I want you like I want my drugs
CAPITOLO SEI : I want you like I want my drugs.
"Forse niente di tutto questo è reale, forse nemmeno io sono reale. Ma questo fuoco, questo fuoco deve essere reale" •Stephen King, 1408
Stare da sola in una mega villa ha i suoi vantaggi.
Mi serviva del tempo da sola, per pensare, per mettere in ordine le idee e i fatti.
Non ho intenzione di dargliela vinta a quei cinque stronzi, se è questo che si aspettano sbagliano di grosso.
Così, dopo 10 capitoli de "Il ritratto di Dorian Gray" e mezzo pacchetto di sigarette, ho deciso.
Vogliono giocare col fuoco? Bene, saranno accontentati.
Sto per fare delle cose che non avrei mai fatto, ma se vogliamo metterla su questo piano posso benissimo dire di aver già fatto cose che non avrei mai voluto fare.
Ad esempio, restare a vivere qui, non denunciarli, assecondare le richieste dei miei genitori per una vita...un sacco di cose per cui ora non ho voglia di parlare e per la quale è arrivato il momento di mettere un punto.
Due giorni mi sono bastati per capire il carattere di questi cinque pazzi, e la morale della favola è che cercano qualcuno che sia pazzo quanto loro.
Direi che posso farcela.
Sento il telefono di casa suonare, mossa dall'istinto cammino velocemente fino al salotto e afferro la cornetta e la porto contro l'orecchio.
-Pronto?-
"Immaginavo avresti risposto"
-Cazzo...scusa io non...ehm-
Heaven, ricordati che devi cambiare, se inizi a fare così il tuo piano salterà già prima di iniziare.
-È stato spontaneo-
Bene, decisa e schietta.
Andiamo avanti.
"Beh, è un bene che tu abbia risposto, tra una ventina di minuti ti veniamo a prendere, fatti trovare pronta"
-Dove dovreste portarmi?-
"Al locale di fiducia, e fossi in te piccina, indosserei un bel paio di jeans borchiati, tanto per evitare di finire nel letto di qualcun'altro"
-Molto spiritoso Vengeance, sarò pronta tra venti minuti-
Chiudo la chiamata e immediatamente un sorrisetto malizioso mi compare sul viso.
Non hanno idea di quello che li aspetta.
Velocemente corro al piano di sopra e raggiungo la mia camera, mi avvicino all'armadio e dopo averci guardato un po' dentro ritrovo un vestitino in pelle nero, aderente, scollato e senza maniche, che arriva a metà coscia, sorrido ancora di più e recupero slip e reggiseno in pizzo nero per poi indossare il tutto, litigo con la zip del vestito e mentre cerco di chiuderla del tutto quasi mi metto a ridere, sembro una contorsionista alle prime armi.
Corro in bagno e prendo i trucchi, opto per dell'ombretto rosso, eye-liner e matita nera, una passata di rossetto nero e il trucco è perfetto.
Per i capelli decido di pettinarli per bene e legarli in una coda bassa e laterale, in modo da far cadere i leggeri boccoli sulla spalla destra e lascio che il ciuffo mi ricada a sinistra, sulla fronte.
Torno in camera e dal cassettone dell'armadio tiro fuori delle scarpe nere con un tacco decisamente alto, sono ricoperte da borchie e nonostante siano alte mi ci trovo benissimo a camminarci.
Un clacson mi fa capire che i ragazzi sono arrivati, mi affaccio dalla finestra e vedo la loro macchina parcheggiata fuori dal vialetto.
Ottimo. Si va in scena.
Esco fuori dall'abitazione e subito posso notare i ragazzi fuori dall'auto, tutti e cinque con una sigaretta in mano mentre parlano tra loro, urlando cose a caso.
Mi avvicino a passo deciso e il rumore dei miei tacchi risuona con l'asfalto.
Mi schiarisco la gola attirando l'attenzione dei ragazzi e subito questi mi guardano stupiti.
-Pensavamo di doverti aspettare per ore...-, balbetta Johnny.
