[14]

Dopo lunghi minuti di camminata, il mostro era ormai a pezzi, stava per morire anche lui.
Trovò un piccolo posto all'ombra creata dagli alberi di quella fitta foresta, e velocemente ci si buttò sotto.
Doveva pensare alla svelta, come poteva portarla da un medico in quelle condizioni?
Era pieno di bolle, di ustioni, e tra l'altro era anche il mostro da tutti temuto ed emarginato.
Doveva aspettare la notte forse.
Mancava poco, il sole stava per tramontare.
Guardò la ragazza inerme tra le sue braccia e la strinse a sé.

«Resisti ti prego, ti prego...» sussurrò e accadde qualcosa che da anni ormai non faceva.

Pianse.
Le lacrime gli caddero sul volto nero come la sua anima.
La giovane aveva sbloccato anche questa parte di lui.
Grazie a lei, Nightmare continuava a provare emozioni che si erano fermate come le lancette di un orologio rotto.
Le stesse emozioni che una volta era capace di provare, e che nessuna era riuscita mai a fargliele riprovare.
Presto (t/n) avrebbe scoperto il senso di tutti quei ritratti, e del perché erano lì.
Finalmente il cielo diventò blu profondo, e le stelle piano piano apparvero tappezzandolo, e dando quella poca luce al paese.
Finalmente Nightmare poté camminare tranquillamente.
Sperava che nessuno la riconoscesse, ma era molto improbabile.
Avrebbero potuto catturarlo, ma non importava.
Avrebbero potuto torturarlo, ucciderlo, ma non importava.
Ciò che contava in quel momento era la vita di (t/n).
Se lui l'aveva messa in pericolo, lui meritava di essere punito.
Camminò per le strade deserte cercando di nascondersi il più possibile, sebbene non ci fosse nessuno.
E finalmente, grazie ad una candela accesa che scorgeva il cartello, trovò un medico.
Aveva il cuore in gola, ma senza ripensamenti bussò.

«Chi è a quest-» il signore interruppe il suo commento mentre apriva alla vista di chi aveva davanti.

Spalancò gli occhi e saltò in aria urlando.

«IL MOSTRO! È IL MOSTRO! AIUTO, QUALCUNO MI AIUT-» venne di nuovo interrotto, stavolta da un tentacolo di Nightmare che gli tappò la bocca con l'occhio acceso dalla rabbia.

«Silenzio! Ho bisogno che tu mi aiuti.» disse a bassa voce ma le luci delle case si accesero, preoccupate e incuriosite dalle urla dell'uomo.

Il mostro si girò dietro di lui e imprecò, aveva poco tempo.

«Devi fare qualcosa per me. Vedi questa ragazza? Sta per morire. Ti prego, aiutala.» lo pregò, ma venne scoperto da una folla di gente, che sfruttò l'occasione per catturarlo.
Il mostro si dimenò, cercò di fuggire dalla presa di tutta quella gente, ma ricevette una forte botta in testa.
Si sentiva svenire, aveva giramenti di testa e vedeva sfocato.
Cadde a terra.
Con un ultimo sforzo, si rivolse all'uomo, terrorizzato e con in braccio la ragazza.

«Salvala, ti prego...»

Detto ciò, il buio dominò la sua mente.

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