•21• Traitor.
[Atelofobia: la paura di non essere abbastanza.]
Tornai ad Underhome.
Ink mi vide uscire dal portale.
«(T/n)! Ma dove sei stata tutto questo tempo? Aspetta...ma quello è il portale di Error?! Che ci facevi con lui?» Ink cominciò a farmi domande a raffica senza muoversi dal suo posto.
«Woah, calma! Sto bene. È complicato da spiegare, ma giuro che lo farò. Mi devi dare del tempo, perché prima devo...scegliere.» dissi allontanandomi.
«Scegliere cosa? Hey ma dove vai?» urlò Ink seguendomi con lo sguardo
«Sto tornando a casa. Ci vediamo!» esclamai felice andandomene.
«Ma non hai risposto alla mia prima domanda!...vabbè, ormai è andata.» sospirò Ink arrendendosi, sapeva come ero fatta, doveva attendere e darmi i miei spazi.
Dopo meno di un'ora arrivai vicino casa mia.
Feci per bussare, ma sentii...dei versi.
Anzi, degli orgasmi.
Rimasi pietrificata.
«C-Cosa...» feci un passo indietro, e pestai le chiavi che avevo lasciato a terra quando Error era venuto qui a parlarmi.
Le raccolsi e lentamente le inserii nella serratura per poi aprire silenziosamente la porta.
I gemiti si facevano sempre più forti, avevo i brividi, avevo paura.
Arrivai davanti la mia camera da letto, ed aprii la porta.
E vidi abbastanza, quello che mi serviva per farmi cadere a pezzi.
Mi girava la testa, ancora non ci credevo.
Perché lo aveva fatto?
Non ero abbastanza per lui?
Dove avevo sbagliato? Era tutto così perfetto...e lui...io credevo mi amasse.
Ogni scelta che facevo era sbagliata.
Al cuore non si comanda, ma non mi fidavo più neanche di me.
Avevo l'eccezione che confermava la regola.
E mai più lo avrei scelto.
Mai più lo avrei perdonato.
Era finita, era finita per sempre.
Ero scappata, avevo lasciato tutto.
«...mi dispiace...» disse Core!Frisk vedendomi correre verso di lei/lui piangendo.
«T-Tu lo sapevi? Perché non me lo hai detto?!» urlai.
«Mi avresti forse creduto?»
Rimasi senza parole, non avevo risposta.
Cosa faceva l'amore alle persone?
Le faceva sballare completamente.
L'amore, come ogni sentimento, è un processo chimico, creato dal nostro cervello.
Adesso avevo la certezza di star facendo la cosa più giusta che questo mondo potesse vedere.
«Sono pronta. Addio, e grazie.» dissi a Frisk, e lui/lei si girò verso di me.
«Perché addio? Semmai, arrivederci.»
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