It's my heart beating?
CAPITOLO SETTE : It's my heart beating?
"Perché il mare è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare" •G. Verga
Non pensavo che mi sarei mai ritrovata ad ammirare il suo viso.
Credo che tutti facciamo delle scelte, e che il nostro inconscio spesso ci faccia prendere quelle giuste per noi.
Non trovo altra spiegazione a questo, altrimenti non starei qui ad osservarlo dormire sereno.
Le palpebre sono chiuse perfettamente, l'espressione rilassata, un accenno di sorriso sulle labbra, i capelli scompigliati sul cuscino, il petto che si alza e si abbassa regolarmente sotto il suo respiro, i tatuaggi che gli ricoprono il corpo come una seconda pelle.
Un lieve raggio di sole estivo gli illumina il braccio sinistro e parte dell'addome.
Cos'è successo per farmi stare così?
È una bella domanda, alla quale nemmeno io so rispondere con precisione. Credo che il mio cervello abbia fatto tutto per conto suo.
O il mio cuore?
Quando siamo arrivati a casa stanotte, non capivo più nulla, ero eletrizzata, dei continui brividi mi correvano lungo tutto il corpo rendendomi impossibile il restare ferma, Brian litigò non poco con la porta di casa perché non riusciva a mettere la chiave nella serratura talmente era ubriaco, in tutto il suo procedimento Jimmy non la finiva di baciarmi sensualmente il collo.
Quando riuscimmo ad entrare in casa raggiungemmo a fatica anche il piano superiore, io mi misi a ridere in mezzo alle scale nel momento stesso in cui Jimmy inciampò su un gradino e Brian subito dietro di lui gli cadde sopra facendolo urlare.
Quando arrivammo alla camera non ci fu tempo per nient'altro se non una passione sfrenata.
I ricordi sono sfocati nella mia mente eccetto il modo di fare di James, le sue mani che scorrevano sulla mia pelle mi sembravano così leggere da farmi sentire a mille piedi da terra, i suoi occhi mi guardavano come di solito si guarda un diamante prezioso, le sue labbra che cercavano in continuazione le mie, nonostante fosse ubriaco i suoi movimenti erano pura armonia.
Non ricordo nessuno che mi abbia mai trattato in un modo simile, era così gentile da non sembrare il ragazzo che mi compare costantemente davanti agli occhi con i suoi modi indifferenti e le battutine di pessimo gusto.
Credo di aver conosciuto il vero James, stanotte, mentre mi teneva la mano in una morsa ferrea, incrociando le dita con le mie e portandola sul cuscino vicino alla mia testa mentre si univa a me con passione e delicatezza, mentre passava le labbra sulle mie per poi scendere sul collo.
Non credo che potrò mai dimenticare quello che è successo.
Non so se si sia trattato di amore. Una cosa è certa, il suo modo di fare l'amore con una persona è del tutto diverso da quello di Brian, sempre che di amore si possa parlare dato che potrei esser stata la sua ennesima scopata e nient'altro.
E ora ci ritroviamo qui. Così. In questa posizione così tanto proibita per noi quando ad una coppia normale, invece, sarebbe quasi scontata.
È sdraiato a pancia in su, un braccio è posato sul ventre e la mano stringe un lembo di lenzuolo mentre il braccio destro è intorno alle mie spalle, ho la gamba destra in mezzo alle sue e la guancia appoggiata al petto, la mia mano continua ad accarezzargli lascivamente il petto senza che io possa far nulla per smettere. Il profumo naturale della sua pelle è rigenerante e nonostante l'odore di sigarette e di alcol che la impregna ancora riesco a sentirla. Non so dargli una spiegazione, sembra il profumo del mare, il profumo della menta piperita, il profumo di libro nuovo.
Di sicuro è la mia mente ad immaginarsi tutto questo, eppure sono proprio i tre profumi che più adoro al mondo, e se li sento tramite questo ragazzo un motivo ci sarà, o no?
