ATTENZIONE!!
CAPITOLO CON CONTENUTI PER ADULTI!!!
NON LEGGERE SE FACILMENTE IMPRESSIONABILI!!!
NATHAN POV
Quando sono entrato nel negozio, ho pensato che di li a poco Lara sarebbe saltata al collo di quella commessa e sono intervenuto solo per evitarlo, constatando poi che se la stava cavando benissimo anche da sola. Ha impartito una lezione con i fiocchi a quella ragazza, tanto da averle tolto qualsiasi parola di bocca. Poi sono rimasto sorpreso tanto quanto la commessa nel notare la sua carta di credito, per il semplice fatto che quel tipo di carta viene consegnata solo nelle mani di chi ha un patrimonio superiore al milione di sterline. Onestamente non me l'aspettavo, anche perché questo mi fa porre numerose domande, la prima tra tante è il perché lavori come cameriera quando chiaramente non ne ha bisogno.
La verità è che so ben poco su di lei e nonostante io voglia conoscere ogni minima sfaccettatura della sua vita, non posso calcare la mano, anche perché sono il primo a tenere segreta la mia vita privata. Ho visto i suoi occhi affranti quando non le ho dato una risposta sul perché fossi sparito e sul perché non le abbia dato informazioni su che fine avessi fatto. Il problema è che non posso e non voglio tirarla in mezzo a queste cose ed è inutile ripetere le mie ragioni ogni santissima volta.
Non appena sono rientrato a casa l'altro giorno, sono stato convocato in Italia ed il fatto che l'abbiano fatto subito dopo il colloquio con mio padre, non posso chiamarla assolutamente una coincidenza. Sono convinto che lui sia dentro questa situazione fino alla cima dei capelli, ma se crede che con questo gesto abbia affrettato la mia decisione, si sbaglia di grosso. Stiamo parlando della mia vita.
Infilato lo smoking mi dirigo di sotto dove la mia limousine nera mi aspetta con tanto di autista. Oggi ho deciso di non guidare per passare più tempo con Lara, sperando che le sia passato completamente il rancore nei miei confronti. Comunico l'indirizzo all'autista e mi godo il viaggio con il sottofondo dei Pink Floyd a farmi compagnia.
Il viaggio non è stato lungo, ma una volta arrivato, non ci ho messo molto a catapultarmi fuori per citofonare e avere una risposta dall'appartamento di Lara.
«Si? Chi è?» La voce di Nina è inconfondibile, così squillante e allegra.
«Ciao Nina, sono Nathan» le dico serio.
«Oh, ciao Nathan, sali pure, ti stavamo aspettando» mi dice per poi aprire più volte il portone, come se volesse esserne sicura.
Una volta entrato, mi dirigo all'ascensore e raggiunto il piano mi dirigo verso la porta dove mi scontro con una Nina sorridente appoggiata allo stipite. «Ancora ciao, Nina» le dico scuotendo la testa data la sua espressione maliziosa.
«Si, ciao, sei pronto? mi chiede e io la guardo con un'espressione alquanto confusa senza risponderle.
«A vedere la donna più bella che tu abbia mai visto, ho fatto un capolavoro»
Sorrido per il suo entusiasmo e mi avvicino alla porta con passo sicuro. In realtà non vedo l'ora di vederla, ma non sarebbe da me far trapelare determinate sensazioni. «Non ne dubito» le dico poi sincero. Se l'ha resa bella anche solo la metà di quella volta al Kent, sarà pur sempre un capolavoro.
«Entra. Lara è in camera, ti raggiungerà presto. Sa già che sei arrivato, quindi accomodati pure» dice tutto d'un fiato per poi indicarmi il divano. Credo che sia più emozionata lei di Lara.
