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Passarono molti anni dall'accaduto, e la città era rimasta nelle stesse condizioni, se non peggiori.
Le carestie, le malattie, la mancanza di speranza stava ormai uccidendo tutti lì.
Dream non rivide più Night, ormai aveva preso il posto dei suoi genitori nel governare.
Egli era sempre stato invidioso di suo fratello, aveva sempre creduto che i suoi genitori lo considerassero migliore di lui, che lo amassero di più.
Infatti al potere sarebbe dovuto andare al povero ragazzo, ma ormai rimaneva soltanto Dream.
Non si sarebbe mai perdonato ciò che aveva fatto, ma non aveva neanche il coraggio di dire a tutti di chi era la colpa.
Il popolo aveva bisogno di lui in un momento come questo, e suo fratello era completamente scomparso.
Ma un giorno...
Una bella ragazza di giovane aspetto era finalmente arrivata in quel paesino dopo un lungo viaggio.
Non era di lì, anzi a dir la verità, era la prima volta che ci metteva piede.
Non era neanche propense a farlo, dato che quel posto oscuro e triste la inquietava molto e non prometteva nulla di buono, ma aveva bisogno di mangiare qualcosa e riposarsi.
Entrò in un ostello e si sedette al bancone.
Un giovane ragazzo la notò e si mise a sua disposizione, per permetterle di ordinare.
Mentre mangiava, guardava fuori dalla finestra quello scenario.
«Vedo che è rimasta incantata dalla bruttezza di questo posto, signorina.» disse il barista.
La ragazza distolse lo sguardo.
«Come si chiama?» chiese poi.
«(T/n).» rispose la ragazza.
«Effettivamente ha ragione, ha colto la mia attenzione. Perché questo posto è così...cupo? Silenzioso?» domandò.
«Ah, signorina...» sospirò il cameriere.
«È una lunga storia.» sentenziò alla fine.
«Mi racconti, la prego.» si mise comoda (t/n) curiosa di sentire la storia.
«E va bene. Deve sapere che il nobile che comanda in questo paesino aveva un fratello, quando era piccolo. Questo ragazzo era sempre stato...diverso dal fratello. Erano come due opposti. E anni fa, un giorno, quel ragazzo fece un grave errore, quello che ci portò, e portò questo posto alla rovina. Credo lei abbia notato il grande albero al centro del paese, no? È grandissimo, ed è un albero magico. I suoi frutti rappresentano il bene e il male. Non si possono toccare. Sennò l'equilibrio si spezzerebbe, e i frutti comincerebbero a cadere, facendo morire sempre di più questo posto.»
«E il ragazzo mangiò una delle mele?» chiese la ragazza.
Il barista annuii.
«Proprio così. Un solo frutto ha causato tutto questo. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E al fratello troppo curioso fu data la punizione che meritava, ovvero si trasformò in un orribile mostro. Ricoperto di melma nera, con un solo occhio e con quattro tentacoli che gli spuntano dalla schiena. Scappò lontano e nessuno riuscì a seguirlo. L'albero gli ha lanciato questa maledizione. Tutto l'odio e il male del mondo è su di lui ora. E adesso i frutti invece di crescere, marciscono e cadono, portando altre disgrazie. Una bella ragazza come lei non dovrebbe stare qui.»
(T/n) guardò fuori ancora un po'.
«Quante mele mancano?»
«Purtroppo non molte.»
«Che fine ha fatto il fratello?»
«A quanto ho sentito, adesso vive in un castello da solo.»
«C'è un modo per salvarlo?» chiese infine la giovane.
Il cameriere non rispose subito, rimase interdetto.
Di solito la gente non reagiva così a questi racconti.
«Perché le interessa? È solo un orribile mostro.»
«Sarà, ma magari ci sarà un motivo per ciò che ha fatto. Forse...non voleva...» l'animo gentile della ragazza uscì fuori.
«Mi sembra molto improbabile signorina. Ma adesso basta parlarne.» tagliò corto il cameriere.
«In realtà un modo ci sarebbe...» parlò qualcuno alle loro spalle.
La ragazza si girò, e individuò la figura di un vecchio uomo seduto a un tavolo, con un cappuccio a coprirgli il volto, e tutti i presenti nel locale si zittirono per ascoltarlo.
«Cosa intende?» chiese la giovane.
«Non gli dia retta (t/n), è solo un vecchio. Hey, Charles, smettila di dire cavolate. L'altra volta te ne sei uscito con il fatto che Dream aveva mangiato la mela al posto di Night.»
Le persone li intorno risero leggermente, ma il vecchio non si scompose, e rivelò il suo viso abbassando il cappuccio.
«Signorina, come le è stato detto, il mostro ha sopra la sua anima odio, disprezzo, male. Tutto ciò gli si è stato buttato addosso dalla gente stessa. Se un giorno la sua anima nera dovesse purificarsi grazie a sentimenti come l'amore, la felicità, il buono...tornerebbe normale, ma quando tutte le mele cadranno, la maledizione sarà irreversibile su di lui, e su questo posto.»
La ragazza rimase incantata da quelle parole, tanto da rifletterci su per molto.
Il cameriere la distolse, come se per lui quelle parole fossero solo baggianate che si raccontano ai bambini creduloni.
«Venga, le mostro una camera dove potrà dormire fino a domani.» le prese delicatamente il braccio.
(T/n) si girò verso di lui mentre si alzava dallo sgabello, e quando si rigirò per rivedere il vecchio, era ormai scomparso.
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