Percepisco le sue dita muoversi sulla mia spalla, così leggere da essere impercettibili, alzo lo sguardo sul suo viso pensando che si sia svegliato, ma non è così. Semplicemente si gira su un fianco e verso di me, dando la schiena al bordo del letto, mi ritrovo stretta in una morsa ferrea che altro non è che il suo abbraccio e il suo stesso corpo caldo. Sento le sue gambe muoversi tra le mie fino ad allacciarsi e la sua mano sinistra ora è sul mio fianco scoperto, il lenzuolo ci copre giusto dalla vita in giu.
Mi ritrovo a pochi millimetri dalle sue labbra.
E la voglia di baciarle è così tanta da far male.
Dio, mi sto davvero innamorando di quest'uomo?
Non può essere vero, non potrebbe mai funzionare.
Però ...magari ricambia...
Ma che scemenze, come potrebbe ricambiare il sentimento di una ragazzina di diciannove anni? Ammettilo a te stessa Heaven, non puoi permetterti di soffrire anche per lui.
Non soffrirò per lui.
È sempre stato un grande problema di tutti, chiedersi se dare ragione alla mente o al cuore ...forse nemmeno i più saggi poeti di tutti i tempi potrebbero capire come funziona. Nemmeno le persone più anziane.
Nessuno potrà mai capire come funzionano queste cose, tanto meno io, allora perché dovrei pormi la domanda? Jimmy potrà essere presente nella mia vita con le stesse probabilità che da un giorno o l'altro se ne vada per sempre.
Tanto vale cogliere l'attimo.
Mi sporgo fino a cancellare quella minima distanza e tremante appoggio le mie labbra sulle sue. Sono così morbide che starei ore a baciarle, eppure questo bacio mi lascia con l'amaro in bocca, forse perché so che non ricapiterà più, o forse perché so che questo trasporto che sento non verrà mai ricambiato.
Mi separo da lui e con qualche difficoltà riesco a sottrarmi dal suo abbraccio, seppur con maliconia, sguscio fuori dal letto e quando sono finalmente in piedi mi concedo di guardare Brian.
Dorme anche lui profondamente, stretto in posizione fetale, a differenza nostra non ha il lenzuolo a coprirlo e questo gli causa dei brividi di freddo dovuti al vento mattutino.
Mi fa quasi tenerezza vederlo così, sotto sotto non credo che lui sia un ragazzo cattivo o una persona poco affidabile...forse abbiamo solo sbagliato dal principio.
Sospiro e mi avvicino al bordo del letto per essergli più vicina, afferro un lembo del lenzuolo e lo copro fino al ventre, gli passo una mano tra i capelli, cercando di non svegliarlo, e li riscopro morbidi e ribelli come sempre, gli lascio un bacio sulla tempia prima di voltarmi e uscire dalla camera.
Sono completamente nuda, sia esteriormente che interiormente, non so cosa mi stia succedendo e penso che mai lo capirò, è assurdo tutto questo, e non può continuare.
Parlerò con Brian. Sperando che lui mi stia ad ascoltare per una volta. Non sono il giocattolo di nessuno e dei fottuti sentimenti li ho anch'io, e so che li ha anche lui, anche se non li vuole mostrare al mondo.
La vita di Brian fin'ora è quella che più mi ispira, voglio conoscere la sua storia, voglio sapere chi è in realtà. Tutti cambiano per una ragione ben fondata, io voglio sapere la sua storia.
Forse con quasi lo stesso desiderio di voler sapere quella di Jimmy.
Entro nella doccia e mi lavo velocemente per poi tornare in camera e indossare un paio di slip e una maglietta a maniche corte dei Pantera che mi arriva alle coscie, lego i capelli ancora bagnati in una coda veloce e torno nel corridoio a piedi scalzi, dal salotto posso sentire le voci dei ragazzi mentre quando passo davanti alla camera di Jimmy lo ritrovo solo, ancora dormiente.
Un'idea un po' malsana mi attraversa la mente.
Mi avvicino alla porta socchiusa e vi entro in punta di piedi, si è nuovamente girato e ora è a pancia in giu, le braccia sono sotto il cuscino, la gamba sinistra è a penzoloni fuori dal letto mentre la destra è leggermente piegata, sorrido a questa vista e mi avvicino, gattono sul materasso fino ad arrivargli vicino, senza pensarci troppo mi siedo a cavalcioni sulla sua schiena, all'altezza del bacino.
