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Roxanne POV
L'odore del sangue putrefatto mi inibí i sensi.
Mi ero separata da Zack piú o meno un mese prima.
Eravamo in casa, porta barricata.
Dopo una settimana dovemmo uscire, più che altro per lui.
Pur essendo uno spirito era comunque metá umano.
Per cui aveva bisogno di mangiare.
Non so nemmeno come succedette.
So solo che l'attimo dopo non c'era piú.
Era ancora vivo, non ho mai dubitato del contrario.
Dalla mia parte, invece, avevo bisogno di mangiare.
Il piano di quella sera saltó.
Ed era un mese preciso che non mangiavo.
Pochi giorni prima aveva piovuto.
Pozzanghere piú o meno grandi decoravano le strade.
Cercavo di non guardarci dentro.
Non volevo vedere come ero ridotta.
Gli occhi mi scivolarono su un movimento in una pozzanghera.
Il mio riflesso.
Avevo i capelli spettinati, c'era da aspettarselo, ma i miei occhi mi spaventrono.
Le venuzze sulla sclera si erano tanto allargate e intensificate che la sclera sembrava completamente nera.
Invece l'iride era saturatissima.
Il fucsia sembrava quasi rosso.
In quel momento ero lì, immobile.
Quasi non respiravo.
Gli zombie non mi si filavano di striscio e alcuni sembravano anche obbedirmi.
Mi hanno morso più e più volte.
Non mi sono trasformata.
Tutte quelle riflessioni vennero interrotte da un leggero odore di vivo.
Dovevo trovare la fonte prima che la trovassero loro.
Non capii più niente e poco dopo mi ritrovai a dilaniare la carne di un corvo.
Affondavo i denti e strappavo grandi pezzi di carne dal corpo che si dimenava sotto le mie fauci in vana cerca di salvezza.
Era morto e continuavo ad affondare il volto nel mio amato pasto.
Restai lì per una buona mezz'ora a spolpare ogni singolo osso.
Ingoiavo senza preoccuparmi delle penne che mi solleticavano lo stomaco.
Quando terminai restó un mucchio confuso di ossa e sangue.
Ero piuttosto sicura che nella foga ingoiai qualche osso.
Mi passai la maglietta sulla faccia per togliere il sangue.
Mi sentivo finalmente piú sazia, mi incamminai senza meta, alla ricerca di un negozio qualsiasi che abbia un bagno, certo se mi capitava un negozio di vestiario era ancora meglio.
La maglietta che avevo trovato nell'armadio di un appartamento al primo piano ormai si era consumata sulla schiena per il continuo strusciare dello zaino.
Dopo un pó di strada mi ritrovo davanti al portone di casa mia.
"Ho girato in tondo... Perfetto"
In un certo senso mi avvantaggiava, potevo da lì riconoscere i pochi punti di riferimento che conoscevo del mio quartiere, di cui uno era...
-La botteghina vicino al bar!-
Mi ritrovai per sbaglio ad esclamarlo ad alta voce, cosa di cui mi pentii subito perchè mi arrivó addosso un runner il tipo di zombie piú veloce, che mi buttó letteralmente a terra.
Mi provó a mordere al collo facendo un odioso rumore quando i denti sbattevano tra loro azzannando l'aria.
Mi era pericolosamente vicino, e anche se non mi trasformo, deh se me strappano l'aggiugulare muoio comunque!
Gli diedi un calcio sulla bocca dello stomaco levandomelo di dosso.
Mi sbrigai a raggiungerlo e ad appoggiargli il piede in testa, spingendo sempre di più.
Ben presto la pressione che il mio piede esercitava sul suo cranio fece il suo effetto, all'inizio sembrava un'ammaccatura, poi mi ritrovai il piede immerso nella testa del runner.
Se le mie scarpe non erano da cambiare prima ora lo sono di sicuro.
