Problems

CAPITOLO TRE : Problems

"Sento qualcosa di insoddisfatto nel mio cuore, sempre" •Cit.

Entro nel garage e spengo la mia amata moto, il fatto che nessuno dei miei genitori fosse già qui ad aspettarmi mi sorprende, si saranno finalmente decisi a lasciarmi in pace e a capire le mie scelte.
Entro in casa passando dalla porta principale e trovo la casa immersa nel silenzio, tanto meglio, non dovrò litigare con nessuno. Mi avvio in cucina per poter prendere una bottiglia di tè al limone, dopo di che mi dirigo in camera mia, non appena arrivo davanti alla porta della mia stanza noto un post-it appeso.

"Sicuramente leggerai questo biglietto, speriamo tu stia bene e che sarai a casa al nostro ritorno. Stasera abbiamo una cena importante con i colleghi di mamma, ci dovrai essere anche tu, quindi alle 6 pm fatti trovare in casa.
Papà".

Accartoccio il biglietto ed entro in camera mia.
Una camera decisamente grande solo per una persona. Le pareti sono blu scuro e per la maggior parte sono ricoperte di poster e cd in vinile con tanto di copertine, una parete è interamente ricoperta dei miei disegni, adoro disegnare ed è una delle mie tante passioni da eterna ragazzina, il letto è da una piazza e mezzo, perennemente in disordine e perennemente coperto dal piumone, la finestra è coperta da tende nere, una scrivania ricoperta di fogli scritti, fogli con disegni...alcuni nemmeno finiti...un quadernino nero, penne, matite, gomme...di tutto, il pc portatile posto all'estremo della scrivania e una piccola lampada.
Butto la borsa a terra subito vicino alla porta chiusa e mi avvio verso l'armadio, è quasi ora di pranzo e alle tre ho intenzione di raggiungere Andrew al parco, sono proprio curiosa di sapere cos'ha da dirmi.
Bevo metà bottiglietta di tè mentre tiro fuori dall'armadio un paio di jeans neri strappati sul ginocchio destro, una t-shirt nera...il massimo dell'arcobaleno, ma la verità è che nel mio armadio il nero è il colore dominante, mutandine e reggiseno in pizzo...nere, sì.
Mi spoglio velocemente buttando i vestiti sulla sedia e mi avvio al mio bagno, mi avvicino al piccolo stereo posto sul mobiletto degli asciugamani e lo accendo facendomi avvolgere dalle note di "Beautiful" degli H.I.M, apro l'acqua della doccia e aspetto che si intiepidisca prima di entrarci.
L'acqua scorre sul mio corpo e immediatamente mi sento trasportare in un altro mondo, inclino la testa facendomi ricadere i capelli su di una sola spalla e inizio a canticchiare la canzone, ormai quasi al termine. Allontano dalla mente ogni pensiero eccetto uno.

Occhi cristallini. Capelli neri. Sorriso strafottente.

Brava Heaven, questo si che è un bel modo per rilassarsi.
Mi chiedo come sia stato possibile tutto ciò avvenuto poche ore fa, quel ragazzo non poteva semplicemente chiamare qualcuno? No, doveva portarmi in casa sua. E poi...c'era qualcosa in quei ragazzi che già conoscevo, visti così a prima vista non mi sembravano affatto visi nuovi...ma magari ero solo troppo agitata per rendermi davvero conto della situazione.

"Seize the day or die regretting the time you lost, it's empty and cold without you here, too many people to ache over"

Mi ritrovo a canticchiare questa canzone degli Avenged Sevenfold, non li conosco da molto ma per merito di Tony e Derek, grandi fans della band dai loro primi esordi, nonostante siano più piccoli di loro.

Avenged Sevenfold.

Pensierosa mi passo le mani trabi miei lunghi capelli neri per far andare via la schiuma.
Chino la testa all'indietro continuando a canticchiare questa canzone.

"I found you here, now please just stay for a while.
I can move on with you around
I hand you my mortal life, but will it be forever?
I'd do anything for a smile,
Holding you 'til our time is done.
We both know the day will come.
But I don't want to leave you"

Sgrano gli occhi, mi impietrisco fissando un punto indefinito del muro davanti a me, senza nemmeno accorgermene faccio cadere la boccetta di bagnoschiuma a terra, per poco non me la lascio cadere sul piede.
Immediatamente realizzo ogni cosa.

M. Shadows.
Synyster Gates.
The Rev.
Johnny Christ.
Zacky Vengeance.

Avevo tutti loro davanti ai miei stessi occhi e sono stata così idiota da non essermene accorta.
Se Tony e Derek venissero a saperlo potrebbero dare di matto.
Ho incontrato gli Avenged Sevenfold.
Sono stata a casa loro.
Li ho visti ...ehm...in una situazione non proprio da foto come prima pagina di una qualsiasi rivista.

