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«Io e Taehyung stavamo insieme»

Jungkook sgranò gli occhi a quella affermazione, il suo cuore perse un battito ed una sensazione fastidiosa e nauseante gli pervase lo stomaco, per di più non riusciva a capire il perché di tutte quelle strane emozioni, e cosa significassero, il ché lo rendeva ancora più inquieto. 

«Ah Jimin, io e te non siamo mai stati insieme! Lo vuoi capire o no?» intervenne ringhiando Taehyung, sentendosi sempre più nervoso e irrequieto.

«Insieme o no, scopavamo TaeTae» ghignò in risposta l'altro.

«Non chiamarmi TaeTae, e il passato è passato!» fece passare una mano tra i capelli evitando di proposito lo sguardo di Jungkook, il quale ora era paralizzato ad osservare quella scena patetica di due... ex? intenti a litigare tra loro.

«Che c'è? Solo il tuo Kookie può chiamarti così ora?» lo provocò Jimin sentendosi ormai il vincitore di quella sfida. 

«Mi devi lasciare stare, dimenticami è chiaro?» disse con occhi sofferenti per poi rivolgersi al maknae «Kook, guardami... » gli prese le mani e cercò un contatto visivo con lui che però non avvenne, anzi il piccolo si divincolò da quella presa per potersi avvicinare a Jimin.

«Come sarebbe a dire che scopavate?» i suoi occhi ora erano lucidi e stranamente grandi per un ragazzo coreano.

«Jungkookie-ah, sapessi cos'altro ti nasconde il tuo TaeTae» disse in tono compassionevole, come se empatizzasse con il dolore che riusciva sempre ad infliggere il biondo.

Taehyung, a quel punto, fece uno scatto verso Jimin e lo trascinò letteralmente fuori la camera «Sta' zitto e fatti i cazzi tuoi» urlò ormai spazientito, sbattendogli la porta in faccia.

«Cosa vuol dire Taehyung?» chiese Jungkook senza far trapelare nessuna delle mille e confuse emozioni che stava provando in quel momento.

Il biondo si voltò verso di lui con aria dispiaciuta e allo stesso tempo affranta, e si avvicinò per potergli cingere i fianchi con le braccia, ma questo si scansò cercando di tenere una certa distanza tra loro.

«Ho detto che cosa vuol dire Taehyung?» scandì bene le parole per ottenere una risposta concreta e soddisfacente.

«Kookie non vuol dire niente, è solo geloso e se ne inventa di tutti i colori perché non gli va giù che io non stia più insieme a lui» rispose il diretto interessato cercando di riavvicinarsi al piccolo ma senza troppo successo, in quanto questo continuava ad indietreggiare e cambiare direzione.

«Quindi stavate insieme oppure no?» Jungkook si stava spazientendo ed il biondo non poté fare altro che notarlo e preoccuparsi ancora di più, così smise di rincorrerlo per la stanza e si sedette sul letto rassegnato.

«Ora ti spiego tutto Kookie, però vieni qui ti prego» gli fece segno di sedersi sulle sue gambe e i suoi occhi da cucciolo ebbero la meglio sulla volontà e l'orgoglio dell'altro.

«Sono tutto orecchie» disse una volta accomodatosi sulle cosce del biondo e fatto passare un braccio attorno al suo collo.

«Sai che io e Jimin ci conosciamo dai tempi del liceo, no?» prese un respiro profondo mentre l'altro annuiva impaziente «Non ci frequentavamo molto, a volte uscivamo insieme per unire le nostre comitive, ma non abbiamo mai creato un grande rapporto e nonostante ciò ero a conoscenza dei sentimenti che nutriva per me, già all'epoca»

Jungkook ascoltava in silenzio senza riuscire ancora a capire perché si sentisse così strano, così attaccato a Taehyung, come se fosse una droga, una dipendenza a cui non sapeva dire di no, ne era semplicemente assuefatto.

«Quando siamo riusciti ad entrare finalmente nello stesso gruppo, i BTS insomma, abbiamo iniziato a legare e, come ben sai, è nata una forte amicizia non solo tra noi due ma anche con te, tanto che siamo diventati la maknae line» sorrise appena per poi continuare il suo discorso «Io e Jimin abbiamo condiviso molte paure e in poco tempo siamo diventati l'uno l'ancora dell'altro, e non mi ero accorto che i suoi sentimenti pian piano stavano crescendo fin quando... » abbassò gli occhi mordendosi il labbro inferiore nervosamente «... non siamo finiti a letto insieme»

Jungkook non sapeva cosa dire, e nemmeno cosa pensare: rimase, così, immobile sulle gambe dell'altro aspettando il resto del racconto con un nodo in gola e una grande voglia di spaccare qualcosa tra le sue mani, e ancora non riusciva a capirne il motivo.

