X. MOTH TO A FLAME - bruciarsi
"But does he know you call me when he sleeps?
But does he know the pictures that you keep?
But does he know the reasons that you cry?
Or tell me, does he know where your heart lies?
Where it truly lies."
Moth To A Flame - Swedish House Mafia ft. The Weeknd
<<Quanta gente avrà invitato?>> domandò Mia da dentro il camerino di prova di un negozio, mentre lottava con la zip di un vestito.
<<Non lo so, ma sai com'è fatto Lewis. Non mi stupirei se mi trovassi davanti anche qualche mio cugino italiano di terzo grado>> disse ironicamente Nikita.
<<Ohhh i tuoi cugini italiani, quando li rincontriamo?>> cantilenò Mia con un gran sorriso in volto, sbucando con la testa dal camerino.
<<Ohhh non fare quella faccia, Mia Kellerman>> le fece il verso la sua amica, puntandole l'indice contro. <<Non permetterò che i miei cugini possano rischiare nuovamente la vita per colpa tua>>.
Mia roteò gli occhi. <<Per colpa di Max vorrai dire>>.
<<Eri tu che continuavi ad urlare a Leonardo "sei bellissimo" prima che Max lo attaccasse al muro>>.
<<Mi piaceva imitare il loro accento, lo sai che per me Max era l'unico>> disse sincera.
<<Era>> sottolineò Nikita schiarendosi la voce, e Mia cercò di trattenere un sorriso.
<<Dai, fatti vedere>> la spronò, chiudendo quel discorso ed invitandola ad uscire per mostrare come le stesse il vestito.
<<Non sono convinta>> disse mettendosi davanti agli occhi di Nikita, che la stava già osservando con sguardo sognante.
<<Sei un incanto>> ribatté invece la sua amica.
Mia sia guardò allo specchio, studiando attentamente ogni dettaglio dell'abito nero di Louis Vuitton che le calzava a pennello.
Le trasparenze dello chiffon accarezzavano la sua pelle, accostandosi alla perfezione al tulle della gonna cortissima che proseguiva poi con una sottoveste, sempre trasparente, che le cadeva fino ai piedi.
<<Credo sia un po' troppo lungo per l'occasione>> disse Mia, accarezzando i ricami che impreziosivano l'abito.
La commessa che in precedenza le aveva mostrato il capo la osservava con ammirazione.
<<Io credo le stia divinamente>> le parlò sinceramente. <<Posso chiederle di che evento si tratta, se non sono troppo indiscreta?>>.
Mia guardò ancora una volta il suo riflesso allo specchio, effettivamente il vestito era magnifico.
<<Il compleanno del mio->> si fermò.
Lewis non era il suo fidanzato.
<<Di una persona molto speciale>> si corresse e Nikita si schiarì la voce per trattenere una risata.
<<Credo che questa persona adorerà il suo vestito. È spettacolare, davvero>> continuava a ripetere dandole del lei, nonostante ad occhio e croce pareva essere sua coetanea. <<E se il tulle che cade lungo le gambe le sembra inadatto per una serata più sbarazzina, lo può sempre togliere>> le suggerì, sbottonando l'apertura sul bacino di Mia, facendo così diventare l'abito un mini dress molto più succinto.
Mia rimase a bocca aperta, quello era esattamente il tipo di vestito che stava cercando.
<<Così Lewis lo perdiamo, gli verrà sicuramente un infarto>> esclamò Nikita, facendole ridere.
<<Aggiudicato, allora?>> domandò la ragazza con un sorriso.
<<Aggiudicato, facciamolo infartare>>.
***
<<Certo che il tuo amico è proprio megalomane>> disse Nikita, entrando nel locale in cui Lewis aveva organizzato la festa per il suo trentasettesimo compleanno, notando quanta gente fosse presente.
<<Pensa che mi ha detto di aver invitato solamente gli amici stretti>> le rispose Will ridendo, mentre dava velocemente la mano ad alcuni ragazzi per salutarli.
<<Ma saranno almeno trecento persone>> esclamò Nikita, strabuzzando gli occhi esterrefatta.
<<Lewis è fatto così>> rispose alzando le spalle. <<Hai sentito Mia?>>.
<<È in taxi>>.
<<È un caso umano anche lei, non capisco perché non sia voluta venire con noi>> e Nikita lo fulminò con lo sguardo.
<<Voleva che captassi lo stato d'animo di Lewis>> disse tranquillamente, per poi cambiare in modo repentino il tono di voce. <<E tu, William, amore mio, non ti azzardare ma più a chiamarla caso umano, altrimenti sarai costretto ad abbonarti a Pornhub, perché io non te la dò più>> aggiunse, dandogli un buffetto sul bicipite.
