CAPITOLO 8 MAYBE WE ARE FRIENDS


CAPITOLO 8 MAYBE WE ARE FRIENDS

12 FEBBRAIO 2016

"Pronto?" Rispose al telefono Do-yoon allontanandosi un attimo dal set uscendo fuori in balcone per fumarsi una sigaretta.

"Yah, sono io" disse Dashimen al telefono.

"Lei dov'è?" chiese mentre armeggiava con l'accendino, stranito dal fatto che Dashimen lo stesse chiamando.

"In terapia con il dottore, è voluta venire al centro dove era ricoverata due anni fa, l'ho accompagnata" disse Dashimen con voce seria mentre si trovava sul cofano della macchina seduto e si rollava una sigaretta, guardando gli alberi.

"Comprendo, come l'hai trovata?" chiese lui incerto, volendo il parere di un'altra persona.

"Meglio di quanto pensassi, un po' spenta, ma penso che si riprenderà, ha scelto di venire in terapia, quindi è un passo avanti" disse il ragazzo pensieroso per poi avvicinare la cartina alle labbra e leccarla per chiuderla.

"Hai provato a convincerla a scappare come ti avevo suggerito?" chiese Do-yoon con voce roca, mentre fumava e si appoggiava al cornicione guardando il paesaggio di fronte a lui, palazzi grigi, infinità di palazzi.

"Si, e secondo te che mi ha detto?" disse sarcastico Dashimen, incominciando ad armeggiare con l'accendino in modo nervoso.

"Aigo, di no immagino, dimmi che ti ha detto il perché almeno" si lamentò lui scuotendo il capo, sperava che almeno Dashimen l'avesse fatta aprire un po'.

"Per proteggere una persona, che rischierebbe, penso si tratti sempre di Suga dei Bts" disse con uno sbuffò.

"Ah l'amore, si farà uccidere per questo" disse con voce irritata.

"Tu pensi questo?" chiese preoccupato

"Penso che il padre la minacci di far del male a quel ragazzo, e lei sia costretta a fare tutto quello che lui vuole, non penso ci sia modo di convincerla a scappare" disse lui con uno sbuffo spettinandosi una mano con i capelli nervoso e lanciando la sigaretta via con rabbia.

"Potremmo rapirla?" propose Dashimen, non vedeva poi molte alternative per aiutarla.

"No, poi non si fiderebbe più neanche di te, e con me fa fatica per via del mio rango sociale" disse con irritazione Do-yoon, pensando che fosse veramente difficile farla fidare di lui, era quasi un anno che ci provava e fin troppo lentamente per i suoi gusti.

"Do-yoon ma perché ti stai prendendo cura della principessa?" chiese Dashimen, non sapere la motivazione non lo rendeva per niente sicuro. Voleva bene a Do-yoon, si fidava di lui, ma Isabel ormai aveva un posto speciale nel suo cuore, e avrebbe fatto di tutto per prendersi cura di lei.

"Perché comprendo il suo dolore, abbiamo storie simili, questo è quello che ti posso dire. E smettila di ficcare il naso nella mia vita ragazzino, che non ti fidi anche tu di me?" disse Do-yoon rimproverandolo.

"Si si mi fido, come siamo permalosi oggi. Ho capito mi faccio bastare questo" disse Dashimen cercando di smorzare un po' la tensione, era strano sentirlo così di cattivo umore.

"Aigoo, come mi sono ridotto a farmi dire da un ragazzino che sono permaloso" disse lui ironicamente e Dashimen incominciò a ridere continuando a smorzare la tensione che entrambi avevano.

"Comunque è chiusa da parecchio con lui, spero vada bene" disse Dashimen guardando il cancello dell'istituto con ansia, era passata più di un'ora da quando si era chiusa nello studio con quel dottore, che a suo dire sembrava una brava persona.

"La ragazzina è forte si riprenderà, con un po' d'aiuto. Tienila d'occhio, e Dashimen dovresti smetterci di andarci a letto" disse a modo di rimprovero ma no del tutto sentito.

"Perché così puoi incominciarci ad andare tu?" lo prese in giro il ragazzo

"No, perché non voglio che ti prenda una cotta, abbiamo appurato che sarebbe rischioso per te ragazzino"

"Ti preoccupi anche per me?" rise Dashimen di gusto, Do-yoon si preoccupava sempre per lui, ma si divertiva troppo a prenderlo in giro.

"Aigoo questi ragazzini di cui mi circondo" si finse di lamentare Do-yoon.