Percepisco un mugolio ma nonostante tutto non si sveglia, inizio a percorrere con l'indice il tatuaggio che ha sulle spalle che riporta il suo cognome, per poi passare all'enorme zero che gli copre buona parte della schiena, assottiglio gli occhi nel vedere diversi graffi appena visibili sulle spalle e sui fianchi, li ripercorro con le mani assorta nei miei pensieri.
-Se te lo stai chiedendo...si, sei stata tu...-
La sua voce impastata dal sonno mi arriva alle orecchie come il suono più bello del mondo e allo stesso momento mi fa arrossire.
Porto lo sguardo sul profilo del suo viso e vedo che ha gli occhi aperti puntati davanti a lui, in un punto imprecisato del letto.
-Ehm...-
-Perché sei arrossita?-
-Non sono arrossita-
-Si...e io sono vergine-, ridacchia divertito mentre io gli lascio uno schiaffetto sulla nuca facendogli aumentare le risate.
-Beh, non ci vedo nulla di scandaloso comunque, vuol dire che ti è piaciuto-
-Smettila-
-Oh andiamo...puoi parlare liberamente con me-
-Non ne voglio parlare-
Mi fa capire di volersi girare così mi puntello sulle ginocchia e gli permetto di girarsi a pancia in su, si rilassa contro il materasso e io mi rimetto sul suo bacino.
Tra i nostri occhi c'è una guerra, posso percepirlo come se lui stesso lo avesse ammesso, porta le mani sui miei fianchi e le lascia lì, tenendole ferme ma tremendamente sicure sulla mia pelle.
-Perché mi hai baciato, stamattina?-
Se è possibile arrossisco maggiormente. Abbasso lo sguardo contro il suo petto e subito dopo mi porto una mano a coprirmi gli occhi.
-Eri sveglio...-
-Già-
-Io non ...non so perché lo fatto, sentivo che dovevo-
-Non dico che mi sia dispiaciuto. Ma te l'ho già detto, devi starmi lontano-
-Credi che non lo sappia?-
-E allora perché non lo fai?-
-Perché non ci riesco-
Sento la sua mano sul polso e subito dopo mi costringe a scoprire gli occhi per potermi guardare, non lascia la presa e con un movimento puramente naturale porta la mia mano con la sua sul suo petto, distendo la mano sulla pelle e lascio delle carezze leggere mentre lui deglutisce a vuoto.
-Io non ti capisco-, ammetto di punto in bianco.
-A volte non serve capire le persone-
-Riguarda anche te?-
-Non provarci nemmeno a capirmi, falliresti a principio-
-Eppure voglio provare...voglio provare a capirti-
-Sei una ragazzina cocciuta. Con questo carattere otterrai molto poco, da tutto e da tutti-
-Chi ti credi di essere per potermi dire queste cose?-
-Una persona che ha vissuto più di te-
-Ma sentilo, ti credi tanto più vissuto solo per l'età che hai?-
-In parte, i tuoi genitori non ti hanno insegnato a portare rispetto ai più grandi di te?-
-Si, ma non sono mai stata brava ad ascoltarli-
-Non sei l'unica-
-Mh?-
-Anch'io mi sono formato da solo-, fa una pausa per poi aggiungere, -E ci sono riuscito alla grande-
Scoppio a ridere per la faccia che ha fatto nel dirlo, il ragazzo subito dopo vedermi ridere mi passa le mani sui fianchi facendomi il solletico, ben presto mi ritrovo con la schiena contro il materasso mentre Jimmy si mette sopra di me e continua a farmi il solletico.
A causa di questo suo movimento improvviso il lenzuolo che gli copriva i gioielli di famiglia, cade sul materasso mostrandolo nudo come mamma l'ha fatto.
-Oh cazzo, James ma sei ancora nudo!-
-Ehy! Per forza, mica mi sono svegliato solo per i boxer!-
-Copriti svergognato!-
-Non mi pareva che la cosa di desse fastidio mentre mi stavi seduta sopra ...-, ghigna malizioso alzandosi e puntellando le ginocchia sul materasso, arrossisco violentemente portandomi la mano sugli occhi e voltando il viso.