Faccio come mi dice e mi accomodo. Dopo una manciata di minuti un rumore di tacchi alle mie spalle mi costringe a voltarmi e ciò che vedo mi lascia con il fiato sospeso. I miei occhi incontrano per prima cosa il suo viso, un trucco leggero che le fa risaltare gli occhi in maniera incredibile, i lunghi capelli raccolti in alto in uno chignon pulito, alle orecchie un paio di orecchini pendenti che sembrano diamanti. Scendendo con lo sguardo invece, incontro una scollatura abbastanza profonda, contornata da abito color oro a sirena con un piccolo strascico. Probabilmente indosserà dei tacchi molto alti perché avrà acquistato almeno dieci centimetri di altezza. Quello che però attira maggiormente la mia attenzione è la collana, il cui pendete finisce tra i seni, facendo scoppiare l'inferno nel mio corpo. Sono letteralmente incantato, almeno finché la sua voce non mi fa trasalire. «Ti piace la mia collana Nathan?» mi chiede ed io torno a guardarla in volto, riscontrando del sarcasmo sul suo viso.
«No Lara, mi piace ogni singola cosa e fidati... la collana è l'ultima cosa che accavalla i miei pensieri ora.» La lotta della malizia la vinco io senza ombra di dubbio, infatti lei diventa rossa in un attimo. Probabilmente ha creduto che con questa sua osservazione, mi avesse messo a disagio, ma purtroppo per lei io non conosco cosa significhi questa parola e le si è riversata contro. Le sorrido cercando di stemperarle l'imbarazzo e le porgo la mano «Andiamo?»
«Si, un attimo. Prendo la borsa e la giacca.» Infila il pellicciotto color panna e raccoglie la borsetta nella mano destra porgendomi poi l'altra. Le sensazioni che mi provoca sono un qualcosa di nuovo anche per me, credo di non essere mai stato così attratto da una donna in tutta la mia vita, eppure lei non è provocante, non ti seduce di proposito e si vede lontano un miglio che è quasi priva d'esperienza sessuale, ma nonostante questo, attira come il miele attira le api. Quando Lara passa, inesorabilmente gli sguardi di chi la circonda sono su di lei, uomini o donne che siano, possiede uno charme naturale da fare invidia.
Nell'ascensore ho avuto l'estremo desiderio di sorprenderla alle spalle, baciarla e accarezzarle il collo scoperto, ma non l'ho fatto per il semplice motivo che il tempo sarebbe stato troppo poco ed io odio non portare a termine le cose. Così raggiunta la limousine, vedo i suoi occhi spalancarsi dalla sorpresa ed un sorriso abbagliante illuminarle il viso. «Quella l'hai affittata per noi?» mi chiede emozionata.
«Quella l'ho presa dal mio garage per noi» rispondo sicuro di me per poi vedere le sue labbra schiudersi dalla sorpresa.
«Cioè... tu hai una limousine?»
«Sei davvero meravigliata?» Non ci credo che lo sia, deve assolutamente averne viste altre in vita sua. Lei è chiaramente una ragazza ricca e vorrei capire più cose su di lei... sul suo passato.
«Si, cioè no, sono consapevole che tu sia ricchissimo, ma sinceramente questa sera non mi aspettavo che mi venissi a prendere con la tua limousine. Mi sarei accontentata con qualsiasi cosa, non vorrei che tu l'avessi fatto solo per me, perché sinceramente io...»
La vedo decollare sotto i miei occhi, come suo solito e decido di interromperla prima che le venga un attacco di panico. «Lara calmati! L'ho fatto perché mi andava, l'ho fatto perché è più comoda di una macchina sportiva, l'ho fatto perché c'è l'autista che mi permetterà di godermi il viaggio in tua compagnia. Non l'ho fatto per sorprenderti, anche perché a me piace sorprenderti in altri modi... tutti nuovi» concludo lasciando di proposito un filo di mistero nelle mie parole ed ecco sul suo viso il solito rossore che tanto mi piace.
«Va bene, d'accordo... andiamo?» mi chiede sventolandosi il viso ed io le sorrido in maniera maliziosa aprendole lo sportello e invitandola ad accomodarsi.