"Ne aveva bisogno l'ho fatto solo per quello, no per me" disse Dashimen e Do-yoon incominciò a ridere a sua volta per la scusa banale che il ragazzino aveva usato.

"Ti credo sulla parola, devo tornare a lavorare, Dashimen stai attento"

"Lo farò" disse il ragazzo chiudendo il telefono e tornando a guardare il boschetto vicino alla struttura dove aspettava Isabel in pensiero per la ragazza.


Isabel uscì dalla struttura e si diresse velocemente verso l'auto.

"è molto che aspetti?" chiese lei gentilmente.

"No, sono arrivato da poco" disse lui mentendo e sorridendole di rimando, con un salto scese dal cofano della vettura.

"Ah, meno male, che dici andiamo via?" chiese lei un po' più di buon umore rispetto la mattina.

"Si, tu stai un po' meglio?" chiese il ragazzo osservandola attentamente, cercando di celare la troppa preoccupazione.

"Si, un pochino, lo sai sono forte io!" rise lei

"Si, sei forte principessa, ti porto a mangiare un bel gelato" disse lui avvicinandosi e arruffandole i capelli.

"Con questo freddo?" chiese lei arricciando il naso.

"Si è buono con il freddo, non si scioglie, ma devo insegnarti tutto sul cibo?" chiese lui prendendola in giro, tirandola a se e cingendole i fianchi.

"Ehi mi sa che di cibo ne so di più io!" esclamò lei ridacchiando.

"Ah è come mai sentiamo, hai fatto un corso da Chef?" chiese lui ironico.

"Ehm si, ho fatto un corso di cucina in Cina, e uno anche in America quando ero più piccola, e poi trovai un quaderno con molte ricette di cucina di mia nonna Italiana e quando ero adolescente cucinavo con quello, e poi ho fatto un corso anche in Corea" elencò tutti i corsi lei con orgoglio, le piaceva cucinare, la rilassava di solito, peccato che avesse poco tempo per dedicarsi a quel passatempo.

"Dici sul serio?" chiese lui strabuzzando gli occhi, non credendo che le avesse veramente fatto tutti quei corsi.

"Si, cucinare mi rilassa, lo faccio anche per la dieta" disse lei.

"E perché mi hai sempre portato il pollo fritto?"

"Perché tu mangi quello, e sinceramente la prima volta che te l'ho portato l'avevo fatto io ecco perché era un po' freddo" disse lei facendo spallucce e ridacchiando per staccarsi da lui dargli un leggero bacio sulla guancia e dirigersi verso lo sportello del passeggiero. "Guidi tu!" urlò prima di chiudersi dentro e fare la linguaccia dal finestrino, lui rimase un attimo fermo impalato sbattendo gli occhi un paio di volte, poi entro in macchina anche lui sospirando, incredulo delle capacità nascoste che avesse la ragazza.


Do-yoon entrò in casa leggermente nervoso, dopo aver passato un'ora a sgridare una modella per il suo ritardo e dopo di che licenziandola perché a suo dire la ragazza fosse troppo prima donna. Sbuffò togliendosi le scarpe, e poggiando tutto sul mobiletto.

"C'è qualcuno in casa?" disse sentendo gli schiamazzi provenienti dalla cucina.

"Siamo in cucina Oppa!" disse Isabel con voce più squillante rispetto al solito.

Il fotografo si avviò confuso in cucina per poi vedere i due ragazzi cucinare insieme.

"Waoo, morirò avvelenato stasera, state cucinando voi due?" chiese sconvolto.

"Sto cucinando io, Dashimen da solo fastidio" disse lei spintonandolo leggermente, "Non muori puoi starne sicuro!" esclamò sorridendo per poi dare una cucchiaiata sulla mano di Dashimen "Se continui a mangiare non rimarrà nulla per la cena" lo rimproverò.

"Noto che sei di buono umore, ottimo, perché io sono di pessimo umore" disse l'uomo sbadigliando.

"Ti verso da bere hyung?" chiese Dashimen e Do-yoon annuì sedendosi su uno sgabello guardando Isabel cucinare.

"Troppo alta la musica?" chiese lei.

"No, va bene, ti trovo bene veramente, penso sia la prima volta che io ti veda allegra in vita mia" disse lui leggermente stupito dall'atteggiamento nuovo e propositivo della ragazza.

"Ci sto provando" disse lei sorridendo "Perché di cattivo umore?" chiese poi leggermente in pensiero per lui.