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Mi guardai nello specchio della botteghina, dove ero arrivata senza troppi problemi.
Scarpe da ginnastica, pantaloni larghi della tuta neri, maglietta del medesimo colore e felpa verde acqua scuro e sbiadito.
Sembrava che mancasse qualcosa al mio "splendido outfit".
Ebbi un'illuminazione, presi una bandana nera di quelle che si mettono a mo' di sciarpa, uscii di corsa dal piccolo negozio di abbigliamento e mi diressi verso il negozio di attrezzature sportive, presi delle ginocchiere e dei para-gomiti e andai al ferramenta.
In sintesi mi stavo godendo l'apocalisse.
Afferrai un secchio di vernice bianca, uno straccio random e dei guanti da giardino, mi sedetti sul marciapiede e iniziai il mio "lavoretto".
Mi tolsi la felpa e l'appoggiai davanti a me arrotolai lo straccio e lo immersi nella vernice, feci sulla schiena un cerchio, scrivendoci all'interno a ridosso dei bordi "Zombie apocalipse survivor" e ci disegnai un volto chiaramente di uno zombie con dietro di lui un fucile e un'accetta incrociate.
Presi le ginocchiere e i para-gomiti e ci feci sopra una X all'interno di un cerchio con le estremità che uscivano fuori.
Mi guardai intorno, dire che la strada era deserta era un'eufemia.
Appoggiai il busto sul marciapiede e mi stiracchiai, mi legai la bandana al collo e cercai di rilassarmi.
"Chissà come stanno Socom e Axel..."
Aprii gli occhi e per poco non mi prese un'infarto.
Un ragazzino dall'aria impaurita e incerta mi puntava una pistola alla testa.
-Chi sei tu?!-
Disse quasi urlando.
-Hey abbassa la voce, quei cosi potrebbero sentirti-
Gli sussurrai mettendomi a sedere.
Mi accorsi di una cosa guardando la pistola, che non aveva il caricatore.
Decisi di divertirmi un po'.
-Sparami-
Gli dissi aprendo le braccia
-Su sparami, non ho nulla da perdere-
Ok qualcosa ce l'avevo ma lasciamo perdere.
Il ragazzino strinse la presa sulla pistola e chiudendo gli occhi premette il grilletto.
Mi misi a ridere ma mi fermai quando mi sentii qualcosa spingere sulla schiena.
-Mio figlio ti aveva fatto una domanda-
Una voce maschile parlò da dietro di me
-Rispondi-
-Roxanne Simon Alexis Crawler, 13 anni, attualmente in ricerca di un Kinder Bueno-
Mi girai velocemente facendo spostare la canna del fucile fra il mio braccio destro e le costole.
-Non sparare. Me ne andró se è questo che vuoi, ma non sparare-
-Prendi la tua roba e vattene, demone-
Feci come aveva detto. Presi le mie cose da per terra e me ne andai camminando.
Aveva sicuramente visto i residui di sangue sulla mia bocca, in più gli occhi non miglioravano la situazione.
Sospirai e mi fermai appoggiata ad un palazzo, lontano da loro.
Misi la felpa e l'altra roba, per poi portarmi le gambe al petto e cingerle con le braccia.
Ero stanca.
Una dormita me la meritavo.
Spazio autrice
Finalmente una nuova parte! Mi scuso per avervi fatto aspettare cosí tanto ma la mia ispirazione era andata in vacanza.
L'immagine del capitolo è un disegno fatto da me, per cui, se voleste usarlo vi chiedo per favore di farmelo sapere e di creditarmi.
Vi giuro, appena ho visto il numero 28 accanto all'occhiolino mi ha preso un colpo!
Grazie di cuore anche a chi ha messo la storia fra i preferiti.
Per voi è solo un pulsante da spingere ma per me è pura gioia.
Spero di poter scrivere il capitolo 5 presto, grazie di aver letto e...
BOOYAH!
-Mad-Black-Ice
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