•7• Confessions.

[Parafobia: paura delle perversioni sessuali.]

Mi risvegliai a causa di uno strano venticello che mi provocò brividi ovunque.
Scattai seduta, mi ricordavo perfettamente che cosa era successo.
La voglia era sparita fortunatamente, e io ero ancora nuda sotto le coperte.
Mi aggrappai ad esse mordendomi il labbro nervosa fino a farlo sanguinare, e mi accorsi della finestra aperta.
Cercai un qualunque cosa da mettermi intorno, ma trovai solo un paio di mutande e un reggiseno.
Li presi scattante e li indossai.
Sospirai, se non ero legata, Error era qui.
Mi alzai dal letto, e in quel momento lo scheletro nero entrò nella stanza.

«Oh, ti sei alzata da un po'?» mi domandò sorpreso.

«No...solo ora.» risposi stropicciandomi l'occhio, ero un po' in imbarazzo da quello che era successo.

Notai che teneva qualcosa tra le braccia.

«Sono vestiti quelli?» li indicai e lui annuì.

«Sono una felpa e un pantaloncino...so che non c'entrano molto ma non ho trovato quasi nulla.» disse porgendomeli.

«Error?» lo richiamai.

«Mh?»

«Di chi è questo reggiseno? Sembra fatto per un film porno...» dissi osservandolo e lui scoppiò a ridere, provocando una risatina anche a me.

«Mi dispiace, era l'unico che avevo.» disse ridacchiando.

«Tu indossi il reggiseno?» chiesi stupita.

«Ma che dici! Era di una ragazza...» disse con un ghigno malizioso.

«Scommetto che te ne sei portate tante a letto.» affermai con un sorriso ironico.

«Non credo che tu mi possa giudicare su questo campo. Scommetto invece che ti sei fatta più persone tu che io.»

Scoppiai in una risata, mi sentivo ubriaca.
La presi come una sfida, come se davanti avessi un amico con cui scommettere su ogni cosa.

«Tsk, mi stai dando della puttana? Se sono andata a letto con tante persone, è per un altro motivo bello mio.» dissi con superbia.

«Ah sì? E quante sono queste...persone...?» chiese avvicinandosi a me a passo lenti.

«Mi stai sfidando?» chiesi alzando un sopracciglio.

Error mi aveva messa di nuovo a muro.

«Esattamente.»

Ci fu un iniziale silenzio.

«Venti.» risposi.

Lui rise, e io mi innervosii leggermente.

«Cosa c'è da ridere?» sbottai.

«Che...ho ragione. Te ne sei fatti più di me, e spero siano tutti maschi.» si coprì la bocca con una mano sghignazzando.

«Ti sembro lesbica?» chiesi ancora incrociando le braccia.

«Le lesbiche mi eccitano.» disse a bassa voce avvicinandosi di nuovo al mio viso.

«Beh, qualche ragazza me la sono fatta...cioè...ad Underlust quando fai la spogliarellista non sai mai chi ti capita.» dopo aver detto ciò mi resi conto di quello che stavo facendo, e mi rabbuiai di colpo.

Perché lo dicevo con tanta leggerezza? Io ci avevo sofferto per quella cosa.
Mi incupii, ero veramente una poco di buono?
Forse ora Error pensava quello di me...

«Uh? Che hai?» disse prendendomi il viso tra le mani.

«Che sono stupida. Ti ho confessato una cosa di cui sono stata male per anni con tranquillità...che mi succede?» dissi ad alta voce evitando il suo sguardo triste «Ah, giusto, la pillola.» sospirai affranta.

Error si fece serio e cupo.

«Ehm...Error...stai bene...?» domandai leggermente preoccupata.

«Ti va di...raccontarmi? Nel senso...tu mi racconti della tua vita passata ad Underlust, delle tue "pillole"...e io ti confiderò qualcosa di mio.» mi propose.

Io esitai.

«Perché ora ti preoccupi così tanto di me? Prima volevi solo toglierti i vizi, e ora ti interessi alla mia vita.» dissi incrociando le braccia sotto il seno.

Non lo avevo del tutto perdonato ancora per quello che era successo prima.

«Ti ho sentito piangere, due giorni fa. E...anche se può sembrare come hai detto tu...non è proprio così...» abbassò lo sguardo grattandosi la nuca.

Io lo guardai stupita, ma poi sorrisi leggermente e annuii, accettando la sua proposta.

Mi misi la felpa e i pantaloncini, anche se questi ultimi erano inutili dato che la felpa era enorme per me, e mi copriva fino a metà coscia.
Però era calda e confortante, era molto che non mettevo un indumento non scomodo o "sexy".

Mi distesi sul letto ed Error fece lo stesso mettendosi accanto a me.

«Dunque...ore ti racconterò come sono andate le cose...»

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