-Sei una bestia!-
-Grazie, lo so-
Lo sento scendere dal letto e subito dopo lo vedo avvicinarsi al suo armadio per recuperare dei vestiti, non posso negarmi un'occhiata su tutta la sua schiena, sedere compreso e le gambe, notando il tatuaggio "1981" sul polpaccio.
-Ti ricordavo con più sedere...-, mi lascio scappare queste parole quasi senza accorgermene ma come lui le elabora si rivolta ancora verso di me sorridendo e mettendosi una mano sul fianco e l'altra la usa per indicare tutta la sua figura.
-Allora ammetti che quello che vedi ti piace-
-Non ho mai detto il contrario Sullivan...ma, perché ti stai mettendo il costume?-
-Oggi è martedì, e come tutti i martedì noi passiamo il pomeriggio e la serata in spiaggia-
-Oh...-
-Ovviamente tu vieni con noi-
-Ma...non ho nemmeno un costume con me-
-Passeremo a comprarne uno, avanti, muovi quel bel culo che ti ritrovi e vatti a preparare, tra dieci minuti andiamo!-, senza smettere di sorridere mi si avvicina mi tira fuori dal letto e mi spinge verso la porta per poi darmi una pacca sul sedere, facendomi uscire del tutto dalla stanza.
-Ehy!-, ribatto indispettita ricevendo in risposta un occhiolino.
Io non capirò mai questo ragazzo...
***
-Cazzo l'avete vista quella!? Era fottutamente enorme!-
Brian non la smette di urlare da quando siamo arrivati, passando da un negozio ho optato per un costume semplice nero, poi siamo corsi qui, è una spiaggia isolata dalle altre, ci siamo solo noi.
Sembra quasi una spiaggia privata.
Brian e Matt si sono portati dietro le loro tavole da surf, dato che il chitarrista ci sa andare come se si trattasse di camminare. Matt invece ci sta provando, ma di sicuro non ha la bravura di Gates.
Ed effetti, ci sa davvero fare. Cavalca le onde come se non avesse mai fatto altro nella vita, con una spensieratezza assurda ed è felice come un bambino.
È quasi ora di cena e il tramondo che si vede dalla spiaggia è meraviglioso, non credo di aver visto di meglio ...e qui ad Huntington Beach possiamo sempre godere di un tramonto mozza fiato.
Io, Zacky e Johnny siamo seduti sul bagnoasciuga mentre Brian sulla sua tavola è accompagnato da Matt e Jimmy, quest'ultimo a cavalcioni della seconda tavola, tutti e tre sono mossi su e giu dalle onde e ridono come se non ci fosse un domani. Oggi ho scoperto che senza tutto l'alcol e la droga nelle vene sono dei ragazzi davvero meravigliosi, e Brian e Jimmy sono davvero uniti come due fratelli.
Forse potrei davvero considerare l'idea di riconsiderare questi ragazzi.
JAMES POV
-Brian, avanti torniamo a riva-
-Oh, eddai Matt, cavalco le ultime due e poi vi raggiungo!-
-Brian siamo qui dalle due del pomeriggio, sono sei ore che non esci dall'acqua e non ti fermi un attimo, non ti sembra il caso di fermarti? Almeno per un po'-
-Dai Shads, lascialo fare, guarda che onde che ci sono! Ti aspettiamo a riva Gates!-
-Grazie Jimmy! Ehy, vedete di tenermi gli occhi puntati addosso! Vi farò andare in estasi-
-Sempre sicuro, eh Bri?-
-Sempre e comunque, a dopo!-
Ci separiamo, mentre io torno in riva con Matt sento Brian nuotare a largo, raggiungiamo la spiaggia e i miei occhi vengono subito catturati da Heaven.
Quella ragazza è un tale mistero per me.
So che sto giocando col fuoco, ma voglio assurdamente stargli vicino. Ne uscirò bruciato ma non importa. Non mi sono mai fatto perdere nessuna occasione e non intendo farlo ora.