«Eravamo entrambi appena maggiorenni, quindi con gli ormoni a mille, e lui, mosso da ciò che provava per me, mi ha invogliato a continuare... insomma non avevamo nient'altro da fare e, in un modo o nell'altro, i nostri desideri sessuali si facevano sempre più forti»

Il piccolo deglutì ritrovandosi nelle parole del suo amico: non ci poteva credere, Taehyung aveva vissuto ciò che stava passando lui stesso in quel periodo.

«Fatti qualche sega in più e ti passa, eh?» ironizzò amaramente Jungkook citando le parole del biondo quando gli aveva chiesto come facesse a soddisfare le sue voglie.

Taehyung rise appena per poi mordersi un labbro.

«Scusami per non avertelo detto... non volevo spaventarti, cioè andavo a letto con un maschio, non sapevo come l'avresti potuta prendere. Siamo andati avanti per qualche mese; poi, quando ha iniziato a chiedere di più, a volere anche il mio cuore, ho deciso di chiuderla. Non fraintendere: io e lui non siamo mai stati assieme, era soltanto un passatempo, un gioco per me e mi sento ancora uno schifo per aver approfittato dei suoi sentimenti in questo modo, ma io sono sempre stato chiaro con lui, sin dal principio: solo sesso, nessun coinvolgimento emotivo»

A quel punto Taehyung si distese sul letto trascinandosi anche il piccolo con sé, ritrovandoselo così sul suo petto mentre gli circondava il busto con le braccia.

«Non ho mai ricambiato il suo amore, Kook... » lo guardò negli occhi con un coraggio che non aveva mai provato con lui «...perché il mio cuore è sempre appartenuto a te!»

Era quello il momento giusto, lo aveva percepito dal modo in cui Jungkook lo stava guardando negli occhi, - tra l'impaurito e il ferito, - dal modo in cui si stava accoccolando sul suo petto, - mostrandosi debole ed esposto, - dalla sua improvvisa gelosia e dalla facilità con cui aveva messo da parte l'orgoglio per fiondarsi tra le sue braccia.

Jungkook spalancò gli occhi per la sorpresa, ma il suo cuore si sentì subito rassicurato, come se non aspettasse altro che sentire quella frase e poter fare del suo amore una proprietà privata. Solo in quel momento capì finalmente che tutte quelle sensazioni che stava provando erano date dalla voglia matta di essere l'unico per Taehyung, di essere la sola persona a poter entrare nel suo cuore, nella sua vita, e anche... nelle mutande.

Aprì leggermente la bocca mentre continuava a guardarlo dall'alto, senza però riuscire a dire una parola; allora Taehyung si avvicinò alle sue labbra e con un bacio espresse tutte le parole che entrambi volevano urlarsi a vicenda.

Completezza. Fu questo ciò che sentirono in quel bacio, che non aveva nulla di sporco: era dolce e sincero.

Quando si staccarono Jungkook sorrise così tanto che coinvolse anche l'altro e insieme iniziarono a ridere, così senza un motivo. Forse era questo l'amore, la spontaneità di una risata, la dolcezza di un bacio e la protezione di un abbraccio, nulla più, nulla meno. L'amore erano loro due felici e completi.

Taehyung si avvicinò nuovamente alle labbra del piccolo e gli lasciò un altro bacio, poi un altro e un altro ancora fino a riempirlo completamente di tutto l'amore che stava provando e rideva, dio se rideva, non riusciva a fermarsi.

«Ah Kookie, come sei bello! E' per Jimin che hai iniziato a fare tutte quelle moine prima, quando giovavamo alla play?» disse ad un tratto, sempre col sorriso sulle labbra.

Le mani di Jungkook gli stavano accarezzando tutto il viso e, di tanto in tanto, sfioravano anche i capelli biondi tanto amati dal piccolo «Mi hai beccato» disse per poi fiondarsi di nuovo sulla bocca dell'altro.

«Sei incredibile, non è proprio da te fare tutte quelle smancerie... però mi è piaciuto»

«Non ti ci abituare biondino, l'ho fatto solo per scoprire la verità! Non credere ti abbia già perdonato, comunque» lo guardò sottecchi con un ghigno sulle labbra.

«Ah, si? E quanti baci ti devo dare per farmi perdonare?» chiese avvicinandosi di nuovo al suo viso, ma l'altro indietreggiò leggermente «Devi dirmi la verità, tutta la verità» disse serio tutto ad un tratto.

Taehyung lo guardò intensamente, come per infondergli tutta la sicurezza possibile «E' tutto qui, Kookie»

L'altro annuì non molto convinto ma si lasciò travolgere dalla situazione del momento e riprese a baciarlo, questa volta con più foga e passione, facendo mugolare improvvisamente l'altro sulle sue labbra.

«E dimmi, chi era l'attivo tra voi due?» ghignò poi Jungkook, facendo sorridere anche l'altro in maniera maliziosa «Che domande, io ovvio!»

«Mmh... lo accetto solo perché Jimin sembra essere più passivo di te» continuò a stuzzicarlo mordendosi leggermente il labbro.

