OC Millennial Program
OC per la storia di LadyFraise.
Spero ti piaccia, se ci sono problemi fammelo sapere ^^.
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Nome: Griffin, abbreviato in Griff.
Nome alternativo: Robin, come Robin Hood, il ladro che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Solo che Griff non ruba a nessuno per nessuno. Lui è un ladro. Di vite umane.
Soprannome: Blue Phantom, chiunque, tutte le volte che se lo trovava "vicino", ha affermato di aver visto un "fantasma blu" passargli accanto e sparire. Per questo motivo il Governo ha scelto tale soprannome.
Cognome: Galbraith.
Età: 24 anni.
Aspetto+immagine: Griffin sembra più giovane di quel che è in realtà: faccia pulita e lineare, alto e snello, viene sempre preso per un ventunenne. I suoi occhi sono di un azzurro misto al verde, e sono molto chiari. Tiene i capelli lisci e corti di un colore molto simile ai suoi occhi, perché gli piace l'effetto che fanno nell'insieme; vuole che abbia un aspetto particolare e non banale, che sia difficile da dimenticare e facile da giudicare. La sua altezza si aggira attorno al metro e ottanta, non si è misurato perciò non lo sa con esattezza, e pesa circa sessantotto chili. Nonostante sembri esile ha un fisico ben scolpito, sotto i vestiti che porta, e spesso si nota data la sua fortuna nel trovare abiti che gli stiano perfetti e che risaltino il suo corpo. Ama indossare camicie semi-aderenti con sopra dei gilet che cadono morbidi. Griffin ha un sorriso affascinante, da seduttore; non si tira indietro nel provocare le persone, spingendosi anche ad esagerare, a volte, con le parole. È il suo bell'aspetto a renderlo così sicuro di sé, e il fatto che tutti caschino ai suoi piedi non appena usa un gesto provocatorio o un sorriso più malizioso di un altro. L'unico suo difetto è una cicatrice sul lato sinistro del petto, di cui nessuno però sa niente. Lui tende a non dargli troppo peso.

Aspetto+immagine (quando va in missione): non abbandona le sue amate camicie, indossandone una più morbida del normale con dei bottoni color oro; il resto è della stessa tonalità dei suoi occhi, quindi un misto fra azzurro e verde. È un completo che ha ideato lui e che si è fatto cucire su misura, comprando poi a parte degli stivali neri che si stringono con dei lacci. Porta anche dei particolari tipi di guanti: ne ha due paia, uno con la copertura delle punta delle dita tagliata, un altro invece intero. Non ha un criterio ben preciso per sceglierli, prende quelli che in quel momento gli va di mettere e che gli potrebbero tornare più comodi. Indossa anche una sciarpa, che mette però solo quando c'è particolarmente freddo.

Sessualità: omosessuale.
È disponibile ad una relazione?: sì.
Carattere: (meglio leggere prima la storia ^^") il nostro è un ragazzo dalle maniere gentili e delicate, e un seduttore nato, come accennato nella descrizione precedente; Griffin ha un aspetto affascinante, e non nasconde sicuramente la sua bravura nel sedurre e nel piacere. Non che gli interessi avere molte relazioni, solo che è più facile parlare con qualcuno se si piace a quel qualcuno. Infatti è un tipo molto aperto e socievole, non si tira indietro quando si apre qualche bella discussione e anche se non c'è, è in grado di creare un'atmosfera tranquilla con chiunque. Spesso sta in piedi e cambia posizione più volte perché odia stare fermo sempre nello stesso punto; Griff è attivo, si muove tanto, per cui si annoia se non c'è nulla di nuovo da fare. Inoltre, anche se è amichevole, è raro che sia disponibile a fare qualcosa senza ricevere niente in cambio; nel senso, non lo farà mai pesare, ma farà capire che nel caso non ci fosse un guadagno allora si può marcire aspettando che lui faccia un favore. Non è scortese, ma non si fida delle persone e tende ad evitare coinvolgimenti emotivi. Dopo la morte di suo fratello, la persona con cui stava meglio e a cui voleva più bene, non ha mai trovato veramente qualcuno che potesse eguagliare il rapporto che aveva con lui, per cui giudica subito le persone come "non sono John" e non dà molte possibilità. È comunque gentile, come ho detto, e se trovasse un vero amico (o una vera amica), allora sarebbe più che felice di aiutarlo in qualsiasi cosa, senza volere nulla in cambio.
"Sapete come si dice? Sii gentile, e tutto ti sarà dato. Beh, non è così, ma io ci provo."