<<Sono già abbonato>> ribatté serio e Nikita lo fulminò con lo sguardo.
<<Amore, sto scherzando>> scoppiò a ridere, baciandola con trasporto e Nikita si sciolse tra le sue braccia.
<<Sei un cretino>> lo insultò ironicamente, mordendogli piano il labbro inferiore.
<<Mai quanto quel coglione di Lewis>> affermò, guardando oltre le spalle della ragazza, attirando anche la sua attenzione.
Lewis era su un divanetto con una bottiglia in mano, circondato da almeno quattro ragazze.
<<Merda!>> esclamò Nikita, avviandosi verso il pilota, noncurante della voce di Will che le intimava di non fare danni.
Raggiunse Hamilton a grandi falcate, ponendosi al centro dei divanetti occupati da lui e le ragazze che gli ronzavano attorno.
<<Lewis>> lo chiamò con voce ferma, incrociando le braccia al petto e lui alzò lo sguardo, accorgendosi finalmente di lei.
<<Hey Niki>> la salutò con enfasi, alzandosi non senza barcollare ed abbracciandola calorosamente. <<Com'è la festa, vi state divertendo?>> domandò, appoggiandosi su di lei per non traballare.
<<Sì, fantastica>> lo liquidò in fretta. <<Quelle sono tue amiche strette nel senso che ti stanno molto vicine, tanto da strusciarsi su di te?>> gli domandò, senza girare intorno alla questione.
E Lewis scoppiò a ridere.
<<Sei simpatica>> affermò, fin troppo divertito. <<L'ho sempre detto a Will>>.
<<Grazie, lo prendo come un complimento>> disse, trascinandolo via da lì e il suo fidanzato le andò in soccorso per aiutarla.
<<Willy>> urlò contento appena vide il suo amico. <<Ti stai divertendo?>> chiese anche a lui, sempre con lo stesso sorriso sghembo dipinto in faccia.
<<Ti prego, digli di sì anche tu e cerca di farlo sembrare sobrio nel giro di due minuti>> lo implorò Nikita, smanettando con il cellulare.
<<Guarda in che condizioni è, mi servirebbero almeno due ore>> si lamentò Will.
<<Due minuti>> ribadì Nikita, allontanandosi tra la calca di gente per raggiungere l'uscita del locale.
<<Dove va?>> domandò Lewis curioso.
<<A prendere una sorpresa per te>> rispose Will, usando lo stesso tono che avrebbe utilizzato per parlare con un bimbo di appena qualche anno.
<<Il mio regalo?>> chiese Lewis contento e lui annuì, porgendogli un bicchiere d'acqua pieno fino all'orlo.
Lewis alzò gli occhi su di lui, incenerendolo.
<<Will, non sono ubriaco>> disse deciso, rifiutando la bevanda dal suo amico e mettendosi in piedi all'improvviso. <<Ho visto entrare Angela, vado a salutarla>> aggiunse allontanandosi.
<<Non puoi andare dopo? Sta arrivando il tuo reg->> cercò di dire.
<<Torno subito>>.
***
<<Più ti guardo con questo vestito addosso, più mi convinco che tu sia la perfezione in persona>> esordì Nikita dopo che Mia fu scesa dal taxi.
La ragazza non rispose nulla, si limitò a sorridere e poi sospirò pesantemente, sotto gli occhi della sua migliore amica che la studiavano attentamente.
<<Che hai?>> le domandò preoccupata e Mia si sventolò una mano vicino al viso, nonostante Londra fosse gelida nelle serate di Gennaio.
<<Un po' d'ansia>> rispose, cercando di controllare il respiro, anche se con scarsi risultati. <<Lui?>>.
<<È leggermente su di giri>> affermò Nikita, passandosi nervosamente una mano tra i capelli.
<<In che senso?>> domandò Mia, aggrottando le sopracciglia.
<<Lo vedrai>> le rispose brevemente.
Le due ragazze si avviarono poi all'entrata del locale, superando anche gli uomini della sicurezza e ringraziando mentalmente Will per aver fatto aggiungere, all'insaputa di Lewis, Mia alla lista degli invitati.
<<Vedo Will ma non vedo Lewis>> notò Nikita, facendosi largo tra la gente e tenendo per mano la sua amica per non rischiare di perdersi. <<Gli avevo chiesto di rimanere con lui>> sbuffò.
Mia si guardò in giro, scrutando bene tra gli invitati, infastidendosi nel vedere così tante donne e quasi tutte in abiti che lasciavano poco spazio all'immaginazione.
