33. "Il cielo non fa tante storie. Sta sopra la testa di tutti, buoni e cattivi"


Ecate osserva il grosso lupo nero che arriva in fronte a lei: la corta corsa non ha intaccato il suo fiato, ma ha solo infiammato il suo animo; gli occhi sono vispi e guerriglieri, mentre i pensieri che il lupo vorrebbe urlare arrivano chiaramente nella mente della strega.
«È inutile che incolpi me, caro Alessio.»
Il lupo vorrebbe mascherare la propria sorpresa, ma non si possono nascondere i pensieri a chi è capace di leggerti nel pensiero; anche se i ricordi del loro bacio di Capodanno gli tornano in mente, facendo sorridere la donna.
«Anche quello è stata una missione datomi dal mio Imperatore.»
Un ringhio esce istintivamente dalle fauci del lupo, la donna ride ancora; lasciando che la gelosia e la ferita all'orgoglio dell'uomo diventino la sua barzelletta preferita; poi torna seria, sentendo i pensieri di Alessio e si prepara a difendersi, o ad attaccare.
«Non sono stata io a uccidere il compagno di tua sorella, c'eri anche tu.»
Il nero animale le ringhia ancora addosso, lasciandosi scivolare addosso come lei ha appellato Giacomo, e la rimprovera di non aver ascoltato la richiesta di Sandra e di riportarlo in vita senza che ella fosse stata costretta a uccidere un'altra volta.

Ecate abbassa lo sguardo, puntandolo sui sandali alla schiava che mettono in bella mostra le unghie pitturate di rosso sangue dei suoi piedi.
Proprio quel che piace e vuole il suo uomo.
«Non potevo.»
Il suo è solo un sussurro in mezzo al marasma di suoni creato dalla battaglia che è in corso – una cacofonia di parole e toni che riesce a calmare e a piacere solo all'ex console – ma Alessio, ormai giunto a pochi centimetri dalle calzature della strega, riesce a sentire come se gli fosse stato sussurrato in una delle sue grandi orecchie.
Spinge il muso contro la gamba, lasciata scoperta anche se le temperature di fine febbraio non lo permetterebbero, chiedendole il perché. Lei, però, scuote la testa e si discosta dal suo avversario.
«Faceva parte del piano.» Dice solo.
Cosa che rende ancora più confuso Alessio, il quale guaisce come quando, in forma umana, si lascia sfuggire un lamento di frustrazione quando non riesce a comprendere qualcosa.
Ecate gli fa un cenno con il mento, indicandogli dove guardare.
«Perché pensi che Lui abbia mandato me a fermare te e non a fermare Giacomo?»
Alessio si volta, osservando come Sandra si immobilizza quando il vampiro che ha fatto riportare in vita le giunge davanti e il suo istinto animale gli ordina di raggiungere la sorella, di fermare quell'incontro e quel che ne scaturirà; purtroppo, però, ogni movimento gli viene impedito dalla magia di Ecate che lo ha incatenato, con delle catene di fumo azzurro, davanti all'Altare della Patria.
Un secondo prima che Giacomo abbracci la sorella, Alessio crede di immaginarsi una voce nella sua testa; una voce che gli ha sussurrato il suo dispiacere; la voce di Ecate che, a capo chino e dispiaciuta, si allontana da lui, rendendolo spettatore di quel che succederà.

Quando le braccia del ragazzo avvolgono il suo busto, Sandra riprende a respirare, ricordandosi solo in quel momento come si fa; lascia che i muscoli si rilassino e ricambia la stretta; poi poggia la fronte contro il petto di lui, come se volesse sentirgli il cuore che batte nel petto, ma si accontenta di avvertire il suo odore e la voglia del suo sangue che le invade la gola.
Finalmente torna a sentirsi viva.
Gli occhi le rimangono neri, ma la loro intensa luce viola li illumina quando, come in una danza provata più e più volte, lei si scosta i capelli dal collo e sposta la testa, lasciando campo libero al ragazzo che – senza farsi pregare – affonda i canini nella carne fredda della ragazza, nutrendosi del suo sangue e sigillando il patto che li rende, a tutti gli effetti, partner per l'eternità.
Sigillando il contratto di matrimonio tra vampiri nel bel mezzo di una guerra.

Il momento tra i due, che culmina quando Giacomo – senza staccare la bocca dal collo di Sandra – porta il proprio polso all'altezza del volto della ragazza per contraccambiare e dissetarla, pare durare in eterno. In realtà, si protrae per meno di due minuti.
Quando i due si dividono, con le labbra sporche del sangue dell'altro, si osservano negli occhi – entrambi neri e illuminati di viola – per poi baciarsi in maniera appassionata.
Un bacio che ai due ricorda quello di Capodanno, poiché, come allora, Sandra lo bacia mentre piange il suo dolore: un dolore che prova anche Giacomo dopo aver condiviso i pensieri e le emozioni provate dalla ragazza quando ha bevuto il suo sangue.
Infine i due, senza dire una parola da quando si sono ritrovati, si prendono per mano e – lasciando il sangue a imbrattare i loro volti – cominciano a correre per combattere insieme contro gli esseri umani.

*tratto dal videogioco Devil may cry, pronunciata da Dante

Buongiorno creaturine!
Un altro capitolo estremamente corto, me ne rendo conto e chiedo perdono, ma, come ho già detto, i capitoli, seppur corti, sono molto carichi e renderli più lunghi - a mio parere - rovinerebbero solo l'atmosfera.

Vi è piaciuto questo capitolo?
Ve lo sareste mai aspettato questo risvolto?
E Giacomo che, come Sandra, si vota al male?
Chi li salverà ora?
Chi salverà l'umanità?

Per farmi perdonare della brutta piega che sembra che stia prendendo questa storia, vi lascio quest'immagine di Giacomo e Sandra insieme (gli occhi si vedono poco e sono riuscita a modificarne solo l'iride - che vedrete viola se si potrà zoommare abbastanza 😅)

Sì, ho cambiato il prestavolto di Sandra perché più la guardavo, più mi sembrava fin troppo grande per l'età di Sandra (oltre al fatto che mettendo Ana de Armas e Tom Holland nella stessa foto, quest'ultimo sembrava un poppante 😅)

Al prossimo capitolo!

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