Crystal blue disguise
CAPITOLO DUE : Crystal blue disguise
"Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l'unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un'anima"
•José Saramago
Un dolore lancinante alla testa, il vento freddo mattutino che mi sfiora la pelle, la morbidezza di un materasso e di un cuscino che profumano di pulito ...
Ma come ci sono tornata a casa?
Apro lentamente un occhio venendo colpita da un raggio di sole, lo maledico mentalmente ricacciando la testa sotto al lenzuolo ma...
Lenzuola blu? Ma io le ho viola...
Mi tiro su di scatto imprecando per subito dopo il mio gesto, mi gira la testa e per un secondo ci vedo quasi doppio. Appena metto a fuoco mi rendo conto che questa non è per niente la mia camera.
Letto matrimoniale, armadio che comprende tutta la parete, uno specchio enorme, una finestra sulla parete dietro la testata del letto enorme, una porta che mi lascia intravedere il bagno, la porta principale della stanza semiaperta, un tappeto nero, numerosi riquadri di foto alle pareti e qualche poster di band che hanno fatto la storia, un basso...un basso?
Aggrotto un sopracciglio e scosto le morbide lenzuola per poter scendere da questo letto, seppur contro voglia, ma devo scoprire dove sono. Mi alzo barcollante e noto con piacere di essere vestita perfettamente proprio come ieri sera, eccezione fatta per gli anfibi.
Fantastico, ci mancava di perdere le scarpe, brava Heaven, ti farei l'applauso.
Scuoto la testa e mi avvicino allo specchio per poter vedere il mio stato attuale e, una volta riflessa, avrei preferito esser cieca, i capelli a causa della cera messa la sera prima sono tutti scompigliati e potrei metterli apposto solo lavandoli, il trucco è sbavato e mi fa sembrare tanto un emo in depressione totale...
-Cazzo...-, sussurro, mi volto verso il letto e trovo la mia borsa in un angolino, attraverso la stanza per poterla prendere ma quando mi ritrovo proprio davanti alla porta questa si spalanca.
-Oh, ti sei svegliata finalmente-
Mi volto sussultando verso il mio interlocutore e noto di trovarmi davanti un tizio, bassino, i capelli dritti in testa in una cresta punk rovinata, indossa un jeans nero e una camicia a quadri aperta con sotto una maglietta bianca, ha un mezzo sorriso sulle labbra e gli occhi felici.
-Ehm...tu saresti?-, chiedo titubante indicandolo con l'indice.
-Johnny, tranquilla non sono un maniaco-, allunga la mano destra ma non la stringo.
-Magnifico, e io cosa ci faccio qui?-
-Ti ho trovata questa notte mentre rigettavi anche l'anima sul marciapiede. Non ricordi? Ti sei addormentata subito dopo, non potevo di certo lasciarti in mezzo alla strada, ragazzina-
-Non chiamarmi ragazzina-, ribatto gelida prendendo la borsa.
-Le mie scarpe?-
-Le ho dovute lavare, erano completamente sporche-
-Avresti dovuto farti i cazzi tuoi, non ti pare?-
-Ma sentila! Scusa se ho voluto aiutarti, la prossima volta farò attenzione a lasciarti in mezzo alla strada in procinto di un collasso!-
-Aah, sta zitto-
-Senti ragazzina, vedi di portare un minimo di rispetto a chi è più grande di te-
-Perché? Quanti anni hai?-
-Venticinque, tu invece ne avrai si e no diciotto-
-Diciannove, grazie-
Segue un silenzio quasi imbarazzante, finché il ragazzo non si passa una mano tra i capelli e tira un sospiro disperato.
Ripunta lo sguardo su di me e io non posso far altro che guardarlo interrogativa e quasi con rabbia, a distruggere la mia aria cazzuta è il mio stomaco...
-Fame ragazzina?-
-...no...-
-Il tuo stomaco dice il contrario-
Mi guarda quasi con comprensione per poi voltarsi.
-Vieni, ti ci vuole una bella colazione-
Esce dalla stanza e io non posso far altro che seguirlo, anche se un po' titubante, abbandono la borsa sul pavimento ed esco dalla stanza, noto che Johnny si è fermato a metà corridoio e mi sta aspettando con un sorriso tutto denti.
Scendiamo al piano inferiore e davanti ai miei occhi si staglia un salotto a dir poco enorme, come minimo sarà due volte il mio, è decorato secondo uno stile particolare ma posso benissimo notare che ci sono degli effetti personali ben differenti l'uno dall'altro, la parete vicino al televisore è nera, tutte le altre pareti invece sono di un lieve color crema, c'è una grande vetrata opposta al televisore che da sulla strada ed è coperta da delle tende, al centro del salotto ci sono tre divani spaziosi e al centro un tavolino di cristallo pieno di fogli scarabocchiati e plettri. Intravedo un camino ma ben presto un gran vociare dalla cucina attira la mia attenzione, cammino fino alla porta ad arco e faccio il mio ingresso in cucina per poter scoprire i proprietari delle varie voci.