"Stupide modelle del lavoro" sbuffò lui per poi prendere il bicchiere di alcool che li porgeva Dashimen e ringraziando con un cenno del capo.

"Non tutte possono essere brave come me" rise lei.

"Tu non sei molto brava come modella" la prese in giro lui,

"Ah si? Perché chiami sempre me allora?" disse guardandolo male e facendo il verso.

"Permalosa, non si può neanche fare una battuta" disse lui alzando gli occhi al cielo e lei fece la linguaccia.

"Ti ha fatto bene stare con Dashimen" disse lui con tono ironico, guardando entrambi con sospetto.

"Sono fantastico lo so!" esclamò il ragazzo in questione dandosi delle arie.

"Ah! Direi che è quasi pronto! Andate a mettere la tavola! Forza uomini!" disse lei con il cucchiaio in mano alzando in cielo a mo' di bacchetta.

"Si signora, ma siamo sicuri che non ci avveleni?" chiese Do-yoon assottigliando gli occhi, e cercando di sbirciare il contenuto delle pentole.

"A quanto pare ha fatto tremila corsi di cucina" disse Dashimen, scuotendo il capo.

"Veramente?" chiese il fotografo "Quante cose sai fare?" chiese stranito.

"Parecchie!" sorrise lei, Do-yoon si scambiò uno sguardo confuso con Dashimen senza farsi vedere e poi fecero spallucce entrambi e andarono a mettere la tavola.


"È allegra?" disse Do-yoon strabiliato mentre poggiava i piatti sulla tavola.

"Si, l'ho notato, con te non lo è mai?" chiese Dashimen confuso.

"Non molto, noi di solito andiamo a party o al club. Non è così allegra, ci sono sempre altre persone con noi" disse il fotografo tastandosi il mento.

"Non siete mai stati soli?" chiese Dashimen.

"Si ogni tanto a cena o a fare shopping, ahhhh! L'ho vista allegra quando siamo andati in libreria, e a passeggio con il cane" disse per poi guardare Nabi che era ferma tra la porta della cucina e il sala da pranzo e osservava i due luoghi attenta.

"Mmh io l'ho vista allegra durante la morte di Joffrey" disse Dashimen.

"Eh?" Do-yoon lo guardò non capendo "Morte?" lo guardò con orrore.

"Un personaggio del trono di spade, comunque hai ragione non è una persona solare" disse Dashimen.

"Avrà fatto bene la terapia?" disse Do-yoon, pensieroso, se la faceva essere un'altra persona, era meglio farle fare terapia ogni giorno.

"Shh, Hyung! Non sa che te l'ho detto!" lo rimproverò a bassa voce dandoli un colpo.

"Okay, scusa, ma tanto ha la musica ad alto volume, non sente nulla" disse lanciando un'occhiata alla porta e vedendo poi apparire Isabel con una pentola in mano.

"Aigoo!" esclamò.

"Parlavate di me?" chiese con un ghigno "Avete delle facce colpevoli!" esclamò lei ridacchiando.

"Vado a prendere le altre cose in cucina!" esclamò Dashimen difilandosela.

"Vedi che non gira tutto attorno a te dolcezza" rispose per le rime Do-yoon.

"Magari non girasse nulla intorno a me, comunque lo diceva la tua faccia, lo so che sei preoccupato" disse lei poggiando la pentola sulla tavola.

"Un pochino, non immaginavo questo tuo cambio d'umore improvviso" disse lui a disagio "No che non lo apprezzi, non ti ho mai vista così allegra" disse lui correndo ai ripari.

"Mmmh" disse pensierosa sedendosi "Mangiamo e ne parliamo" annuì seria.

"Ah ok, vado a vedere se c'è altro da prendere" disse lui andando via stranito, lasciandola un attimo sola per farla pensare.


Si sedettero per mangiare, e Do-yoon percepì da subito che ci fosse stato un altro cambio repentino nell'umore di Isabel, che era seria e fin tropo tranquilla all'apparenza.

"Mi sono fatta accompagnare da Dashimen in un istituto psichiatrico" disse lei all'improvviso.

"Vuoi ricoverarti?" chiese lui sulle spine, cercando di fare una leggera ironia.

"No, c'ero stata nel duemila e quattordici, ho rischiato l'anoressia e avevo un leggero problema di depressione" minimizzo lei per poi continuare a parlare "Mi sono vista con il dottore che mi faceva terapia per rifarla, specie dopo gli ultimi avvenimenti, e il troppo stress dell'ultimo periodo, ecco perché mi sento un po' meglio" disse lei tranquilla.

