Now I see the reality
CAPITOLO UNDICI : Now I see the reality
"Ogni istante è follia"
~Anastasia
Pensare più spesso ad una persona che non a te stessa...beh...nel momento stesso in cui lo fai sei già sull'orlo della pazzia, della fine, sai già che non ci sarà nulla a fermare la tua lenta caduta.
Sento il cuore battere sempre più forte mentre le mani di James mi percorrono i fianchi e si insinuano sotto la mia maglietta.
Tutto questo è sbagliato. Terribilmente sbagliato.
Spingo via il ragazzo posandogli le mani sul petto ma ogni movimento mi costa una fitta terribile alla testa.
Si, sono drogata.
Non capisco come mi sia saltato in mente di farlo, forse volevo solo evitare che questo stesso giovane uomo continuasse a farsi del male. Lo volevo fermare.
E per amore ho preferito che facesse del male a me invece che a se stesso.
Cosa mi hai fatto James?
Cosa hai fatto al mio cuore?
Perché i tuoi occhi sono così belli da farmi compiere gesti impulsivi senza nemmeno pensarci?
Perché mi fai così male?
Tante domande che non avranno mai una risposta...non così e non ora.
Sento le mie stesse pupille dilatarsi sempre di più mentre la roba che mi circola nelle vene mi sta dando alla testa, non so nemmeno cosa mi abbia iniettato...
Un forte giramento di testa mi coglie di sorpresa mentre vedo le pareti della camera cadere e piegarsi su loro stesse, la voce di Jimmy mi arriva ovattata mentre piego la testa di lato e mi lascio cadere inerme sul letto, al fianco del ragazzo.
JAMES' S POV
Scivola giu dalle mie gambe e cade sul materasso.
Non mi muovo, rimango a osservare i suoi minimi movimenti mentre si abbandona al materasso, alle coperte disordinate e i capelli neri e lunghi le ricadono subito sul viso...è comunque bellissima. Sento il suo respiro accellerare e vedo le sue mani tremare.
È così piccola, così vulnerabile, così diversa.
-J-Jimmy...ho...freddo...-, fa fatica a parlare e il suo sguardo sembra quasi vitreo, per una volta questi meravigliosi occhi scuri sono provi di ogni emozione, così vuoti che riescono in qualche modo a scuotermi.
Mi inginocchio sul materasso e mi limito a portarle le braccia intorno al busto, la sollevo senza difficoltà e mi rendo conto di quanto il suo corpo sia terribilmente esile e fragile, la posiziono in mezzo alle mie gambe e vado ad appoggiare la schiena alla testata del letto, stringo a me il corpo di Heaven e lei si lascia fare di tutto, non oppone resistenza, non si stringe a me, non si allontana, è completamente passiva ad ogni cosa.
Le nostre gambe si sfiorano, porto le mani sulle sue spalle abbracciandola da dietro e le faccio appoggiare il capo alla mia spalla, sentendo subito dopo il suo respiro contro il collo. Ma che sto facendo...
Chiudo gli occhi senza rendermene conto, cullato da un profumo di salsedine che è in grado di farmi rilassare.
-Jim? James, svegliati-
Sobbalzo nel sentire una salda presa sulla mia spalla, subito noto di essere nella stessa posizione di poco fa, la piccola Heaven è ancora tra le mie braccia e dorme tranquilla, il motivo del mio risveglio è il mio migliore amico.
-Brian, tutto bene?-
-Si, dovresti alzarti, i ragazzi stanno andando in studio-
-Cosa? Ma saranno appena le due del mattino...-
-No Jimmy, sono le dieci del mattino-
Cosa?
Le dieci?
-Avete dormito per tutto il tempo?-
-Si Bri, abbiamo dormito per tutto il tempo-, rispondo canzonatorio mentre scosto piano la ragazza e la faccio sdraiare sul letto, mi avvicino poi all'armadio per prendere dei vestiti puliti e mi avvicino al bagno venendo fermato all'ultimo.
-L'hai drogata...-, il tono di Brian è quasi sconvolto. E questo mi basta per mandarmi in bestia.