-Voi uomini siete i soliti esagerati-, dico mentre prendo dalla mia borsa il pacchetto di sigarette e ne sfilo una, la metto tra le labbra e ora mi rendo conto di non aver preso l'accendino.
Ma per una volta, una, può andarmi tutto liscio?
Brian mi si avvicina con il suo solito sorriso beffardo e avvicina la mano alla sigaretta, accende l'accendino e mi permette di accendermi la sigaretta, il sapore della nicotina mi si sparge subito in bocca donandomi una sensazione di calma improvvisa.
-Non sei piccola per fumare?-
-Non sei troppo vecchio per le storie da una notte?-
-Ahah, la ragazzina ti ha chiuso Gates!-
-Ridi poco Matt, potrebbe andarti la saliva di traverso-
-Oh ma quanta acidità-, ridacchia Zacky punzecchiando Brian.
-Allora, vogliamo andare?-
-Che c'è? Hai paura che ti rubino le spogliarelliste Jimmy?-
-Sempre e comunque, allora andiamo?-
-Si andiamo, tutti in macchina!-
Il viaggio in auto fu abbastanza veloce, io mi ritrovai in mezzo a Zacky e Jimmy, Matt guidava come un pazzo, Brian affianco a lui urlava frasi senza senso fuori dal finestrino e Johnny era pressato contro il finestrino da Zacky.
Il locale in questione si chiama "White Night" un nome assurdo per un locale assurdo.
Matt parcheggia l'auto in modo fluido, forse la cosa più dolce che abbia fatto da quando siamo partiti da casa, ben presto scendiamo tutti dal veicolo e subito posso notare delle persone fuori dal locale, fanno la fila per entrare e c'è un uomo grande quanto un armadio, con una cartellina in mano che fa la guardia all'ingresso.
La musica si sente fin qui talmente è alta e già dalla lunga fila posso notare che ci sono più ragazzi e uomini che donne, quelle poche che ci sono sembrano delle prostitute.
-Paura, bimba?-
Sobbalzo e mi volto di scatto contro il mio interlocutore, che scopro essere Jimmy, non mi guarda, ha lo sguardo perso nella fila di persone, un ghigno strafottente stampato in faccia e gli occhi illuminati da una strana luce.
-Dovrei?-
-La lezione dell'altra sera non ti è bastata?-
-Affatto-
-Potrei facilitarti la cosa...-
-Ma davvero?-
-Stammi vicino e nessuno oserà disturbarti-, si volta finalmente verso di me e in quegli occhi azzurri posso notare tutta la sua sicurezza.
Scoppio a ridere poco prima di rispondergli.
-E questo cos'è? Vorresti diventare la mia guardia del corpo, James?-
-Affatto, voglio solo farti capire che una bella ragazza come te, lì dentro, verrebbe vista solo ed esclusivamente come una puttana, mi spiego mocciosa?-
Deglutisco a vuoto e lancio un'occhiata veloce al resto del gruppo che sta entrando nel locale sorpassando la fila senza problemi.
Avanti, Heaven.
-E il tuo amico Brian...non sarà geloso della cosa?-
-Brian potrebbe essere l'ultimo dei miei problemi al momento. Allora, Heaven, vogliamo entrare?-, sorride e mi porge il braccio destro.
Ricambio il suo sorriso senza ribattere e passo il mio braccio sotto il suo facendomi guidare fino all'ingresso.
Raggiungiamo l'uomo della sicurezza che, come vede Jimmy, sorride e gli batte una pacca sulla spalla.
-The Rev, mancavi solo tu ragazzo! Gli altri sono già tutti dentro!-
-Lo so Nick, mi sono trattenuto fuori-
-Oh, è questa bella fanciulla? Hai finalmente messo la testa apposto, eh?-
-No Nick, è solo una delle tante-
Cos'è questo rumore di vetro infranto?
Ah...il mio cuore...
Perché ho come la sensazione che queste parole mi abbiano ferita? Eppure non dovrebbero, non deve importarmi di nulla.