"Ci devi riandare?" chiese lui.

"No, faremo online ogni tanto, non devi preoccuparti per me" disse lei sorridendo.

"Sono il tuo oppa è logico che mi preoccupi" disse lui.

"Lo so" disse lei facendo spallucce, per poi concentrarsi sulla sua forchetta improvvisamente, anche Jin era stato il suo oppa, e diceva spesso che era logico che si dovesse preoccupare per tutti i ragazzi e anche per lei.

"Vuoi dirci come mai eri entrata in depressione?" chiese lui provando a smuoverla.

"Mmh, riguarda un po' quello che dici sempre tu, il fatto che io non voglia questa vita che mi è stata imposta e le problematiche con mio padre" sintetizzo il problema lei, non essendo sicura di aprirsi del tutto.

"Non ti piace proprio niente di questa vita?" chiese lui.

"Mi piaceva quella che avevo prima, dove ero libera di scegliere per me stessa e senza dover stare a degli standard imposti. Ho passato la mia adolescenza in America e per molti versanti libera di fare qualunque cosa, mi è ancora difficile a volte adattarmi" disse lei.

"Capisco" disse lui non trovando le parole, aveva paura che a chiederle di più, lei si sarebbe richiusa a riccio, era veramente difficile farla parlare e lui lo sapeva bene ci provava da quando la conosceva a carpire informazioni su di lei, si era addirittura ridotto a chiamare Dashimen per investigare sul computer della ragazza.

"Questo è! Dai tranquillo io me la cavo lo stesso, poi ho voi due ora" disse lei versando da bere.

"Che cosa hai detto?" chiese Do-yoon strabuzzando gli occhi per lo stupore, non credendo a quella dichiarazione appena udita.

"Che ho voi due, non è male stare in vostra compagnia" disse lei tranquilla come se la cosa non fosse realmente importante.

"Waoo, una dichiarazione in piena regola" disse nervoso Do-yoon, non aspettandosi che un qualcosa di così sentimentale uscisse fuori dalla bocca della ragazza, se nel loro mondo era chiamata regina dei ghiacci un motivo ci doveva pur essere. Isabel non scherzava mai, non rideva mai, sorrideva solo per cortesia. Nessuno l'aveva mai vista allegra e spensierata. Una volta le avevano chiesto di fare l'ageyo in un'intervista e lei si era rifiutata categoricamente dicendo che era lì per parlare di cose serie, non era lì per fare la buffona o la carina, aveva talmente gelato l'intervistatore da far rimanere tutti di sasso.

"Tutto merito mio, sono stato io a farla diventare così!" disse Dashimen ridacchiando e annuendo fiero di se stesso.

"Grazie, ad entrambi. Veramente mi state aiutando molto in questi giorni" disse lei seria.

"Al tuo servizio Principessa!" esclamò Dashimen ilare smorzando un po' il tutto facendo dell'ironia.

"A proposito di aiuto, dobbiamo parlare di una cosa Isabel" disse Do-yoon cambiando argomento.

"Di?" chiese lei confusa.

"Il problema dello scandalo, quello che tuo padre voleva che risolvessi" disse Do-Yoon.

"Ah, hai trovato una soluzione?" chiese Isabel tornando a guardare verso il suo piatto a disagio.

"Ti sei esposta per quel gruppo in passato, possiamo dire che sei una fan e che hai parlato con quel ragazzo per mettere in contatto il loro Pd-nim con me per un servizio fotografico, possiamo dire che è stata una mia idea" disse Do-yoon.

"E risolviamo il tutto?" chiese lei scettica, non pensando che potesse essere così facile.

"Si, se la facciamo diventare una cosa prettamente lavorativa" disse lui "la Big-hit non ha fatto nulla a riguardo, non ha neanche smentito, anche perché lo scandalo se così vogliamo chiamarlo, è uscito in un giornale di poca rilevanza, e a loro penso faccia comodo la pubblicità, anche se scandalistica." disse Do-yoon.

"Capisco... possiamo fare così" disse lei incerta.

"Okay, mi stavo già muovendo, ma non riesco ad entrare in contatto con loro, c'è solo questo piccolo problema" disse lui, aveva provato ma nulla, non era ancora riuscito a prendere un appuntamento.

"Comprendo... risolvo io, quando vuoi incontrarti per fare le foto?" chiese lei.

"Fine febbraio? Così riesco a mettermi d'accordo con un reporter per scrivere un articolo. Possiamo proporli articolo e foto su una rivista Kpop" disse Do-yoon.