-Credevamo vi sarebbero cresciute le pinne!-, ride Johnny accompagnato da Heaven.
-Nah, ancora ci tengo alle mie mani e alle gambe-
-Per forza, altrimenti come suoneresti? Ehy, ve lo vedete Jimmy versione pesce alla batteria?-
-Ah. Ah. Ah. Spiritoso Matt-, mi siedo accanto alla ragazza guardando verso il mare mentre la sento tremare.
-Brian?-, domanda Zacky guardando in mare.
-È lì, sta per prendere l'onda!-
-Cazzo, vai Gates!-, urla Matt seguito da Johnny.
Guardo il mio migliore amico mentre, a cavallo dell'onda, fa appena due bracciate per poi alzarsi sulla tavola e iniziare a cavalcarla. Scompare per la frazione di un secondo dentro il tunnel d'acqua che si forma e poi ne esce vittorioso facendo un ultimo salto sulla cresta dell'onda e ricadere in piedi sulla tavola.
Io e i miei migliori amici continuiamo ad incitarlo e lui in risposta si volta verso di noi alzando una mano chiusa in pugno.
Sorrido felice mentre sento dei commenti di approvazione anche da Heaven, mi volto verso la ragazza e lei continua a ridere, è davvero meraviglioso quel sorriso.
-Ehy...ragazzi guardate!-, percepisco una nota di preoccupazione nella voce di Matt, mi volto ridacchiando.
-Eh smettila Matt, sembri suo padre!-
-No James, guarda...-
Alle parole della ragazza mi volto anche io verso l'Oceano.
In lontananza si sta avvicinando sempre più velocemente un'onda, man mano cresce...e cresce...un brivido mi percorre la schiena mentre, d'istinto, mi alzo in piedi.
Noto Brian guardare quell'onda, e sono sicuro che sulla sua faccia si sia stagliato un sorriso da orecchio a orecchio.
-...vieni via idiota...-, mormoro tra me.
L'onda raggiunge tranquillamente i quattro metri d'altezza, per poi crescere ancora.
-Brian vieni via!-, urla Zacky alzandosi anche lui in piedi.
-Dai ragazzi, sa quello che fa...vero?-
-Io ...spero di si, Johnny-, mormoro in risposta mentre non tolgo lo sguardo dal mio migliore amico.
La prassi è la stessa, qualche bracciata verso l'onda, si alza in piedi e inizia a percorrerla, le onde così alte sono rare in California, di solito si trovano in Australia o alle Hawaii...
Ben presto l'acqua dalla cresta riscende, formando il tunnel d'acqua più grande che abbia mai visto, dalla riva l'acqua sembra ritirarsi così velocemente da far paura.
Scompare nel tunnel.
Heaven mi afferra il braccio destro, mentre io e i ragazzi restiamo col fiato sospeso.
Dai Gates...esci di lì...
Intravedo la punta della tavola da surf ma subito dopo l'onda si infrange.
Com'è arrivata sparisce.
E il mare è di nuovo piatto come sempre. Con le sue onde piccole e regolari.
Muovo lo sguardo su tutta la distesa ma di Brian, non c'è nemmeno l'ombra.
-Brian!!-, urlo iniziando a correre seguito dai ragazzi, ci tuffiamo tutti e quattro in acqua e iniziamo a nuotare all'impazzata.
Nemmeno io so dove andare ma cerco di avvicinarmi il più possibile al punto in cui lo visto sparire.
-Cazzo dov'è?!-, urla Zacky.
-Cerchiamo le bolle! Cerchiamo le bolle cazzo!-, subito dopo Mattbsi immerge e io lo seguo.
La poca luce del sole non aiuta per niente.
È tutto buio e profondo.
Riemergo e prendo una boccata d'aria più grande della precedente per poi immergermi di nuovo.
Nuoto contro corrente e sempre più in profondità fino a intravedere degli scogli, cerco ancora nonostante i polmoni mi stiano bruciando.
Non lo trovo.
Cazzo, non lo trovo.
Mi vedo costretto a riemergere per prendere aria.
E solo ora mi rendo conto che sta passando troppo tempo.
Una piccola increspatura sull'acqua attira la mia attenzione.