«Sei proprio un maknae ribelle, lo sai? Mi viene proprio voglia di punirti» disse il biondo rispondendo alla provocazione.

«Non credo proprio, bellezza. Quello che deve essere punito qui, fino a prova contraria, sei tu!» detto questo non perse tempo ad aprire le gambe e mettersi a cavalcioni sul suo bacino, ed iniziare a leccargli tutto il collo, non dandogli nemmeno il tempo di replicare.

Taehyung iniziò subito ad ansimare senza riuscire ad afferrare appieno cosa stesse succedendo: Jungkook gli aveva appena tolto la maglia ed ora si trovava con la lingua attaccata ad un suo capezzolo e succhiava avido e veloce, mentre la sua erezione si strusciava su quella dell'altro ancora ricoperta dai pantaloni del pigiama.

Taehyung provò a ribaltare la situazione facendo pressione sulle sue spalle, ma il maknae era incredibilmente forte e determinato, - ora più che mai, - a dominare il suo hyung per avergli mentito. In realtà lo stava detestando non solo per il fatto che era stato con Jimin in passato, ma anche per avergli fatto capire di essere attratto da una persona del suo stesso sesso. Era in confusione, si stava dividendo tra l'odio e l'amore, la gioia e la rabbia. Ma di una cosa era certo: doveva possederlo, ora, su quel letto scricchiolante, e fargli capire che quel corpo, quel cuore, quell'anima era tutta roba sua.

Iniziò così a scendere con la bocca, baciando e leccando ogni punto, e le mani vagavano un po' su sul suo petto, un po' su sui fianchi, per poi posarle definitivamente sul suo culo e stringerlo facendolo ansimare un po' più forte.

Con dita agili, gli sfilò i pantaloni con tutte le mutande; al ché il biondo cercò di alzarsi col busto per poter nuovamente ribaltare la situazione, ma Jungkook lo bloccò con le braccia e si rimise carponi su di lui.

«Dove credi di andare?» chiese con ironia e malizia il maknae, per poi iniziare a baciare e succhiare la sua gola, dove Taehyung si arrese a quel piacere che stava provando.

Non voleva stare sotto, per nessun motivo al mondo, o forse un motivo lo aveva trovato: Jungkook. Si convinse che lo avrebbe fatto solo per farsi perdonare di tutto il casino che aveva combinato, ma in realtà questo lato aggressivo del piccolo, questa sua trasformazione, lo attizzava parecchio. Si lasciò guidare e travolgere completamente da lui e dalla passione che entrambi ci stavano mettendo.

In un attimo sentì un paio di dita entrargli nel buco e i brutti ricordi sembravano voler ritornare, forti, potenti, vividi, ma Jungkook lo stava guardando con così tanto amore, che un calore nel petto lo pervase e lo rilassò a tal punto che iniziò a godere senza nemmeno rendersene conto.

«Ah- Jungkook» gemeva e ardeva di passione, e con lui anche il piccolo che a quella vista si sentì il petto riempirsi di gioia, soddisfazione e liberazione: finalmente era suo, in tutti i sensi.

Con l'altra mano si abbassò leggermente i pantaloni e i boxer, e sostituì le dita impegnate ad allargare il buco, con il suo membro eccitato e bagnato. Il colpo fu secco ma così passionale che Taehyung si sentì subito voglioso di qualcosa di più, desiderava sentirsi al più presto pieno di tutto l'amore che stava provando Jungkook.

Baci, carezze, spinte, ansimi, e qualche lacrima sia di piacere che di dolore, furono i protagonisti di quell'atto considerato impuro e sporco, ma che loro avevano reso limpido e cristallino.

Fecero per la prima volta l'amore.

Entrambi vennero quasi contemporaneamente, Jungkook dentro Taehyung mentre l'altro, senza nemmeno essere toccato, sul suo petto ora affannato e stanco; poi, il minore, sentendosi scoppiare per le troppe emozioni, lo strinse forte a se, iniziando a lacrimare come un bambino.

«Hey, perché piangi?» chiese Taehyung sorpreso, mentre faceva passare una mano tra i suoi capelli.

Lui si limitò a scuotere un po' la testa e a tirare su col naso.

«Fai piangere anche me, dai» continuò con tono basso e roco il biondo.

«Sono solo contento» rispose accoccolandosi ancora di più sul suo petto, chiudendo gli occhi.

Rimasero in quella posizione per un tempo indefinito fin quando Taehyung non spezzò il silenzio.

«Hai mai sentito parlare del Koi No Yokan?» chiese continuando ad accarezzargli i capelli.

Ma Jungkook non rispose: il suo respiro era diventato più pesante mentre la stretta non era più tanto stretta. Quando il biondo se ne accorse sospirò «E va bene, dormi piccolo mio, te lo spiegherò un'altra volta» disse tra sé e sé, chiudendo gli occhi e sentendosi finalmente sereno e felice.


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La fanart non è mia, la firma è sotto il disegno}


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