♦️Capitolo 2: attacco♦️

I due erano sulla macchina che li stava portando verso la parte sud della città e nel mentre Chiara iniziò a pensare che la giornata per il momento stava passando bene. A parte la risposta di quel ragazzo che le consigliava di andarsene,non era accaduto niente che le facesse pentire di questa scelta.
<< Tu da quanto abiti qui,Chiara ? >> chiese il ragazzo,curioso di sapere qualcosa sulla nuova arrivata.
<< Sono arrivata soltanto un ora e mezza fa. Fino ad ora abitavo più lontano,ma ho deciso di venire qui per un motivo che tengo per me >> disse la ragazza. Anche se Federico appariva come una brava persona di cui potersi fidare,lei preferiva tenersi delle cose per se stessa. Non voleva correre rischi e in quel momento non voleva problemi.
Dopo mezz'ora finalmente arrivarono alla piscina e lì scesero dalla macchina,per poi dirigersi all'entrata e dire per quanto tempo rimanevano in piscina. Dopodiché sistemarono il tutto sugli sdrai e dopo essersi preparati,si tuffarono entrambi dal trampolino.
<< Che bellissima piscina. Non è male questa giornata >> pensò Chiara,che si divertì a nuotare con Federico,che scoprì essere davvero spassoso come persona.
Quando si stufò di nuotare uscì e si diresse verso il bar per prendere qualcosa da bere e nel farlo passò vicino a un signore che leggeva un giornale con le notizie del giorno.
<< Anche oggi un altro attacco a delle pecore e la scomparsa di un cittadino. È quasi sicuro che sia colpa di quel lupo che gira da queste parti >>
<< Ehi Alberto,la conosci una delle regole: non parlare di questi fatti. Vuoi per caso scatenare il panico tra queste persone >> ribadì una delle lavoratrici,che sembrava essere la proprietaria del bar.
<< Guarda che sono solo sincero. Qui crediamo che non facendoci caso,tutto si risolva come per magia >> chiude il giornale e beve il caffè << ma la verità è che quel coso aspetta solo che faccia notte per venire da noi e ucciderci tutti,facendo fuori anche il bestiame nel mentre >>.
La donna alla fine gli chiese di andarsene e il vecchio si diresse verso l'uscita,avvertendo la proprietaria di fare attenzione durante la sera in modo da non correre il rischio di incontrare il lupo cattivo.
La ragazza aveva ascoltato tutto e rimase dubbiosa: magari era solo un invenzione di quel signore.
Presa l'ordinazione,pagò con i soldi che si era portata dietro e raggiunse Federico,che era appena uscito per prendersi il sole sullo sdraio.
<< Senti Federico,devo farti una domanda. Ma qui esiste davvero un lupo o è solo un invenzione ? >>. Il ragazzo alzò lo sguardo e per un attimo la fissò senza dire niente.
Chiara per un attimo pensò che avesse fatto una domanda un po' sconveniente e perciò provvide a scusarsi per la domanda fuori luogo. Federico però,contro la sua previsione,gli diede la risposta che cercava.
<< Non esiste alcun lupo che attacca le persone o gli animali. Sono solo fesserie inventate ad arte per mettere paura. Ora siediti e goditi questa giornata >> disse serio il ragazzo.
Il suo sorriso scomparve nel momento in cui aveva sentito la domanda e per il resto della giornata non sorrise più così tanto come fino a un attimo prima.
Alla fine,quando iniziò a fare buio,i due tornarono alle loro case e si separarono.