Intorno al grande tavolo rotondo trovo: un ragazzo dai capelli castani medio-lunghi scompigliati, occhi smeraldini vispi e vivaci, una quantità assurda di muscoli e tatuaggi, il petto nudo e le mani strette in una tazza di caffè. Vicino a lui un altro ragazzo con indosso una t-shirt nera e un paio di boxer osceni, fucsia con dei teschi neri sparsi, le braccia scoperte entrambe tatuate come il ragazzo precedente, i capelli corvini corti tinti lateralmente di viola, solo sulla sinistra, gli occhi cerulei e le labbra carnose adornate da due piercing al labbro inferiore.
Mi fermo all'entrata della cucina e faccio subito passare lo sguardo dai ragazzi a Johnny, il ragazzo mi guarda incitandomi a farmi avanti e in meno di mezzo secondo anche gli altri due mi luntano gli sguardi addosso.
-Johnny, e questa chi è?-
-Non mi dirai che ti sei trovato una ragazza e non ce lo hai detto!-
-Zitti idioti, non è la mia ragazza, lo trovata ieri notte e aveva bisogno di aiuto-
-Qualcuno ti infastidiva, ragazza?-
-A chi dobbiamo spaccare la faccia?-
Ma che diavolo...
-Ehy, ti senti bene? Non ti mangiamo mica-
-Come ti chiami?-
-H-Heaven...-
-Oh ma allora parli, io sono Zacky e lui è Matt-, il ragazzo dai capelli corvini si presentò per poi presentare anche il castano.
Li guardo imbarazzata e senza aggiungere nulla decido di prendere posto a tavola, devo essere orribile ma non ci do troppo peso nel momento in cui i miei occhi notano dei pancake su di un vassoio. Johnny mi poggia un piatto davanti e una forchetta, senza nemmeno farmelo ripetere mi avvento sui pancake, mi riempio il piatto e inizio a mangiare come un maiale all'ingrasso, al diavolo le buone maniere da ragazziba di classe.
-Accidenti, ma di solito mangi?-
-Colpa della sbronza-, borbotta Johnny in risposta a Matt. I tre ridacchiano divertiti della mia abbuffata mentre Zacky mi porge una tazza di caffè bollente.
Mormoro un "Grazie" appena percettibile finendo i pancake e sorseggiando il caffè.
Mi sento terribilmente osservata ad ogni movimento, possibile che sia così interessante da guardare? Questi tre non hanno mai visto una ragazza in vita loro?
-Potete smettere di fissarmi?-, sbotto infastidita piantando lo sguardo sul castano, proprio davanti a me, non so perché ma sembra un po' il leader del gruppo.
Il ragazzo solleva le mani in segno di resa ridacchiando.
-Certo, certo. Allora, cosa ti ha portato a conoscere quel coglione di Johnny?-
-Ehy!-
-Zitto nano, andiamo Heaven, siamo curiosi-
-...ero uscita con amici, abbiamo bevuto e fumato e quando me ne stavo andando...sono stata male e ...-
-E lo aiutata, volete smetterla di farle il terzo grado? Sembrate dei genitori dalle menti corte-
Zacky non fece in tempo a rispondere che dei passi attirarono l'attenzione di tutti, poco dopo in cucina entrarono altri due ragazzi, il primo dei due presenta dei capelli neri sparati in ogni direzione, gli occhi nocciola presentavano un leggero strato di matita sbavato, vestito di un paio ti pantaloni da baskett neri e tatuaggi.
L'altro ragazzo, decisamente alto, aveva i capelli neri corvini, sicuramente tinti, le labbra carnose e un piercing sul mento, lo sguardo basso mentre continua a passarsi la mano sugli occhi assonnati, vestito di un paio di boxer neri e tatuaggi come i suoi coetanei.
-Giorno...-
-Oh, guarda chi si unisce alla famiglia, credevamo di ritrovarvi in coma!-
-Spiritoso come sempre, eh Zacky?-
-Permaloso come sempre, eh Brian?-, il diretto interessato, il ragazzo dagli occhi color nocciola, alzò il dito medio nella sua direzione per poi avvicinarsi al frigo, lo aprì e ne tirò fuori una birra ghiacciata.
Sbarro gli occhi a quella visione, realmente delle persone possono bere alcol alle dieci del mattino? Ma dove sono finita...
-Cazzo fratello, datti una regolata-
-Jimmy non rompere il cazzo, eh?-
-Modera i termini Haner-
-Fatti i cazzi tuoi, vuoi farmi la predica, eh? Avanti, sentiamo le sagge parole del grande James Sullivan, sono sicuro che saprai stupirci come sempre!-
Fu una questione di pochi secondi.
Alla velocità della luce il più alto si buttò letteralmente addosso a Brian, lo pressò contro il muro più vicino facendogli sbattere la fronte contro il muro, gli bloccò le gambe con le sue e gli portò malamente il braccio sinistro dietro la schiena facendolo mugolare.
Gli altri rimangono del tutto impassivi a questa scena, ma come fanno?
