𝟼 - 𝐷𝐼𝑆𝐶𝑈𝑆𝑆𝐼𝑁𝐺


La zona sociale della Foresta era una piccola radura circolare dal colore verde smeraldo sospesa proprio sopra la piovosa Foresta Nascosta. Tuttavia era difficile trovare viaggiatori intenti a socializzare proprio lì, per quella esisteva già l'area sociale della prateria, più allegra e più giocosa.
Ma per una come Hozes, che trovava divertimento persino nel regno desolato del Deserto, questo passava ovviamente in secondo piano. Difatti Toen la trovò intenta a dondolarsi su una altalena, nel mentre che cercava di attirare l'attenzione di giovanissime falene probabilmente nate solo da qualche giorno.
Anche l'altalena era un incantesimo; comprato in modo permanente per Hozes rappresentava l'accessorio di cui andava più fiera. La piazzava ovunque, persino a caso e senza una logica. Diceva che quello era il modo migliore per fare amicizia con gli altri viaggiatori, in effetti Toen era la testimonianza di quanto la sua sorella acquisita fosse molto amata.
In un'altra circostanza l'avrebbe raggiunta e si sarebbe unita a lei, ma in quel momento la sua mente era rimasta completamente altrove.
"Hozes!" La chiamò tremante. "Hozes!" Continuò più forte.
La più grande saltò giù dalla sella dell'altalena e, notando Toen che la chiamava, si sbracciò nella sua direzione tutta contenta.
"Toen!" Pronunciò allegra. "Volevo restare con te, ma sembravi tutta presa da quei due!" Le confessò mentre continuava a sbracciarsi in un chiaro segno di voler ricevere un abbraccio indietro.
Abbraccio che Toen ignorò in quanto troppo presa da altro.
"Hozes, è vero che nell'Eden si muore?"
L'espressione gioiosa di Hozes cambiò fino a farle abbassare le braccia preoccupata.
"Sono stati loro a dirtelo?" Chiese con una punta di preoccupazione nella voce.
Toen ignorò la domanda e fece un passo in avanti.
"Che importanza ha? Hozes loro hanno detto una bugia, vero?" Cercò conferme Toen. "Perché tu mi hai detto di essere stata nell'Eden e di essere anche ritornata."
Le palpebre di Hozes si chiusero rassegnate, forse stavano solo cercando una risposta o forse erano solo intente a guadagnare del tempo per trovarla. Aprì leggermente la bocca proprio per parlare, ma...
"Mi hai mentito, Hozes?"
Quelle parole giunsero alle sue orecchie stridenti come un coltello su una superficie piana e dura. D'istinto le venne di sollevare una mano e di accarezzarle una spalla. Un gesto insignificante, ma che faceva spesso; di cui Toen non rifiutava mai il tocco.
Nemmeno questa volta lo fece, ma era diverso.
"Non ti ho mai mentito. Io ti ho davvero insegnato tutto quello che so..." Avvertì le proprie parole morirle nella bocca. Toen se ne accorse.
"Ma?"
Hozes strinse i pugni, tanto ormai...
"Siamo creature viventi, siamo destinate a morire." Da quelle parole prese coraggio. "Ma anche se moriamo, la morte non sarà mai la nostra fine."
Al contrario, è solo l'inizio... Questo Toen ancora non poteva saperlo.
"Come può non essere la nostra fine, se quello che ci attende è la morte?"
E difatti...
Hozes avrebbe voluto raccontarle tutto; avrebbe voluto dirle che cosa i viaggiatori si dovevano aspettare una volta varcato il punto di non ritorno, le avrebbe persino rivelato cosa le sarebbe successo dopo, ma... semplicemente non poteva. Già, era troppo per Toen aver scoperto, in quel modo, che Eden era associato a morte.
Si voltò e le diede le spalle, però Toen le afferrò una mano impedendole così di allontanarsi troppo.
"Hozes, ti prego... Io voglio solo sapere che cosa è successo a Uselji." La supplicò, e la sua voce pareva rompersi dal pianto.