"Perfetto, chiamo io e fisso un appuntamento"

"Puoi rintracciare la loro agenzia?" chiese lui, pur sapendo che ci sarebbe riuscita, sapeva che era un azionista.

"Si. Posso." Disse in modo freddo .

"Vuoi partecipare anche tu al progetto?" chiese Do-yoon "Sei loro fan no?"

"No, è meglio se tengo le distanze da quel gruppo, mio padre non gradirebbe. Fai solo uscire che non c'è nulla d'intimo tra me è SeokJin ed è okay" disse il nome del suo oppa tentennando dato il modo formale che aveva usato, l'aveva chiamato veramente poche volte in quel modo.

"Sicura? Potrei portarti anche di nascosto se ci tieni" disse lui, avrebbe voluto vederla con loro, ne era incuriosito.

"Sicura... non posso farlo. Parliamo di altro?" disse con tono duro, non voleva parlare di loro, faceva troppo male.

"Dai si parliamo di altro Do-yoon!" esclamò Dashimen avendo visto il cambiamento di Isabel e guardando il fotografo come a dirgli, ora basta, stai pretendendo troppo da lei.

"Va bene, allora domani andremo a fare delle foto al lago Michigan, in serata ti va bene?" chiese lui.

"Certo, la mattina lavori?" si informò lei sui suoi appuntamenti.

"Si lavoro, poi dopodomani partiamo per Seattle, devo farti degli scatti anche lì"

"Ah perfetto, come vuoi tu, tu vieni con noi?" chiese Isabel a Dashimen.

"Ah, no io rimango qui, anzi devo tornare a New York" disse Dashimen "Tranquilla passiamo la mattinata insieme"

"Ah okay, va bene" disse lei tornando al proprio cibo.

"Va tutto bene? Vuoi parlare di qualcos'altro che ti turba?" chiese Do-yoon in maniera dolce.

"No, ma cerca di finire il prima possibile la questione Bts." Disse duramente.

"Certo lo farò" disse Do-yoon sorridendole con sicurezza.


18 FEBBRAIO 2016

Isabel e Do-yoon varcarono l'appartamento di quest'ultimo insieme all'autista che aiutava con i bagagli, dopo aver salutato l'uomo si diressero insieme in cucina.

"Ordiniamo da mangiare okay?" disse lui sorridendo affabile.

"Si va bene, senti ma sei sicuro che posso rimanere a dormire qui?" chiese lei mentre versava i croccantini in una ciotola per il cane e accarezzava Nabi.

"Si sicuro, perché dovrebbero esserci problemi?" chiese lui prendendo una bottiglia di vino dal frigo e incominciando a stapparla.

"Non lo so, forse volevi andare in qualche club a divertirti" disse lei con un'alzata di spalle andandosi a sedere su uno sgabello.

"No, non ne ho voglia, ma se tu vuoi uscire, possiamo farlo" disse lui prendendo due calici e incominciando a versare il vino.

"No, no sono un pochino stanca, mi hai fatto girare quasi tutti gli Stati Uniti" ridacchiò lei "Grazie" disse appena lui le porse il bicchiere di vino.

"Di nulla, senti comunque dopo domani dovrei avere appuntamento con i manager di quel gruppo di Idol" la informò lui.

"Mmmh, buono. Così risolviamo il problema" disse prendendo un sorso.

"Sicura di non voler venire con me al servizio fotografico?" chiese lui cercando di studiarla bene, forse avrebbe potuto cambiare idea, forse avrebbe potuto rivedere l'amore della sua vita. Lui al suo posto sarebbe corso, lui l'aveva fatto in passato correndo i rischi.

"Sicura" disse lei a disagio.

"Isabel, tu e questo Seokjin, sembravate parecchio intimi quando vi ho trovato a parlare al matrimonio, sembrasse come se stesse litigando" decise di indagare ancora Do-yoon "è per questo che non vuoi venire hai litigato con quel ragazzo? Conosci questo gruppo di Idol?" chiese lui con interesse.

"Io.... Non ne voglio parlare. Risolvimi la questione e lasciami fuori. Puoi farlo?" disse lei diventando glaciale e indurendo il tono di voce.

"Sai per me sarebbe più semplice risolvere i tuoi problemi, se tu mi dicessi la verità"

"La verità, è che non ne voglio sapere nulla, devi solo concludere la faccenda, e smetterla di farmi pensare" disse lei lasciando il bicchiere di vino e alzandosi in piedi, lui le bloccò il polso.

