[8]

La colazione procedette tranquillamente, e dopo ciò, la ragazza si alzò dalla sedia.

«E adesso che fai?» chiese Nightmare.

«Ti va di fare qualcosa? Non dirmi che vuoi passare i giorni interi stando qui chiuso!»

«Veramente io non faccio mai nulla.» disse con ovvietà il mostro e (t/n) lo guardò storto.

«Adesso vado a cambiarmi, ci sono dei vestiti che posso indossare nell'armadio?» chiese la ragazza, mentre già si era messa a camminare per tornare alla sua camera.

Nightmare la seguì.

«Ci sono solo vestiti molto eleganti, se vuoi mettere quelli.»

La ragazza annuì con la testa, ed entrò.

«Beh? Che ci fai qua? Devo cambiarmi.»

«Puoi farlo anche davanti a m-» il mostro non finì che la ragazza gli aveva già sbattuto violentemente la porta in faccia.

Il mostro ridacchiò fra sé e sé divertito, e si allontanò.

Nel mentre, (t/n) si era spogliata completamente, rimanendo in intimo.
Aprì l'armadio, e un'ondata di polvere le arrivò addosso, facendola tossire e starnutire più volte.
Probabilmente non veniva aperto da un po', e l'odore al suo interno non era gradevole.
Però rimase incantata alla vista degli abiti al suo interno.
Di una seta finissima, decorati con pizzo, merletti, fiocchi e altre cose vistose.
Di tutti i colori, sembravano semplici ma belli e semplicemente perfetti in tutto.
Degni di una principessa.
Li tirò tutto fuori, e dopo un lungo pensare a causa della sua indecisione, ne scelse uno.
Rosa fragola, il tessuto luccicava.
Il corpetto era stretto, il merletto era bianco su esso, e sulla cinta un grande ma sottile fiocco rosso scarlatto.
Si girò e rigiro più volte davanti allo specchio, e imitò le pose di una reginetta.
Le stava bene, esaltava le sue forme ma in alcun modo volgare, la faceva sembrare più bella di sempre.
Si pettinò i capelli e li lasciò sciolti, che le ricadevano sulle spalle.
Soddisfatta uscì dalla stanza, e si trovò Nightmare di davanti.

«Ce l'hai fatta allora.» disse, e poi la squadrò dalla testa ai piedi.

Uno strano colorito blu prese il possesso delle sue goti.

«Beh? Come mi sta?» chiese la giovane.

«Da incubo.»

Alla ragazza spuntò uno strano sorriso e le sue guance si tinsero di rosso, si sentiva bruciare.

«H-Ho detto qualcosa che non va?» chiese Nightmare non capendo, ma (t/n) gli si avvicinò e gli diede un bacio sulla guancia, lasciando senza parole il mostro.

«Grazie.» gli sussurrò e se ne andò più avanti.

Nightmare si sentiva esplodere da dentro.
Era sempre più convinto che fosse quella giusta, forse lei lo avrebbe potuto davvero salvarlo.
Perché già, sentiva che lei era diversa, diversa dalle altre.

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