Questo era troppo, pensò Hozes serrando con forza le labbra e chiudendo gli occhi. Era troppo debole verso Toen per non accogliere una sua richiesta.
Quando riaprì le palpebre non vide più la radura di erba tipica della Foresta; al contrario, vide uno scenario rosso sangue, fatto di disperazione e dolore. Delicatamente le scostò via la mano e si allontanò di qualche passo.
"La prima volta che sono andata nell'Occhio dell'Eden non ero sicura di quello che stavo facendo." Hozes ricordò di un corridoio stretto e lungo, pieno di statue dagli occhi piangenti. "Sapevo che se avrei proseguito non sarei più tornata indietro, ma quando rimpiansi la mia scelta mi accorsi anche che era già troppo tardi."
Hozes non si voltò indietro per controllare se Toen la stesse capendo o meno.
"A quel punto mi disperai e pensai intensamente che volevo solo tornare indietro, da te e dagli altri." Ricordò. "Ma davanti a me avevo solo un fiume di morte."
La vocina di Toen le arrivò alle orecchie, ripetendo quelle ultime tre parole con voce tremante e impaurita. A pensarci ora Hozes poté solo tirare un sospiro di sollievo.
"Nell'Occhio dell'Eden tutte le tue membra si spezzano, le ali si strappano e si perdono. Non c'è più modo di recuperarle una volta perdute. Infine ciò che ti attende non è altro che la morte, ma sai cosa? Il dolore fisico non è niente paragonato alla brutalità con cui il fuoco del tuo cuore ti viene tolto via."
Finalmente Hozes trovò il coraggio di voltarsi per guardare Toen negli occhi. Inspiegabilmente vide se stessa quando ancora non aveva fatto andata e ritorno verso il suo viaggio finale.
"Ma poi dopo essere morta la mia anima è risorta nuovamente, Toen! Non ero più un misero cadavere nero che camminava, ma una creatura fatta interamente di luce. Quello che noi siamo!"
Le mani di Hozes andarono a stringere le dita di Toen, lo fecero con forza entusiaste e piene di felicità.
Toen non poteva sapere che uno dei ricordi più belli mai vissuti da sua sorella maggiore stava rivivendo nella sua mente.
"Lo so che tu non mi crederai mai, ma... dopo essere risorta io ho rivisto di nuovo tutti quanti, tutti coloro che pensavo non avrei mai più rivisto in vita mia erano lì assieme a me! Volavano con me, fluttuavano con me, mi donavano la loro energia! Sono persino riuscita a trovare te, ho sfiorato la tua mano e ho provato la più bella sensazione della mia vita. Quello è stato il momento in cui ho capito che non importava dove o quando, io e te ci saremmo ritrovate di nuovo!"
Toen cercò di liberarsi dalla stretta di mano da cui Hozes la teneva ingabbiata, lo fece mugolando e provando a tirarsi indietro ma tutto le fu impossibile.
"E sai cos'altro ho capito? Che questo viaggiare, che noi ci imponiamo ogni giorno, altro non è che la nostra gabbia. Perché, credimi, solo una volta che hai sperimentato la morte e voli per rinascere capisci per davvero il significato della parola libertà." La sua voce si placò fino a tornare normale. "Sì, nell'Eden sei un essere libero."
Finalmente Toen riuscì a sottrarsi e lo fece con un forte scatto all'indietro; aveva prestato molta attenzione alle parole di Hozes, aveva provato a capirle, a dare loro un senso...
"Mi dispiace, Hozes. Io non riesco davvero a capirti."
Sapeva che era dispiaciuta, Toen era sempre maledettamente sincera verso gli altri. Non era in grado di nascondere le proprie emozioni, non l'aveva mai fatto e mai ci sarebbe riuscita. Hozes lo accettò, per questo finì per sorriderle rassegnata.
"Questo perché tu ti rifiuti di andarci, nell'Eden."

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