-Parla quello che le ha somministrato l'LSD-, mi volto verso Brian arrabbiato con ancora i vestiti in mano, lui si volta poco dopo verso di me e mi affronta con il suo solito modo di fare da stronzo.
-La maggior parte di quella pasticca la presi io, e poi LSD non crea una vera e propria dipendenza, quella era cocaina stronzo!-, mi urla contro.
-È lei che l'ha voluta-
-Non ci crederei nemmeno se lo vedessi-
-Fattene una ragione allora, perché quella doveva essere la mia dose, non la sua-
-E allora perché?-
-Te l'ho detto-
-Sei uno stronzo James, le hai appena firmato la condanna-
-Condanna alla quale tu l'hai portata, sbaglio o la notte della festa te la sei scopata?-
-Sbaglio o da quando c'è lei tra di noi va tutto sempre male?-
Touché.
Segue un momento di silenzio da parte di entrambi.
Ha ragione. Da quando questa mocciosa fa parte delle nostre vite il rapporto tra me e Brian si è distrutto ...piano piano e senza che noi ce ne rendessimo conto.
Da quando c'è lei non abbiamo fatto altro che stuccicarci a vicenda e stiamo solo aspettando il momento giusto per la tempesta.
Come due felini che combattono per essere il capo branco, stiamo studiando il miglior modo per distruggerci e quello che vincerà si terrà Heaven. Che altro non è che il premio finale. In un qualche modo so di avere un netto vantaggio su Brian, io ho l'amore di quella ragazza.
Senza aggiungere altro mi volto e mi chiudo in bagno.
HEAVEN'S POV
Una mano leggera mi accarezza amorevolmente i capelli, decido di non aprire ancora gli occhi e mi lascio cullare da questi leggeri tocchi. Questa mano è premurosa, così tanto da passare tra le mie ciocche scure senza farmi male a causa dei nodi.
Sento un sospiro pesante, mentre le dita si fermano sulla mia fronte, percepisco i polpastrelli sulla pelle scendere sulla tempia sinistra e arrivare alla guancia, passare oltre, arrivare al collo e indugiare sull'incavo tra esso e la spalla.
Socchiudo appena gli occhi, noto le gambe del ragazzo, ma quello che mi fa morire le parole in gola è il vedere il gesso su una delle gambe.
-Brian ...-
-'Giorno mocciosa-
Alzo lo sguardo e noto il suo carico di sentimento, uno sguardo che mai gli avevo visto e che mi lascia di sasso.
La sua mano continua a percorrermi i capelli mentre i suoi occhi non guardano i miei; ha un'espressione seria e preoccupata, le labbra sono stese in un sorriso tirato e appena accennato, le occhiaie sotto gli occhi mi ricordano terribilmente quelle di James ma a differenza la sua pelle è ambrata e baciata dai raggi del sole di agosto.
-Come ti senti?-, mi chiede abbassando finalmente lo sguardo.
-...non lo so-
-Sei consapevole di quello che hai fatto?-
-Credo di si...-
-Sai di aver sbagliato?-
-Si...-
-Non voglio che ti succeda qualcosa di brutto. Non lo sopporterei.-
Non rispondo a queste parole, non ne trovo il coraggio.
La sua mano trova la mia, intreccia le nostre dita e si ferma a guardare le nostre mani strette insieme e io noto sul suo viso un sorriso sincero a labbra strette mentre i suoi occhi vengono percorsi da un bagliore.
-So che ti sei innamorata di Jimmy. Lo so, e non provarci nemmeno a negarlo, mi basta vedere il tuo sguardo quando lo vedi...quando ti sfiora...quando ti parla...quando ti ignora. Non so dirti se è una cosa giusta da fare, da parte tua, non so cosa consigliare ad una persona innamorata perché io non lo sono mai stato. Ma ti dico solo una cosa Heaven, se ti fa soffrire ...io lo ammazzo. Anche a costo di picchiare a sangue il mio migliore amico-
Con queste parole cariche di premura e protezione vedo negli occhi di Gates una scintilla, mai mi sarei aspettata simili parole, mai avrei potuto pensare che questo ragazzo, così stronzo e menefreghista, in realtà si preoccupa per una ragazzina.