Una volta fatto il giro e salito a bordo anche io, mi rendo conto che ha lo sguardo fisso fuori dal finestrino ed io ne approfitto per osservare i suoi lineamenti. Gli zigomi leggermente pronunciati, il naso sottile, le labbra carnose dipinte di un rosso non eccessivamente acceso e quella pelle così chiara... non riesco a trovarle un dannatissimo difetto. «Sei bellissima» le dico non riuscendomi a controllare e lei sorpresa si volta verso di me con un sorriso da mozzare il fiato.
«Grazie, anche te non sei per niente male» mi dice imbarazzata.
Continuo a guardarla e leggo chiaramente nei suoi atteggiamenti che si trova in soggezione. «Davvero?» le chiedo calcando la mano.
«Avanti Nathan, sappiamo benissimo che sei pienamente consapevole di essere un dio greco, della serie che Zeus ti fa un baffo, hai proprio bisogno che io te lo dica?» termina la frase spalancando gli occhi, probabilmente si è resa conto troppo tardi di aver detto troppo.
«Zeus eh? Non ci avevo mai pensato. Devi sapere allora, che come tale, mi piace essere lodato, soprattutto dalle fanciulle interessanti come te.»
Un altro sorriso sfugge dalle sue labbra ed io ne approfitto del momento per avvicinare le mie labbra alle sue. Se all'inizio era smarrita, nella frazione di qualche secondo allaccia le sue mani al mio collo ed intensifica il bacio per poi sollevarsi e venirsi a sedere sulle mie gambe.
In un attimo pigio il tasto per alzare il divisorio che separa la parte anteriore da quella posteriore della macchina, senza staccare le mie labbra dalle sue. Il nostro bacio ormai è diventato altamente erotico, così tanto che i miei pantaloni pare vogliano esplodere. Sollevo la mano e le sfioro la spalla, per poi raggiungere il bordo della sua scollatura e liberarle il seno sinistro. Leggo nei suoi occhi il desiderio puro, lo stesso che sto provando io in questo momento. Dolcemente le prendo il capezzolo tra le dita e comincio a stuzzicarlo. I suoi gemiti sono musica per le mie orecchie, così preso dalla frenesia spingo il bacino contro il suo sedere, dandole chiara dimostrazione di quanto mi stia facendo effetto.
Continuiamo a strusciarci uno con l'altro, a baciarci in maniera per niente casta e sono quasi convinto di aver raggiunto il limite massimo di eccitazione, almeno finché la piccola mano di Lara, raggiunge il cavallo del miei pantaloni e afferra il mio membro ormai rigido, per poi cominciare a fare movimenti delicati ma terribilmente piacevoli. In questo momento, sento che potrei venire anche nei pantaloni ma all'improvviso raggiunge la mia cintura e cerca impacciata di staccarmela. Io resomi conto della situazione, appoggio la mano sulla sua bloccandola e provocandole un'enorme disagio visibile ad occhio nudo. «Lara, stavi andando benissimo, ma siamo quasi arrivati. Se ti avessi fatto continuare, avremmo saltato il party di sicuro perché non sarei riuscito a fermarmi» le dico sincero. Solo Dio sa quanto mi sia costato interrompere quel carico di eccitazione che mi stava portando. Il suo viso si rilassa immediatamente, sicuramente a primo impatto avrà pensato che non mi piacesse o che stesse sbagliando, ma poi credo che abbia capito il mio discorso.
Lara, non avere fretta. Di una cosa puoi esserne sicura: questa sera tu sarai mia e non potrai sfuggirmi.
LARA POV
Se all'inizio ci sono rimasta un pochino male, voltandomi verso il finestrino mi rendo conto che aveva ragione. Siamo appena entrati in un cancello imponente e stiamo percorrendo un viale alberato, dove sul fondo si distingue chiaramente una villa bianca dalle dimensioni incredibili e totalmente illuminata.