-Merda, James mi fai male!-, Brian batte la fronte contro il muro e la tiene lì mentre l'altro, James, Jimmy...o come diavolo si chiama lui, ghigna e appoggia la fronte contro la nuca del più basso.
-Aah, fratellino...non devi provocarmi quando sono fatto-, mormora canzonatorio.
Segue un breve silenzio, mi sembra che da un momento all'altro questi due potrebbero prendersi sul serio a botte, in più James ha appena detto di essere fatto...non so più cosa pensare, sono finita in un covo di pazzi questo è certo, ma non potevo rimanere alla spiaggia? Subirmi Andrew sarebbe stato meglio che fare quest'incontro!
I miei pensieri vengono interrotti da delle risate. Alzo lo sguardo di scatto e vedo quei due scoppiare a ridere come dei pazzi.
James si allontana, lascia un bacio affettuoso tra i capelli di Brian e si gira verso di me mentre mormora un "Ti voglio bene, fratellino" in tono fin troppo strascicato.
I nostri occhi s'incontrano, e immediatamente parte una guerra di sguardi.
Mai, nella mia breve vita, ho visto occhi più belli di quelli che ho davanti.
Occhi di un azzurro cristallino da sembrare finti.
Occhi così non possono essere reali, sto sognando?
Mi guarda con un'intensità unica, come se dovesse trapassarmi con quello sguardo glaciale, sotto gli occhi c'è un leggero strato di matita nera, le pupille sono strette a causa della forte luce che invade la cucina.
Mi sento a disagio.
Per la prima volta, mi sento a disagio ad essere fissata così da un ragazzo.
-E questa chi è?-
-Heaven, un'amica di Johnny, l'ha salvata da un probabile dopo sbronza da strada-, la risposta di Matt mi arriva lontana.
Non riesco a distogliere lo sguardo da quegli occhi, mi sento tremendamente attratta da quest'uomo.
Heaven, maledizione riprenditi, idiota!
Sento le guancie arrossarsi e abbasso lo sguardo non riuscendo più a sopportare il suo. Muove dei passi verso di me fin quando non me lo ritrovo a pochi centimetri, rimango seduta sulla sedia a sguardo basso mentre lui, incuriosito, si piega sulle ginocchia fino ad arrivare alla mia altezza.
Dannazione smettila di guardarmi.
Glielo vorrei urlare ma non riesco a parlare, so che se ci proverei la mia voce risulterebbe debole e tremolante e ...non voglio...non voglio rinunciare a sentire il suo sguardo su di me.
Allunga una mano fino al mio viso, mi scosta una ciocca di capelli e mi punta la guancia.
Fa scorrere le dita lunge e affusolate sulla mia pelle, mi sembra la carezza più dolce che mi sia mai stata data, eppure è fredda e distaccata allo stesso tempo.
Solo ora mi torna in mente dello schiaffo che mi ha dato Andrew...mi sarà rimasto il segno, poco ma sicuro.
Come un fulmine il contatto si rompe.
Il ragazzo torna in piedi e si avvicina al fornello per prendere del caffè e versarselo in una tazza, mentre io rimango immobile dove sono.
-Ma che bravo, Jimmy, hai traumatizzato una povera ragazza!-
-Qualcuno ha fatto colpo, eh?-
-Zitti figli di puttana, e fatevi i cazzi vostri...-
-Heaven?-
Alzo lo sguardo sussultando e lo punto su Johnny, noto che il ragazzo tiene tra le mani i miei anfibi.
-Tieni, si sono appena asciugati-
Senza ribattere prendo le mie scarpe e me le infilo velocemente, mi alzo in fretta e torno al piano superiore per recuperare la mia borsa, sotto lo sguardo dei cinque ragazzi, sembrano volermi chiedere tantissime cose ma non do il tempo a nessuno di loro di porre anche solo una domanda.
-Grazie dell'aiuto-
Borbotto prima di uscire da quella casa.
Percorro con velocità le strade di Huntington Beach fino a ritrovarmi al lungo mare, per fortuna ritrovo la mia Triumph ancora al suo posto, con velocità monto sulla moto e prendo il telefono in mano.
Cinque chiamate perse, tutte dai miei genitori.
Due messaggi da parte di Andrew.
From: Andrew To: Heaven 3.00am
"Piccola...ti prego perdonami, non avrei mai voluto farti del male e tu lo sai. Mi conosci e maledizione non voglio perderti!"
From: Andrew To: Heaven
8.00am
"Ehy...alle tre vado al parco. Mi piacerebbe vederti e ...e beh...parlare. Ti prego rispondimi...ti aspetterò al solito posto"
~SPAZIO AUTRICE~
Ciaooooooo!
Allora, che ve ne pare?
Abbiamo visto il primo incontro con i ragazzi e già Heaven ha perso la testa per qualcuno...mmmh...guai in vista (?)
Heaven andrà all'incontro con Andrew? Che intenzioni avrà il ragazzo?
Fatemi sapere la vostra!
P.S. ...nella foto di copertina trovate il mio occhio, ho voluto usarlo per farvi intendere gli occhi della nostra protagonista! Tutto in famiglia qui *se ne vanta*
~Heaven
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