La macchina stava sfrecciando sul suolo bagnato a causa della pioggia e nel mentre continuava a pensare a quella maledetta signora che aveva chiesto a lui di andarsene via dal locale.
<< Quella tipa fa tanto la furba,ma quando si ritroverà quella bestia davanti agli occhi,la sua sicurezza scomparirà e mi divertirò da matti >>. Improvvisamente il cielo si scurì e incominciò a piovere a dirotto,mentre i fulmini iniziavano a illuminare la strada ormai preda dell'oscurità,essendo ormai notte.
Mentre guidava verso la sua casa,per un attimo gli sembrò di vedere un ombra che correva verso una casa. Forse era solo uno dei compaesani che era stato preso alla sprovvista dal meteo e quindi si era messo al sicuro nella propria casa.
<< Certo che questo tempo non di ci da alcuna tregua. Ieri aveva fatto brutto e oggi piove. Sembra l'atmosfera perfetta per un racconto o un film horror in piena regola >>. Mentre continuava a guardare la strada per evitare di finire fuori strada,sbucò senza preavviso un ombra che si lanciò verso la macchina con grande velocità. Il vecchio dallo spavento,perse il controllo del mezzo e per poco non si schiantò contro un altro mezzo. Dopo essersi fermato in un punto sicuro,uscì dal mezzo e controllò che il mezzo non si fosse fatto niente.
<< Che cazzo era quella cosa che è sbucata all'improvviso. Era per caso un cerbiatto o qualche animale di montagna ? >> si domandò il signore,che potè tirare un sospiro di sollievo dato che la macchina non aveva subito alcun danno. Era solo una sua impressione. Appena rientrò in macchina,azionò la macchina e si preparò a mettersi di nuovo in marcia. Proprio allora accadde l'inevitabile: dal buio piombò la carcassa di un animale,molto probabilmente un cerbiatto,che era pieno di morsi e con pezzi di carne che penzolavano dalle ossa rimaste. Davanti a quel vista,il signore inchiodò e, spaventato come non mai, prese la pistola che possedeva legalmente e uscì dal veicolo.
<< Fatti vedere,razza di decerebrato che non sei altro. Ti sembra il caso di farmi prendere un colpo ? Io sono anziano e non posso sopportare cose del genere >> nessuna risposta.
<< Avanti Carlos,so che è opera tua. Se esci e confessi,magari evito di denunciarti per questo pesante scherzo >> disse il signore furioso,ma anche stavolta a rispondergli fu il rumore provocato dal tuono e dalla pioggia che continuava a cadere con grande violenza. Mentre camminava con la pistola in pugno,cercava di attirare allo scoperto colui che credeva fosse il colpevole,ma a rispondergli fu un ululato. Ma non un ululato qualsiasi,bensì l'ululato più spaventoso e poco rassicurante che avesse mai sentito in vita sua.
Stavolta era quasi sicuro che non fosse uno scherzo.
<< Oh cristo,quella bestia è arrivata. Lui è qui e ci sta cercando >> disse l'uomo,che entrò in macchina e prese di nuovo a percorrere la strada. Continuava a guardare a destra e a sinistra e quando sembrò che il peggio fosse passato,un ombra si mise in mezzo alla strada e nel tentativo di evitarlo,il mezzo si schiantò con grande violenza contro un palo della luce. Il vecchio,ferito alla testa dalle schegge di vetro,crollò a terra e quando volse lo sguardo in direzione dell'ombra,il fulmine mostrò la creatura. Un lupo enorme,di colore nero e con gli occhi rossi. Erano gli occhi di chi era pronto a uccidere la prossima vittima della sua fame.
Stavolta era davvero il lupo di cui aveva parlato nel pomeriggio e una volta essersi convinto di tale cosa,prese la pistola e provò a sparargli un colpo. La bestia fu però più veloce e con un morso,gli prese il braccio e la mano che teneva l'arma,per poi strapparglieli con inaudita violenza. Fiumi di sangue e carne piovvero sul suolo della strada,mentre il poveretto iniziò a gridare dal dolore più atroce. Volse lo sguardo verso l'alto e si ritrovò a fissare lo sguardo famelico e assassino di quella bestia di colore nero che lo fissava con gli occhi rossi.
<< Che cazzo vuoi da me mostro. Cosa vuoi da me e da questa città, che cosa diamine stai cercando ? Che cosa ti attira in questa città ? >> gridò il signore,ma il lupo non gli rispose. Spalancò la bocca e si avventò sul volto del anziano signore e quest'ultimo non poté fare altro che urlare,mentre i fulmini e la pioggia facevano da sottofondo di questa scena così spaventosa.

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