E non me ne sono nemmeno resa conto.

-Cristo...-, borbotto tra me e me, spengo il getto d'acqua e mi avvolgo in un asciugamano, continuo a ripensare alla situazione, magari loro si aspettavano un minimo di riconoscimento...? Insomma, avevo la maglietta dei Nirvana, ci manca solo che mi abbiano scambiato per una stupida ragazzina che veste di maglie senza sapere cosa realmente vogliano significare.
C'è da dire che non li conosco molto bene, ma qui ad Huntington Beach sono molto famosi e non c'è una sola persona che non parli almeno una volta di loro.

Continuando a pensare alla situazione a dir poco assurda, torno in camera e abbandono l'asciugamano sul letto sfatto per potermi vestire velocemente.
Non ci posso ancora credere.
Sotto quale stella ho avuto il piacere di ritrovarmi circondata da quei cinque?
Se lo dicessi a ...no, nessuno saprà nulla di questa storia. Meglio che sia così.
E poi...non potrei nemmeno provarlo, non ho il loro numero e stamani andavo così di corsa da non essermi nemmeno resa conto della zona in cui vivono. Tutti potrebbero credere ad una visione, dato che ero ubriaca e ...decisamente fatta.

Passo l'eye-liner e la matita nel mio solito trucco in modo molto veloce e indosso le mie Vans a scacchiera nel momento stesso in cui sento la porta di casa aprirsi per poi richiudersi.
I miei genitori.
Meglio andare di sotto e farmi vedere se non voglio avere discussioni inutili a pochi minuti dal pranzo.

Scendo le scale sembrando quasi una condannata a morte e ben presto mi ritrovo nel salotto, dove trovo mio padre, sulla poltrona intento a leggere il giornale mentre dalla cucina sento uno spentolare di padelle da parte di mia madre.

-Ehy-, borbotto.

-Heaven! Finalmente, perché non hai risposto alle chiamate?-

-Si, grazie papà, sto molto bene e tu come stai?-

-Fai poco la spiritosa, sono pur sempre tuo padre, signorina-

-...certo...-

-Allora? Non hai niente da dire?-

-Dovrei avere qualcosa da dire?-, chiedo fingendo un'espressione curiosa mentre mi avvicino al divano per sedermici a gambe incrociate.

-Togli le scarpe dal divano, Heaven-, dice mio padre autoritario. In tutta risposta io mi limito a passarmi una mano tra i capelli ancora umidi.

-Detesto il tuo comportamento, non ti sembra sia ora di crescere e fare la donna adulta?-

-I panni della donna perfettina e zoccola non mi appartengono, sto molto meglio così-

-Modera il linguaggio Heaven! Non tollero questo comportamento superiore da parte tua!-, sbotta mio padre chiudendo il giornale e facendosi di poco avanti con il busto.

Io sbuffo per poi mettermi nella sua stessa posizione.
Possibile che debbano sempre ribattere ogni mio comportamento? Cosa gli costa far finta che vada bene e magari lasciarmi in pace?

-Dove stai andando?-

-In camera mia a prendere la mia roba-

-Non crederai di uscire?!-

-Perché? Ora me lo vieti?-

-Tu resterai a casa, non credi di dovercelo?-

-Ci vediamo stasera-

Sto per salire le scale quando mio padre mi prende per una spalla facendomi voltare verso di lui, non lo mai visto più arrabbiato di ora, nel frattempo intravedo mia madre sbucare dalla cucina che mi guarda con rimprovero.

-Tu oggi resti a casa-

-Non puoi obbligarmi!-

-Invece posso in quanto sono tuo padre, se uscirai da quella porta sta pur certa che dovrai iniziare a cercarti un'altra casa-

-Ma...-

-Mi hai capito, scegli Heaven-

-Bene, inizio a prendere la mia roba allora-

-Carl ma...non starai dicendo sul serio spero!-

-E invece di Mary, tua figlia deve imparare a crescere e se proprio non le va bene questa famiglia ormai è grande abbastanza per andarsene-

-Oh andiamo, è pur sempre tua figlia!-

-Non sto dicendo che smetterà di esserlo. Ma visto che sa viversi la sua vita, faccia pure. E ora, vai a prendere la tua roba e vattene-

Le parole fredde e sicure di mio padre sono in grando di spiazzarmi. Ma non mi metterò a fare scenate, sotto sotto non aspettavo altra occasione migliore.
A testa alta salgo le scale, posso sentire i litigi dei miei genitori al piano inferiore ma non ne do troppo peso, arrivata in camera mia prendo un borsone abbastanza grande riempiendolo di vestiti, prendo il mio vecchio zaino scolastico e ci metto dentro tutti i miei disegni, il mio quadernetto, mp3, cuffie e i trucchi. Mi posiziono il borsone su una spalla e lo zaino in un'altra, recupero la mia borsa con dentro cellulare, sigarette, chiavi della moto e quant'altro ed esco dalla stanza chiudendola a chiave, la medesima chiave che poi faccio scivolare nel mio zaino.
Torno in salotto e lancio uno sguardo ai miei genitori, noto mia madre piangere mentre mio padre non ha perso il suo sguardo duro.
Sorrido beffarda come mi è solito fare e mi dirigo in garage per prendere la mia moto.