Ma queste parole...
-Beh, ti lascio andare, ho del lavoro da sbrigare, buona serata!-
Jimmy muove dei passi in avanti, tirandomi appena dato che mi ero imbambolata nei miei pensieri.
-Aspetta...-
Attraversiamo un corridoio buio dalle pareti nere e poco prima dell'ultima porta da varcare, il ragazzo mi ferma, non ho nemmeno il tempo di replicare che lui mi prende per le spalle e mi volta verso di lui.
Porta una mano all'elastico che mi tiene i capelli e lo scioglie, facendomi ricadere sulle spalle i miei lunghi capelli neri, si porta il medesimo elastico sul polso destro, vicino all'orologio, e riporta le mani tra i miei capelli.
Lo sento indugiare tra i boccoli mentre me li sistema meglio sulle spalle.
Seguo ogni suo movimento e mi ritrovo ad arrossire per la situazione, mentre lui non sembra essersene accorto.
-Molto meglio-, sorride soddisfatto prima di guardarmi.
-Allora bimba, sei pronta?-
-Come sempre, Sullivan-
Sorridiamo maggiormente, nemmeno io so perché sto ricambiando il suo sorriso.
Ci voltiamo verso la porta e il rumore dei miei tacchi inizia a sentirsi sempre meno ad ogni secondo che la musica aumenta, percepisco le nostre spalle sfiorarsi e quando arriviamo alla porta nera Jimmy la apre con un ampio gesto del braccio.
Luci rosse e rosate, canzoni di Marilyn Manson sparate nelle casse ad un volume fuori dal normale, una nebbiolina di fumo, diversi palchi su cui si esibiscono delle spogliarelliste, un bacone del bar enorme e gremito di persone, divani e divanetti, diversi tavoli. Troppe persone.
-Sei sicura di andare fino in fondo?-, mi urla Jimmy all'orecchio per sovrastare la musica.
Stufa del suo comportamento intimidatorio decido di voltarmi verso di lui, lo afferro per il colletto della camicia e lo tiro giù fino a lasciargli un bacio tra la guancia e l'orecchio. Gli sorrido beffarda e lui subito dopo ricambia.
***
-Avanti Heaven, prova questo!-, mi urla Zacky passandomi un bicchierino pieno di liquido azzurro.
Senza pormi troppe afferro il bicchierino e bevo tutto d'un fiato il liquido.
-Oddio ma è fantastico! Cos'è?-
-Non lo so!-
Scoppiamo a ridere come due idioti, unicamente provati dell'alcol, non so nemmeno più quanto tempo sia passato da quando siamo qui, ricordo solo che io e Jimmy ci misimo pochissimo a trovare i ragazzi e subito dopo iniziammo a bere di tutto.
La situazione ora è fuori controllo: Matt è sparito con una ragazza bionda circa venti minuti fa, Johnny è in mezzo alla pista da ballo e sembra aver trovato dei vecchi amici, al tavolo rimaniamo solo più io, Zacky, Jimmy e Brian, i due ragazzi continuano ad alternare alcolici e sigarette, mentre io e Zacky non facciamo altro che ridere alle minime cose.
There's 52 ways to murder anyone One or two are the same,
And they both work as well
I'm coming clean for Amy,
Julie doesn't scream as well
And the cops won't listen all night
And so maybe, maybe I'll be over
Just as soon as I fill them all in
-Oh mio Dio, amo questa canzone!-, urlo all'improvviso alzandomi in piedi dal divanetto.
-Avanti Zacky, vieni a ballare!-
-Davvero ti piacciono i Misfits?!-
-Li adoro, cazzo!-
-E allora andiamo!-
Anche il ragazzo balza in piedi e mi prende per mano portandomi verso la grande pista da ballo. La raggiungiamo in fretta e iniziamo a ballare come due perfetti idioti, ridiamo in continuazione sotto l'effetto dell'alcol e ad un certo punto Zacky mi prende la mano per farmi girare sul posto.
