57. Paesaggio

Il fluire sconvolto delle macchine da seta,

e i cavi della linea tramviaria,

tre furgoni sulla piazzola sperduta,

una gru così alta dinoccolata,


tutti quegli alberi impiantati in coda

quasi per farsi notare

in mezzo al silenzio inesistente,

una fabbrica prima di un ponte disperso,


palazzine a frotte che mi coprono il sole,

casupole ai brevi confini,

muri invisibili alle stazioni,

e nebbia a coprir lo stupendo disastro.


Qualcuno vorrebbe dormire,

qualcun altro vegliare:

chi vorrebbe fuggire,

e chi non gl'importa e può restare.


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