-Matt! È qui!-
Mi immergo subito.
Non mi ero sbagliato, c'è una lieve scia di bollicine, la seguo in fretta vedendo poi la tavola fiammeggiante del mio chitarrista, la corda che tiene collegata la tavola con la caviglia di Brian è bloccata da uno scoglio, mentre il mio migliore amico ha la gamba bloccata dal medesimo scoglio e ...ha gli occhi chiusi.
No, no, no...
Mi avvicino in fretta e riesco a raggiungere la sua caviglia destra, tasto con le mani fino a trovare il masso che la tiene bloccata, lo afferro da sotto le braccia e lo tiro fuori, con qualche difficoltà, intravedo Matt mentre libera anche la tavola e più in fretta che possiamo riemergiamo.
L'ossigeno non mi è mai sembrato così utile.
-Jimmy!-
Non rispondo mentre sto già nuotando verso riva portandomi dietro il corpo immobile di Brian.
Cazzo non mi mollare così, brutto stronzo.
Arrivo alla spiaggia e lo appoggio a pancia in su, l'acqua ci arriva ancora alle gambe ma non importa. Ben presto i ragazzi e Heaven ci raggiungono e subito dopo noto un taglio verticale tagliare la tempia sinistra a Brian, il sangue scende a fiotti e sicuramente questo taglio è stato causato dallo scoglio, in più dalla bocca gli esce un rivolo di sangue...
-Cazzo non respira!-, urlo nel panico più totale.
Andiamo in mare da quando siamo due mocciosi...non era mai successo nulla di simile.
-Jimmy spostati-, Matt mi affianca e inizia a tastare il collo a Brian in cerca del battito.
-È vivo, serve la respirazione bocca a bocca-
Subito dopo si posiziona meglio e inizia a pressare le mani unite sul suo petto, per tre volte, dopo di che si china, gli tappa il naso ed espira nella sua bocca.
Per poi ripetere tutto dall'inizio.
Più passano i secondi più mi sento impazzire, Matt sta continuando mentre Johnny ha già chiamato un'ambulanza.
-Matt riprendi fiato, faccio io-
Prendo posto iniziando a fargli il massaggio cardiaco con forza dosata, cercando di evitare di rompergli lo sterno.
Tre compressioni, dopo di che mi chino e soffio.
Ancora e ancora.
-Cazzo Brian! Collabora stronzo!-
Ripeto il tutto ancora un paio di volte e dopo queste ultime due volte, finalmente, Brian spalanca la bocca iniziando a sputare tutta l'acqua di mare ingerita, tossisce e si volta di lato, verso di me, tirandosi su con il gomito e svuotandosi e riprendendo a respirare a pieni polmoni.
Io mi passo una mano tra i capelli bagnati tirandoli indietro e come anche gli altri prendo un sospiro di sollievo, quando incrocio gli occhi con quelli di Brian posso notarli terribilmente spaventati e spaesati.
Gli metto una mano dietro la nuca lasciandogli una carezza e appoggio la fronte contro la sua.
-Sei un bastardo...-
-...grazie ragazzi ...-
È spaventato.
Lo posso notare tranquillamente dal suo tremore e dalla sua stessa voce.
Da quanto non gli capitava di rischiare la vita? Quattro anni buoni di sicuro...
-Resisti Gates, ora ti portiamo in ospedale-
Lui si limita ad annuire alle parole di Matt mentre si ridistende sulla sabbia bagnata, mugulando di dolore per la gamba che sicuramente è rotta, io mi limito a slegargli la caviglia dal laccio nero della tavola per poi sedermi vicino a lui.
-Però ...è stata l'onda più bella della mia vita ...-
-Ma vaffanculo Brian!-, ridacchiamo tutti per un po' calmandoci e aspettando l'ambulanza.
~SPAZIO AUTRICE~
Quante rivelazioni in questo capitolo, non trovate??
Vi è piaciuto?
Non uccidetemi per aver quasi ucciso Brian, amo quell'uomo quindi state tranquilli, il mio è tutto puro amore!
Tanti commenti mi raccomando, fatemi sapere cosa ne pensate!
~Heaven
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