ChatNoir?
Quella domanda le fece ricordare ogni minimo dettaglio della serata, e in un attimo la ragazza capì tutto ciò che doveva fare.
Scese dal letto e si preparò come un fulmine, prese la sua borsetta e mise la giacca pesante, e uscì di casa senza farsi sentire da suo padre.
Non sarebbe andata a scuola, quel giorno.
Le strade di Parigi sono sempre state sin dalla mattina stracolme di persone, e quando la neve comincia a cadere a fiocchi sulla città, anche i bambini più piccoli che non vanno a scuola scendevano nelle strade a giocare tra di loro.
Marinette avanzò con passo veloce verso il parco, dritta alla sua meta. Ricordò perfettamente il luogo dell'accaduto: il piazzale centrale del parco, la panchina dove Adrien si era trasformato in ChatNoir, e la siepe accanto alla quale era caduta.
Sospirò, cercando così di sentire tutta la speranza e il buonsenso che regnavano quotidianamente nel suo cuore, e affondò una mano tra la siepe.
Ignorando le spine che graffiavano la giacca, ad un certo punto Marinette sentì una cosa piccola e tonda nel palmo della mano.
La tirò fuori, e per fortuna era il suo amato orecchino rosso a pois neri.
Con un sorriso stampato sul volto, mise anche l'altra mano, e dopo poco trovò anche l'altro.
Mise gli orecchini al loro posto, e fu contentissima quando vide una sfera rossa e luminosa davanti a sè, dalla quale comparve Tikki, che stremata precipitò verso il suolo.
Marinette la prese al volo tra le mani, e la avvicinò a sè per riscaldarla.
《Tikki, sono così felice di rivederti, mi dispiace per quello che è successo...》le sussurrò.
Aprì la sua borsetta e diede un biscotto alla Qwami, per poi farla mettere nella sua borsetta.
《Riposa, ora dobbiamo trovare ChatNoir》disse, e così facendo portò le dita alle tempie.
♡
Gli occhi verdi del giovane cercarono di battere il più possibile per rimanere sveglio. Una volta aveva si era appisolato per 5 minuti per mettersi in contatto con Marinette, e ne aveva pagato amare conseguenze.
Cercò di muovere le braccia per sentirle ancora, dato che -essendo legate dietro alla schiena da tre giorni- credeva di averne perso la sensibilità, o almeno in parte.
Un rumore di tacchi che furono stati il suo incubo per quelle tre notti si fece sentire, e una strana sensazione si annidò nel suo stomaco.
"Cosa vuole da me, adesso?" Pensò.
Una donna si fece largo nella stanza buia, e la luce che filtrava dall'alto faceva vedere la maschera rosso scarlatto che le copriva quasi tutto il viso. Aveva dei lunghi capelli corvini legati da una coda alta, e una tuta intera come quella di LadyBug o ChatNoir, di colore rosso scarlatto com la maschera, ad eccezione per le zone che andavano dai gomiti e dalle ginocchia in giù, che erano bianche per delimitare i guanti e gli stivali. Al polso destro portava un bracciale, dove Marinette credeva si nascondesse la malefica farfalla.
《Allora, ti sei deciso a darmi il tuo Miraculous, gattino?》disse con una vocina provocante, ma Chat non parlò.
《Lo sai che sono SweetHeart.》si avvicinò pericolosamente al suo viso.《Posso controllarti il pensiero fino a farti fare quello che voglio, e prima o poi riuscirò a convincerti, ma nel mentre...》
Alzò una mano, e una scarica di frammenti affilati a forma di cuore andò dritto sulla strada per colpirlo in pieno in vari punti del corpo.
Una scia rosa comparve davanti all'eroe, questa girava in tondo, e aveva deviato tutti i frammenti.
ChatNoir cercò di mettere a fuoco quella figura, e riconobbe un corpo vestito di rosso e di nero tra SweetHeart e lui.
《LadyBug!》esclamò, contentissimo di rivedere la sua compagna.
《Ora ci penso io a lei.》sibilò la ragazza, e lanciò in aria il suo yo-yo, invocando il Lucky Charm
Tra le sue mani cadde un coltellino svizzero, e sapendo bene cosa fare, lo lanciò verso ChatNoir. Subito dopo, si catapultò sulla donna.
