Bad ending (2)

"Non mangiare" ordinò il mostro dentro Shinya "A cosa ti servirebbe?"

Il ragazzo si alzò debolmente e si diresse barcollando verso il frigorifero, asciugandosi le lacrime con il palmo della mano.

- Io devo... vivere - sussurrò afferrando la maniglia del frigo e tirandola leggermente.

"Che senso ha continuare a farlo?" gli domandarono i suoi sentimenti, facendolo esitare.

Ormai era a pezzi, fisicamente e mentalmente.

Lasciò il frigorifero aperto a metà e rimase con la mano sulla maniglia, indeciso.
Provò a tirare ancora un poco, ma subito il demone lo interruppe.

"Perché non vuoi morire?" chiese serio il mostro, senza riuscire a capire le intenzioni del ragazzo. In verità nemmeno Shinya comprendeva più cosa aveva dentro la sua testa.

Il biondo deglutì, senza rispondere.

"Hai paura, dopotutto. Non è così?" chiese nuovamente e quella voce risuonò nella mente del giovane "Codardo"

Non aveva più nessuno per cui continuare a respirare, o almeno così si convinse.

Lasciò la maniglia e chiuse con forza il frigorifero, coprendosi la faccia con le mani e trattenendo invano le lacrime.

Dopotutto era vero che aveva paura, ma non vi era sentimento più umano di quel timore.

"Non comportarti così" gli disse il demone, rassicurandolo, ma lui continuava a piangere, accucciandosi a terra con la schiena contro il frigorifero.

- E cosa dovrei fare? - singhiozzò mettendosi le mani nei capelli.

"Non mangiare, ti sentirai meglio piano piano"

- Morirò -

"Infatti"

Con quella consapevolezza strinse gli occhi cercando di trattenere le lacrime e singhiozzò.
Girò il volto e cercò di non guardare il suo corpo magro ed ossuto.

Forse era giusto così.

Ma come aveva fatto a finire in quello stato?

In ospedale, intanto, Sayuri riceveva un mazzo di fiori dai compagni di squadra.

- Grazie, che bel pensiero - disse sorridendo.

Guardò la porta più volte, in attesa dell'arrivo di Shinya e, magari, anche di Guren.
Si sentiva abbastanza preoccupata per la cotta del ragazzo nei confronti del colonnello, ma dentro di sé sperava che il moro potesse comprendere i sentimenti dell'altro.
E se non fosse successo, forse, avrebbe raccolto un pò di coraggio.

- Mi chiedo se sia capitato qualcosa a quei due - si domandò Jūjō appoggiando la sua mano su quella di Goshi.
Entrambi si guardarono e si sorrisero, imbarazzati.

Sayuri notò gli sguardi di entrambi ed iniziò a ridacchiare.
In quel momento la porta si aprì di scatto.

- Hey! Guarda chi si vede - esclamò Goshi quando Guren entrò nella stanza della giovane.

La ragazza cercò con lo sguardo Shinya, ma non lo vide comparire dietro il colonnello.
Era dispiaciuta del fatto che non fossero insieme, eppure qualcosa dentro di lei sperava ancora di poter vedere un lato positivo in quella situazione.

"Chiamerò Shinya, dopo" pensò sorridendo.

- Volete andare a mangiare qualcosa? - propose Jūjō, dato che si era creato un silenzio imbarazzante.

- Io non me la sento - rispose Guren accennando un sorriso, poi posò la sua mano sulla spalla di Sayuri e poco dopo uscì dalla camera.

- Nemmeno io posso - decise sul momento la ragazza dai capelli castani.
I compagni la guardarono corrugando le sopracciglia, ma poi decisero di non fare domande e di darsi appuntamento per il giorno seguente.

Quando tutti uscirono dalla stanza, Sayuri scelse di prolungare un pò la sua permanenza in ospedale.

"Altri venti minuti quì, poi me ne andrò" pensò e prese in mano la cornetta del telefono, digitando un numero.
Aspetto un bel pò prima che qualcuno rispondesse.

- Pronto, Shinya? Sono Sayuri - la ragazza sorrise giocherellando con il filo del telefono - Ho una cosa da dirti -

_Angolo commentoso_
Non so che dirvi ~ grazie per essere arrivati fin quì, sono comunque molti capitoli. *si inchina*

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