Yin e Yang
"Nei giorni di mercato Assisi esplodeva di colori, vi erano tantissime bancarelle e arrivavano molti viandanti.
A volte anche viandanti da molto lontano".
"Correte, correte!, voglio vedere i viandanti!". Francesco correva ed era felice.
Nei giorni di mercato arrivavano i viandanti, con i viandanti i trovatori, e i trovatori cantavano le gesta dei cavalieri che tanto ammirava.
Dietro di lui lo seguivano tutti i bimbi della banda.
"Sappiamo che con 'viandanti' tu intendi i trovatori". Gli disse Chiara che gli era vicino. "Non possiamo cambiare un po' e vedere qualcos'altro?".
"Tipo?". L'amico era dubbioso: che altri viandanti c'erano oltre ai trovatori?.
"Tipo lei". La bambina indicò una viandante che se ne stava in un angolo.
Non sembrava europea: non aveva i capelli biondi degli abitanti del Sacro Romano Impero, o gli occhi scuri degli spagnoli.
No, aveva gli occhi a mandorla e i capelli neri e lisci come l'ala di un corvo.
Proviamo...
"E va bene". Acconsentì in fine. "Venite ragazzi guardiamo quella dama oggi!".
I bambini si avvicinarono alla donna.
"Che cosa fai?". Domandò Francesco a nome di tutti.
Lei lo guardò. "Io racconto storie, bambino".
Parlava con uno strano accento straniero che Francesco non aveva mai sentito.
"Da dove vieni?".
Ancora quello sguardo sottile. "Dalla Cina, bambino, che sta a Oriente, molto a Oriente, io sono Xiao Ling, cantastorie girovaga". Si presentò aprendo con entrambe le mani due bellissimi ventagli rossi.
"E tu come ti chiami bambino?".
Lui la guardò un attimo. "Francesco, e noi tutti siamo la banda dei lamponi e degli ulivi!". Esclamò.
Gli altri dietro di lui esultarono.
Dalla Cina?, wow!, la Cina è davvero lontana!, neanche mio padre ci è mai andato a commerciare!.
"La banda dei lamponi e degli ulivi?, che bella cosa...". Li guardò uno a uno.
È enigmatica questa Xiao Ling.
"E tu come ti chiami bambina?". Si rivolse a Chiara.
"Chiara".
"Chiara...". Xiao Ling sembrò per un attimo come assaporare quel nome.
"Francesco e Chiara...". Guardò per un secondo entrambi i bambini.
Poi, come se si fosse destata da un sogno, scosse la testa, e rivolta ai bambini disse: "Volete ascoltare le mie storie?".
"SÌ!". Esclamarono in coro i piccoli felici.
Lei rise leggermente. "Bene allora, accomodatevi".
La banda si sedette.
La donna tirò fuori dalla manica dell'abito orientale una collana con un simbolo.
Era un simbolo strano, che i bambini non avevano mai visto: era bianco e nero, dentro la parte bianca vi era un puntino nero e viceversa.
Che simbolo è?.
"Sapete che cos'è questo?". Chiese.
I bimbi scossero la testa.
"È una collana raffigurante lo Yin e Yang, un simbolo molto importante nel mio paese.
Vedete: questi simboli in bianco e nero simboleggiano il bene e il male: dentro il male vi è sempre un poco di bene, e dentro il bene vi è sempre un poco di male".
"Ma il male nel bene ci sta involontariamente vero?". Domandò Francesco.
Xiao Ling fece ancora il suo enigmatico sorriso. "A volte sì, a volte no Francesco, dipende dagli uomini, che hanno il potere di agire".
Oh...
La cinese continuò: "vedete bambini: questo non simboleggia solo il bene e il male, simboleggia anche luce e buio, giorno e notte, cielo e terra, gli opposti".
Cielo e terra...
La viandante stacco i due simboli e li mise nelle mani di Chiara e Francesco.
A Chiara il simbolo bianco, a Francesco quello nero.
"Eppure... luce e buio, cielo e terra, una sarà sempre il lato positivo dell'altro e viceversa. Uniti e opposti, sono inseparabili, né buoni né cattivi, necessari entrambi, come il giorno e la notte".
Prese le mani dei due bambini e unì i simboli.
Io e Chiara!, io e Chiara siamo lo Yin e lo Yang!, siamo inseparabili, eppure siamo diversi, uniti da un legame invisibile ma fortissimo.
Poi Xiao Ling si mise a raccontare storie di draghi e guerrieri, di grandi imperatori e uomini saggi.
Il pomeriggio corse veloce.
Alla fine le storie finirono, ma Francesco e Chiara tenevano ancora nelle mani lo Yin e lo Yang.
"Teneteveli". Gli rispose la viandante. "Ve li regalo, ne ho tanti qui".
Riuscì a strappare un sorriso ai due bambini.
Chiara salutò la racconta storie e si diresse verso i bambini della banda che si erano radunati più in là.
Anche Francesco stava per andarsene ma la voce esotica di Xiao Ling lo fermò.
"Francesco, vieni qui un momento per favore".
Lui le si avvicinò.
Ecco ancora lo sguardo sottile degli occhi a mandorla della donna, uno sguardo che ti guardava dentro.
"Ti voglio dire un detto che la mia famiglia si tramanda da generazioni: a volte un lupo si nasconde dentro un agnello e un agnello dentro a un lupo".
"Ma i lupi sono animali bellissimi!". Protestò leggermente il bambino.
"Certo che lo sono". Rispose Xiao Ling. "E tu sei uno di loro: un lupacchiotto che è fedele al suo branco e che seguirà le orme profonde del capo branco".
Le orme profonde del capo branco?.
"E riguardo alla tua amica Chiara". Prima che potesse ribattere lei aveva già ripreso parola. "Stalle vicino, siete una bella coppia tu e lei".
Francesco non capiva: perché gli stava dicendo queste cose?.
"Perché mi stai dicendo tutto ciò?".
La cinese si avvicinò a lui e gli mise una mano sulla spalla: "perché appena ti ho visto, ho capito che tu nella vita, bambino caro, affronterai tante sfide, ma ho visto anche che tu hai coraggio, il coraggio di un vero lupo".
Sì, io sono un lupo!.
"Ora vai". E lo spinse amichevolmente verso il gruppo.
Francesco salutò la viandante e ritornò alla banda.
"Ce ne hai messo di tempo!". Gli disse Chiara quando lo vide arrivare. "Ma che ti stava dicendo?".
L'amico non rispose.
Cose, cose strane Chia, cose che forse tu non capiresti...
La bambina non ci badò e passò oltre. "Comunque di questo simbolo ho deciso di farci una collana!, tu che ne pensi?".
"Mi sembra una buona idea...".
E i bimbi ridevano e scherzavano, mentre camminavano lungo la via.
"Uniti e opposti, sono inseparabili, né buoni né cattivi, necessari entrambi, come il giorno e la notte".
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