《Non così facilmente》disse lei, portando un dito alla tempia.《ti ordino di fermarti e di consegnarmi il tuo Miraculous》
A quelle parole, il tempo sembrò fermarsi. Marinette, che stava per colpire SweetHeart con la sua arma magica, era ora in ginocchio a terra con le mani tra i capelli.
Dopo qualche secondo, iniziò ad avvicinarsi lentamente alla donna, che ghignava soddisfatta.
《NO LADYBUG, NON FARLO!!!》urlò il compagno mentre cercava di usare il coltellino per slegarsi, ma sembrò non servire.
Quando Marinette ebbe raggiunto la sua mete, guardò negli occhi la donna, e sibilò:《mai.》
In una frazione di secondo, Marinette strappò il braccialetto dal polso di quella donna e lo lanciò verso ChatNoir, che si era appena liberato, e con il suo super potere lo mandò in frantumi.
LadyBug catturò e purificò l'Akuma, per poi far sparire il Lucky Charm e portare tutto alla normalità.
SweetHeart, che era ferma a terra, venne travolta da un'ondata di particelle bianche e rosa, che la fecero tornare normale.
《Ben fatto!》dissero in coro i due eroi, ma quando entrambi si girarono verso la donna, rimasero di stucco, soprattutto Marinette.
"Mamma?!?" Si chiese tra i suoi pensieri, quando vide che la donna akumizzata era proprio sua madre.
《S-Signora Dupain-Cheng?》chiese incredula, e si avvicinò piano piano.
《LadyBug... cosa è successo?》
Marinette cercò di prendere tutta la freddezza e la diplomazia del mondo, quella che usava sempre con chiunque, e parlò.
《Signora, è stata akumizzata da Papillon, ma ora può stare tranquilla perché è tutto finito.》
《Oh cielo, è stato orribile, e tutto solo per avidità...》piagnucolò la madre di Marinette, che la guardò interrogativa.
《Come scusa?》
《Papillon mi aveva promesso di darmi il potere di poter controllare le persone con il pensiero, fargli vuotare il sacco o obbligarli fare cosa volevo, per poter scoprire il segreto di mia figlia, e in cambio avrei dovuto consegnare i vostri Miraculous》
Marinette sentì gli orecchini suonare: doveva fare in fretta.
《Signora, tutti gli adolescenti hanno dei segreti, sono sicura che vostra figlia vi starà aspettando, che è stata in pena in questi 3 giorni in cui vi credeva chissà dove...》spiegò, e a quelle parole la signora si congedò, uscendo da quel luogo e correndo verso casa.
Una luce bianca e abbagliante ricoprì il corpo di LadyBug, che tornò ad essere Marinette. Due braccia foryi e muscolose le circondarono la vita, e la schiena sentì il contatto caldo di un altro corpo premuto contro di essa.
《Sei stata grande, Mari》sussurrò ChatNoir sulla pelle del collo candido di lei, per poi affondarvi il muso. Marinette si congelò quando sentì le labbra e la lingua del ragazzo sfiorargli quel punto.
《A-Adrien, che fai?》chiese, ma il ragazzo rispose con un'azione silenziosa che diceva tutto e niente.
La fece girare su se stessa, afferrò la nuca con una mano e la baciò.
Marinette, seppur in completo imbarazzo, non si scompose e mise le mani sulle spalle di lui, rispondendo al bacio. La lingua del biondo sfiorò le labbra rosee della ragazza, chiedendo l'accesso che venne acconsentito dopo qualche attimo di dubbio.
Marinette si sentì catapultata in un mondo magico, tra le braccia del suo amato. Non sapeva perché né come, ma stava accadendo, il suo più grande sogno e aspirazione, tutto ciò che aveva sempre desiderato da un anno intero e più.
ChatNoir strinse i fianchi della ragazza tra le mani, mentre la ragazza fece scivolare le mani dalle spalle al collo di lui, gli fece inclinare la testa per approfondire.
L'eroe si staccò dopo un bel po' tempo, e quando provò a guardare Marinette negli occhi, un bagliore avvolse anche il suo corpo, facendolo tornare Adrien.
Alla vista del ragazzo Marinette arrossì: era tutto vero.
Lei era con lui, e nessuno li avrebbe divisi ancora.
《Mari... io...》
《Non dire niente. Entrambi sappiamo già tutto》sussurrò lei, sorridente.
《Sì, ma io vorrei uscire di qui, non vorrei chiederti di essere la mia ragazza nelle fogne》
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