È arrivato il momento di cavarsela da sola.

***


-E così ti ritrovi senza casa...-

-Già, ma non mi cambia troppo, so badare a me stessa-

-Puoi venire a stare da me, sai che vivo da solo-

-Non credo sia il caso, Andrew-

-Oh, Heaven, andiamo, ti ho già chiesto scusa, cosa devo fare per farmi perdonare da te?-

-Assolutamente nulla-

-Quindi mi hai perdonato?-

-Certo che no, semplicemente non ho bisogno della tua misericordia-

-Ehy, ma dove stai andando?-

-A cercarmi un posto per la notte-

-Certo che sei strana ...stammi bene piccola-

-Sicuramente, non farti troppe canne-

Andrew se ne va ridacchiando mentre io prendo la direzione opposta alla sua, col cazzo che accetto le sue scuse, tanto meno accetterò di andare a stare da lui, molto meglio stare sotto un ponte.

Esco dal parco e mi dirigo verso la mia moto, dovrei anche passare dal benzinaio se non voglio rimanere a secco ...
Forse potrei provare in qualche locale, so che alcuni affittano le camere, e di certo non ho abbastanza soldi per un motel...
I miei pensieri vengono fermati a causa di uno scontro contro la schiena di un tizio.
Merda, ero così presa dai miei pensieri da non aver visto nemmeno dove andavo.

-Ehy, sta attenta!-

-Oh, mi scusi io non volevo...-

-Ma, ma tu sei la mocciosa di stamattina-

Alzo lo sguardo per incrociare degli occhi color nocciola semplicemente unici.
Potrei giocare questa situazione a mio favore.

-Oh, ma tu sei Brian...giusto?-, chiedo con la voce più falsa che si possa fare, lui sorride apprezzando il fatto che lo abbia riconosciuto.

-Esatto, allora che ci fai qui?-

-Ho incontrato un amico-

-E perché hai tutta questa roba addosso? Stai partendo?-

-No, mi hanno sbattuto fuori casa...-

Fingo uno sguardo triste e subito il ragazzo davanti a me sembra dispiacersi.
Non mi resta che convincerlo ed è fatta.

-Oh...mi spiace...ehm, ti capisco da un lato-

-Davvero?-

-Già, ci siamo passati tutti-

-Mh...-

-Hai un posto dove stare?-

Mi limito a negare con la testa, riesco a fingere così bene da farmi vanire le lacrime agli occhi, colpendo in pieno l'animo di Brian.

-Andiamo non fare così, troverai una soluzione! Magari per stanotte potresti stare da noi, di nuovo, così domani potrai cercarti qualcosa ...-

Bingo

-Lo faresti davvero?-

-Ehy, sarò anche etichettato come lo stronzo di Huntington Beach, ma ho ancora un cuore-, lui ridacchia e subito dopo mi fa cenno di seguirlo. Lo fermo subito dopo.

-Ehm, ho la mia moto-

-Cosa? Oh cazzo, ma è una Triumph Bonneville!-

-Già-

-Meravigliosa!-

-Ti ringrazio...-, Dio questa non me l'aspettavo.

-Beh, allora mi segui? Io sono in macchina, se vuoi potrei portarti il borsone e lo zaino-

-Sei...gentile...grazie-

-Di nulla. La mia macchina è quella lì, mi raggiungi?-

-Certo-

Perché ho appena sentito un brivido freddo attraversarmi la pelle?
Questo potrà essere un gran cambiamento eppure...ora che m i ritrovo ad osservare le spalle larghe di quel ragazzo dagli occhi color nocciola...la sua camminata...il modo in cui la mano si stringe intorno al borsone...

Tum-tum...tum-tum...

Perché sento il mio stesso cuore aumentare i battiti?

~SPAZIO AUTRICE~

Okay, okay, questo capitolo non convince nemmeno me ma...necessitavo di pubblicare ed è tutto parte di un piano più grande (?)
Secondo voi come si evolveranno le cose??
Attendo i vostri commenti!

~Heaven


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