Griffin pensa che le storie degli altri siano anche le sue: prima o poi, ruberà quelle più belle e le segnerà nella sua bella agenda delle vite. Da piccolo segnava quelle che gli altri prendevano ad altri ancora; adesso segna quelle che lui prende da solo, con le sue mani. Adora sentire, quando sta uccidendo una vittima con un taglio mortale sul collo, come la vita gli stia scivolando via con il sangue, macchiando le sue dita, le mani, le braccia a volte, quando cola, e divenendo di sua proprietà. Avere l'onore e il privilegio di essere la causa della morte di una persona, di vedere i suoi occhi chiudersi, la sua vita spegnersi, i suoi ultimi attimi mentre respira; gli piace così tanto che non ne potrebbe fare a meno.
"John, avremmo fatto così noi, vero? Avremmo osservato gli altri affidarci le loro vite insieme alla loro più completa fiducia, per sempre, e l'avremmo fatto insieme. Ma quei due idioti ti hanno ucciso, eh? Chissà quanto hai sofferto. Ma ciò che faccio è quello che, in parte, volevamo... ed è come se tu fossi con me."
È bravissimo, inoltre, nei travestimenti, sia maschili che femminili; riesce ad impersonare facilmente le persone che studia per molto tempo, riesce ad imitare i loro gesti, a volte anche la loro voce. Se dovesse infiltrarsi da qualche parte, sarebbe perfetto per travestirsi. E lo fa bene soprattutto con coloro che ha ucciso; prima li osserva, fa delle prove, e quando la loro vita passa a lui è in grado di essere loro. Un'abilità che nessuno conosce, perché tutti quelli che imita perfettamente sono morti; il resto è passatempo.
"Se io, per puro caso, dovessi uccidere un personaggio famoso che sia o nella politica o nel cinema e dovessi poi sostituirlo, come farei, dici? Troppo impegnativo, su, non sono mica un attore. Però ci riuscirei, stanne certo."
Infine, a Griffin piace provocare la gente; che sia farla arrossire o innervosire, si diverte a vedere le diverse reazioni che hanno alle sue parole, ai suoi diversi toni di voce, e ai suoi gesti. Lo fa sempre, ad ogni occasione buona che si ritrova; è una cosa che lo fa impazzire, perché riesce sempre in tutto quello che vuole fare. Se qualcuno per caso non dovesse cadere nella sua provocazione, sicuramente non mollerebbe e continuerebbe diversificando finché non ci riuscirebbe. Non è un tipo che si arrende facilmente, le sfide lo esaltano un sacco, e si eccita altrettanto se trova qualcuno che, come lui, lo provoca con ottime e intelligenti frasi. Comunque non perde mai l'entusiasmo; non è che, solo perché è riuscito una volta a far innervosire o imbarazzare una persona, allora vuol dire che non lo farà di nuovo. Spesso gli altri non lo sopportano per questo, ma allo stesso tempo è raro che non piaccia completamente, perché oltre a questo suo comportamento a volte irritante, è anche altro; è comunque molto dolce e aperto a sentire le opinioni altrui, senza cadere nel volgare o far innervosire più del dovuto qualcuno che, in quel momento, magari, non sembra avere testa per i suoi giochetti provocanti. Per questo spesso le persone cadono ai suoi piedi come mosche; peccato che a lui la maggior parte delle volte non interessano. Non è un ragazzo snob, per cui, comunque, il suo rifiuto sarebbe accompagnato da una bella dose di dolcezza e tranquillità.
"Le persone sono diverse, e per ogni tipo di diversità si deve essere in grado di cambiare atteggiamenti. Non ditemi che non lo fate anche voi, inconsapevolmente; tutti cambiamo maschera decine, centinaia, migliaia di volte al giorno, e molte di più nella vita in generale. C'è davvero qualcuno che si comporta come solo il suo vero Io, il suo vero se stesso più cupo e profondo, influenzato da piaceri e desideri egoistici, può essere in grado di fare?"