Le nostre mani sono ancora congiunte e percepisco la sua presa ferrea, sicura e fa male...ora, mentre lo guardo negli occhi, non posso negarmi che Brian sia davvero un bel ragazzo.
I capelli neri sono sparpagliati in tutte le direzioni come sempre, gli occhi color cioccolato sono così vivi e limpidi in questo momento, le pupille sono dilatate e sembra che si debbano inghiottire l'iride stessa, gli zigomi spigolosi e così adatti a lui, un lieve accenno di barba gli copre le guance, le labbra sottili e un po' femminili che gli danno un'aria diversa da tutti gli altri, il collo, le spalle larghe, il busto muscoloso...
Non mi ero mai soffermata a tutti questi dettagli, eppure lo sto facendo e non me ne pento assolutamente.
Brian si schiarisce la voce e si distrae rompendo il nostro scambio di sguardi, batto più volte le palpebre e abbasso lo sguardo tornando ad affondare la guancia contro il cuscino lasciando che delle ciocche di capelli mi ricadano sul viso. Brian si protrae verso il comodino e solo ora noto una tazza fumante, la prende in mano e me la porge, mi sollevo piano e con calma andando a poggiare le spalle alla testata del letto e prendendo in mano la tazza calda, sbircio dentro e sento un gran profumo di limone.
-Ma...è acqua calda e limone?-
-Si, non è la migliore delle cose da bere...ma ti farà stare meglio-
-Grazie-
-Figurati-
-Perché lo fai?-
-Perché faccio cosa?-
-Perché ti prendi cura di me ogni volta che il tuo migliore amico mi fa star male?-
-Ti sbagli, io non mi prendo cura di te, a mala pena mi prendo cura di me stesso...-
-Smettila Brian. Dimmelo...ti prego-, guardo il ragazzo in modo quasi supplicante, e lo sguardo che mi riserva è illeggibile.
Sospira prima di sedersi meglio sul letto e iniziando a parlare subito dopo.
-Io non lo so Heaven, non so spiegarti come mai non riesca a starti lontano, sei come una calamita. Dalla prima volta in cui ti ho vista, dalla prima volta che ho posato le mani su di te, io non riesco e non voglio starti lontano ...non scherzavo quando ti dissi che sei come la cocaina. E poi la tua innocenza la notte della festa...la tua paura...il tuo continuo tremare...potrei vivere di tutto questo sempre.
Per me è strano arrivare a provare tutto questo per una ragazzina, eppure non posso negarmelo. Ti voglio, Heaven, ti voglio e non mi interessa delle conseguenze. Se solo tu mi permettessi di averti, sono sicuro che potrei cambiare... Ma non sono destinato a stare con te tanto quanto è vero che al cuore non si comanda.-
Senza aggiungere altro si alza piano dal letto imbracciando la stampella e muovendo dei passi verso la porta. Non so con quale forza mi alzo dal letto e lo raggiungo, non so per quale motivo le mie braccia si avvinghiano al suo busto e affondo il viso tra le sue scapole, respirando a pieni polmoni il suo profumo di muschio e Marlboro, la mia mano destra corre sul suo petto arrivando all'altezza del suo cuore.
Lo sento galoppare sotto le mie dita e sento il suo respiro mozzarsi.
Non è James.
Non mi da quel brivido che mi da solo lui.
Ma è anche vero che io sono stufa di stare da sola e venir usata come un giocattolo conteso tra due uomini.
Se il prezzo da pagare per avere un po' di tranquillità è stare con Brian, beh, lo farò. So che ne usciremo entrambi distrutti...ma sono pronta ad accettare l'affetto di questo giovane uomo invece che continuare a sperare in un amore che mai arriverà.
James non mi ama. E mai lo farà.
Forse, tutto questo lo potrei anche fare come una sorta di vendetta nei suoi confronti.
Brian non è uno stinco di santo, e le differenze tra lui e Jimmy sono così abissali da farmi girare la testa, ma credo che a questo punto posso davvero sopportare di tutto, anche di venir messa in mostra da Synyster Gates come il suo miglior premio.
Sento una mano di Brian raggiungere la mia, sul suo petto, incrocia nuovamente le nostre dita come poco fa sul letto, sospira e si porta la mia mano sulle labbra, ci lascia un bacio umido e pieno di sentimento, poi si volta e incrocia i miei occhi, riscoprendoli velati di lacrime amare.