Qui siamo già a Natale, hai portato il panettone? Non rovinare l'eleganza di questo momento.
Sono così esterrefatta da non rendermi conto che ci siamo fermati, per cui quando l'autista mi apre lo sportello per poco non mi viene un colpo. Uscita dalla macchina vengo raggiunta da Nathan che mi porge il braccio ed io glielo stringo nel mio senza fare troppi complimenti. Ho l'ansia e ho bisogno che mi sostenga. Camminiamo finché difronte non troviamo una scalinata e con non poche difficoltà dovute alle mie scarpe, saliamo le scale una ad una con tutta la calma del mondo, più ci avviciniamo e più il mio cuore pulsa veloce. Raggiunta la soglia veniamo sommersi da un cumulo di luci e per poco non rischiamo d'essere accecati, sono in una confusione incredibile e ci sto capendo ben poco.
«SIGNOR SILVER, SIGNOR SILVER, QUESTA MAGNIFICA RAGAZZA È LA SUA NUOVA FIDANZATA?» dice una voce che è riuscita a superare tutte le altre.
Dannazione! Giornalisti. Oddio diventeremo famose, sorridi e non frignare. Tu stai male.
«SIGNOR SILVER, COME SI CHIAMA LA SIGNORINA?» insiste il tipo mentre sventola il suo microfono con fare snervante.
Sai che così suona malissimo vero? Cosa? Il tizio che sventola il suo microfono. Tu sei una pervertita assurda. Io? Non eri tu che poco fa stavi per beare il signor Silver delle tue competenze manuali?
Vengo distratta da Nathan che volta lo sguardo verso di me, probabilmente per valutare la mia reazione e resosi conto della mia espressione per niente felice, in un attimo torna a guardare la marmaglia di giornalisti. Era come se mi stesse chiedendo il permesso di svelargli la nostra relazione e io l'ho negato con la sola forza dello sguardo. «Non risponderò a nessuna delle vostre domande e ora siete pregati di farvi da parte.» Così dicendo, mi prende la mano e ci dirigiamo verso l'ingresso della villa.
Una volta al riparo, mi impunto e faccio si che le nostre mani si separino. «Non mi avevi detto che ci sarebbero stati i giornalisti» gli dico con astio, dato che sa benissimo il mio pensiero su come vorrei che restassero le cose tra noi per il momento.
«Non sapevo neanche io che ci fossero Lara. Ma comunque non vedo dove sia il problema.»
Lo guardo sconvolta, non può davvero sorvolare la situazione con questa tranquillità. «Il problema è che da domani tutti sapranno che io e te... insomma che io e te...>>
«Stiamo insieme?» mi interrompe bruscamente. «Ripeto, non vedo quale sia il problema. Vuoi tenere la nostra storia nascosta dopo che hai lottato per far sì che io mi lasciassi andare? La trovo una cosa un po' incoerente non credi?»
Abbasso la testa, colpita dalle sue parole e comincio ad osservare le punte delle mie scarpe, come se stessi cercando li una risposta da dargli. «Nathan, tu sai le mie paure» è tutto quello che riesco a dirgli.
«Si lo so e posso anche provare a capirti, ma non è detto che io debba esserne d'accordo. Sapevi che poteva succedere, sapevi con chi stavi uscendo questa sera e avresti dovuto pensarci prima.» Si è decisamente alterato e anche se sono consapevole del fatto che abbia ragione, il mio orgoglio mi costringe a mantenere la mia posizione.
«Ok d'accordo ma...»
«Nathan, tesoro mio.» vengo interrotta da una bellissima donna sulla cinquantina d'anni che ci corre incontro e in un attimo abbraccia Nathan con vigore. Sono rimasta di sasso fissa nella mia posizione.
Non me l'aspettavo, Nathan si accoppia anche con le milf. Ti prego taci, è già difficile da digerire senza che tu mi metta i manifesti.