Storia: Griff è cresciuto tranquillamente, con i suoi genitori e un fratellino più piccolo di nome John. Fin da piccolo è rimasto sempre colpito dai casi che sentiva in televisione, al telegiornale; ladri imprendibili, assassini introvabili, attacchi di terrorismo o vendette di famiglia finite nel sangue. Sentiva tante di quelle cose che, ad un certo punto, ha deciso di scrivere ogni caso interessante in una sua agenda personale: scriveva il nome dei morti, descrivendo in breve il loro passato, e lo stesso faceva con gli uccisori; nel caso si trattassero di rapine, scriveva le stesse cose, ma sui ladri. Era legato alla sua agenda, e non la faceva vedere a nessuno se non al suo fratellino. Erano molto complici, entrambi, e spesso si divertivano ad imitare, giocando, i casi scritti da Griff, cercando anche di capire i moventi di quelle persone. Oh, eccome se si divertivano, stavano intere giornate a giocare a impersonare ladri, furfanti, assassini, terroristi; intere giornate ad imitarli, ad imparare tecniche con i coltelli da cucina della mamma per far finta di uccidersi, o a parlare cercando di modificare la loro voce in base al loro personaggio. Il fratello di Griff aveva tre anni in meno di lui, ma aveva una spiccata intelligenza, e sembrava molto più grande della sua età. Griff amava suo fratello, era l'unico a stare al suo passo e a capirlo e comprenderlo. Da grande avrebbero voluto essere entrambi dei soci in affari, e fare un lavoro a stretto contatto con le persone: imitare le loro vite, indagare i loro oscuri segreti e ingannarli con le loro abilità. All'età di undici anni, Griff decise di cominciare ad imparare seriamente ad usare le armi, per cui, sotto il consenso del padre che era poliziotto, iniziò ad imparare a sparare e ad usare i coltelli; a lui piaceva molto di più combattere corpo a corpo, le armi a distanza erano noiose, non si vedeva bene cosa si colpiva e spesso si andava ad intuito. Ma per i pugnali, invece, ah i pugnali sì che davano soddisfazione. Suo padre lo mandò a un corso di autodifesa, ma Griff presto imparò da solo anche come attaccare. John invece, al contrario del fratello, spiccava molto di più con intelligenza e intuito, e poco invece nei combattimenti ravvicinati o negli sport che mettevano alla prova ogni parte del corpo. Dopo poco più di un anno, Griff e John, rispettivamente di dodici e nove anni insieme al padre andarono in banca per un versamento. I due fratelli recitavano delle battute che un criminale e una vittima avevano detto in un caso di cronaca, mentre il padre aspettava il suo turno. È strano quanto delle cose così vicine a te siano allo stesso tempo anche estremamente lontane; nessuno pensa che da un giorno all'altro morirà, che da un giorno all'altro si possa perdere qualcuno di caro, o che possa capitare qualcosa che cambierà per sempre la propria vita. Quel giorno capitò. Una semplice rapina in banca. Sembrava un sogno; Griff che si vedeva spuntare davanti due uomini con la faccia coperta e delle pistole in mano; John che prendeva il fratello dal braccio per farlo allontanare da loro; il padre dei due che si preparava ad attaccarli. Non ci volle molto, all'inizio. Uno dei due senza ripensamenti sparò al padre di Griffin e John. E mentre la gente piangeva e si metteva a terra per non essere colpita, mentre John correva dal padre per soccorrerlo, e mentre i due ladri minacciavano di uccidere tutti se non avessero ricevuto i loro soldi, Griffin rimase immobile a godersi lo spettacolo. Con gli occhi luccicanti e il cuore a mille, credeva di sognare; stava vedendo davvero due ladri e assassini, e in prima persona aveva assistito a come avevano sparato a suo padre, che ormai perdeva troppo sangue e non respirava più. Avevano dei movimenti fluidi, non facevano nulla di superfluo, e i loro atteggiamenti erano freddi e distaccati, senza rimorsi. Li ammirava, perché ancora lui non era bravo quanto loro a muoversi. Era un po' goffo, anche se veloce. In ogni caso, si avvicinò a suo fratello che aveva le lacrime agli occhi, e lo consolò un po', senza davvero molto coinvolgimento emotivo. Era ancora affascinato dai due rapinatori. Poi, all'improvviso, uno dei due si girò verso di loro, chiedendo in modo nervoso come stesse loro padre. Fu Griff a rispondere. "L'avete ucciso", disse. Allora il rapinatore si mise una mano in testa, perdendo la calma che aveva all'inizio, e Griffin ne rimase quasi deluso; nel frattempo suo fratello gli si era avvicinato, abbracciandolo forte. Ma Griff lo allontanò, prese il telefono del padre, e fece il numero della polizia. Si disse una cosa, mentre lo faceva. Che se fosse sopravvissuto a quello, allora non avrebbe fatto l'errore dei due rapinatori; che se fosse sopravvissuto al colpo che adesso gli avevano sparato sul petto, allora avrebbe deciso di essere il ladro più bravo di tutti, che avrebbe ucciso lui le persone senza essere arrestato come i due idioti che aveva ammirato all'inizio, e che ora si erano dimostrati due incapaci privi di mantenere il controllo della situazione. Che se fosse morto suo fratello, avrebbe rubato la vita di tutti come avevano voglia di fare loro da grandi, come avevano sempre desiderato. Ma no, non lo avrebbe fatto semplicemente osservando e imitando le vite degli altri, lui se le sarebbe prese con la forza senza nemmeno fargliene rendere conto a qualcuno. Stupidi rapinatori, adesso avevano ucciso un uomo e sparato a due bambini che avevano chiamato i soccorsi, ed erano stati arrestati per la loro stupidità. Quel giorno, John e il padre di Griffin morirono; quel giorno Griffin riuscì a sopravvivere all'intervento che avrebbe segnato l'inizio di una nuova vita. Quel giorno sua madre aveva perso tutto, e non si sarebbe più ripresa.