-Che stai facendo?-
-...anch'io ti voglio-
Mento spudoratamente nella speranza che lui abbocchi all'amo, sto per continuare a parlare nel tentativo di spiegargli la situazione quando lui si china e con velocità fa aderire alla perfezione le nostre labbra. Ha gli occhi perfettamente chiusi mentre porta le mani sui miei fianchi, facendomi avvicinare a lui, e continua a baciarmi con una sensualità che, ammetto, è unica nel suo genere.
Ricambio questo bacio tenendo gli occhi aperti, sperando solo che la sua figura venga rimpiazzata da quella di Jimmy.
Che le sue mani diventino quelle di Jimmy.
Il suo respiro affannato.
Il suo battito accellerato.
Il suo profumo.
Ma lui non è Jimmy, e io ho appena fatto la mia scelta, seppur contro voglia. E in qualche modo sono consapevole che questa storia non finirà bene.
***
Usciamo dalle porte dell'ospedale, finalmente Brian ha potuto togliere il gesso e ha ripreso a camminare piuttosto bene, ovviamente il medico gli ha raccomandato di non fare sforzi e gli ha del tutto proibito di tornare a surfare, almeno per i prossimi due mesi.
Non lo avevo mai visto più felice di così, indubbiamente è sollevato dalla situazione sapendo che può tornare finalmente ad avere la sia autonomia.
Per tutto il pomeriggio siamo stati insieme mentre i ragazzi sono ancora in studio, hanno chiamato un paio di volte per sapere se andava tutto bene e ora so che ci stanno aspettando a casa...non nego di avere un po' di timore nell'immaginare la faccia di James quando verrà a sapere che io e Brian stiamo insieme.
Saliamo in macchina e ovviamente Brian si mette al posto del guidatore, accende il motore e inizia a sfrecciare per le strade di Huntington diretto a casa.
-Cazzo quanto mi mancava guidare!-
-Lo immagino-
-Tutto bene? Sei taciturna-
-Si, è solo che pensavo a...niente, lascia stare-
-James non avrà nulla da dire. Sei la mia ragazza ora, ci deve solo provare a farti qualcosa-
Mi volto verso di lui di scatto, come se mi avesse letto nella mente mi da questa notizia che in parte mi lascia di sasso.
Nell'arco della giornata non ha fatto altro che ripetermi che ora sono sua, come lo sono sempre stata; si, perché per Brian sono stata sua da quando siamo finiti a letto insieme, è stato il primo e a lui tanto bastava per ritenermi sua. È vero, James mi aveva praticamente minacciata di non dover stare con altri ragazzi all'infuori di lui, per il semplice motivo che mi aveva messo gli occhi addosso e mi voleva solo per lui...ma cos'ha fatto James per me? Nulla.
Brian invece, per quanto possa avermi fatto male, alla fine si è dichiarato e ora mi ha con se.
Direi che i fatti parlano da se.
Chissà che un giorno potrei dimenticarmi del tutto di Jimmy e amare Brian.
L'auto si ferma nel vialetto di casa, subito dopo scendiamo e lui mi affianca subito, mi circonda i fianchi con un braccio, mi bacia la tempia, e ci avviamo verso la porta di casa.
Quando arriviamo al portico non posso far altro che prendere un lembo della sua maglietta e fermarlo prima che apra la porta.
-Brian...io...non voglio che succedano casini tra di voi...-
-Non succederanno, piccola, sta tranquilla. L'unica cosa che voglio adesso sei tu...ora che posso non intendo perdere un solo secondo con te-, mi prende il viso tra le mani e mi lascia un bacio sulle labbra, indugiando appena, quando si stacca mi prende per mano e con quella libera apre la porta.
-Siamo tornati!-, urla una volta chiusa la porta e ritrovandosi subito dopo un cuscino in piena faccia.
-Fanculo Brian! Stavo dormendo!-, la voce assonnata e rauca appartenente a Zacky ci arriva dal divano, subito dopo Brian gli rilancia il divano e il secondo chitarrista incazzato si alza dal divano e raggiunge correndo l'altro, gli salta addosso e i due cadono a terra iniziando a picchiarsi giocosamente, un odore dolciastro di erba di arriva alle narici e storgo il naso per poco capendo che sicuramente arrivi da Zacky.
