Bad ending (3)
Shinya si lavò il viso arrossato dalle lacrime con la convinzione che l'acqua potesse portare con sé ogni ricordo delle ore precedenti ed ogni sofferenza.
Ovviamente non fu così.
Dentro percepiva ancora quella sensazione strana e dannatamente intensa che lo torturava dall'interno, divorando ogni centimetro della sua pelle, consumando la sua carne.
Sayuri lo aveva chiamato, poco prima, e lui si era sforzato di fingersi il solito ragazzo sbadato e sorridende.
"Mi ero dimenticato che oggi ti dimettevano!" aveva detto improvvisando una lieve risata, ma non era mai stato tanto impegnativo fingere che andasse tutto bene.
Evitò di guardarsi allo specchio ed uscì dal bagno.
Indossò una camicia ed il primo paio di pantaloni che trovò, dato che tra non molto Sayuri avrebbe bussato alla porta della sua stanza.
Non era riuscito a dirle di no, ma nemmeno desiderava passare del tempo con qualcuno.
- Toc toc - disse una voce dolce che il biondo conosceva bene.
Il ragazzo aprì la porta e vide Sayuri sorridergli gentilmente, mentre alzava un poco la mano per salutarlo.
Shinya dedicò un rapido sguardo alla sua camera ed intravide i frammenti di vetro dello specchio sul pavimento, il letto sfatto e colmo di ricordi della sera precedente.
Tutto era andato in pezzi.
- Ti va di fare una passeggiata? - propose d'un tratto, sapendo che non avrebbe potuto giustificare le condizioni della sua stanza se la ragazza fosse entrata.
Sayuri annuì e sorrise, precedendo di poco il biondo e dirigendosi verso l'uscita.
I due ragazzi camminavano in silenzio sotto i pochi alberi rimasti ancora in vita, che a dispetto dei combattimenti e della distruzione passata lasciavano nascere sui rami secchi nuove foglie.
- C'era qualcosa che volevi dirmi? - chiese Shinya detestando il silenzio che si era formato.
La ragazza esitò un pò prima di rispondere.
Indossava un vestito abbastanza corto, che ondeggiava per colpa del vento.
E sorrideva, con il viso paonazzo coperto per metà dai capelli castani.
- Ti ricordi ciò che ti dissi in ospedale? - gli chiese fissando l'orizzonte.
Shinya esitò prima di rispondere.
- Piacere non significa amare - ripeté osservando una foglia cadere dal ramo dell'albero che li sovrastava.
Era di un verde acceso, ma per quanto fosse sana e perfetta, non era riuscita ad essere abbastanza forte da rimanere aggrappata al ramo.
- Non nel tuo caso - rispose Sayuri girandosi per guardarlo negli occhi.
La ragazza si avvicinò e cercò di afferrare le sue mani, intrecciandole delicatamente alle proprie.
- Tu mi piaci, ma non è come ti ho detto in ospedale... non in quel senso... mi piaci, ma, no no! Io ti amo e basta, Shinya - balbettò arrossendo.
Si lasciò sfuggire una risata e cercò di coprirsi timidamente il volto paonazzo.
- Sono sempre la solita sbadata e ho rovinato tutto - ammise cercando di non guardarlo negli occhi ed accennando un sorriso.
Shinya deglutì e sfilò le mani da quelle della ragazza.
- Non... non posso - rispose confuso e divorato da quella sensazione di disagio che provava.
Cosa avrebbe dovuto rispondere ai sentimenti di Sayuri?
Sapeva fin troppo bene cosa si provava a venir rifiutati e non avrebbe mai permesso alla ragazza di conoscere quelle emozioni.
- Lo so, se è per Guren... non importa, io... - cercò di dire, ma Shinya la interruppe improvvisamente.
- Tu non sai niente! - gridò il ragazzo quando sentì il nome del moro.
Provò d'un tratto freddo e cercò di scaldarsi da solo, stringendosi tra le braccia.
Un vento improvviso scompigliò i capelli di entrambi, staccando prepotentemente le foglie dagli alberi secchi e scalfiti dalle cicatrici della guerra.
- Shinya... - cercò di chiamarlo la ragazza, confusa, avvicinando una mano alla sua guancia.
Il biondo la scacciò ed indietreggiò, fissando un'ultima volta la sagoma della giovane che si scontrava con i raggi del sole.
Sfumature rossastre percorrevano il suo vestito chiaro e confondevano il colore del viso paonazzo.
Shinya si allontanò velocemente in direzione degli alloggi, senza salutare, senza capire perché stava fuggendo.
Le sembrava il momento di confessargli quei sentimenti? Non vedeva quanto soffriva?
Quelle domande risuonavano nella sua mente, sovrapponendosi alla risata lieve del mostro che viveva dentro Shinya.
"Poverina" gli disse fingendosi dispiaciuto.
Dopotutto, chi era lui per farle provare ciò che Guren gli stava facendo passare?
_Angolo commentoso_
Scusate se pubblico ora! Ho avuto degli imprevisti in questi giorni °^°
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