Griffin è diventato colui che voleva essere. È l'unica persona che è rimasta al suo unico genitore; e nonostante sia strano, nonostante sia sospetto, a volte, nelle cose che dice, è l'unica persona che sua madre ama, e che amerà per sempre, anche se dovesse essere il più folle e pericoloso degli assassini.
Cosa pensa...
... degli altri membri: non si fida di loro, in fondo sono tutti assassini capaci e intelligenti, non si meraviglierebbe se tradissero il gruppo. Non lo fa per male, ma Griffin si fida solo di se stesso (e di sua madre, anche se è alquanto instabile). Però comunque si comporta normalmente con loro, è vero che non si fida ma non è ostile ed è sempre molto aperto e "disponibile", se così si può dire.
... del Governo: può essere un problema, ma se si sa come affrontare non è difficile sconfiggere politici e aiutanti al seguito; Griffin ha comunque, in generale, una visione abbastanza pessimistica della politica. Non crede in nessuno, pensa che siano tutti persone che mirano al proprio profitto personale senza guardare il popolo e la propria gente. Beh, non gliene fa una colpa, anche lui lo fa, con la differenza che loro dovrebbero aiutare gli altri, e non aiutarsi da soli. In ogni caso, gli basta che non lo intralcino.
... della definizione di "assassino": per lui, un assassino non è altro che un ladro. Un uomo che deruba gli altri della loro vita. E lui si ritiene il ladro perfetto; veloce, furtivo, delicato e leggero. Viene e va senza farsi prendere come fosse normale. Essere assassini significa non solo uccidere persone, ma appropriarsi di una cosa che per natura può appartenere ad un solo individuo: lui ha tra le mani, infatti, tante di quelle vite, tante di quelle storie, che può essere considerato un "contro-natura" , o almeno, così si considera lui stesso.
Arma: un particolare tipo di daga chiamata "manosinistra" o "daghetta"; è un misto fra un pugnale e una daga e di solito è utilizzata per la difesa, anche se Griffin la maneggia perfettamente anche per l'attacco. Piccola e veloce, e soprattutto sottovalutata da molti, la porta sempre con sé, attaccata alla cintura. Quando ciò non gli è possibile, ha un'apposita tasca all'interno di uno dei suoi gilet, oppure semplicemente la lega alla caviglia, sotto i pantaloni. L'ha vista per la prima a quindici anni, seguendo una master particolare, e da allora si è innamorato.

Quale sarebbe la sua fine/morte ideale?: tutto vorrebbe, tranne che morire. Ma se dovesse capitare, preferirebbe venire ucciso da un colpo di proiettile secco, veloce e indolore. Magari alla testa. O al cuore.
Come si comporterebbe in una relazione?: sarebbe per la prima volta davvero legato a quella persona, provocandolo anche più del solito per far capire che prova interesse; gli darebbe piena fiducia, sarebbe la persona più disponibile del mondo. Il suo amato sarebbe come la cosa più preziosa che possiede, e forse anche l'unica persona a cui non ruberebbe la vita, perché la sua vorrebbe viverla insieme a lui. Un amante, un fidanzato, o addirittura un fratello, ecco cosa sarebbe; in fondo, l'amore che provava per il fratello era immenso, e comportarsi come tale avrebbe come significato l'aver trovato finalmente qualcuno come lui, o magari migliore.
Doppiatore giapponese/sua voce: Suwabe Jun'ichi.
Cosa ama:
- i suoi occhi;
- il colore dei suoi occhi;
- il sushi;
- la sua vita, e quella delle altre persone;
- avere il potere di decidere se uccidere o no qualcuno, ed essere in grado di farlo;
- sua madre;
- i suoi vestiti, molti se li è fatti cucire su misura come il suo completo da assassino.
Cosa odia:
- gli assassini/i ladri incapaci;
- le pistole, anche se ha imparato ad usarle lo stesso discretamente, per sicurezza;
- essere ferito;
- le persone ricche, soprattutto se si vantano davanti a lui. Dato che non è un tipo rissoso non direbbe nulla, ma gli salirebbe un certo istinto...
Altro:
- è mancino, e questo spesso sorprende i suoi avversari/le sue vittime, cogliendo l'attimo senza dare loro modo di reagire;
- nonostante il suo aspetto non robusto, ha una voce davvero grave, diversa da quella che ci si aspetterebbe di solito;
- vorrebbe avere una bella macchina grande, perché quelle piccole gli sembra che tolgano l'aria;
- è infatti leggermente claustrofobico, ma niente di grave: se si trova in un posto chiuso riesce a resistere per un bel po' prima di avere qualche attacco di panico, anche se sembrerà sempre infastidito;
- vive da solo, ma ogni giorno fa visita alla madre per vedere se le serve qualcosa e se la deve aiutare.
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