-Ora me la paghi!-
-Sta calmo prosciutto! E levati che mi fai male!-
-Non prima di averti strappato i capelli, stronzetto!-
-Matt! MATT!!!-
Brian inizia a urlare il nome del frontman e come per magia dalla porta della cucina spunta...
-Che avete da urlare?-
-Johnny? Cazzo io urlo il nome di Matt e mi appare il nano da giardino...-, nel frattempo Zacky gli da un altro schiaffetto sulla testa e Brian urla di nuovo, -Matt! Cazzo vieni subito qui!-
-Cazzo urli come una checca isterica!? Gesù Cristo stavo scrivendo!-, la voce grossa e imponente di Matt arriva scazzata dalle scale preceduta dalla sua figura, senza maglietta, il che è già una bella visione di per se.
Incazzato si avvicina velocemente ai due, nella mano sinistra ha dei fogli scarabocchiati e una penna, arrivato vicino ai due prende Zacky dalla maglietta e, senza nessuno sforzo, lo strattona indietro e lo separa da Brian con la sola mano libera. Si mette in mezzo ai due e li guarda male.
-Si può sapere che avete?-
-È lui che mi si è lanciato addosso!-
-Entra in casa urlando! Che cazzo ce ne deve fregare che sia rientrato?!-
-Se non la piantate di litigare come due mocciosi vi giuro che vi prendo a sberle e vi metto in castigo; tutto chiaro?!-
Come se fosse un padre, Matt, riesce a farli stare zitti entrambi, Zacky se ne torna al suo divano e Brian dopo essersi alzato mi prende per mano e mi porta verso le scale. Questo movimento non è sfuggito al cantante, che per fortuna evita di far domande inutili.
Bruan chiude la porta della sua stanza e subito dopo si avvicina al letto buttandoci sopra la maglietta e slacciandosi la cintura dai pantaloni, gesti puramente naturali e che non si preoccupa a negarsi, imbarazzata non posso far altro che girarmi contro il muro, inevitabilmente verso lo specchio attaccato alla parete che riflette alla perfezione la figura di Brian, mi da le spalle ed è coperto unicamente dai suoi boxer viola scuro con l'elastico nero. La sua pelle tatuata lo riveste in modo impeccabile, eccetto il tatuaggio sulle spalle che riporta il suo cognome, tatuaggio che spesso e volentieri nasconde.
Mi porto una mano sugli occhi nel momento stesso in cui vedo le sue mani afferrare l'elastico dei boxer per poi calarli.
Mi stringo nelle spalle più imbarazzata che mai e sento le gambe tremarmi, un brivido mi percorre la schiena e mi blocco di colpo quando sento il suo corpo aderire al mio e le sue mani mi stringono i fianchi in modo rassicurante e tremendamente protettivo.
Le sue labbra sottili raggiungono il profilo del mio collo e ci lasciano dei baci appena percettibili mentre una mano raggiunge il mio polso e mi fa spostare la mano dai miei occhi.
-Non devi vergognarti di me. Mi hai già visto nudo altre volte, questa paura è infondata-
-Ti chiedo di far piano Brian...ho bisogno di abituarmi all'idea ...-
Mi trema la voce cazzo.
-Abbiamo tutto il tempo che vuoi-
Senza aggiungere altro si scosta di poco, mi lascia un bacio sulla nuca e si avvia al bagno, sento lo scroscio dell'acqua della doccia aprirsi e sospiro.
Punto lo sguardo sulla mia figura allo specchio.
Mai prima di ora mi sono ritrovata così vulnerabile. E ne ho abbastanza.
Scrollo le spalle e mando a farsi fottere ogni briciolo di buon senso prima di togliermi la maglietta e voltarmi verso la porta del bagno, mentre cammino continuo a svestirmi.
Sono la ragazza di Synyster Gates. Tanto vale comportarsi da tale.
Raggiungo il bagno e mi chiudo la porta alle spalle prima di raggiungere Brian dentro la grande doccia.
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