«Ciao, buon compleanno mamma» le dice per poi baciarle la testa.
Ah è la mamma. Aspetta cosa? È la mamma? E buon compleanno? Si Lara è sua mamma ed è il suo compleanno e per di più Nathan ti ha portata qui con l'imbroglio... te l'ha nascosto. Sei molto d'aiuto devo dire. Però vedi il lato positivo: almeno non se la bomba. Bomba? Dai che hai capito.
«Grazie figliolo, grazie anche per il regalo, mi è stato consegnato questa mattina. Desideravo quel bracciale da una vita. Oh, ma che maleducata, perdonami cara, piacere di conoscerti io sono Caterina ma chiamami Katy, sono la mamma di questo bellissimo uomo» mi dice orgogliosa mentre guarda il figlio con gli occhi dell'amore ed ora capisco quanto io sia stata stupida a non averlo capito, dato che si somigliano da morire.
Altamente imbarazzata le porgo la mano e gliela stringo.«Piacere di conoscerla signora Katy, mi chiamo Lara, buon compleanno» le dico con voce tremante, cercando di non svenire per l'agitazione.
Katy, non mi lascia la mano, ma anzi continua anche a fissarmi sorridente. «Ti ringrazio cara, ma... non posso crederci sei italiana? Il tuo accento è inconfondibile.»
«Si, sono italiana» continuo a sorriderle come una cretina.
«Oh ma lo sono anche io o meglio lo ero, dato che sono qui da quasi trent'anni. Di dove sei di preciso?» mi chiede interessata.
«Beh io sono...»
Una figura imponente in fondo al corridoio mi blocca le parole in gola e la mia espressione costringe Nathan e Katy a voltarsi. Mentre l'uomo si avvicina, sul viso di Nathan nasce un filo di irritazione, mentre la madre sembra a disagio.
Più si avvicina, più riscontro familiarità nella sua persona. Mi guarda in maniera insistente, non staccando un solo secondo gli occhi dai miei, finché non si ferma a un passo da noi e mi porge la mano.«Ben Silver, lei è?»
Ecco chi è, il padre di Nathan. Anche lui come la madre ha caratteri fisici in comune con il figlio che non passano inosservati, tipo la fisicità e determinati sguardi, ma il colore degli occhi è totalmente differente. Se quando guardo Nathan è la passione ed il calore a prendere il sopravvento, in quelli del padre vedo distese di ghiaccio infinite. Alzo la mano titubante ed estremamente in imbarazzo gliela stringo. «Lara Ferrari, piacere di conoscerla.»
Interessato, Intensifica lo sguardo e mi scruta attentamente. «Lara... ci conosciamo?» mi chiede enfatizzando sul mio nome.
«No, mi spiace, è la prima volta che ho il piacere di fare la sua conoscenza» gli dico per poi toccarmi nervosa la collana. Credo che geneticamente i Silver siano nati per mettere alla prova la mia persona.
«Può darsi, ma... quegli occhi... quegli occhi io li ho già visti, solo che non ricordo dove.»
ANGOLO AUTRICE
CAPITOLO REVISIONATO IN DATA 17/09/2018
19/10/2017
Ciao ragazzi eccomi ancora qui con un nuovissimo aggiornamento...
Cosa ne pensate?
L'unica domanda che ho da porvi oggi è:
Credete che Ben Silver abbia già visto Lara? o che si tratti di una semplice coincidenza ?
Bene, ora vorrei ringraziare tutti coloro che mi seguono e mi supportano... grazie a voi in 20 giorni tondi ho raggiunto le 1000 visualizzazioni e ne sono felicissima.
Continuate a commentare e a farmi domande perché in assoluto questa è la parte che più mi piace... oddio apprezzo anche le stelline però 😂😂😂.
Vi abbraccio forte forte e vi dó appuntamento al prossimo aggiornamento... baciuzzi da DADDA VOSTRA❤️😘❤️😘❤️😘
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