"Aspetta dove stai andando?" la fermò immediatamente, dato la fuga improvvisata che stava per mettere in atto. Scappare o attaccare, questa volta aveva scelto la prima.

"In bagno, posso andarci?" chiese con voce dura.

"A cosa devi smettere di pensare?" chiese lui assottigliando lo sguardo con far indagatore,

"Aigoo, cosa c'è che non va in te?" chiese lei in rabbia "Stava andando bene, mi stavo abituando a te. E ora ritorni a fare pressioni e a voler sapere, perché devi per forza sapere tutto. Perché vuoi per forza che io parli di questa storia? Per quale assurdo motivo!" urlò lei in uno scoppiò improvviso di ira, cercando di divincolarsi dalla sua presa.

"Isabel" disse lui con voce dura rimproverandola.

"Cosa???" urlò lei con rabbia.

" Voglio solo aiutarti" disse lui duramente .

"Allora non fare domande. Non farmi pensare al passato. Non voglio saperne niente! Tanto meno parlarne, ricordare tutto. Smettila" disse lei guardandolo con aria di sfida.

Lui rimase un attimo fermo a guardare gli occhi della ragazza, erano colmi di dolore, il suo viso contratto. Forse stava esagerando con le domande sapeva le risposte, forse non c'era bisogno di farla parlare. Continuò a guardarla intensamente, mentre lei non distoglieva gli occhi da lui tenendolo incatenato, aspettando una risposta, aspettando un qualcosa.

Do-yoon le lasciò il polso, si avvicinò di più a lei, le passo una mano prima sulla guancia e poi dietro il collo prendendole i capelli.

"Va bene, hai vinto anche questa volta, la smetto con le domande." disse in un sussurrò avvicinandosi con il viso a quello di lei che era ancora piena di rabbia e rimaneva ferma cercando di capire cosa l'uomo stesse per fare.

"Hai detto che non vuoi pensare vero?" disse lui accarezzandole i capelli dietro la testa, lei spalancò gli occhi per un attimo, poi gli assottigliò capendo il tutto, fece cennò di sì con la testa e si avventò sulle labbra di lui.

Lo baciò con foga come se ciò dipendesse dalla sua vita, aveva bisogno di non pensare a Yoongi, alla possibilità di poterlo vedere. Avrebbe voluto andare a quel servizio fotografico, parlarci, provare a scusarsi. Non era la scelta giusta, non poteva dare a Yoongi false speranze, aveva già fatto fin troppi guai.

Si staccò ansimando dalle labbra di Do-yoon guardandolo leggermente stranita.

"Cosa c'è?" chiese lui confuso.

"Oppa... io e te non ci siamo mai baciati" disse lei in un sussurrò confusa.

"Ehm?" disse lui con un ghignò sul volto.

"Oppa, hai detto che avevamo fatto sesso in macchina!" trillò lei basita.

"Ero curioso della tua reazione...ci hai provato mi sei saltata sopra... ti ho rimesso seduta con fatica." Disse lui con un'alzata di spalle.

Lei strabuzzò gli occhi esterrefatta da quella informazione, era convita di esserci stata a letto, forse avrebbe dovuto smetterla di andare con gente a casaccio da ubriaca.

"Cambiato idea?" chiese lui con un ghignò, per poi avvicinare le sue labbra a quelle di lei ma senza toccarle.

"Penso tu sia meglio, di un qualunque sconosciuto" sussurrò lei lo guardò con intensità, "E poi penso sia uno dei modi migliori per farti smettere di fare domande" ghignò lei per poi leccargli le labbra con far provocante.

"Ammettilo sei curiosa" si pavoneggiò lui, lei si allontanò leggermente perplessa, lo squadrò per bene.

La verità era che lui aveva ragione.

Era estremamente curiosa di come sarebbe stato con lui, che a differenza di altri lo attraeva molto. 

Con tutti quelli con cui era andata, non aveva mai provato davvero attrazione, non le era mai importato, a parte Dashimen, quella era una questione a parte.

"Si lo sono" disse schietta e si avvinghiò al collo di lui per poi tornare a baciarlo con foga.

Angolo dell'autrice:

Yahhhhhh..... non ho nulla da dire...

Scherzo... in questa revisione ho scoperto che non avevano mai fatto sesso in macchina, mi sembrava strano che lui si approfittasse di lei da ubriaca. Beh è uscito fuori che era solo una provocazione, lui si diverte così. Questa volta lo hanno fatto, ne sono sicura! Alla prossimaaaaaa

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