E tra tante le sembrava di vedere anche qualcuna con cui Lewis era stato beccato dai paparazzi, ed inevitabilmente pensò che con alcune di loro ci fosse finito a letto.
Scorrendo a destra e sinistra con gli occhi però, nel suo campo visivo entrò lui.
Mia si bloccò sul posto, facendo fermare anche Nikita che cercava di farla avanzare.
<<È lì>> disse soltanto, indicando alla loro sinistra con la testa.
<<È con Angela>> notò Nikita, guardando in quella direzione.
Mia le lasciò la mano, ed andò verso di loro, incurante di tutto.
<<Lew>> iniziò a chiamarlo a gran voce, procedendo a passo spedito, tenendo il tulle della gonna con una mano per non intralciarsi.
Urlò più volte il suo nome, ma la musica ad altissimo volume la sovrastava, e Lewis non si accorse mai di lei.
Ma Angela sì.
Non appena vide Mia a pochi passi da loro, mise le mani sul volto di Lewis e lo attirò a sé, facendo scontrare le loro labbra.
Lo stava baciando.
Sotto gli occhi di Mia, che sentì mancare la terra da sotto i piedi.
Le bruciavano gli occhi, non trovava più aria pulita da respirare.
Sarebbe voluta fuggire, ma le veniva difficile anche solamente coordinare i movimenti del corpo.
Neanche più la musica arrivava alle sue orecchie.
Era bloccata, inerme, senza forze.
Lewis si staccò confuso da quelle labbra, disorientato, spaesato.
E trovò i suoi occhi azzurri che lo fissavano con disprezzo, da chissà quanto.
Le andò incontro e questo bastò per farla rinsavire, girandosi per andare velocemente via da quel posto.
Per andare velocemente via da lui.
<<Mia aspetta, non è come sembra>> cercò di dire, mettendole una mano sul fianco.
<<Lasciami stare, vai a fanculo>>.
<<Fammi spiegare>>.
Mia si voltò verso di lui, con gli occhi vuoti, glaciali.
<<Cosa vuoi spiegare?>> urlò ad un palmo dal suo viso. <<Vuoi spiegarmi quanto fai schifo, eh Lew?>>.
E una lacrima le bagnò la guancia.
<<Amore, non so perché mi abbia baciato, credimi>> provò ancora a giustificarsi.
<<Amore>> disse Mia scoppiando a ridere dal nervoso. <<Ma sai almeno che cazzo vuol dire amore?>> gli chiese a muso duro, facendogli scostare bruscamente la mano dal suo fianco.
Will si avvicinò a loro, prendendo sottobraccio entrambi.
<<Vi stanno guardando tutti, potreste smetterla?>> li sgridò.
<<Andiamo a parlarne fuori>> acconsentì Lewis.
<<Io adesso vado via, non ho nulla da dirti>> lo contraddisse lei, sgusciando dal braccio di Will e raggiungendo velocemente l'esterno del locale.
Si guardò attorno, cercando con lo sguardo un taxi libero nelle vicinanze, ma con nessun risultato e fu costretta a prendere il telefono per chiamarne uno.
<<Buonasera, vorrei prenotare un taxi a Berkeley Stre->>.
<<Dai, metti giù>> le intimò Lewis, arrivando alle sue spalle, togliendole il telefono dalle mani e staccando la chiamata.
<<Mi vuoi lasciare stare?>> sbottò riprendendosi il cellulare.
<<No, devi farmi spiegare>> insisté lui.
<<Non mi importa nulla delle tue spiegazioni, tu non hai mai voluto ascoltare le mie>> ribatté lei, appoggiandosi con le spalle al muro e chiuse gli occhi.
E lui la imitò, mettendosi nella stessa posizione al suo fianco.
<<Mi ha baciato lei>>.
<<Non mi interessa>>.
<<Non saresti qui se fosse così>>.
<<Infatti ho sbagliato a venire, sono una cretina>>.
<<Mi ami?>> le domandò guardandola di lato.
<<Troppo>>.
Lewis sorrise e allungò una mano per afferrare la sua.
<<Non mi devi toccare però>> si alterò, allontanandosi e camminando avanti e indietro per il marciapiede.
La osservava senza dire una parola, solo il ticchettio dei tacchi sull'asfalto e il suono ovattato della musica all'interno del locale, rompevano il silenzio.
Sbuffava e ogni tanto si fermava a guardare la strada.
Era delusa e Lewis lo sapeva.
Sentiva il suo cervello lavorare, il suo cuore correre, i suoi occhi trattenere le lacrime.
<<L'hai baciata>> borbottò.
<<No, non l'ho baciata io>> la corresse.