And I can remember when I saw her last
We were running all around and having a blast
But the back seat of the drive-in
Chiudo gli occhi e mi porto le mani tra i capelli ballando come sono solita fare e lasciandomi andare, quando li riapro però non vedo più Zacky.
Inizio a guardarmi intorno mentre mi sento sempre più in trappola tra tutta questa gente che mi balla intorno, mi sento stordita e non capisco cosa stia succedendo.
-Zacky!-
Urlo il nome del ragazzo nella speranza che mi senta ma non lo vedo, mi faccio prendere dal panico e cerco di divincolarmi dalla folla di persone per poter tornare al tavolo, ma con scarso successo. Vengo spinta da una coppia e a causa dei tacchi perdo l'equilibrio, sto per cadere a terra quando una mano afferra la mia e mi tira su senza sforzi.
Mi ritrovo a sbattere il viso contro il petto di un ragazzo, artiglio la camicia nera nella mano sinistra e subito dopo un profumo indistinguibile mi pervade i sensi, dandomi una sensazione di sollievo pari ad un tuffo in mare.
-Ti ho presa ...-
-Jimmy?-
Alzo lo sguardo contro il viso del ragazzo, e per una volta non vedo il suo solito sorrisetto, ma un sorriso vero e sincero.
Uno di quelli disarmanti, che ti fanno perdere un battito.
Sento una mano del ragazzo scendere lungo la schiena e fermarsi a metà mentre l'altra rimane ferrea sul mio polso e i suoi occhi fissi nei miei.
Mi avvicina di più a lui e io non posso far altro che assecondarlo sentendo un certo trasporto in tutta questa vicinanza.
-Dovresti stare lontana da quelli come me-
-Perché?-
-Perché è pericoloso...-
-Dovrò farci l'abitudine ...alle cose pericolose intendo...-
La musica sembra essersi spenta.
Le persone sembrano essere sparite.
Che sta succedendo?
Perché all'improvviso non vedo altro se non lui, Jimmy si avvicina piano al mio viso, fino a sfiorare le labbra con le mie, un brivido incontrollato mi percorre la schiena mentre sento la sua mano premere sulla mia schiena.
Chiudo gli occhi subito dopo di lui mentre sento quelle labbra morbide unirsi alle mie.
Un bacio casto. Di quelli che si danno quando si è alle prime armi.
Ma che durano un secondo.
Altre due mani si posano sulle mie spalle nude e mi staccano violentemente dal contatto con Jimmy, mi fanno voltare e davanti a me trovo Brian, gli occhi rossi a causa dell'alcol e chissà che cos'altro, lo guardo interrogativa mentre apre la bocca e caccia la lingua, facendomi notare sulla punta di essa una pastiglia piccola e bianca che si sta per sciogliere.
Il ragazzo si avventa sulle mie labbra, afferrandomi per la nuca
per non farmi scappare, il bacio e rozzo e violento mentre sento la sua lingua a contatto con la mia, subito dopo percepisco quella stessa pastiglia scivolarmi giu per la gola.
Quando ci separiamo lo guardo spaventata non capendo cosa mi abbia fatto ingerire.
-Ora ci divertiamo, bimba-
La voce di James mi arriva ovattata mentre sento la testa sempre più pesante e la vista inizia ad appannarsi, la sua voce è subito seguita da una risata, ride come solo un pazzo può fare.
-Sei come la droga, piccola...vi voglio entrambe-
Questa riconosco sia la voce di Brian.
Batto più volte le palpebre continuando a sentirmi sempre più stordita, barcollo per un po' fin quando due mani non mi afferrano i fianchi e mi sorreggono.
La musica cessa.
Il rumore di un motore.
Due respiri affannati.
Un piacere indiscusso.
Una notte senza sogni.
~SPAZIO AUTRICE~
Ho creato due mostri!
Vi è piaciuto il capitolo?
Secondo voi Brian e Jimmy troveranno mai un accordo decente?
Come se la caverà stavolta Heaven?
Taaaante domande e spero altrettanti commenti!
~Heaven
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