<<Zitto>>.
E Lewis si ammutolì, notando come Mia fosse diventata improvvisamente tesa, molto più di prima.
<<Dopo tutto quello che ci ha fatto, tu l'hai baciata>> disse fermandosi davanti a lui, che la guardò perplesso.
<<Cosa ci ha fatto?>> domandò non capendo, e sorvolando sul fatto che non fosse stato lui a baciarla.
<<Lei sa tutto, Lew>> urlò.
<<Di cosa stai parlando?>> chiese, alterato dal comportamento di Mia.
<<Del fatto che mi stiano costringendo a sposare Max>>.
Lewis la fissò con gli occhi spalancati.
<<Lo sto facendo solamente per te, perché ti amo da morire>> disse iniziando a singhiozzare. <<E non voglio che tu abbia alcun problema a causa mia>> e lui continuava a non capire mentre la guardava piangere senza sosta.
Le lacrime, il respiro corto, le mani che le tremavano.
<<Non ti sto capendo, chi ti sta obbligando a sposarti?>>.
<<Lascia perdere>> lo liquidò, voltandosi per andare chissà dove, senza alcuna meta, ma Lewis la fermò, tenendola per il polso.
<<Mia, io vengo ad interrompere tutto>> disse guardando dritto nei suoi occhi azzurri.
<<Hai appena baciato quella stronza>>.
<<Mi devi ascoltare, cazzo>> la zittì. <<Max sa che sei qui da me?>> le domandò e Mia non rispose.
<<Non lo sa vero? Lo sa che mi chiami quando dorme? Sa delle nostre foto che ancora conservi? Lo sa perché piangi? Dimmi, sa che il tuo cuore appartiene a me?>> le parlò, alzando la voce, attirando l'attenzione di alcuni passanti. <<Non sa un cazzo di tutto ciò>> si rispose da solo.
<<E non lo saprà mai, perché sono mesi che questa situazione va avanti e non hai mai avuto il coraggio di scegliere me una volta per tutte>>.
<<Lasciami stare>> strillò lei, cercando di sgusciare dalla sua presa, seppur la tenesse in modo delicato.
<<Io verrei a fermare il tuo cazzo di matrimonio, andrei anche sulla Luna per te. E tu cosa faresti per me?>>.
<<Io sono qui>>.
<<Tu sei qui e lui non lo sa>> ribadì. <<Tu non sei disposta a rischiare nulla per me>>.
Mia fece nuovamente per andarsene, ma ancora una volta Lewis la fermò.
Le si annebbiò la mente.
Le urla, la mano di Lewis sul suo polso, il non capirsi.
Le sembrava un incubo troppo familiare, che con lui non voleva rivivere.
E gli tirò uno schiaffo.
Fortissimo.
Lewis rimase inerme. Impietrito da quel gesto così repentino e inaspettato.
<<Lew, scusa>> si pentì immediatamente, facendogli una carezza sull'esatto punto in cui lo aveva colpito.
Le scostò la mano.
<<Avviso il mio autista per portarti in aeroporto, e avrai un volo privato per Nizza, così potrai arrivare a Monte Carlo>> disse freddo, senza pensarci un istante in più.
<<No Lew, ti prego>>.
<<Mia, basta>>.
Si voltò, e lo vide sparire dietro le porte del locale, consapevole di aver sbagliato tutto, ancora una volta.
Questa volta, per sempre.
🦸🏻♀️🦸🏻♀️🦸🏻♀️
MA CIAO CUORISSSSCINI💛
Ma come state? Ma quanto vi sono mancata? È stata brutta la prima settimana senza nessun capitolo da ottobre?
E dite la verità, finalmente non vi ho rotto il cazzo per qualche giorno in più 😂
Che ne dite? VE GUSTA QUESTO DRAMA?
ANGIECOLEICHESACULLEN che mi si limona Lewis, Mia che lo schiaffeggia,
OHHH MA DIAMOCI UNA CALMATA.
E va bhe, Gigino che fa? Mi va a chiudere definitivamente con Mia.
Sì, ho i fazzoletti, ne ho per tutti🤧🤧🤧
È un capitolino bello tosto, lo so, spero che nessuno abbia bisogno di riprendersi dopo tutto ciò, perché il prossimo sarà un altro bel colpo di grazia ⚰️
Ma ne parleremo a tempo debito, perché sono straincasinata in questo periodo, ma spero di farmi sentire presto.
Vi lascio il mio profilo ig @whoismonique_wattpad per parlare di minchiate e ogni tanto di cose mediamente serie.
Vi mando tanti bacini,
Monique🫶🏼
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